Chiuro (Ciǜür in dialetto valtellinese) è un comune italiano di abitanti della provincia di Sondrio in Lombardia. È situato nella media Valtellina sulla sponda destra del fiume Adda, che dista circa 10 chilometri ad est dal capoluogo.

Reperti preistorici

Nel 1959 Maria Reggiani Rajna rinvenne, incastrate nel muretto di una vigna presso la contrada Castionetto, due stele preistoriche attualmente custodite presso il Museo Valtellinese di Storia e Arte di Sondrio.

La prima stele ha forma di parallelepipedo (60 cm per 30 cm) ed è decorata su entrambe le facce. Su una faccia è raffigurato un elemento a tre linee parallele, probabilmente una collana. Secondo gli esperti risalirebbe all'eneolitico (2200 - 1800 a.C.). L'altra faccia rappresenta una figura antropomorfa che afferra nella mano destra un'ascia dal lungo manico, una sorta di alabarda. Secondo il Priuli, si sovrapporrebbero ben 5 fasi di incisioni in cui l'ultima fase sarebbe di epoca medioevale.

La seconda stele mostra una rappresentazione di una ruota a doppio cerchio con otto raggi interni. Secondo Emmanuel Anati, archeologo e direttore del Centro Camuno di Studi Preistorici di Capo di Ponte, questa figura sarebbe "comune nell'arte rupestre camuna a partire dal secondo periodo, ossia dall'eneolitico, ma sconosciuto altrove". Potrebbe trattarsi di un simbolo solare o semplicemente di una raffigurazione di una ruota.

Monumenti e luoghi di interesse Architetture religiose

Chiesa dei Santi Giacomo e Andrea

La chiesa parrocchiale dei Santi Giacomo e Andrea è attestata a partire dal Basso Medioevo.

Nel 1896-97, a causa dell'incremento demografico, si decise di ampliare la chiesa prolungandola di una campata. La facciata si trovò pertanto addossata al Portico dei Disciplini, riccamente affrescato dal pittore grosino Cipriano Valorsa (1514-1604) attiguo alla Cappella di Santa Marta con affreschi della scuola di Giovannino da Sondalo.

L'interno, riccamente decorato, presenta numerose opere d'interesse, tra cui la Crocifissione di Gian Giacomo Borni (1635-1700), detto Giacomo Bate, e vari tele e affreschi di Giacomo Parravicini (1660-1729). Il campanile fu realizzato su progetto del vacallese Giovanni Antonio Piotti.

Nella casa parrocchiale, posta a lato della chiesa, si trova un San Vincenzo Ferreri del pittore ticinese Giuseppe Antonio Petrini di Carona (1677-1759).

Chiesa della Madonna della Neve e San Carlo Dedicata alla Madonna della Neve e a San Carlo, la chiesa fu edificata nel 1600, per voto del nobile Giovanni Antonio Quadrio, su una preesistente chiesetta. Consacrata il 18 settembre 1628 dal vescovo di Como Lazaro Carafino, è dedicata alla Beata Vergine della Neve e a San Carlo Borromeo. L'8 gennaio 1748 venne benedetto l'altare dedicato a San Francesco di Paola e il 22 giugno 1751 l'altare dedicato a San Vincenzo Ferreri. Nell'anno 1773, Carlo Domenico Giudice realizzò il portale in marmo dell'ingresso principale. La facciata presenta tre statue, Sant'Andrea, San Carlo Borromeo e Maria, madre di Gesù, realizzate dal ticinese Andrea Casella. All'interno la navata è coperta da una volta a botte completamente affrescata con tre medaglioni dipinti da Cesare Ligari (1716-1770) e incastonati entro quadrature di Giuseppe Coduri detto il Vignoli (1720-1802). Muovendosi dall'ingresso verso l'altare maggiore, le pitture presenti sulla volta raffigurano: Davide e Salomone,l’Allegoria della Purezza, l’Assunzione di Maria e l’Allegoria della Verità. Il tema dell'Assunzione si ritrova nel presbiterio, più precisamente nel dipinto eseguito dal valtellinese Giacomo Parravicini detto il Gianolo (1660-1729). A tema mariano è anche l'altare maggiore, dove trova posto una statua raffigurante la Madonna col Bambino. Altre opere conservate all'interno della chiesa: una grande tela raffigurante il Miracolo della Madonna della Neve realizzata nel 1716 da Giuseppe Brina, affreschi realizzati nel 1751 dal milanese Alessandro Parravicini, episodi della vita di San Giuseppe, opera di Torildo Conconi, una tela con San Nicola vescovo del bormino Carlo Marni.

Altri edifici religiosi

Oratorio dei Confratelli, che conserva affreschi di Francesco Della Torre (1778). Chiesa di Sant'Antonio

Architetture civili

La torre di Castionetto

La Torre di Roncisvalle detta anche Torre di Castionetto è una torre di osservazione che sorge in contrada Castionetto ad un'altitudine di 689 m s.l.m. e viene tradizionalmente indicata come appartenuta a Stefano Quadrio, condottiero del XV secolo. Si affaccia sulla Valtellina a costituire, ancora oggi, un punto di osservazione preferenziale.

Altro

Palazzo Quadrio (XVI secolo), impostato su una fortificazione di epoca medievale.

Società Evoluzione demografica

Economia Artigianato L'artigianato locale è incentrato sulla produzione del tappeto tipico denominato il <<pezzotto>> valtellinese, caratterizzato da una grande vivacità e varietà di colori, oltre a pregevoli disegni geometrici.

Amministrazione L'amministrazione comunale è al momento costituita dalla lista civica "Rinnovamento e Continuità per Chiuro" con il sindaco Tiziano Mafezzini.

Sport Presente sul territorio comunale il Gruppo Sportivo di Chiuro, che organizza principalmente attività di Atletica, Pallavolo e molto altro.

Infrastrutture e trasporti Chiuro è attraversato, nel settore meridionale del territorio comunale, dalla strada statale 38 dello Stelvio, principale asse viario della Valtellina. Da tale arteria si diramano alcune strade provinciali come la strada provinciale 23, che collega il comune a Castello dell'Acqua, e la strada provinciale 21 dir/D, che mette in comunicazione la parte meridionale del territorio comunale con la frazione di Castionetto; il territorio comunale è inoltre servito dalla strada provinciale 21, nota come "Strada panoramica dei castelli", che attraversa la frazione di Castionetto e collega i centri del versante retico tra Sondrio e Teglio.

Il territorio è servito dalle stazioni ferroviarie di Chiuro e di Ponte in Valtellina (quest'ultima posta nella località di Casacce) entrambe aperte nel 1902 e situate lungo la linea Tirano-Lecco, con collegamenti ferroviari regionali e RegioExpress gestiti da Trenord.

Il trasporto pubblico su gomma è assicurato da linee automobilistiche extraurbane gestite dalla Società per i Trasporti Pubblici di Sondrio, che collegano il comune con il capoluogo e con le principali località della media e alta Valtellina, nonché con le frazioni del territorio comunale.

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Note

Bibliografia

Voci correlate Stazione di Chiuro

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