Biografia Si avvicinò giovanissimo alla montagna. Venne ammesso nel Club Alpino Accademico Italiano nel 1972 e nel Groupe de haute montagne nel 1973. Tramite il suo pensiero ed i suoi scritti teorizzò il "Nuovo Mattino" intravedendo già la fine dello stesso.

All’inizio degli anni Settanta, tra Torino e la Valle dell’Orco, prende forma un movimento ribelle ribelle nell'ambiente alpinistico. A guidarlo è Gian Piero Motti, scalatore brillante e colto, membro del CAI, istruttore di alpinismo e primo a salire in solitaria il pilastro Gervasutti al Mont Blanc du Tacul. Giovane attento ai fermenti di cambiamento provenienti dalla Francia e dagli Stati Uniti, Motti diventa il simbolo di una nuova generazione di arrampicatori decisi a rompere con il mito dell’alpinismo eroico ancora dominante in Piemonte. Essi rifiutano il culto della vetta e la simbologia di sacrificio che l’accompagna, così come l’immagine dell’alpinista invincibile che, nella vita quotidiana, spesso nasconde fragilità e insoddisfazione.

Gian Piero Motti fu direttore della Rivista della Montagna dal 1975 al 1977.

Morì nella notte tra il 21 e il 22 giugno 1983 all'età di 36 anni togliendosi la vita.

Tributi Il film "Itaca Nel Sole - Cercando Gian Piero Motti" di Tiziano Gaia e Fabio Mancari, uscito nel 2018, racconta la storia di Gian Piero Motti. Il 22 agosto 2023, a 40 anni dalla sua scomparsa, l'amico Enrico Camanni ha reso omaggio a "uno dei nostri più grandi alpinisti e scrittori italiani" sul sito del Club Alpino Italiano.

Opere La storia dell'alpinismo - Cda & Vivalda Editori, Torino 1994 I falliti ed altri scritti - Cda & Vivalda Editori, Torino 2000

Note

Collegamenti esterni

Sito della Scuola di Alpinismo del CAI di Settimo (TO) intitolata all'alpinista.

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