Secondo avvento (Second Coming) è un crossover che intreccia quasi tutte le testate mutanti, ovvero New Mutants, Uncanny X-Men, X-Force e X-Men: Legacy, con l'eccezione di X-Factor. Pubblicato dalla Marvel Comics fra il marzo e il luglio 2010, è il terzo ed ultimo capitolo di una saga atta a ridefinire l'intero universo mutante.
Storia editoriale Secondo avvento è l'ultimo capitolo della trilogia iniziata con Messiah Complex e continuata in Messiah War. Utilizzando le storyline Utopia, Nazione X e Necrosha come fondamenta è stato inteso come la conclusione degli sforzi di Cable per salvare Hope da Alfiere e riportarla nel presente fra gli X-Men in modo da salvare dall'estinzione tutti i mutanti. Accanto alla storyline principale, importanti tie-in si trovano su Second Coming - Revelations: X-Factor di Peter David (testi) e Valentine De Landro (disegni); Second Coming - Revelations: Hellbound di Christopher Yost (testi) e Harvey Tolibao (disegni) e Second Coming - Revelations: Blind Science di Simon Spurrier (testi), Paul Davidson e Francis Portela (disegni).
Per alimentare l'aspettativa dei fan, la Marvel ha deciso di pubblicare quattro manifesti promozionali raffiguranti varie scene e/o personaggi sormontati da una scritta diversa per volta:
One will lead: vengono raffigurati in primo piano Emma Frost, Ciclope e Magneto ovvero i tre capi carismatici (e possibili) degli X-Men al termine del crossover. One will die: guardando dall'interno di una fossa di sepoltura si vede Ciclope con le spalle chine circondato da lapidi. One will rise: da un lato del manifesto si vede un'angelica Hope levitare in un cielo azzurro verso una luce abbagliante, mentre dall'altro lato lo sfondo dell'alone della Fenice circonda una squilibrata Hope. All will unite: tutti gli X-Men fronteggiano il nemico a ranghi serrati.
Trama Capitolo I Giunti alle rovine dello Xavier Institute un anno dopo la loro sparizione nello spazio-tempo, Cable e Hope vengono immediatamente attaccati dalle truppe del Right. Uccisi i nemici, l'arrivo di alcuni furgoni zeppi di membri della Lega Sapiens li costringe alla fuga proprio mentre dall'altra parte del paese, su Utopia, i vertici degli X-Men sono immersi in una riunione per decidere il da farsi all'indomani della sconfitta della Regina Nera e della sua armata di non-morti. Informato dalle Naiadi della ricomparsa dell'impronta genetica di Cable nei dintorni di Westchester, Ciclope prende parte al team Alpha e si reca all'istituto dove rinvengono i cadaveri del Right e gli odori dei due fuggiaschi confermando così anche la presenza di Hope di cui molti non erano fiduciosi. Conscio delle misure di protezione che il figlio sta mettendo in atto per proteggere la messia, Ciclope decide di ritornare ad Utopia per coordinare le operazioni lasciando al team Alpha il compito di fermare la Lega Sapiens che rintracciano e neutralizzano ai bordi di un'autostrada. Al quartier generale di Bastion e del Consiglio Umano, l'androide s'informa sullo stato delle sue truppe e dà ordine di uccidere la messia mutante.
Capitolo II Impegnati a torturare i membri della Lega Sapiens lasciati in vita per ottenere informazioni, Wolverine e X-23 suscitano il disgusto di Nightcrawler uccidendoli quando non si dimostrano più utili. Pressato dalle domande dell'X-Man, Wolverine rivela che insieme ad alcuni altri ha protetto tutti i mutanti compiendo un genere di missioni che la maggior parte di loro avrebbe condannato, il tutto sotto la supervisione di Ciclope che, chiamato in causa, ammette la parte da lui giocata nella formazione di X-Force prima di collegarsi con la squadra di Cannonball e inviarli alla sede centrale del Right. Rifugiatisi in un hotel, Cable e Hope vengono localizzati da Stryker e i suoi Purificatori tramite il virus T.O. che Nathan ospita nel suo corpo e messi sotto assedio fino all'arrivo del team Alpha che copre loro la ritirata perdendo però Magik colpita da una miscela di elementi mistici che la teleportano nel Limbo. Ucciso Stryker grazie all'intervento di Arcangelo e sterminati i Purificatori, a Wolverine e la sua squadra viene inviata Ariel come teleporta sostitutiva e ordinato di continuare a muoversi mentre la squadra di Cannonball è occupata a distruggere le truppe del Right per impedire loro di rimpinguare le file di Bastion.
