La battaglia terrestre di Narvik venne combattuta tra il 9 aprile e l'8 giugno 1940 nei dintorni della città norvegese di Narvik, e vide contrapposti un contingente di truppe tedesche sotto il generale Eduard Dietl, che si era impossessato della città con un attacco a sorpresa, ed una forza Alleata composta da reparti norvegesi, britannici, francesi e polacchi. La battaglia, uno dei maggiori scontri della campagna di Norvegia della seconda guerra mondiale, si concluse con la ritirata delle truppe Alleate, che pure erano riuscite a riprendere la città ai tedeschi.

Antefatti Weserübung

All'alba del 7 aprile 1940 unità navali tedesche lasciarono i porti della Germania settentrionale facendo rotta a nord, per dare avvio all'operazione Weserübung, il piano d'invasione di Danimarca e Norvegia; sei gruppi navali tedeschi partirono scaglionati verso altrettante località strategiche lungo la costa norvegese, mentre altre forze andavano ad ammassarsi sul confine terrestre tra Danimarca e Germania. L'azione, progettata dal generale Nikolaus von Falkenhorst e fortemente appoggiata dal comandante della Kriegsmarine Erich Raeder, era stata voluta da Adolf Hitler poco più di un mese prima, sfruttando come casus belli il cosiddetto "incidente dell'Altmark".. Il timore che una forza Alleata potesse impossessarsi dei porti norvegesi rappresentava un grave pericolo per la prosecuzione della guerra da parte della Germania: quasi il 70% del ferro di cui necessitava l'industria tedesca proveniva infatti dai minerali ferrosi estratti nelle miniere di Kiruna e Gällivare, nella neutrale Svezia.; nei mesi estivi questi carichi raggiungevano la Germania attraverso i porti svedesi sul Baltico, ma d'inverno il golfo di Botnia gelava quasi completamente, obbligando i mercantili tedeschi a trovare un'altra strada. I carichi di minerale ferroso erano quindi trasportati per ferrovia nel porto di Narvik, sempre libero dai ghiacci, e discendevano poi via mare la lunga costa norvegese fino ai porti della Germania settentrionale.. Se questa importante via di rifornimento fosse stata interrotta, lo sforzo bellico tedesco ne avrebbe risentito pesantemente.

L'occupazione di Narvik costituiva quindi uno dei cardini di Weserübung: il porto era l'obiettivo del Marinegruppe 1 del commodoro Friedrich Bonte, composto da 10 cacciatorpediniere ognuno dei quali imbarcava 200 soldati del Gebirgsjägerregiment 139 ("139º Reggimento fanteria da montagna") del generale Eduard Dietl; sfruttando le forti tempeste del mare di Norvegia come copertura dalla ricognizione aerea britannica, le unità tedesche si diressero indisturbate verso il loro lontano obiettivo. Quello che i tedeschi ignoravano era però che gli Alleati avevano appena lanciato un'operazione analoga: fin dal suo insediamento come Primo Lord dell'Ammiragliato, Winston Churchill aveva progettato di occupare il porto di Narvik con un contingente di truppe Alleate, ma il piano era stato respinto dal Governo britannico, preoccupato per la violazione della neutralità norvegese che esso implicava.; solo dopo lunghe negoziazioni il 28 marzo 1940 i vertici Alleati autorizzarono il lancio dell'operazione Wilfred: il piano consisteva più che altro nel minamento delle acque territoriali norvegesi per impedirne il transito ai mercantili tedeschi, ma una sua appendice (Piano R4) prevedeva, in caso di reazione della Germania contro la Norvegia, di occupare Narvik con un contingente di truppe franco-britanniche.. Quello stesso 7 aprile l'operazione era appena agli inizi, con tre gruppi navali britannici inviati a stendere i campi minati nelle acque norvegesi; contemporaneamente, tre brigate di fanteria britanniche erano tenute pronte per mettere in atto il Piano R4 qualora se ne fosse presentata la necessità.

