Operazione Juno (in tedesco Unternehmen Juno) era il nome in codice di un'operazione militare lanciata dalla Kriegsmarine tedesca dal 4 al 15 giugno 1940, nell'ambito della campagna di Norvegia della seconda guerra mondiale; l'azione consisteva essenzialmente in un attacco mordi-e-fuggi da parte di una squadra navale tedesca guidata dall'ammiraglio Wilhelm Marschall contro le unità navali Alleate, impegnate nelle operazioni al largo della costa settentrionale della Norvegia.

Quello che l'alto comando tedesco ignorava era che, in quegli stessi giorni, erano in corso le operazioni di evacuazione via mare dei contingenti Alleati impegnati nella battaglia di Narvik (operazione Alphabet): tre distinti convogli navali carichi di truppe ed equipaggiamenti, scortati da svariate unità navali della Royal Navy britannica, avevano preso il largo dalle coste norvegesi tra il 6 ed il 7 giugno, dirigendosi verso la Gran Bretagna. Le unità di Marschall entrarono in contatto ed affondarono diverse unità che navigavano isolate (tra cui la portaerei britannica ), ma non riuscirono ad intercettare nessuno dei convogli Alleati, che poterono così portare a termine l'evacuazione senza perdite.

Antefatti

Il 9 aprile 1940 le truppe tedesche lanciarono l'operazione Weserübung, il piano d'invasione di Danimarca e Norvegia: sei gruppi navali tedeschi vennero inviati ad occupare altrettante località strategiche lungo la costa norvegese, cogliendo di sorpresa i difensori; le truppe tedesche si impadronirono rapidamente dei loro obiettivi, assicurandosi il controllo della Norvegia meridionale e centrale, e respingendo i contrattacchi del soverchiato esercito norvegese, appoggiato anche da contingenti terrestri inviati da Regno Unito e Francia. Solo nel nord i tedeschi subirono una battuta d'arresto: il contingente del generale Eduard Dietl, inviato ad occupare lo strategico porto di Narvik, riuscì a portare a termine la sua missione con successo, ma rimase bloccato nella città dalla pronta reazione della Royal Navy, che lo tagliò fuori dal resto delle forze tedesche.. Il 15 aprile un contingente di truppe britanniche, francesi e polacche giunse a dar man forte ai difensori norvegesi, stringendo le truppe di Dietl in una morsa; favoriti dal terreno e dalle condizioni meteo, i tedeschi resistettero a lungo agli attacchi Alleati, finché, il 28 maggio, non vennero costretti ad abbandonare Narvik sotto lo schiacciante peso degli assalti nemici. Le truppe di Dietl ripiegarono in una posizione difensiva vicino alla frontiera con la neutrale Svezia e vi si attestarono, in attesa dell'attacco finale Alleato..

Il successo davanti a Narvik giungeva però in un pessimo momento per gli Alleati: il 10 maggio i tedeschi avevano lanciato l'operazione Fall Gelb, l'attacco contro Francia, Belgio e Paesi Bassi, e tra il 12 ed il 15 maggio i panzer del generale Heinz Guderian sfondarono il fronte a Sedan, mandando in crisi tutto lo schieramento Alleato. Il 24 maggio, davanti alla prospettiva di un annientamento dell'intera British Expeditionary Force a Dunkerque, il governo britannico, ora presieduto da Winston Churchill, decise di ritirare l'intero contingente Alleato dalla Norvegia.. L'evacuazione iniziò il 4 giugno, sotto la direzione del contrammiraglio John Vivian: vennero organizzati tre convogli navali, due costituiti dalle navi più veloci e destinati al trasporto delle truppe, ed uno con le navi più lente per gli equipaggiamenti; la scorta sarebbe stata garantita dalle portaerei Glorious ed , dagli incrociatori leggeri e , e da 11 cacciatorpediniere, mentre a Scapa Flow altre unità della Home Fleet dell'ammiraglio Charles Forbes attendevano di incontrare a metà strada i convogli provenienti da Narvik.. Per sfuggire ai ricognitori della Luftwaffe, le operazioni di imbarco si svolsero di notte, disperdendo le unità in una serie di fiordi ed insenature minori, ed impiegando i cacciatorpediniere ed i pescherecci norvegesi per fare la spola tra la riva e le navi da trasporto..

