La sua esperienza politica venne contrassegnata dalla militanza nell'Union Valdôtaine, partito autonomista della Valle d'Aosta, di cui dal 1998 al 2001 fu anche presidente. Tra il 1984 e il 2017 ricoprì numerose volte la carica di presidente della Valle d'Aosta e, come stabilito dallo Statuto regionale, svolgendo anche le funzioni di prefetto.

Biografia Si laureò in Veterinaria all'Università degli Studi di Torino. Fino al 2014 svolse la professione di veterinario.

Attività politica Da sempre iscritto all'Union Valdôtaine, fu sindaco di Brusson dal 1975 al 1978, poi consigliere regionale dal 1978 al 1993, ricoprendo gli incarichi di assessore alla sanità e all'assistenza sociale (1978-1983) e all'agricoltura (1983-1984). Fu presidente della Valle d'Aosta dal 1983 al 1990, alla guida di tre giunte autonomiste e centriste. I primi due governi entrarono in carica nel corso della VIII legislatura, raccogliendo il testimone da Mario Andrione, che governò la Regione nei dieci anni precedenti. La terza Giunta fu varata all'inizio della IX legislatura e rimase in carica per poco più di due anni. Nel 1990, infatti, l'UV uscì dalla maggioranza e si insediò una giunta presieduta dal democristiano Giovanni Bondaz.

Nel giugno 1992 fu nominato nuovamente assessore all'Agricoltura nella giunta composta da autonomisti, PDS, PSI e PRI e presieduta da Ilario Lanivi, ma il 9 dicembre del 1992 fu costretto a dimettersi a seguito di accuse di abuso d'ufficio e turbativa d'asta.

Alle elezioni regionali in Valle d'Aosta del 1993 fu rieletto consigliere regionale per l'UV con 5.573 preferenze, ma si dimise nel dicembre 1994 a seguito della condanna definitiva a 16 mesi di reclusione con interdizione dai pubblici uffici.

Nonostante questo provvedimento giudiziario ed il fatto che diversi esponenti del suo stesso movimento lo avessero contestato apertamente, riuscì ancora a costruire intorno a sé un consenso tale da essere candidato alle elezioni regionali in Valle d'Aosta del 1998. Fu eletto con 8797 preferenze, il maggior numero in Regione, ed immediatamente dichiarato decaduto dalla Corte d'Appello di Torino nonostante il Consiglio della Valle ne avesse convalidato l'elezione.

Nel novembre 1998 venne eletto presidente dell'Union Valdôtaine, sconfiggendo per 290 voti a 208 l'ex presidente del Consiglio regionale François Stévenin.

L'elezione al Senato e i nuovi mandati da Presidente Alle elezioni politiche del 2001 fu eletto al Senato della Repubblica nella circoscrizione Valle d'Aosta per la lista Vallée d'Aoste, raccogliendo il 49,31% dei voti davanti al candidato di Forza Italia e Lega Nord Licurgo Pasquali (22,53%) e a quello della Lista Alternativa Alessandro Bortot (11,71%). Durante la XIV Legislatura fu eletto segretario della Presidenza del Senato e aderì al gruppo Per le Autonomie. Fu inoltre presidente del gruppo parlamentare "Amici della Montagna" e vicepresidente dell'osservatorio parlamentare sul turismo.

Alle elezioni politiche del 2006 fu ricandidato al Senato nel medesimo collegio per la coalizione Vallée d'Aoste, ma ottenne il 31,98% e venendo superato dallo sfidante Carlo Perrin di Autonomie Liberté Democratie (44,17%), non venendo quindi rieletto.

Una volta riabilitato e cancellata l'interdizione dai pubblici uffici, si presentò alle elezioni regionali in Valle d'Aosta del 2008 risultando il candidato in assoluto più votato fin dal 1949 con 13.907 preferenze. Il 1º luglio 2008 fu nuovamente eletto presidente della Regione Autonoma Valle d'Aosta dal Consiglio della Valle.

Alle elezioni regionali del 2013 fu nuovamente il candidato più votato con 10.872 preferenze, anche se la coalizione autonomista centrista di Union Valdôtaine, Stella Alpina e Fédération Autonomiste ottenne soltanto il 47,9% dei voti e 18 consiglieri, perdendo dunque la maggioranza assoluta (nel 2008 la coalizione di governo arrivò al 61,9%, con 23 consiglieri, contro il 27,4% e 8 consiglieri dell'opposizione mentre l'UV subì un crollo, passando dal 44,4 al 33,5 e da 17 a 13 consiglieri).. La coalizione vincente lo propose al nuovo Conseil de la Vallée come candidato Presidente della Regione. In tale veste presentò in aula il programma di governo e la nuova squadra di Governo, entrata poi in carica l'8 luglio 2013 grazie ai soli 18 voti a disposizione della maggioranza.

