Per monetazione dei Flavi si intende l'insieme delle monete emesse da Roma durante il principato dei tre Imperatori della dinastia dei Flavi: Vespasiano, Tito e Domiziano (dal 69 al 96).
Contesto storico
I Flavii Vespasiani erano una famiglia della classe media, d'origine modesta, giunta poi all'ordine equestre grazie alla militanza fedele nell'esercito, che giunse al potere quando Tito Flavio Vespasiano, generale degli eserciti d'oriente, prese il potere durante l'Anno dei quattro imperatori.
Vespasiano
Con la contestazione del potere di Vitellio da parte delle legioni orientali, Vespasiano, inviato da Nerone a reprimere la rivolta degli ebrei in Palestina, venne scelto da esse come nuovo candidato. Lasciato il figlio Tito in Giudea, egli si recò in Egitto aspettando prudentemente a recarsi a Roma finché generali a lui fedeli sconfissero Vitellio nella pianura padana (Seconda battaglia di Bedriaco del 69) e finché non ricevette manifestazioni di pubblica obbedienza da parte del Senato e da ogni area dell'Impero. Nella capitale stazionò intanto il figlio secondogenito Domiziano, come reggente, finché non venne raggiunto dal padre nell'estate del 70.
Ristabilita dunque la calma, Vespasiano poté dedicarsi a ristabilire al più presto l'ordine, riconducendo le varie istituzioni alle loro competenze originarie frenando sia le richieste dei generali, sia l'indebolimento del Senato. Per riuscirci fece approvare la lex de imperio Vespasiani, dove chiariva le prerogative della sua carica, dell'utilizzo del titolo di Cesare e indirizzava verso una natura ereditaria la dignità imperiale. Nella sua riforma egli escluse ogni riferimento al modello monarchico ellenistico, anche se di fatto si riservò un potere assoluto.
Per facilitare il passaggio di potere ai suoi due figli egli li tenne sempre in prima linea nel governo. Tito continuò l'incarico in Giudea, debellando la ribellione ebraica nel 70 (distruzione di Gerusalemme) e dedicandosi negli anni successivi alla repressione degli ultimi focolai (assedio di Masada). Quando tornò a Roma Tito ricevette il trionfo, ottenne i poteri di tribuno e ricoprì, col padre, la carica di censore, oltre ad essere più volte console e prefetto del pretorio (cioè capo dei pretoriani). La censura di Vespasiano e Tito permise loro di intervenire sulla composizione del Senato. Vespasiano favorì l'accesso alla carica senatoria di numerosi esponenti non italici (soprattutto ispanici e galli), favorendo così la romanizzazione delle province.
In campo economico, dopo il disastroso anno dei quattro imperatori, fu costretto a attuare una politica di rigore con misure anche impopolari, quali l'introduzione di nuove tasse. Grazie alle nuove entrate venne intrapresa una notevole stagione edilizia nella capitale e nelle province. Questo portò nuovo benessere a tutto l'Impero.
Dal punto di vista militare Vespasiano cercò di consolidare e estendere i confini, soprattutto nelle zone più strategiche, come la Britannia e la zona tra Reno e Danubio (circa l'attuale Foresta Nera).
Vespasiano attribuì il potere ereditario a entrambi i suoi figli, informando il Senato romano che sarebbe stato uno di loro a succedergli al potere.
Vespasiano fu dunque fautore di un ristabilimento economico e sociale in tutto l'Impero che godette, grazie al suo governo, di una pax che rimarrà proverbiale. Di fatto per questo fu uno degli imperatori più amati della storia romana.
Titolatura imperialeNumero di volteDatazione eventoTribunicia potestas (accettata formalmente in epoca tarda)Svetonio, Vita di Vespasiano, 12.10 volte:la prima volta (I) il 1º luglio del 69Svetonio, Vita di Vespasiano, 6. e poi rinnovatagli ogni anno, alla stessa data.Consolato9 volte:Svetonio, Vita di Vespasiano, 8.nel 51 (I),TPSulp 17; Giuseppe Camodeca, Tabulae Pompeianae Sulpiciorum. Edizione critica dell'archivio puteolano dei Sulpicii, Roma, Quasar, 1999, nº 17. ISBN 88-7140-145-X 70 (II), 71 (III), 72 (IV), 74 (V), 75 (VI), 76 (VII),I(nscripriones) L(atinae) Alg-1, 3885, Stéphane Gsell, , Paris, Champion, 1922, t. 1, 3885; Robin George Collingwood; Richard Pearson Wright, The Roman Inscriptions of Britain (RIB), Vol. 2, fasc. 1: , Gloucester 1990: 2404,34 e 35. 77 (VIII) e 79 (IX).Salutatio imperatoria20 volte:; I (al momento della assunzione del potere imperiale) nel 69, (II-III-IVCIL, 2-14-2-1, 897 = Géza Alföldy, Die Römischen Inschriften von Tarraco, Berlin, W. de Gruyter, 1975, nº 72 . ISBN 3-11-004403-X.-V) nel 70, (VI-VII-VIII) 71, (IX-X) 72, (XI) dopo luglio del 73, (XII-XIII-XIV e ) 74, (XV-XVI-XVII-XVIII) 76, (XIX) 77, , , e e (XX) 78.Altri titoli2 volte:Pater Patriae (in epoca tarda) e Pontifex Maximus nel 70.