Capitolo III Poiché la battaglia con il Right non volge per il meglio, Cypher prega Warlock di infrangere il suo antico patto di non uccidere più e aiutarli a terminare presto lo scontro che è già costato la perdita di una gamba a Karma. Deciso ad aiutare i suoi amico, l'alieno prosciuga l'energia vitale delle truppe rimaste in vita e quella di Hodge permettendo alla squadra di Cannonball di ritornare ad Utopia dove Rogue, dopo aver sperimentato una strana connessione con Hope, è sicura di riuscire a trovarla ovviando così all'impossibilità di utilizzare Cerebra perché manomessa da Donald Pierce, uno dei prigionieri del Carcere X infettato però dalla programmazione di Bastion. Inviatala sul campo, Ciclope ordina a lei e Nightcrawler di dirigersi immediatamente verso i due fuggiaschi facendo in modo che il team Alpha li segua dando loro copertura. Lamentatasi con Wolverine per una strana sensazione ai limiti del suo campo telecinetico, Psylocke non fa in tempo ad avvertire Arcangelo della presenza di un jet controllato da Bastion che questi spara un missile sull'auto in cui viaggiano Wolverine, X-23 ed Ariel uccidendo quest'ultima. Raggiunto il parcheggio roulotte abbandonato in cui Cable o Hope hanno trovato rifugio, gli X-Men si sbarazzano dei Purificatori in agguato e si riuniscono ai due spiegando in che modo i loro nemici riescano a rintracciarli con tanta facilità. Dopo aver assorbito tutti i poteri dei mutanti disponibili per difendere Hope, Rogue e Nightcrawler cominciano la loro marcia verso Utopia portandosi dietro la messia e lasciando a Cable e gli altri il compito di depistare i loro nemici. Utilizzando i dati riguardanti il futuro contenuti nella memoria di Nimrod, Bastion intercetta i tre e dopo aver messo fuori combattimento Rogue si accinge ad uccidere Hope quando Nightcrawler si frappone fra loro facendosi trapassare dal braccio dell'androide e teleportando se stesso, la ragazza e buona parte del corpo del nemico sulle coste di Utopia. Rientrato alla base, il team Alpha e il resto degli X-Men rimangono sconcertati dalla visione del corpo del loro amico e decidono di dargli l'ultimo saluto celebrando un funerale al termine del quale Wolverine rinfaccia a Ciclope se le morti che hanno subito valgono l'acquisto di una ragazzina spaventata e inconsapevole dei suoi poteri e delle speranze riposte in lei. Ricostituitosi all'insaputa dei suoi nemici, Bastion mette in moto il suo piano di riserva.
Capitolo IV In collegamento con Domino, Ciclope le rivela il piano di Bastion di eliminare tutti i loro teleporta per evitare che Hope possa fuggire inconsapevole del fatto che Svanitore origlia la conversazione e decide di rifugiarsi nel suo bordello portoghese dove viene intercettato dal DRM di Lang e colpito più volte da proiettili prima di riuscire a teleportarsi in un deserto con esiti sconosciuti. Ad Utopia, intanto, Moonstar e Hope si picchiano a causa della tensione accumulata e all'incredulità della prima nei confronti di Cable per aver permesso che la sua squadra venisse fatta a pezzi per salvare una bambina, mentre Donald Pierce fa esplodere tutti i Blackbird impedendo agli X-Men di lasciare l'isola e venendo in ultimo ucciso da Ciclope. Al largo della costa di S.F., l'esplosione delle piattaforme su cui indagava l'X-Club porta alla formazione di una sfera cremisi che intrappola Utopia e buona parte della metropoli californiana tagliando energia elettrica, acqua potabile ed afflusso di dati. Raggiunto all'esterno l'X-Club, i Vendicatori prestano tutto l'aiuto possibile mentre all'interno Hope, superati dubbi e sensi di colpa, rifiuta la proposta di Cable di fuggire con la macchina del tempo e decide di restare per combattere. Radunati un gruppo di X-Men, Ciclope si appresta ad indagare l'apparizione di una sfera sul Golden Gate Bridge quando da questa cominciano improvvisamente a fuoriuscire Nimrod, dando così inizio al piano di sterminio di Bastion.