Tuttavia, a causa della maggioranza assai risicata, la giunta si trovò ad affrontare frequenti difficoltà e il 26 marzo 2014 il Consiglio regionale della Valle d'Aosta approvò una risoluzione della minoranza invitando il governo alle dimissioni, presentate prima dagli assessori, poi da Rollandin stesso. La crisi di governo si risolse solo il 10 giugno con l'elezione di una nuova giunta sempre a guida Rollandin, allargata al Partito Democratico nel 2015 e all'Union Valdôtaine Progressiste nel 2016. L'esecutivo rimase in carica fino al 10 marzo 2017, giorno della mozione di sfiducia costruttiva nei suoi confronti, approvata a seguito del venir meno della maggioranza a causa della sospensione di quattro consiglieri regionali per la legge Severino. Fu dunque sostituito da Pierluigi Marquis, alla guida di una coalizione composta esclusivamente da partiti autonomisti (ma non dall'UV).

Alle elezioni regionali in Valle d'Aosta del 2018 risultò essere ancora il più votato con 3.417 preferenze, pur perdendone 7.455 rispetto alle ultime elezioni regionali, con l'UV ancora come primo partito ma con pochissimo margine rispetto alla Lega Nord, che espresse la presidente Nicoletta Spelgatti, mentre il partito di Rollandin si schierò all'opposizione.

Nel dicembre 2018 il Consiglio approvò una mozione di sfiducia costruttiva nei confronti della presidente Spelgatti e della sua sostituzione con Antonio Fosson, alla guida di una coalizione autonomista, comprendente anche l'UV: Rollandin fu dunque eletto Vicepresidente del Consiglio Regionale, rimanendo in carica fino al 3 aprile 2019, quando si dimise dopo una nuova condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione per corruzione. Venne altresì sospeso da consigliere regionale e lasciò tutti gli incarichi interni al partito, abbandonandolo dopo più di 40 anni.

Pour l'Autonomie Alle elezioni regionali del 2020, a seguito dello scioglimento anticipato del Consiglio regionale della Valle d'Aosta, Augusto Rollandin si ricandidò con il nuovo movimento politico da lui fondato, Pour l'Autonomie – Per l'Autonomia (PlA), ottenendo 1.025 voti di preferenza. Fu inizialmente sospeso ai sensi della legge Severino, ma reintegrato un mese dopo per decorso dei termini.

Nello stesso appuntamento elettorale, il partito ottenne il 6,36% dei voti e tre seggi nel Consiglio regionale della Valle d'Aosta.

Alle elezioni politiche del 2022, Rollandin si candidò al Senato della Repubblica nel collegio uninominale Valle d'Aosta – 01 (Aosta) per la lista Pour l'Autonomie – Per l'Autonomia, ottenendo il 13,38% dei voti e classificandosi terzo dietro a Nicoletta Spelgatti (centrodestra, 34,05%) e Patrik Vesan (Vallée d'Aoste, centrosinistra, 33,63%).

Nel giugno 2021, durante un'assemblea, il PlA si costituì come partito politico a pieno titolo. In tale occasione furono eletti Stefania Anardi come segretaria e Aldo Di Marco come presidente.

Nel marzo 2023 Di Marco sostituì Anardi alla segreteria, mentre Rollandin fu eletto presidente del partito.

Sempre nel marzo 2023, dopo un periodo di opposizione al governo guidato da Erik Lavévaz (UV), il PlA entrò a far parte del nuovo esecutivo regionale presieduto da Renzo Testolin (UV), insieme al Partito Democratico (PD), all'Alliance Valdôtaine (AV), alla Stella Alpina (SA) e al Mouv'.

Il 22 gennaio 2024 Rollandin si dimise da consigliere regionale per motivi di salute. Nel maggio successivo venne nominato presidente onorario del partito, venendo sostituito alla presidenza da Cristina Camandona.

In vista delle elezioni regionali del 2025, Pour l'Autonomie aderì al progetto politico Autonomisti di Centro, coordinato con Rassemblement Valdôtain e Stella Alpina. La lista ottenne 8.483 voti ed elesse sei consiglieri, di cui uno appartenente a Pour l'Autonomie.