I primi avvistamenti della forza d'invasione tedesca si ebbero intorno alle 7:00, quando i ricognitori britannici rilevarono alcune navi tedesche dirette a Trondheim: l'Ammiragliato mise subito in allarme la Home Fleet dell'ammiraglio Charles Forbes, temendo che i tedeschi stessero per mettere in atto il temuto "sfondamento atlantico", un attacco in massa da parte della flotta di superficie contro i convogli diretti in Gran Bretagna.; la reazione britannica arrivò comunque troppo in ritardo per impedire ai tedeschi di portare a termine tutte le loro operazioni di sbarco.

Obiettivo Narvik

Alle 3:00 del 9 aprile i cacciatorpediniere del Marineguppe 1 penetrarono con il favore dell'oscurità nell'Ofotfjord, il fiordo che conduce a Narvik: il commodoro Bonte inviò tre unità in un fiordo laterale per catturare un deposito dell'esercito norvegese ad Elvegårdsmoen, ed altre due più a nord per impossessarsi di presunte batterie costiere norvegesi che difendevano gli approdi al porto; lo stesso Bonte si diresse invece con tre unità al Post Pier, il molo principale del porto di Narvik. Qui le unità tedesche si trovarono la strada sbarrata da due corazzate costiere norvegesi, la Eidsvold e la Norge, che intimarono l'alt: Bonte offrì loro la resa, che venne rifiutata, ed in un breve scontro entrambe le vecchie unità norvegesi vennero colate a picco, senza perdite da parte dei tedeschi.. Eliminata questa resistenza, le forze di Dietl sbarcarono e si assicurarono la città rapidamente: il comandante della guarnigione, colonnello Konrad Sundlo, era un sostenitore del filo-nazista Vidkun Quisling, e si arrese senza opporre resistenza.; il grosso della guarnigione, comunque, sfuggì alla cattura e si attestò in una posizione difensiva nei pressi del confine svedese.

L'operazione era stata un successo ma la Royal Navy reagì rapidamente. La mattina del 10 aprile, sfruttando la copertura di una tormenta di neve, cinque cacciatorpediniere britannici sotto il comando del capitano Bernard Warburton-Lee si infiltrarono non viste nell'Ofotfjord, e lanciarono un attacco a sorpresa contro le unità tedesche ancorate nel porto: due cacciatorpediniere vennero affondati (uno con a bordo il commodoro Bonte, che morì nell'affondamento) e tre gravemente danneggiati in un rapido scambio di colpiNassigh 2010, pp. 34 - 35. Mentre si dirigeva verso il mare aperto, la squadra di Warburton-Lee venne però attaccata dalle restanti navi tedesche: due cacciatorpediniere britannici vennero affondati (tra cui l'ammiraglia di Warburton-Lee, che spirò a causa delle ferite riportate) ed un terzo gravemente danneggiato. L'azione, comunque, portò di fatto all'intrappolamento delle restanti navi tedesche nel fiordo di Narvik; il 13 aprile seguente, una seconda squadra navale britannica capitanata dalla corazzata penetrò nell'Ofotfjord per completare le distruzione del Marinegruppe 1: tutte le navi tedesche vennero braccate ed affondate, con danni minimi per le unità britannicheNassigh 2010, p. 36.

Con queste due azioni navali i britannici riaprirono la partita per il controllo della Norvegia settentrionale, guadagnando la supremazia in mare ed isolando le truppe di Dietl sia dalla Germania sia dal resto dei reparti tedeschi sbarcati in territorio norvegese.. Il 14 aprile l'ammiraglio William Boyle, 12º Conte di Cork and Orrery (meglio noto come "Lord Cork") venne inviato da Churchill ad assumere il comando delle forze britanniche dispiegate nell'area, con l'obiettivo preciso di riconquistare Narvik ai tedeschi..