Fin dalla conclusione di Weserübung l'alto comando della Kriegsmarine aveva progettato una nuova azione navale, impiegando il grosso della squadra da battaglia in un raid contro le unità Alleate che operavano davanti alle coste norvegesi; le gravi perdite patite dalle unità leggere di scortaIn diverse azioni durante Weserübung, erano andati perduti due incrociatori leggeri sui sei disponibili, e dieci cacciatorpediniere sui 20 disponibili. avevano però suggerito di rinviare il piano a data da destinarsi.. L'isolamento delle truppe di Dietl, ed il pericolo di un loro possibile annientamento, fecero sì che il piano venisse riproposto: il 14 maggio, mentre si delineava ormai la vittoria decisiva sul fronte francese, il Großadmiral Erich Raeder presentò ad Hitler la bozza preliminare dell'operazione Juno; il piano venne approvato ed ulteriormente ampliato il 27 maggio, comprendendo una lunga sortita verso le acque settentrionali del mar di Norvegia, dove operava un gran numero di unità navali britanniche. L'autorizzazione finale all'esecuzione del piano venne data il 29 maggio, ed il comandante della flotta di superficie tedesca, ammiraglio Wilhelm Marschall, venne messo a capo dell'operazione, che prevedeva un raid contro le unità nemiche da guerra o mercantili nelle zone attorno Harstad e l'Ofotfjord (il fiordo di Narvik); nell'azione sarebbero state impiegate le due navi da battaglia Scharnhorst e Gneisenau (nave ammiraglia della squadra), l'incrociatore pesante Admiral Hipper, e quattro cacciatorpediniere come scorta (Z7 Hermann Schoemann, Z10 Hans Lody, Z15 Erich Steinbrinck e Z20 Karl Galster).

L'operazione Mosse iniziali

La squadra di Marschall lasciò il porto di Kiel alle 7:00Altre fonti indicano le 8:00 del 4 giugno 1940; per il primo tratto del loro percorso, le unità tedesche vennero accompagnate dalle torpediniere Classe Möwe Falke e Jaguar, dalla fregata antisommergibile F6 e dal dragamine Sperrbrecher IV, come scorta da possibili attacchi dei sommergibili britannici nello Skagerrak. In aggiunta, le petroliere Adria, Samland, Nordmark e Dithmarschen, unitamente alla nave-officina Huascaran, vennero inviate nella zona in cui dovevano operare le navi di Marschall, onde fornire loro supporto logistico. Alle 6:30 del 5 giugno le unità tedesche doppiarono Skagen, la punta estrema della Danimarca; poco dopo mezzogiorno, Marschall distaccò le unità di scorta inviandole verso Wilhelmshaven, e proseguì con la sua squadra verso nord-ovest alla velocità di 24 nodi, sfruttando i fronti temporaleschi come copertura dalla ricognizione britannica. Per la mattina del 6 giugno la squadra si trovava ben al largo di Bergen, proseguendo spedita verso nord attraverso la zona centrale del mare del Nord; alle 19:25, ormai ben lontani dal raggio d'azione degli aerei della Royal Air Force di base in Gran Bretagna, le unità tedesche si incontrarono con la petroliera Dithmarschen per rifornire di carburante la Admiral Hipper ed i cacciatorpediniere, che godevano di una autonomia minore rispetto alle due navi da battaglia; Marschall stimò che le sue unità non sarebbero arrivate davanti ad Harstad prima del 9 giugno.

