In Europa sono sempre esistiti giochi e passatempi da disputare su superfici ghiacciate, molti dei quali erano per certi versi degli antesignani dell'hockey moderno.
Le origini e le principali competizioni internazionali si ritiene che in tutta l'Europa Settentrionale fin da tempi antichi siano esistiti giochi da praticare su superfici ghiacciate, quindi stabilire con esattezza il punto di partenza dell'hockey è praticamente impossibile:
si pensa che i Vichinghi fossero dei provetti pattinatori e che avessero potuto ideare un passatempo con le mazze, ma forse le basi dell'hockey potrebbero essere ricercate nel Kolf (Kolven) olandese del XVII secolo, sebbene le somiglianze di questa disciplina con l'hockey moderno siano piuttosto limitate.
Il Kolf olandese si diffuse anche in Gran Bretagna, dove in ogni caso erano già presenti alcuni giochi simili (molto spesso versioni "invernali" dell'hockey su prato): ci sono numerosi dipinti in cui sono ritratti discipline e passatempi praticati su fiumi e laghi ghiacciati; nel 1642, inoltre, ad Edimburgo fu fondato il primo circolo di pattinaggio d'Europa.
Verso l'inizio del XIX secolo, emerse il bandy, un gioco praticato con una pallina (e non con un disco), che in poco tempo avrebbe acquisito popolarità in tutto, prima di espandersi nel resto dell'Europa: gli incontri di bandy si svolgevano su di un campo da calcio completamente ghiacciato, in cui si sfidavano due squadre composte di 11 elementi; le estese dimensioni del terreno di gioco richiedevano ai giocatori grande abilità nel pattinaggio e nei passaggi.
Ben presto il bandy catturò l'interesse come dimostrato da alcune testimonianze che affermano la presenza di sfide tra i membri della famiglia reale fin dagli anni cinquanta; qualche decennio più tardi, a Londra comparvero le prime piste artificiali, tra cui il Glaciarum, costruito a Chelsea nel 1876.
In quello stesso periodo, in Canada si stava sviluppando l'hockey moderno, che, tuttavia, potrebbe avere radici nel bandy, sicuramente giocato dai soldati britannici anche in territorio nordamericano; inoltre, in Irlanda assieme al bandy era presente l'hurling, un gioco praticato anche in alcuni college canadesi, mentre in Scozia la disciplina con maggior seguito era lo shinty, che in Canada diventò shinny.
Quando i militari inglesi rientrarono in patria, importarono la nuova disciplina canadese che iniziò il proprio sviluppo anche in Europa: alcuni storici ritengono che la prima partita di hockey nel Vecchio Continente si sia disputata a St. Moritz (Svizzera) gli studenti di Oxford sconfissero 6-0 gli acerrimi rivali di Cambridge.
Sebbene a livello dilettantistico, il bandy viene praticato ancora oggi e da diverso tempo è presente la Federazione Internazionale, che organizza i campionati del mondo; le principali nazionali di bandy sono la Svezia, la Russia, la Norvegia, la Finlandia, gli USA, ma anche la Bielorussia, il Kazakistan e l'Estonia.
Diffusione Nel 1893 la famiglia di Lord Stanley ritornò in Gran Bretagna e contribuì alla diffusione dell'hockey canadese, insegnando le regole del gioco all'intera nazione: nel 1895 sul lago ghiacciato di Buckingham Palace, fu disputata una partita di hockey tra gli "Stanleys" e alcuni membri della famiglia reale, tra cui il Principe di Galles, futuro Re Edoardo VII, e il Duca di York, futuro Re Giorgio V.
Sul finire del secolo nacquero le prime squadre, collegate ai principali circoli di pattinaggio della Nazione (tra cui il Princes Skating Club); nel 1903 fu creata la English Ice Hockey League, la prima lega nazionale presente in Europa, il cui titolo inaugurale fu assegnato ai London Canadians.
In breve tempo, l'hockey si espanse nelle principali nazioni europee e nel 1908 alcuni delegati provenienti da Gran Bretagna, Francia, Belgio e Svizzera fondarono a Parigi la Ligue Internationale de Hockey sur Glace, la lega che avrebbe organizzato Mondiali e Olimpiadi e che, in seguito, si sarebbe trasformata nella International Ice Hockey Federation (IIHF).
