Il romanzo di un giovane povero è un film del 1921 diretto da Amleto Palermi.
Trama Il film è un adattamento del celebre romanzo sentimentale ottocentesco di Octave Feuillet.Vittorio Martinelli, Il cinema muto italiano: i film degli anni venti (1921-1922), Roma, Centro Sperimentale di Cinematografia / Nuova ERI, 1981, p. 294.
Il giovane marchese Massimo Odiot di Champery, rimasto orfano e privato dell'intero patrimonio di famiglia a causa delle dilapidazioni paterne, decide di nascondere le proprie origini nobiliari per dignità. Sotto le mentite spoglie di un semplice intendente, accetta un impiego presso la sfarzosa residenza della ricca famiglia Laroque.
All'interno della dimora, Massimo si scontra fin da subito con l'atteggiamento fiero e altero della giovane Margherita Laroque, la quale, pur provando una segreta attrazione per lui, lo tratta inizialmente con freddezza e distacco a causa della sua apparente condizione sociale inferiore. La situazione si complica ulteriormente quando l'anziano capofamiglia dei Laroque, sul letto di morte, confessa un terribile segreto: la fortuna della famiglia deriva da un antico reato commesso ai danni degli antenati di Massimo. Questa rivelazione capovolge improvvisamente i destini dei due giovani, portando a un drammatico confronto finale prima del coronamento del loro amore.
Produzione Il film rappresenta una delle tappe significative della collaborazione tra il regista Amleto Palermi e la celebre "diva" del cinema muto italiano Pina Menichelli. La pellicola venne prodotta a Roma dalla casa di produzione Rinascimento Film. La lunghezza originale del visto di censura era di 2357 metri.Dati d'archivio sui visti di censura dell'epoca per la Rinascimento Film.
La fotografia fu affidata ad Antonino Cufaro, che valorizzò l'espressività drammatica e i primi piani della Menichelli, qui nel ruolo dell'altera Margherita Laroque, affiancata da Luigi Serventi (Massimo) e dal celebre attore teatrale Antonio Gandusio.
Contesto storico L'opera si inserisce nel filone dei drammi sentimentali e d'appendice tratti dalla letteratura francese che riscossero un enorme successo di pubblico in Italia nei primi anni venti, un periodo in cui la produzione cinematografica nazionale tentava di resistere alla concorrenza estera puntando sulla popolarità delle grandi dive e su soggetti di sicuro richiamo drammatico.
Bibliografia Vittorio Martinelli, Il cinema muto italiano: i film degli anni venti (1921-1922), Roma, Centro Sperimentale di Cinematografia / Nuova ERI, 1981.
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