Capitolo V Impegnati in uno scontro al cui termine qualche X-Men rimane ferito o mutilato, il gruppo decide di ritornare ad Utopia dove viene riunito un consiglio di guerra al quale Bestia e Prodigy spiegano che la sfera più piccola è in realtà un portale temporale utilizzato per far approdare le Sentinelle "classe Nimrod" all'interno della sfera rossa. Interrogato sulla quantità di Nimrod ancora presenti dall'altra parte, Prodigy mette a conoscenza il resto del gruppo che i sensori hanno smesso di contare dopo 170 000. Deciso a far fronte anche a questa minaccia, Ciclope dispone l'invio di X-Force nel futuro sfruttando l'ultimo salto della macchina del tempo di Cable e sperando che le abilità "linguistiche" di Cypher gli permettano di riscrivere l'intero sistema delle Sentinelle, fermandolo. Mentre la sfera piccola rigurgita altri cinque Nimrod e il primo fronte a guardia del ponte composto da Colosso, Namor, Rockslide e Dust li impegna in combattimento, una disperata Hope guarda Cable scomparire nel flusso temporale e Ciclope confessa ad Emma di aver appena ucciso l'intero gruppo poiché non potranno più tornare indietro. Origliata la conversazione, Hope gli si scaglia contro dichiarandogli tutto il suo odio prima di fuggire via lasciando uno sbalordito Ciclope a chiedersi come mai gli occhi della ragazza abbiano assunto la stessa tonalità rossastra dei suoi. All'esterno della sfera rossa, intanto, i Fantastici Quattro si uniscono ai Vendicatori e all'X-Club per cercare di abbattere la barriera che intrappola gli X-Men ormai distribuitisi ovunque ci sia bisogno di loro per abbattere i sempre più numerosi Nimrod. Giunta nel futuro X-Force apprende brutalmente dell'estinzione del genere mutante ad opera delle Sentinelle e, distrutti alcuni modelli che minacciavano la segretezza della loro missione, si dirigono verso le due centrali di assemblaggio Mastermold.
Capitolo VI Dietro richiesta di Ciclope, impegnato a reclutare qualsiasi mutante residente su Utopia per difenderne le coste, Xavier si reca nel Carcere X con lo scopo di invitare Legione ad utilizzare l'interfaccia psichica costruitagli per gestire le sue numerose personalità sfruttandone i poteri per far dare manforte agli X-Men impegnati a difendere il ponte. Nell'infermeria, Magneto si risveglia dal coma (nel quale era entrato dopo aver riportato Shadowcat sulla Terra) ed affronta i Nimrod che invadono il quartier generale mentre sul Golden Gate Bridge l'arrivo di Hope e Rogue rimpingua le file degli X-Men. Nel futuro, intanto, X-Force rimane sbalordita nel constatare che uno dei due Mastermold ha funzione difensiva nei confronti di quello deputato alla produzione di Nimrod, e separatisi in due squadre tentano di tenerlo a bada dando così il tempo a Cypher di riscrivere i codici dell'altro. Riuscito nella sua impresa il team apprende che nulla di organico può attraversare la membrana della sfera più piccola per ritornare nel passato. In preda alla disperazione Cable permette al virus T.O. di prendere il sopravvento, trasformandolo in un essere cibernetico, riuscendo così a tenere aperta la membrana il tempo necessario a farla attraversare agli altri ed esplodendo davanti agli occhi di una incredula Hope. Constatato il fallimento del suo piano, Bastion decide di scendere in campo in prima persona e con l'aiuto di Lang e Creed trasformati in due androidi fa esplodere il ponte per riuscire ad avvicinarsi ad Hope che, tra lo stupore generale, viene avvolta da un alone che ricorda molto quello della Fenice e comincia ad esibire i poteri di tutti i mutanti nei paraggi distruggendo infine l'androide con un fascio di energia che sgretola pure la cupola.
Capitolo VII