Noto anche come Enrico Pestalozzi nei Paesi italofoni, fu principalmente un riformatore del sistema scolastico, pur essendosi occupato nel corso della vita anche di altri aspetti dell'attività politica. Fondò diversi istituti educativi nelle cantoni svizzeri di lingua tedesca e francese, e scrisse alcuni libri in cui illustrava i suoi rivoluzionari principi sull'educazione. Il suo motto era "Imparare con la testa, le mani e il cuore".

Biografia

Infanzia ed adolescenza - 1746-1765 Nato a Zurigo da una famiglia di fede protestanteMeyer, Ferdinand, Die evangelische Gemeinde in Locarno, ihre Auswanderung und ihre weitern Schicksale, vol. II. Zürich 1836. anche in italiano, La comunità riformata di Locarno e il suo esilio a Zurigo nel XVI secolo, tradotto ed editato da Brigitte Schwarz, Roma 2005. originaria di Chiavenna, quando questa era ancora governata dagli svizzeri, Pestalozzi rimane orfano di padre a soli cinque anni di età. Egli, insieme con i suoi fratelli, è allevato dalla madre e dalla governante Barbara Schmid detta Bàbeli; questa esperienza segnerà la centralità del ruolo materno nella pedagogia del Pestalozzi. Studia al Collegium Carolinum di Zurigo.

Trascorre le vacanze a casa del nonno materno, pastore evangelico di Höngg, villaggio alla periferia di Zurigo. Insieme si recano spesso nelle scuole e nelle case dei parrocchiani. Durante queste visite Pestalozzi entra in contatto con la povertà del mondo contadino, osserva le conseguenze del lavoro minorile e dell'inefficacia della scuola cattolica nel miglioramento di questi aspetti della vita rurale. L'ignoranza dei contadini, la loro sofferenza e l'incapacità di aiutarsi a migliorare la propria condizione lascia in Pestalozzi un'impressione che gli ispirerà le idee future sull'educazione.

Cerca di intraprendere la carriera ecclesiastica, nella speranza di avere l'opportunità di mettere in pratica le proprie idee sull'educazione; tuttavia, l'influenza del filosofo illuminista Jean-Jacques Rousseau lo porta ad iscriversi alla Società Elvetica (fondata nel 1762 da alcuni intellettuali svizzeri tra cui Johann Jakob Bodmer, suo professore di Storia in quegli anni) e a lasciare gli studi teologici per dedicarsi a quelli di giurisprudenza.

Nel 1765, all'età di 19 anni, diventa membro attivo della Società Elvetica scrivendo molti articoli nel giornale ufficiale Der Erinnerer in cui denuncia molti casi di corruzione. Viene accusato di aver favorito l'evasione di un collaboratore del giornale e, nonostante risulti in seguito innocente, viene arrestato per tre giorni. Le vicende di questo periodo travagliato dissuadono Pestalozzi dall'impegno attivo in politica e dall'intraprendere la carriera legale.

Neuhof - 1769-1779 Dopo il fallimento delle sue aspirazioni politiche, Pestalozzi decide di diventare un imprenditore agricolo. In quel periodo Johann Rudolf Tschiffeli, membro della Società Elvetica, aveva raggiunto un notevole successo finanziario grazie ad un modello imprenditoriale che si era dimostrato molto redditizio. Egli aveva trasformato un grande latifondo improduttivo in tante piccole fattorie efficienti economicamente. Nel 1767 Pestalozzi visitò queste fattorie per imparare il modello economico di Tschiffeli. L'anno successivo, insieme comprarono 15 acri di terreno non coltivato nei pressi di Zurigo. Egli ottenne sostegno finanziario da un banchiere per comprare altra terra.

Nel 1769, sposò Anna Schulthess.

Costruisce una casa sulla proprietà acquistata, nonostante su di essa gravasse una pesante ipoteca, e la chiama Neuhof (nuova fattoria). Purtroppo la terra acquistata risulta non adatta alla coltivazione. In seguito ad una relazione sfavorevole sull'investimento, il banchiere di Zurigo decide di ritirare il suo aiuto finanziario. Pestalozzi cerca di incrementare gli affari investendo sull'acquisto di una macchina per la filatura della lana, ma questa nuova iniziativa porta ad un aumento del debito. Durante questo periodo nasce il primo ed unico figlio della coppia, Jean-Jacques, soprannominato Schaggeli, malato di epilessia. La malattia del figlio sarà motivo di preoccupazione continua per i genitori.

