Fu il primo e finora unico scacchista statunitense a potersi fregiare del titolo di Campione del mondo. Conquistò il titolo, battendo il grande maestro sovietico Boris Spasskij nel match del 1972, in un'epoca, quella tra il 1946 e il 1991, in cui era appannaggio della scuola sovietica. È considerato tra i migliori giocatori di scacchi di tutti i tempi.

Biografia Fischer nacque al Michael Reese Hospital di Chicago. Sul suo certificato di nascita come padre viene indicato il biofisico tedesco Gerhardt Fischer. La madre Regina Wender, che era nata in Svizzera da una famiglia polacca di origini ebraiche, era stata un'operaia in una fabbrica bellica e aveva continuato a studiare diventando prima insegnante, poi infermiera ed infine medico, laureandosi all'Università di Mosca, dove aveva conosciuto Gerhardt Fischer, che aveva sposato a Mosca nel 1933 e dove nel 1938 era nata la loro figlia Joan. Nel 1945 divorziarono, ma nel frattempo Regina aveva fatto ritorno negli Stati Uniti (1939). In un articolo del 2002 sul Philadelphia Inquirer Peter Nicholas e Clea Benson sostengono che il vero padre biologico di Fischer fosse il fisico ebreo ungherese Paul Nemenyi.

Infatti Gerhardt Fischer non avrebbe potuto in alcun modo essere il padre di Bobby: nel 1939 Gerhardt e Regina si trovavano in Europa e mentre a lei fu concesso di rientrare negli Stati Uniti, a lui fu negato il permesso di immigrazione per le sue sospette simpatie comuniste, cosicché non risulta neppure che egli possa mai aver messo piede negli Stati Uniti. Nel 1942 Regina ebbe una storia d'amore con Paul Nemenyi e questo appare persino negli atti dell'FBI, che seguiva segretamente la vita privata della coppia sospettando che la donna potesse essere una spia al servizio dei sovietici, tanto più da quando a Paul Nemenyi era stato affidato un importante incarico presso il Naval Ordnance Laboratory di White Oak in Maryland. Tuttavia Fischer, a partire dagli anni sessanta, negò fermamente di avere origini ebraiche.

All'età di sei anni, quando la famiglia si trasferì a Brooklyn, egli imparò da sé il gioco degli scacchi leggendo il libretto di istruzioni di una scacchiera. Si allenò con la sorella e nel giro di qualche settimana si dimostrò un giocatore troppo forte per lei. Quando il ragazzo compì tredici anni, la madre chiese a Jack Collins di esserne l'istruttore di scacchi; questi aveva insegnato a diversi grandi giocatori, compresi William Lombardy e Robert Byrne. Fischer trascorse molto tempo nella casa di Collins, descritto da alcuni come una figura paterna per il ragazzo. Bobby frequentò, abbandonandola dopo un breve periodo, la Erasmus Hall High School, dove molti insegnanti lo ricordavano come una persona difficile. Il suo primo vero trionfo arrivò nel luglio 1956, quando vinse il campionato juniores statunitense che a quei tempi lo qualificava al campionato maggiore. Nello stesso anno giocò diverse partite brillanti, tra cui quella contro il futuro maestro internazionale Donald Byrne, una partita passata alla storia come un capolavoro e che fu dichiarata da molti esperti "la partita del secolo" così come avvenne in seguito anche per il match per il titolo mondiale da lui disputato.

Carriera

Otto volte campione americano Nel gennaio 1958 vinse il campionato degli Stati Uniti, detto "zonale", e si qualificò al torneo interzonale, risultato che gli valse il titolo di "maestro internazionale". Samuel Reshevsky, il grande favorito del torneo, e la presenza di tutti i migliori maestri americani in attività non impedirono a Bobby, nemmeno quindicenne, di vincere imbattuto il torneo.