Le forze in campo Forze tedesche

Le forze tedesche del generale Dietl che occupavano Narvik ed i suoi dintorni erano relativamente esigue: il nucleo centrale era costituito dai circa uomini del Gebirgsjägerregiment 139, parte della 3. Gebirgs-Division formata nel 1938 dopo lAnschluss a partire da due divisioni da montagna dell'ex esercito austriaco.; l'unità avrebbe dovuto essere appoggiata da una batteria di cannoni da 150 mm e da tre batterie di cannoni antiaerei 8,8 cm FlaK provenienti dal reggimento d'artiglieria della divisione, ma la nave che le trasportava venne affondata dai cacciatorpediniere britannici il 10 aprile, con la perdita dell'intero carico. In aggiunta a queste forze, Dietl radunò i circa marinai dei cacciatorpediniere tedeschi affondati nelle due battaglie navali e li riunì in un improvvisato "reggimento di marina", in gran parte equipaggiato con le armi leggere catturate nel deposito norvegese di Elvegårdsmoen..

Le unità della Royal Navy impedivano qualsiasi rifornimento via mare, ma la Luftwaffe fu in grado di realizzare un ponte aereo partendo dall'appena conquistato aeroporto di Værnes, vicino Trondheim. Il 13 aprile dieci aerei da trasporto Junkers Ju 52 atterrarono a nord della città sul lago di Hartvigatn, completamente ghiacciato in quel periodo, portando rifornimenti e quattro cannoni da montagna da 75 mm; uno solo dei dieci aerei riuscì però a ridecollare dal lago ghiacciato, mentre altri quattro vennero distrutti al suolo dai velivoli Alleati. Altri rifornimenti vennero portati da idrovolanti che ammaravano nelle acque del fiordo oppure paracadutati dal cielo, insieme a 528 fallschirmjäger del 2º Reggimento paracadutisti ed altri 66 fanti di montagna che avevano completato un improvvisato corso di paracadutismo. Infine, la Luftwaffe fu in grado di garantire una certa superiorità aerea durante tutto il corso della battaglia, compiendo spesso diversi attacchi contro le unità navali Alleate con bombardieri Junkers Ju 88 ed Heinkel He 111.

Forze Alleate La poco popolosa Norvegia manteneva un esercito relativamente ridotto, composto in massima parte da riservisti ed addestrato prevalentemente per la difesa territoriale.. Narvik rientrava nella 6ª Regione Militare, con comando a Tromsø e responsabile della difesa dell'intera Norvegia settentrionale, la quale metteva in campo la 6ª Divisione fanteria norvegese del generale Carl Gustav Fleischer, composta da tre reggimenti di fanteria, un gruppo di artiglieria da montagna ed un battaglione di genieri; rispetto alle altre forze norvegesi, la 6ª Divisione aveva il vantaggio di essere stata parzialmente mobilitata durante gli eventi della guerra d'inverno tra Unione Sovietica e Finlandia, anche se al momento dell'attacco tedesco il grosso delle sue unità (così come il suo comandante) si trovavano nella regione di confine di Finnmark, piuttosto distanti da Narvik.

Le forze Alleate inviate a Narvik erano riunite nella RupertforceIl nome derivava dal principe Rupert del Palatinato, generale della guerra civile inglese. del maggior generale britannico Pierse Mackesy; il nucleo della Rupertforce era costituito dalla 24th (Guards) Brigade, una formazione dell'esercito regolare che metteva in campo tre battaglioni di fanteria (1º Battaglione Scots Guards Regiment, 1º Battaglione Irish Guards Regiment, 2º Battaglione South Wales Borderes RegimentI reggimenti dell'esercito britannico erano solo poco più di un'unità amministrativa e cerimoniale; generalmente, battaglioni provenienti da reggimenti diversi venivano combinati in brigate per l'impiego operativo.) ed un'unica batteria di artiglieria da campagna dotata di cannoni Ordnance QF 25 lb.. La Royal Air Force dispiegò nella Norvegia settentrionale due squadriglie di caccia con apparecchi Gloster Gladiator ed Hawker Hurricane, di base nell'aeroporto di Bardufoss; la Royal Navy mantenne al largo di Narvik una forza considerevole, con le corazzate Warspite e e svariati incrociatori e cacciatorpediniere, oltre a fornire navi da trasporto e mezzi da sbarco per l'intera forza.