Trasformazione di Neuhof da fattoria a scuola industriale Dopo il fallimento dell'azienda agricola, Pestalozzi cercò di dedicarsi all'aiuto dei bisognosi. Egli stesso nel corso della sua vita aveva trascorso periodi di povertà e aveva osservato che tanti orfani venivano istruiti alla coltivazione della terra al solo scopo di essere sfruttati e oppressi. Egli pensava che fosse importante insegnare loro il valore del rispetto di se stessi. Questi pensieri si concretizzarono con la trasformazione di Neuhof in una scuola di tipo professionale (mirata all'insegnamento pratico di una professione), nonostante il parere contrario della famiglia della moglie. Pestalozzi in questa sua iniziativa raccolse il supporto di Isaak Iselin filosofo di Basilea, attraverso le pubblicazione di articoli in suo favore sul Die Ephemerides, periodico che trattava argomenti sociali ed economici. Questi scritti portarono sottoscrizioni e prestiti gratuiti, e di conseguenza la nuova fondazione visse un breve periodo di apparente prosperità. Dopo circa un anno, però, ancora una volta l'inesperienza negli affari di Pestalozzi compromise le finanze dell'istituto, che si trovò prossimo al fallimento. Nel 1777 una richiesta di finanziamento pubblico diede nuova linfa alle casse di Neuhof. Pestalozzi, inoltre, iniziò a collaborare al periodico che pubblicò una serie di sue lettere sull'educazione dei poveri. Tutte queste iniziative servirono solo a ritardare il fallimento e Pestalozzi fu costretto a chiudere l'istituto nel 1779. Con l'aiuto di alcuni amici riuscì a salvare la casa di Neuhof per poterci vivere con i suoi familiari. Nonostante la proprietà fosse stata salvata, i Pestalozzi erano finanziariamente rovinati e ridotti in povertà, abbandonati dai familiari e dalle tante persone che avevano mostrato interesse per le idee del filosofo svizzero.

Periodo di produzione letteraria – 1780–1797 Il filosofo Isaak Iselin, uno dei pochi amici che rimase vicino a Pestalozzi in quel periodo, lo incoraggiò a continuare a scrivere.

La veglia di un solitario – 1780 Nel 1780 Pestalozzi pubblica in forma anonima sul Die Ephemerides una serie di aforismi intitolati La veglia di un solitario. Questo fu il primo lavoro dove cominciavano già a delinearsi quelle idee che furono in seguito conosciute come Pedagogia o Metodo pestalozziano. La pubblicazione degli aforismi attirò nuova attenzione sulle sue idee.

Leonardo e Gertrude – 1781, 1783, 1785, 1787 Pestalozzi conosceva la vita di campagna molto più approfonditamente dei suoi contemporanei, dalle visite alle scuole con suo nonno allo stato di povertà che stava soffrendo in quegli anni. Grazie a queste esperienze, egli riuscì a scrivere e pubblicare una storia in quattro volumi intitolata Leonardo e Gertrude (Lienhard und Gertrud). Questi quattro volumi ruotano intorno alla vita di altrettanti personaggi: Gertrude, Gluphi, Arner ed il parroco del loro paese. Gertrude è una donna sposata con figli che vive nel villaggio di Bonnal, lei insegna ai suoi figli a vivere moralmente onesti nell'amore di Dio e nel rispetto del suo credo. Gluphi è un insegnante di scuola, che, dopo aver constatato il successo di Gertrude nell'educare i figli, prova ad applicare lo stesso modello con i bambini che frequentano le sue lezioni. Anche il parroco del villaggio adotta il sistema di insegnamento di Gertrude con i suoi parrocchiani. Gertrude, Gluphi ed il parroco vengono assistiti da Arner, un politico che richiede l'aiuto delle autorità statali. Grazie a questi quattro personaggi, il villaggio raggiunge una condizione di armonia ed una adeguata educazione alla conoscenza viene garantita a tutti gli abitanti.

Il primo volume ebbe molto successo, mentre gli altri libri, pubblicati a distanza di circa due anni l'uno dall'altro, non raccolsero lo stesso apprezzamento.