Altre attività Il 3 luglio 2007 fu nominato presidente della Compagnia Valdostana delle Acque/Compagnie valdôtaine des eaux (CVA),Eventi – UniCredit Group. società - a totale capitale della Regione attraverso la Finaosta S.p.A. - che nel 2002 acquistò dall'Enel le 25 centrali idroelettriche valdostane.Aem To-Amga: Garbati, guardiamo a Val D'Aosta e Liguria (Il Giornale) | Radiocor, giovedi' 6 aprile 2006 (articolo 490331). Tuttavia il 7 dicembre 2007 rassegnò le dimissioni dall'incarico per potersi candidare come consigliere regionale, come previsto dalla legge elettorale regionale stabilente l'incompatibilità tra le due cariche e l'obbligo delle dimissioni sei mesi prima delle elezioni solo per potersi candidare.

Fu fondatore e dal 2004 al 2008 presidente dell'Aeroclub "Corrado Gex" di Aosta.

Dal 2008 al 2017 fu presidente dell'Università della Valle d'Aosta.

Nel 2002 gli venne attribuito il Premio della Terra, riconoscimento assegnato dal comitato italiano per la Carta della Terra.

Morte Augusto Rollandin morì ad Aosta il 22 dicembre 2024 all'età di 75 anni.

Vita privata Residente a Brusson, si sposò ed ebbe due figli.

Provvedimenti giudiziari

Fu condannato nel 1994 in via definitiva dalla Cassazione a 16 mesi di reclusione e all'interdizione dai pubblici uffici per abuso d'ufficio per favoreggiamenti in appalti.

Tuttavia, nonostante la condanna, nel maggio 2001 si candidò al Senato venendo poi eletto non essendo l'interdizione dai pubblici uffici applicabile al Parlamento.

In seguito fu riabilitato dai magistrati per quella condanna, quindi con l'estinzione delle pene accessorie della condanna, tra le quali l'interdizione dai pubblici uffici (causa principale dell'ineleggibilità a consigliere regionale).

Questa riabilitazione, un provvedimento giudiziario dovuto per legge e che Augusto Rollandin considerò come una sorta di riabilitazione morale, costituì un fatto nuovo che, a parere di Rollandin, avrebbe impedito a chiunque all'interno del movimento di impugnare la questione morale per contestare la sua candidatura, non essendo state le sue numerose candidature precedenti contestate da nessuno all'interno dell'Union Valdôtaine, nonostante fossero successive alla citata condanna.

Il 17 giugno 2013 ricevette un avviso di garanzia con relativa conclusione delle indagini preliminari, riguardante un filone dell'inchiesta sulla realizzazione del nuovo parcheggio pluripiano dell'ospedale Umberto Parini, nel quale furono coinvolti anche Luigi Giunti e Giuseppe Tropiano, risultato già coinvolto in estorsioni legate al mondo della 'ndrangheta.

Il 26 luglio 2013 ricevette dalla Procura della Repubblica di Aosta il rinvio a giudizio per i fatti legati al filone di inchiesta sulla realizzazione del parcheggio dell'ospedale regionale di Aosta. Nel tempo trascorso dall'avviso di garanzia al rinvio a giudizio scelse di non inviare alcuna memoria difensiva alla procura. Lo stesso giorno della notizia del rinvio a giudizio, venne tenuta una festa in suo onore denominata "GusteFest", a cui parteciparono un migliaio di suoi sostenitori, suoi ospiti a cena in un capannone a Brusson.

Il 24 novembre 2014 il GUP di Aosta lo assolse dalle accuse a lui contestate perché "il fatto non sussiste".

Nel marzo 2019 fu condannato a 4 anni e 6 mesi di carcere per corruzione con rito abbreviato. Per effetto della cd. legge Severino venne sospeso dal consiglio regionale. Nel settembre 2021 la Corte di Appello di Torino lo prosciolse dalle accuse per intervenuta prescrizione. La decisione di proscioglimento fu confermata il 1º luglio 2022 dalla Corte di Cassazione.

Il 30 luglio 2021 fu condannato in via definitiva dalla Corte dei Conti al pagamento di 2,4 milioni di euro per danno erariale provocato all'amministrazione regionale con l'erogazione di finanziamenti della sua giunta al Casinò di Saint Vincent.

Soprannome