Nel 1959 Fischer partecipò per la terza volta al campionato americano, in seguito ribattezzato "Torneo Rosenwald". Qui diede un'anticipazione del suo carattere eccentrico che caratterizzò poi il campionato del mondo contro Boris Spasskij. Per esempio pretese che gli abbinamenti fossero sorteggiati pubblicamente, clausola peraltro prevista dal regolamento FIDE, ma di fatto un capriccio, visto che avere sorteggio pubblico o privato non cambiava alcunché, a meno che qualcuno non cercasse di barare, ed è difficilissimo farlo in un torneo. Arrivò al punto di lasciare scegliere al comitato organizzatore il suo sostituto, visto che se non fosse stato accontentato si sarebbe ritirato. In seguito durante il torneo volle la presenza del suo avvocato sul palco per garantirsi contro ogni irregolarità. Furono i primi episodi evidenti di una lunga serie che caratterizzarono la sua immagine e la sua leggenda. Vinse il campionato con grande facilità, del resto nei tornei americani vinse otto volte consecutive, tutte quelle a cui partecipò. In quello del 1963-64 vinse addirittura tutte le partite.

Le prime partecipazioni al ciclo mondiale Fischer partecipò per la prima volta alle selezioni per il campionato del mondo nel torneo interzonale del 1958, tenutosi a Portorose, in Jugoslavia, dove ottenne un piazzamento utile alla qualificazione al torneo dei candidati dell'anno successivo. Grazie a questo risultato, divenne dunque "grande maestro internazionale" a quindici anni, sei mesi e un giorno (record di precocità rimasto imbattuto fino al 1991, quando fu superato da Judit Polgár) e abbandonò la scuola.

Nel torneo dei candidati del 1959, giocato in varie città della Jugoslavia, la sua giovanissima età non gli permise però di imporsi: si classificò al 5º-6º posto su otto concorrenti. Tra l'altro il vincitore del torneo Michail Tal' gli diede una dura lezione, vincendo tutte le quattro partite giocate contro di lui . Nel 1960 Fischer giocò in due tornei argentini: nel primo, tenutosi a Mar del Plata, vinse insieme a Spasskij, nel secondo, a Buenos Aires, finì solo al tredicesimo posto, il peggior risultato della sua carriera. Molti grandi maestri, comunque, come ad esempio Aleksandr Alechin e Paul Keres, ebbero simili alti e bassi durante la loro carriera.

Primo ritiro e ritorno Al successivo torneo interzonale, tenutosi a Stoccolma nel 1962 fra gennaio e marzo, realizzò uno strepitoso risultato. Vinse il torneo con 2,5 punti di vantaggio sul secondo classificato, qualificandosi al torneo dei candidati del 1962 che si sarebbe disputato a Curaçao fra il maggio e il giugno di quell'anno. Nell'isola caraibica vinse Tigran Petrosjan senza perdere neppure una partita e pareggiandone 19 su un totale di 27. Tal' si ammalò e dovette ritirarsi, mentre Fischer terminò al quarto posto, con 8 vittorie, 7 sconfitte e 12 patte, dietro a Petrosjan, Keres e Geller.

Fischer reagì violentemente: riteneva che i giocatori sovietici si fossero accordati per brevi patte tra di loro, destinando la maggior parte dei loro sforzi contro gli avversari non russi. Una volta eliminati tutti gli altri i sovietici sarebbero rimasti i soli a giocarsi "in casa" il diritto a sfidare il campione del mondo. Egli scrisse un articolo sui presunti imbrogli dei sovietici , in particolare del vincitore del torneo e futuro campione del mondo Petrosjan. Questo portò ad un'aspra battaglia tra Fischer e la FIDE. L'americano, in uno dei pochissimi articoli da lui redatti, asserì: «I russi hanno truccato lo scacchismo mondiale» e che durante le partite si consultavano a vicenda.

Le accuse ebbero ampia risonanza nel mondo scacchistico. I sovietici affidarono il compito di rispondere a Paul Keres, che negò ogni accusa rivolta ai giocatori sovietici. Nonostante tutto questo, la FIDE decise di dare maggiore spazio ai giocatori non sovietici e cambiò il regolamento, in modo da togliere ai sovietici qualsiasi possibilità di accordo o macchinazione. Fischer tuttavia non era soddisfatto: dichiarò che non avrebbe più giocato in tornei all'estero e che era comunque il miglior giocatore del mondo, chiedendo un torneo per dimostrarlo. Siccome la FIDE non ottemperò, Bobby non si presentò al torneo interzonale di Amsterdam del 1964. Richiese poi una borsa di 5.000 dollari per partecipare alle Olimpiadi di Tel Aviv dello stesso anno, che gli fu rifiutata e quindi non vi partecipò.