Tematiche principali
Propaganda politica al termine della guerra civile
La propaganda politica che seguì alla presa di potere del nuovo imperatore, Vespasiano, fu di celebrare con nuove emissioni monetali, la PAX ORBIS TERRARUM ritrovata o la PAX AUGUSTA (e la successiva costruzione del tempio della Pace a Roma a partire dal 74).
La propaganda prevedeva anche il CONSENSUM EXERCITUM o la CONCORDIA EXERCITUM, ovvero l'avere ormai dalla propria parte non solo le armate orientali ma anche quelle dell'intero Impero e la stessa flotta (NEPTUNUS REDUX). Erano, inoltre, celebrati il GENIUS POPULI ROMANI e lAETERNITAS IMPERII, ed in una moneta si celebrava la stessa ROMA sopra i sette colli, a fianco della lupa e dei due gemelli.
Propaganda politicaImmagineValoreDrittoRovescioDatazionePeso; diametroCatalogazioneÆ SesterzioIMP CAES VESPAS AUG PM TRP PP COS III, testa laureata verso destra.PAX AUGUSTI, la Pace in piedi verso sinistra, tiene un rametto ed una cornucopia; S C in esergo.713.34 grRIC Vespasianus, II, 437; BMCRE 555; Cohen 327.AureoIMP CAES VESPASIANUS AUG, testa laureata verso sinistra.COS VII (in alto), una delle quattro giovenche di Mirone, che vennero spostate dal Tempio di Apollo Palatino a quello della Pace.7619 mm, 7.28 g, 6 h (Zecca di Roma antica)RIC Vespasianus, II 842; Calicó 621.AureoT CAES IMP VESPASIAN, testa laureata verso destra.COS V (in alto), una delle quattro giovenche di Mirone, che vennero spostate dal Tempio di Apollo Palatino a quello della Pace.7619 mm, 7.29 g, 6 h (Zecca di Roma antica)RIC, 857 (Vespasianus); Calicó 733; NAC 49, 162.
La successione Lo stesso Svetonio racconta di Vespasiano che lo stesso pronunciò la frase: "O mi succederanno i miei figli (Tito e Domiziano) o nessuno!".Svetonio, Vita di Vespasiano, 25. Non a caso sulle monete, fin dai primi anni del suo principato, appare la scritta di CAESAR per entrambi figli o riguardo a Domiziano la scritta PRINCEPS IUVENTUTIS. L'introduzione del concetto di AETERNITAS nella monetazione ben combacia con il desiderio di successione dinastica di Vespasiano.
Altri temi
Altre concetti che compaiano in molteplici monete di Vespasiano e legati alle sue politiche sono ROMA RESURGENS o ROMA RESURGES e CONCORDIA o CONCORDIA AUGUSTI.
La vittoriosa campagna contro i Giudei
La rivolta cominciò nel 66 dopo che già da oltre vent'anni la popolazione giudaica era insoddisfatta del mal governo romano e dei suoi prefetti, come Lucceio Albino e Gessio Floro,Giuseppe Flavio, La guerra giudaica, II, 14 oltreché della crescente avversione all'aristocrazia laica e sacerdotale, sempre più corrotta. La guerra che ne seguì portò alla fine una inevitabile ed annunciata vittoria romana, celebrata nella monetazione del periodo (dal 71 in poi), ma anche una grande strage della popolazione, la distruzione del Tempio di Gerusalemme, edificio che non verrà mai più ricostruito, la riduzione in schiavitù di 97.000 Giudei (dispersi in tutto l'impero),Giuseppe Flavio, La guerra giudaica, VI, 9 e la creazione di una tassa nei confronti dei Giudei (a rimborso delle spese di guerra), il cosiddetto Fiscus iudaicus (abolita solo con Nerva 25 anni dopo).
