La storia di Mazara del Vallo descrive le vicende storiche di Mazara del Vallo, comune italiano della provincia di Trapani in Sicilia.

Dagli antichi greci ai bizantini

La Storia di Mazara del Vallo è strettamente legata alla sua posizione geografica, essendo la punta della Sicilia più vicina alla costa africana, da cui la divide solo un breve tratto di mare facilmente navigabile. Nel corso dei secoli ha conosciuto, anche per questo motivo, l’egemonia di numerose popolazioni: Fenici, Greci, Romani, Bizantini, Vandali, Goti, Saraceni, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi e Borbone. Tuttavia le sue origini sono antecedenti alla nascita della navigazione marittima.

Come dimostrano alcuni reperti risalenti al XIII secolo a.C., l'origine dell'insediamento è databile al Paleolitico superiore. Il sito di Roccazzo, poco distante dall'odierna città, ed è una delle più grandi necropoli mai scoperte in Sicilia. Nell'VIII secolo a.C. entra nell'orbita della vicina colonia greca di Selinunte, di cui diviene importante avamposto.

I Fenici, popolazione dedita principalmente a commerci marittimi, fanno di Mazara un importante emporio mercantile. Il ritrovamento di monete greche e puniche e vasi d'età fenicia dimostrano l'esistenza di uno scalo fenicio edificato fra il VI e il V secolo a.C., battezzandolo con il nome Mazar, ovvero . Altre testimonianze si trovano nell'attuale palazzo dei Cavalieri di Malta, dove sono emersi alcuni reperti che dimostrano l'esistenza dell'antico scalo commerciale punico. Successive scoperte hanno riportato alla luce una lastra in pietra con incisa un'iscrizione fenicia, rinvenuta nel canale del fiume Màzaro, ora conservata nel Museo del Satiro danzante. In questo periodo Mazara si pone come limite di confine tra i greci selinuntini e i fenici moziesi.

Nel 406 a.C. Mazara passa sotto la dominazione di Segesta, che, con l'aiuto dei Cartaginesi guidati da Annibale, si impone su Selinunte. Nel 392 a.C. passa sotto il dominio di Siracusa, ma nel 378 a.C. viene riconquistata dai Cartaginesi, che vi rimangono fino al 210 a.C.

La dominazione romana inizia al finire della Seconda guerra punica, divenendo castrum, e poi, nel periodo imperiale sotto Antonino Pio, statio, periodo testimone di un buon livello culturale, di cui rimangono diverse testimonianze. Di notevole interesse è il pavimento musivo rinvenuto in una abitazione romana, scoperto nel 1933 sotto la terrazza di San Nicolò Regale: si tratta di un cervo dorato tra decorazioni floreali in movimento databile fra il III e il IV secolo d.C.

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente Mazara conosce anche l'occupazione dei Vandali e dei Goti, per poi passare sotto la dominazione bizantina nel 535 d.C. Nel VII secolo fu parte del thema di Sikelia.

Dal periodo islamico alla Contea normanna Nell'827 la conquista della Sicilia da parte di eserciti Saraceni inizia da Capo Granitola. A seguito della conquista, a Mazara viene istituito un ikrimUna forma di intendenza amministrativa o territoriale saracena , confluito poi nel XII secolo nell'omonimo vallo nel momento in cui fu istituito l'Emirato di Sicilia.

Grazie all'introduzione di nuove colture portate dai Saraceni, quali limoni e aranci e alle nuove tecniche d'irrigazione, nel territorio riprende lo sviluppo dell'agricoltura, mentre l'attività portuale torna agli antichi fasti, grazie alla ripresa degli scambi commerciali con i paesi africani e spagnoli. Sotto il governo di Ibn Mankut, Mazara diventa un importante centro di studi islamici per l'insegnamento della letteratura, della poesia, del diritto e delle religione. L'impianto viario del centro storico, la Casbah, ancora oggi visibile, rileva la matrice araba.