Nel 1909 la IIHF organizzò a Chamonix un torneo internazionale che fu vinto dalla Gran Bretagna; un anno più tardi (1910), la Svizzera ospitò il primo Campionato Europeo, cui parteciparono, oltre agli Elvetici padroni di casa, Germania, Belgio, Gran Bretagna e Oxford Canadians, squadra formata da studenti canadesi, fuori classifica: la manifestazione continentale dimostrò la superiorità dei britannici, che si laurearono campioni d'Europa, superando nell'ordine tedeschi e belgi.
Gradualmente l'hockey si espanse in tutta l'Europa, tanto che negli anni successivi altre nazioni entrarono a far parte della Federazione Internazionale, ma la prima guerra mondiale provocò la cancellazione del Campionato Europeo a partire dopo l'edizione del 1914; l'Italia si unì alla IIHF nel 1923.
Le prime Olimpiadi Nel 1920 l'hockey su ghiaccio fu inserito all'interno dei Giochi della VII Olimpiade di Anversa, sebbene come disciplina dimostrativa; il gioco, era molto diverso da quello che noi conosciamo, infatti, ogni squadra era composta di 7 giocatori e le partite erano suddivise in due tempi da 20 minuti.
La medaglia d'oro fu vinta dal Canada di Frank Fredrickson, che batté gli Stati Uniti (le due nazioni nordamericane si erano aggregate alla IIHF in quello stesso anno), mentre la Cecoslovacchia si piazzò al terzo posto; nonostante l'ufficiosità di quel titolo olimpico, i dirigenti della IIHF conferirono al torneo di Anversa lo status di Campionato Mondiale: di conseguenza, il Canada fu la prima squadra a laurearsi campione del mondo; questa coincidenza si ripeté fino al 1968.
Nel 1924 a Chamonix fu organizzata l'edizione inaugurale dei Giochi Invernali, nel cui programma era ovviamente presente, insieme ad altri 5 sport, l'hockey su ghiaccio: il Canada, superando gli USA, si aggiudicò la prima medaglia d'oro olimpica ufficialmente riconosciuta. Dal 1972 il Campionato del Mondo fu separato dal torneo olimpico.
Mondiali e Europei, criteri Tra il 1921 e il 1927, nel 1929 e 1932 furono organizzati i Campionati Europei indipendenti; dal 1930 (escluso il 1932) il Campionato Europeo fu inglobato all'interno del Mondiale. Il Campionato del Mondo del 1991 fu l'ultimo torneo in cui fu assegnato il titolo europeo. A causa della seconda guerra mondiale, non fu organizzata alcuna manifestazione tra il 1940 e il 1946. Nel 1980, nel 1984, nel 1988 il Campionato del Mondo non fu organizzato.
Tra il 1930 e il 1981, per stabilire quale fosse la migliore squadra europea, al termine dei Campionati mondiali veniva premiata il team che aveva raggiunto la posizione più elevata all'interno del torneo. Nel 1980 il titolo europeo non fu assegnato.
Dal 1982 fino al 1991 invece, la formazione con la migliore classifica al termine delle partite eliminatorie del Campionato Mondiale (escluse quelle contro Canada e USA) era premiata con il titolo europeo; nel 1984 e nel 1988 il titolo europeo non fu assegnato.
Ai Mondiali del 1991 (organizzati in Finlandia e vinti dalla Svezia), l'URSS si aggiudicò l'ultimo titolo continentale; nel 1992 il titolo europeo venne soppresso.
In quasi tutte le edizioni di Mondiali e Olimpiadi tra il 1930 e il 1991, non era prevista alcuna finale per stabilire la squadra vincitrice: le medaglie, infatti, erano assegnate al termine di gironi all'italiana. Nel 2001, le tradizionali Pool A, B, C, D sono state sostituite rispettivamente da World Championship, World Championship Division I - Gruppo A e Gruppo B, World Championship Division II - Gruppo A e Gruppo B; nel 2003 è stata istituita la Division III.