Quinto e sesto volume Pestalozzi aveva pianificato anche un quinto ed un sesto volume, ma il manoscritto del quinto si perse durante il suo viaggio a Parigi del 1804 e non si è mai avuta notizia se il sesto sia mai stato scritto.

Cristoforo e Elisabetta – 1782 Pestalozzi scrisse Christoph und Else nel 1782, impostato sull'impronta di conversazioni pomeridiane di indirizzo sociale, affrontando anche il tema della corruzione politica. Contemporaneamente fu fondata la rivista settimanale chiamata Schweizerblatt. Pestalozzi vi ricoprì per un breve periodo il ruolo di capo editore, ma la rivista chiuse prima della fine dello stesso anno.

Mie indagini sopra il corso della natura umana nello svolgimento del genere umano – 1797 Nel 1794 Pestalozzi si reca in visita da sua sorella a Leipzig. Durante questa visita, incontra Johann Wolfgang von Goethe, Christoph Martin Wieland e Johann Gottfried Herder. Sulla via del ritorno a Neuhof, incontra Johann Gottlieb Fichte, che vede nelle sue idee la chiave per risolvere la questione sull'educazione, e gli suggerisce di esporle in un nuovo libro. Dopo tre anni vede la luce Mie indagini sopra il corso della natura umana nello svolgimento del genere umano. Solo alcune persone lessero questo libro, tanto che in un'edizione del 1821, Pestalozzi scrive: “Davvero poche persone lo hanno notato, anche se è stato a disposizione dei lettori per più di vent'anni”.

Questa pubblicazione segna la fine del suo periodo letterario, durato 18 anni, in cui Pestalozzi e la sua famiglia hanno vissuto in povertà, in cui la moglie è stata spesso malata, stesso stato di salute condiviso anche dal figlio, tornato nel 1797 nella casa dei genitori dopo un periodo di apprendistato vissuto a Basilea.

Stans - 1799 Gli ultimi anni del '700 sono un periodo di forte cambiamento politico in tutta Europa. Quando la servitù della gleba viene abolita in Svizzera, Pestalozzi decide di diventare un educatore. Egli scrive un progetto per una nuova scuola pubblica e lo sottopone a Philipp Albert Stapfer, il nuovo Ministro delle Arti e delle Scienze, che lo approva. Purtroppo il progetto non viene portato a termine perché non si riesce a trovare una struttura adatta ad accogliere la scuola. Nel frattempo a Pestalozzi viene chiesto di prendersi cura del giornale governativo Helvetisches Volksblatt, nella speranza che egli potesse favorire l'accettazione degli svizzeri nei confronti del nuovo governo, visto che, in quel periodo, ogni tipo di cambiamento veniva percepito dalla popolazione come una nuova forma di tirannia.

Quando l'esercito francese invade la città di Stans nel 1798, molti bambini rimangono senza casa o famiglia. Il governo svizzero decide di creare un orfanotrofio e coinvolge Pestalozzi, incaricandolo il 5 Dicembre 1798 di dirigere l'istituto appena fondato. Pestalozzi mentre si reca a Stans il 7 dicembre scrive: "Vado volentieri, nella speranza di offrire a questi piccoli innocenti una lieve compensazione per le perdite che hanno dovuto sopportare, e di trovare nella loro miseria un fondo di gratitudine. Con tutto il mio zelo accetto il compito che rappresenta il sogno più grande della mia vita, sono pronto ad iniziare perfino sulle cime più alte delle Alpi e senza fuoco ed acqua, così che parlare sia l'unica cosa concessami."

Il governo aveva previsto di convertire il convento delle orsoline di Stans per ospitare l'orfanotrofio, ma, quando Pestalozzi arriva a Stans, i lavori sono ancora distanti dall'essere ultimati. Il 14 Gennaio 1799, i primi orfani arrivano nel nuovo istituto. In questa occasione Pestalozzi scrive, "Sono in condizioni terribili, sia fisiche che mentali". Lui in prima persona si fa carico di molte mansioni all'orfanotrofio, tra cui direttore, impiegato, padre, guardiano, infermiere ed insegnante. Non ha alcun materiale scolastico e l'unico suo assistente è una governante.