Vittoria sui GiudeiImmagineValoreDrittoRovescioDatazionePeso; diametroCatalogazionesesterzio IMP CAES VESPASIAN AUG P M TR P P P COS III, testa laureata verso destra;IVDAEA CAPTA (la Giudea conquistata), un giudeo in atteggiamento di lutto, seduto verso sinistra all'ombra di una palma; a destra un prigioniero giudeo con le mani legate dietro la schiena, in piedi verso sinistra, le armi catturate dietro; S C in esergo. Fa certamente riferimento alla fine dell'assedio di Gerusalemme (agosto/settembre del 70).inizi del 7126.30 grRIC Vespasianius, II, 426; BMCRE 542; BN 494; Cohen 238.DenarioT CAES IMP VESP PO-N TR POT, testa laureata e busto con drappeggio.Un giudeo seduto a lutto sulla destra all'ombra di una palma, Vespasiano in piedi sulla sinistra della palma in abito militare, ai piedi un elmo, tiene una lancia ed il parazonium.dopo luglio del 71?3.34 grRIC Vespasianus, II, 367; RPC II 1934; Brin 93; BMCRE 518 (Vespasiano); RSC 392.DenarioT CAES IMP VESP PON TR POT, testa laureata e busto con drappeggio.Nessuna legenda, Tito in quadriga verso destra celebra il trionfo, tiene uno scettro ed un ramo d'ulivo.dopo luglio del 71?18 mm, 3.52 gr, 5 h;Roman Imperial Coinage, Vespasianus, II 368; RPC II 1935; Hendin 789; BMCRE 521; BN 324; RSC 395.Denario d'argentoIMP CAES VESP AVG P M COS IIII, testa laureata dell'Imperatore Vespasiano.Nessuna legenda, Vespasiano su una quadriga verso destra.7218mm, 3.30 gmRIC II 364; RPC II 1931; RSC 643.DenarioIMP T CAES VESP AVG, testa laureata e busto con drappeggio.TR POT VIII COS VII, un giudeo in ginocchio verso destra, di fronte ad un trofeo di armi sopra di lui.793.34 grRSC 334a.
Tito
Tito, figlio maggiore di Vespasiano, governò per appena due anni, per cui il suo operato non lasciò tracce significative. Sebbene lodato dagli storici dell'epoca, ciò non deve trarre in inganno, in quanto era usanza comune accompagnare da lodi l'avvento del nuovo imperatore, riservandosi magari le critiche per l'operato successivo. Spontaneo fu comunque il consenso popolare nei suoi confronti, anche in occasione di calamità naturali come l'eruzione del Vesuvio del 79, che distrusse Pompei e Ercolano. L'interessamento e l'intervento immediato dell'imperatore suscitò verso di lui le simpatie degli strati sociali più umili. Visse ancora di riflesso alla grande popolarità del padre.
Titolatura imperialeNumero di volteDatazione eventoTribunicia potestas11 volte:la prima volta (I) il 1º luglio del 71 e poi rinnovata ogni anno.Consolato8 volte (designato per la nona volta?):nel 70 (I), 72 (II), 74 (III), 75 (IV), 76 (V),RIB-2-1, 2404,34 e 35. 77 (VI), 79 (VII) e 80 (VIII).Salutatio imperatoria18 volte:I nel 70, (II) nel 71, (III-IV) 72, (V) 73, (VI-VIII) 74, (IX-XII) 76, (XIII) 77, (XIV) 78, (XV) dopo l'8 settembre del 79; e (XVI-XVII-XVIII) 81.Altri titoli2 volte:Pater Patriae e Pontifex Maximus dal giugno del 79.
Tematiche principali
L'anfiteatro Flavio (o Colosseo)
Durante il suo breve principato, a parte la celebrazione della vittoria sui Giudei, la tematica più importante nella produzione monetale di Tito, fu la celebrazione del più grande anfiteatro romano (Flavio o Colosseo) e dei suoi giochi inaugurali nell'80.
Sono rimaste poche prove documentate della natura di questi giochi. Sembra che abbiano seguito lo schema dei Ludi Romani: spettacoli con animali al mattino, seguiti dalle esecuzioni dei criminali verso mezzogiorno, e al pomeriggio combattimenti di gladiatori, oltre alla riproposizione di famose battaglie.
Propaganda politicaImmagineValoreDrittoRovescioDatazionePeso; diametroCatalogazioneDenarioIMP TITUS CAES VESPASIANUS AVG P M, testa laureata.TR POT IX IMP XV COS VIII P P, un elefante con il muso verso sinistra, simbolo dei giochi inaugurali dell'anfiteatro Flavio.8018 mm, 3.39 gr, 7 h; zecca di Roma.Roman Imperial Coinage, Titus, II, 115; RSC 303.
L'eruzione del Vesuvio del 79