Mazara, nel 1072, entrò a far parte della Contea di Sicilia, per opera di Ruggero I d'Altavilla, il quale fece costruire mura di difesa rafforzando un preesistente castello arabo. Gli arabi, nel 1075, guidati dal nipote del re di Tunisi, Tenemisio, riuscirono a sopraffare i normanni. La riconquista venne però impedita dall'arrivo del conte Ruggero I d'Altavilla, che, all'ottavo giorno d'assedio arabo, riuscì a penetrare Mazara e a scacciare i Saraceni. A cui è dedicata l'omonima piazza., la cui disfatta è rappresentata su un bassorilievo situato sulla facciata della Cattedrale. Questo episodio divenne oggetto di cantastorie, purtroppo venne trovato soltanto un'ottava, menzionata da Giuseppe Pitrè e riportata. dallo storico Filippo Napoli:

Riconquistata la città, i Sovrani di Sicilia iniziarono la costruzione di diverse opere di fortificazione, per difendere la città da possibili attacchi nemici, e la costruzione di diverse chiese, con lo scopo di rinnovare l'indebolita fede cristiana. La città nel Regno di Sicilia Mazara fu, per un breve periodo, centro del potere politico siciliano: Ruggero I vi convocò, nel 1097, il Parlamento siciliano nella prima assise parlamentare: fu un'assise consultiva, itineranti fino al 1130, quando fu proclamato il Regno di Sicilia e venne deciso di assegnargli una sede definitiva presso il palazzo reale di Palermo.

Il 18 novembre 1189, senza eredi, morì Guglielmo II il Buono. Nonostante il diritto ereditario di Costanza d'Altavilla, andata in sposa ad Enrico VI, il trono passa al cugino di Guglielmo, Tancredi, che muore solo dopo 5 anni, il 10 febbraio 1194.

Fortificazioni

La principale fortificazione del tempo, fu il castello, di cui oggi resta soltanto una porta. Ubicato sul lato sud-orientale della città, presentava torri per l'avvistamento e bastioni difensivi, estendendosi per l'intera superficie dell'attuale Villa Iolanda..Fu dimora. di diversi potenti e nobili: Ruggero I, Ruggero II, Federico III di Sicilia, Eleonora d'Angiò, Pietro II di Sicilia, fino al re Alfonso II di Napoli nel 1495. Nel 1513, ormai cadente ed in rovina, venne trasformato. in carcere. Infine, nel 1880 venne demolito per opera dell'allora amministrazione comunale.

Per ordine del conte Ruggero, la città venne circondata da mura alte, spesse e robuste, che inglobarono però solo una parte del centro abitato. Descritte dall'Idrisi per la prima volta nel 1154, erano composte da tufo, argilla e malta di calce. All'angolo sud-orientale delle mura si trovava il Castello stesso, mentre ai restanti tre angoli vennero costruite grandi torri di difesa: nell'angolo nord-occidentale la Torre di San Francesco, nell'angolo nord-orientale la Torre Bianca, nell'angolo sud-occidentale la Torre delle Armi. Il toponimo, Torre Bianca, Turri Bianca in siciliano, è rimasto tutt'oggi ad indicare il luogo della vecchia torre, l'odierna Piazza Matteotti. Come il castello, anche le mura vennero demolite in epoca recente, nel 1852 dall'allora amministrazione comunale.

Nel timore di attacchi via terra, vennero create anche delle roccaforti con torri d'avvistamento : una a nord delle mura settentrionali nei pressi dell'attuale Casa Santa, una sul versante occidentale, lungo la strada verso Marsala, a circa tre chilometri dalla foce del Mazaro, ed una nei pressi di Tre FontaneOggi frazione di Campobello di Mazara.

L'ultima fortificazione è sita nell'attuale Piazza Francesco Modica, in palazzo-fortezza musulmano, attorno al 1060 residenza del principe Ibn Mankut, riutilizzato dai Normanni e distrutto nel 1500.

Ritorno al cristianesimo

Riconquistata la città, i Normanni non furono accolti con grande entusiasmo. Una buona parte della popolazione aveva infatti abbracciato la fede islamica. Il governo siciliano degli Altavilla fu, come il suo predecessore, tollerante verso i cittadini di credo diverso, sebbene questi dovessero pagare una tassa per la loro incolumità fisica e libertà religiosa.

La nuova dominazione curò la riorganizzazione del culto cristiano, non con la forza, ma con l'erezione di nuove chiese.