Nella prima mattinata del 7 giugno, i ricognitori della Luftwaffe avvistarono un convoglio di navi Alleate circa 240 km a sud-ovest delle navi di Marschall, ma lo ritennero un gruppo di navi da trasporto vuote che rientravano in patria; poco dopo mezzogiorno, invece, i ricognitori tedeschi individuarono non meno di tre gruppi di navi da guerra britanniche nei dintorni dell'Andfjord. Il doppio avvistamento venne comunicato alla squadra tedesca solo alle 20:00 di quello stesso 7 giugno, mentre Marschall era a colloquio sulla Gneisenau con i comandanti delle altre unità; nonostante il comando della marina insistesse per proseguire l'azione davanti ad Harstad, Marschall decise invece di dirigersi verso il convoglio navale, scelta poi approvata da Raeder.. Alle 22:15 le unità tedesche interruppero la rotta per Harstad e si diressero verso sud-ovest.

Le unità avvistate dai ricognitori tedeschi e scambiate per scafi vuoti erano in realtà il primo gruppo navale britannico, partito da Narvik la mattina del 6 giugno, e composto dal convoglio lento che trasportava gli equipaggiamenti e dal primo convoglio veloce carico di truppe; questo convoglio era scortato solo da alcuni pescherecci armati, in quanto i cacciatorpediniere erano necessari per completare le operazioni di imbarco.. Le navi da guerra avvistate a mezzogiorno erano invece le unità di scorta al secondo convoglio di trasporti truppe, in attesa davanti a Tromsø del completamento delle operazioni di evacuazione; il convoglio lasciò le acque norvegesi la sera del 7 giugno, scortato dagli incrociatori Southampton e Coventry e da cinque cacciatorpediniere, mentre le portaerei Ark Royal e Glorious (con cinque cacciatorpediniere di scorta) fornivano copertura aerea. L'incrociatore muoveva invece per conto proprio da Tromsø, dove aveva imbarcato il re Haakon VII di Norvegia, il governo e lo stato maggiore dell'esercito norvegese.

Così come i tedeschi non avevano notato l'evacuazione Alleata da Narvik, al tempo stesso i britannici non avevano sentore della presenza in zona delle navi di Marschall: da quasi due mesi, da quando cioè i tedeschi avevano completato le operazioni di sbarco di Weserübung, nessuna unità di superficie della Kriegsmarine aveva preso il mare alla volta delle acque norvegesi, e questo aveva fatto abbassare la guardia ai comandanti della Royal Navy.. Il 6 giugno l'ammiraglio Forbes fece salpare da Scapa Flow la corazzata , con quattro cacciatorpediniere di scorta, per andare incontro al primo gruppo navale ed accompagnarlo in patria; per il resto, l'ammiraglio poteva disporre della sola corazzata , visto che gli incrociatori da battaglia e erano stati inviati il 5 giugno nelle acque dell'Islanda, per verificare la notizia (rivelatasi poi infondata) di uno sbarco tedesco nell'isola.

La Glorious naviga isolata

La Glorious trasportava un gruppo aereo ridotto, in quanto doveva imbarcare gli aerei della RAF di stanza sull'aeroporto norvegese di Bardufoss; nella notte tra il 7 e l'8 giugno (ma con la piena luce, grazie al fenomeno del "sole di mezzanotte"), venti aerei della RAF (dieci Gloster Gladiator e dieci Hawker Hurricane) appontarono tutti sulla portaerei, una notevole impresa aeronautica visto che gli equipaggi non erano specificamente addestrati per tale operazione e che i loro velivoli mancavano del gancio di appontaggio.. Conclusa l'operazione, intorno alle 3:00 il comandante della Glorious, capitano Guy D'Oyly-Hughes, chiese il permesso al vice ammiraglio Lionel Victor Wells, imbarcato sulla Ark Royal e dal quale dipendeva gerarchicamente, di separarsi dal convoglio e di rientrare a Scapa Flow per conto proprio, con una rotta più a sud rispetto al resto della formazione; la richiesta di D'Oyly-Hughes venne approvata, ed alle 3:53 la Glorious si separò dal resto della formazione procedendo verso sud-ovest alla velocità di 22 nodi, accompagnata dai cacciatorpediniere e come scorta.