Le competizioni internazionali erano sempre riservate ai dilettanti, di conseguenza i professionisti della NHL non ne erano ammessi: fino agli anni sessanta, il Canada era rappresentato dalla vincitrice della Allan Cup (migliore squadra amatoriale della nazione), ma il continuo innalzamento del livello tecnico degli Europei relegò la "Foglia d'Acero" lontano dalle prime posizioni; quando nel gennaio 1970 la IIHF confermò il divieto per i professionisti, la Federazione Canadese ritirò le proprie formazioni dai maggiori tornei internazionali.
Nel 1976, sebbene il CIO ("Comitato Olimpicato Internazionale") mantenesse ancora il divieto per i Giochi Olimpici, la IIHF cancellò la norma sul dilettantismo, permettendo a Canada e Stati Uniti il libero utilizzo dei loro giocatori ai Campionati del Mondo (il Canada rientrò ufficialmente soltanto nel 1977).
I Mondiali si disputano durante i mesi primaverili e sono sempre in concomitanza con i playoff della NHL; di conseguenza, le varie nazionali possono utilizzare solamente quei giocatori, le cui squadre sono già state eliminate dalla corsa alla Stanley Cup.
Per quanto riguarda le Olimpiadi, il CIO mantenne il divieto per i giocatori professionisti fino al 1988, anche se solamente nel 1998 i dirigenti della NHL decisero di interrompere la stagione per permettere ai vari giocatori di aggregarsi alle rispettive nazionali: il torneo olimpico di Nagano del 1998 e quello del 2002 di Salt Lake City furono delle vere parate di stelle.
in Europa Gran Bretagna Sebbene sia ora relegata nelle serie inferiori, la formazione di Sua Maestà, fino alla Seconda guerra mondiale, era l'unica squadra a poter sfidare il Canada. La Gran Bretagna interruppe il dominio della "Foglia D'Acero" ai IV Giochi olimpici invernali, vincendo un'insperata medaglia d'oro a Garmisch-Partenkirchen; tuttavia va ricordato che quella formazione annoverava diversi giocatori canadesi emigrati nel Regno Unito. L'hockey si diffuse anche in Scozia, tuttavia la nazionale rimase sempre quella della Gran Bretagna, altrimenti la partecipazione alle Olimpiadi non sarebbe stata possibile.
Negli anni cinquanta la Gran Bretagna retrocesse nei gironi inferiori e non riuscì più a rientrare nel raggruppamento principale (a parte una veloce apparizione nel 1994); ora, la nazionale britannica gioca in Division I - Gruppo A.
Albo d'Oro:
Olimpiadi: 1 oro, 1 bronzo Mondiali: 1 oro, 2 argenti, 2 bronzi Europei: 4 ori, 2 argenti, 1 bronzo
Cecoslovacchia Tra le potenze europee, quella con la storia più antica è sicuramente la Cecoslovacchia, in cui l'hockey si sviluppò grazie al contributo di Josef Rossler-Orovsky e Josef Gruss: il primo era un atleta locale che, al termine di un soggiorno a Parigi, portò in patria diverse mazze e diffuse un gioco francese; il secondo era un docente all'Università di Karlov che tradusse in ceco le regole canadesi.
Nel 1908 Gruss istituì alcune squadre nella città di Praga e nel mese di novembre dello stesso anno contribuì alla fondazione della Czech Hockey Union; l'hockey riscosse immediatamente successo, infatti, la Boemia (la Cecoslovacchia nacque alla fine della Prima guerra mondiale) fu tra le primissime nazioni ad iscriversi alla IIHF, vincendo il titolo europeo nel 1911 e nel 1914. Dopo la Grande Guerra, la Cecoslovacchia continuò a produrre hockey di eccellente livello, dimostrando il proprio valore con numerosi titoli europei e medaglie mondiali.
Uno dei primi fuoriclasse cechi fu l'attaccante Josef Malecek, membro dell'LTC Praga, una delle più forti compagini europee tra le due guerre mondiali: Malecek fu notato da alcuni osservatori canadesi, i quali erano convinti che il campione ceco avrebbe potuto tranquillamente giocare nella NHL. Nella sua carriera, Malecek partecipò a 16 edizioni dei Mondiali e 3 Giochi Olimpici, segnando 114 reti in 107 partite con la maglia della nazionale.