Il martirologio romano riporta la leggenda, tramandata per iscritto dal papa San Gregorio Magno, secondo cui il vescovo di Ancona, nel VI secolo, salvò la propria città da un incendio. La scena è raffigurata nella Galleria delle carte geografiche dei Musei vaticani.

La biografia di Antonio Leoni Nella sua "Istoria d'Ancona, capitale della Marca Anconitana"Cfr. Abate Antonio Leoni anconitano, "Istoria d'Ancona, capitale della Marca Anconitana", Tipografia Baluffi, Ancona, 1810, volume II, capitolo XV, pagg.27-31, visibile in Google books. l'Abate Antonio Leoni così racconta la storia di San Marcellino:

Culto Attualmente le spoglie di San Marcellino sono conservate in un'urna in diaspro tenero di Sicilia donata da papa Benedetto XIV in occasione della ricognizione del secolo XVIII collocata nella Cripta dei Protettori della Cattedrale di S. Ciriaco di Ancona (a sinistra rispetto all'ingresso principale), così detta perché contiene le spoglie dei santi patroni della cittàSan Marcellino (†577), vescovo di Ancona, celebrato il 9 gennaio. Sulla scorta di notizie fornite da S. Gregorio Magno - che ne parla nei suoi Dialoghi - il vescovo San Marcellino va collocato nel secolo V. Il Papa ricorda che spense un incendio che stava devastando Ancona, facendosi portare incontro alle fiamme recando fra le mani il libro degli Evangeli. Cfr. Vincenzo Pirani, in collaborazione con il Prof. Giorgio Nicolini, Storia della Chiesa di Ancona, capitolo IV: I Santi venerati nella Chiesa anconetana, par.4.

È commemorato il 9 gennaio; il Martirologio romano lo ricorda con queste parole:

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