Mazara usufruì di questa politica, e vide, tra il 1086 ed il 1093, l'erezione della Cattedrale. In quello stesso anno, fu istituita la Diocesi di Mazara del Vallo, il cui diploma originale fu confermato nel 1100, dalla bolla apostolica di papa Pasquale II.. La diocesi comprendeva un territorio vastissimo, che si estendeva fino alle periferie di Palermo ed Agrigento. A presiedere il vescovado di Mazara, Ruggero I nominò un suo parente, Stefano Ferro di Rouen, poi consacrato da papa Urbano II.

Oltre alla Cattedrale, diverse furono le chiese costruite dagli Altavilla: Chiesa di San Nicolò Regale Chiesa e Monastero di San Michele Chiesa di Santa Veneranda Chiesa di San Francesco Chiesa di San Vito a Mare Chiesa della Madonna delle Giummare Chiesa di San Martino.

In questo clima di fervore cristiano, sorsero anche chiesette e cappelle nel cuore delle campagne: Sant'Elia, Santa Maria di Gesù, San Cusumano, San Nicola, San Peri.

Dalla Dinastia Sveva alle guerre del Vespro

Con la morte di Tancredi nel 1194, il trono passa ad Enrico VI, marito di Costanza d'Altavilla, cui originariamente spettava la successione. Enrico VI instaurò un regno di terrore: bruciò vivi i vescovi che avevano partecipato all'incoronazione di Tancredi e imprigionò il figlio di quest'ultimo, Guglielmo, accecandolo ed evirandolo per impedirgli di avere successori.. Alla sua morte, nel 1197, succedette un periodo di reggenza di Costanza d'Altavilla, fino al 1198, anno dell'incoronazione di Federico II.

La città di Mazara, come il resto del regno sotto gli Svevi, non godette di particolare opulenza : l'elevata pressione fiscale e la riduzione della polietnia, con il continuo esodo della popolazione musulmana, determinò una crisi epocale, con la ricomparsa dei latifondi, il decremento della popolazione e della produzione agricola e artigianale. L'attività portuale di Mazara venne ridimensionata, a favore di Trapani.

Alla crisi della produzione agricola e artigianale, si aggiunse l'inasprimento delle azioni piratesche nel canale di Sicilia. Così Federico II, nel tentativo di porre fine alle incursioni dei Saraceni, nel 1222 intervenne con la sua flotta.. L'azione fu però un episodio isolato, e le esigue finanze dello stato non consentirono il continuo controllo della costa, che sarebbe invece servito. Le difficoltà finanziarie erano tali, che nel 1239, Federico II, fu costretto ad inviare una lettera nella quale si affidava il Castello ad un feudatario locale o al vescovo, non potendo sostenerne le spese di riparazione. Tale incarico si protrasse fino al 1274, fino a quando Carlo I d'Angiò se ne impossessò. Federico II muore nel 1250, lasciando vacante il trono di Sicilia.

Alla morte di Federico II di Svevia, la Chiesa romana tentò invano di vendere la corona di Sicilia a Riccardo di Cornovaglia, e a suo figlio Edmondo. Falliti i tentativi, la corona venne offerta a Carlo I d'Angiò, che, nel gennaio 1266 assunse il titolo di Re di Sicilia.

Durante l'intero periodo, Mazara si vide costretta a contribuire in denaro e in uomini al mantenimento della flotta e all'esercito angioino, sottraendo così forze alle famiglie e al lavoro. Negli ultimi anni della dominazione angioina, i cittadini mazaresi preferirono darsi alla latitanza, piuttosto che combattere per il re, a causa della mancata corresponsione degli stipendi. Il tutto determinò lo stato d'animo che sfociò nel 1282 nei Vespri siciliani.

La città di Mazara, pur non avendo sofferto in maniera particolareA causa dei privilegi derivanti dalla presenza della Diocesi, che era favorevole ai d'Angiò., fu tra le prime città ad aderire al movimento rivoluzionario. Per cinque mesi, la magistratura repubblicana governò la città, ed inviò aiuti ai rivoltosi palermitani. Leader dei volontari locali era Ugone Talach, mazarese d'origini normanne, che convinse i palermitani a chiedere l'aiuto di Pietro III d'Aragona, marito di Costanza di Svevia.

Scoppiò così il primo conflitto di quelle che sarebbero state chiamate le Guerre del Vespro. Dall'Aragona Pietro con il suo esercito sbarcò a Trapani ed entrò infine a Palermo il 4 settembre 1282.

Regno di Pietro III d'Aragona