Nel 1962 apparve sulla rivista Harper's Magazine un'intervista concessa da Fischer allo scrittore Ralph Ginzburg. Bobby manifestò in questa intervista la sua ben nota misoginia: in risposta al commento della campionessa statunitense di scacchi Lisa Lane che lo considerava "il più forte giocatore vivente", come riportato dall'intervistatore, egli dichiarò testualmente: «L'affermazione è corretta, ma Lisa Lane non può valutarlo. Le donne sono deboli, tutte le donne lo sono, e sono stupide se paragonate agli uomini, non dovrebbero giocare a scacchi. Contro un uomo perdono sempre, non esiste donna al mondo alla quale non potrei dare un cavallo di vantaggio e vincere ugualmente».

Nel periodo tra il 1962 e il 1967 Fischer si ritirò quasi totalmente dall'attività agonistica. Partecipò però, giocando per via telematica dal Marshall Chess Club, al Capablanca Memorial, che si tenne nel 1964 a L'Avana. Nel 1967 Fischer ritornò sui suoi passi, accettando di partecipare al torneo interzonale di Susa, in Tunisia. Dopo dieci turni era in testa con ampio margine, ma scoppiò una disputa sulle sue pratiche religiose con gli organizzatori, non si presentò alla partita successiva e fu squalificato.

Campione del mondo: il "match del secolo" di Reykjavík

Fu il torneo interzonale del 1970 a Palma di Maiorca che portò Fischer sulla strada del campionato del mondo. Mise in mostra il meglio della sua abilità nei match dei candidati, ottenendo una serie di strepitosi risultati che non è mai stata eguagliata: sia Mark Tajmanov che Bent Larsen vennero demoliti per 6-0 senza patte. Solo l'ex campione del mondo Tigran Petrosjan, ultimo avversario di Fischer nei match dei candidati, riuscì in parte ad arginare la sua forza, ponendo termine alla lunga fila di vittorie, ma ciononostante Fischer vinse il match per 6,5 a 2,5 . Nel 1971 il campione statunitense aveva ottenuto il diritto di sfidare Boris Spasskij per il titolo mondiale.

Quello che la stampa, soprattutto occidentale, ribattezzò subito "l'incontro del secolo" tra Spasskij e Fischer si svolse a Reykjavík, in Islanda, da luglio a settembre del 1972. All'inizio, dato il suo temperamento volubile e le molte richieste che pose agli organizzatori, sembrò improbabile che Fischer si presentasse, ma all'ultimo minuto decise di partecipare. È stato detto che una telefonata di Henry Kissinger, che faceva appello al suo patriottismo, aiutò a salvare l'incontro; il fatto che una donazione di 125.000 dollari portò il montepremi a 250.000 dollari fu probabilmente un altro fattore determinante. La prima partita servì solo ad aumentare la tensione che circondava l'incontro. Fischer, che non aveva mai sconfitto Spasskij nei loro pochi incontri precedenti, sembrò avere partita facile con i pezzi neri, quando commise un grave errore, di un tipo assai raro in una partita tra grandi maestri. A seguito della sua sconfitta, Fischer fece ulteriori richieste agli organizzatori, e quando queste non vennero soddisfatte si rifiutò di presentarsi, facendo assegnare a Spasskij la vittoria a tavolino. Sembrò che Fischer stesse per scomparire. La cronaca giornalistica di allora sui quotidiani di tutto il mondo riportava intere colonne sulle gesta di Fischer, soprattutto lontano dalla scacchiera, ed erano lette avidamente per sapere se aveva spaccato la fotocamera in testa a qualche giornalista oppure se avesse giocato il successivo turno. Alla fine dell'articolo, in una riga, si leggeva: "Il campione in carica, Spasskij, sta bene".