La Cattedrale metropolitana di San Pietro (in tedesco Hohe Domkirche St. Petrus), comunemente nota come duomo di Colonia, è una chiesa cattolica, situata nella predetta città.
Con le sue torri cuspidate di ben 157 metri di altezza, è la seconda chiesa più alta della Germania, dopo il duomo di Ulma (completato nel 1890), e la terza più alta al mondo.
Dal 1880 fino almeno al 1884 questa cattedrale è stata l'edificio più alto del mondo. È inoltre una delle maggiori attrattive turistiche della Germania: nel 2004 è stata visitata da circa 6 milioni di persone.
Storia Origini
Come rinvenuto dagli scavi archeologici, in quest'area sorgevano delle case romane fra il I e il IV secolo e un tempio dedicato a Mercurio"Germania", Guida TCI, 1994, pag. 168-172. Tra la fine del IV e l'inizio del V secolo, nell'area oggi occupata dal presbiterio della cattedrale, venne edificata una prima abside di 30-40 metri di lunghezza. Tra la fine del V e l'inizio del VI secolo venne eretto un nuovo edificio di simili dimensioni, che verso il 530 vide la costruzione di tombe principesche franche, le quali testimoniano un uso religioso del luogo.
Furono trovati anche i resti di un battistero risalente al VI secolo, con un fonte battesimale a vasca ottagonale. Staccato dalla chiesa, ma collegato tramite due corridoi, inizialmente era a pianta rettangolare, poi ampliato presentando pianta a croce e ulteriormente ingrandito rendendolo ancora a pianta rettangolare.
Cattedrale ottoniana
La Cattedrale ottoniana, o Cattedrale di Hildebold venne fondata dall'arcivescovo Ildeboldo (784 - 818), che, anche secondo le fonti archeologiche, sembra essere stata edificata a partire dall'800 in poi. L'edificio fu consacrato il 27 settembre 870Matthias Untermann, Zur Kölner Domweihe von 870 (PDF) e si presentava con pianta bicefala incentrata su una navata delimitata da transetti absidati alle due estremità. Divenne un modello per molte chiese germaniche dell'epoca e già ospitava la Croce di Gerone, realizzata nel X secolo, che è il secondo crocifisso monumentale più antico sopravvissuto in Europa.
L'imperatore Federico Barbarossa come bottino di guerra recuperò le reliquie dei Re Magi dalla Basilica di Sant'Eustorgio di Milano. Il 23 luglio 1164 l'arcivescovo di Colonia e arcicancelliere imperiale Rainald von Dassel le portò a Colonia e le pose in questa cattedrale.
Le reliquie attirarono subito molti pellegrini e, alla fine del XII secolo, l'Imperatore Ottone IV commissionò a Nicolas de Verdun una cassa monumentale per contenerle ed esporle degnamente al pubblico insieme alle spoglie di Gregorio di Spoleto e a quelle dei Santi Felice d'Africa e Nabor. L'orefice realizzò il suo capolavoro tra il 1190 e il 1225, considerato il reliquiario più grande e artisticamente sofisticato sopravvissuto del Medioevo. La Cattedrale Vecchia divenne così uno dei più importanti luoghi di pellegrinaggio d'EuropaArnold Wolff, Der Dom zu Köln. A cura e integrato da Barbara Schock-Werner, Colonia 2015, p. 5..
Con la decisione della costruzione di una nuova Cattedrale nel 1248, questo edificio andò demolito passo dopo passo. Gli incuranti lavori di demolizione con il fuoco non solo distrussero il coro orientale, ma quasi l'intera cattedrale, tanto che le parti occidentali furono provvisoriamente restaurate per poi essere demolite solo dopo il 1322, quando il coro gotico fu completato.
Cattedrale gotica Nella prima metà del XIII secolo si decise di sostituire la cattedrale ottoniana con un nuovo edificio concepito come reliquiario in pietra per l'Arca dei Re Magi. Inoltre doveva fungere da cattedrale reale per sostenere la pretesa degli arcivescovi di Colonia di eseguire l'incoronazioneRolf Lauer, Der Schrein der Heiligen Drei Könige. Colonia 2006, ISBN 3-922442-53-6, p. 92. dei sovrani del Sacro Romano Impero; e mantenere alto il prestigio di luogo di pellegrinaggio fra i più importanti d'Europa.
Il progetto venne affidato al Mastro Gerardus che concepì un grandioso tempio in stile gotico ispirato alle grandi cattedrali francesi di Amiens e di Beauvais, e influenzato anche dell'appena terminata (1248) Sainte-Chapelle di Parigi. Il 15 agosto 1248, giorno di Ferragosto, l'arcivescovo Corrado di Hochstaden posò la prima pietra.
Costruzione del deambulatorio e delle cappelle radiali (1248-1277)
La costruzione fu iniziata dal coro, con deambulatorio e sette cappelle radiali, e come materiale di costruzione venne impiegata la trachite del Drachenfelds, nei Siebengebirge. Nel 1265 il deambulatorio e le cappelle radiali, con le loro vetrate, vennero terminate e presto utilizzate come luogo di sepolture. Konrad von Hochstaden, morto nel 1261, fu sepolto nella cappella di San Giovanni (la figura in bronzo distesa della sua tomba è la più antica scultura gotica sopravvissuta nella cattedrale) e le spoglie degli arcivescovi nell'antica cattedrale Gerone di Colonia, Rainald von Dassel, Philipp von Heinsberg, Engelbert von Berg furono traslati nelle cappelle del coro. Nel 1277 Alberto Magno consacrò l'altare della sala capitolare, oggi funge da Cappella del Sacramento.
Completamento del coro (1265–1322) A partire dal 1271 il capomaestro Arnold, possibile capostipite della celebre famiglia di architetti Parler, proseguì la costruzione alzando la parte centrale del coro. Intorno al 1304 la muratura del coro era terminata e venne aggiunto un tramezzo ad ovest. Tra il 1304 e il 1330 eresse il triforio e il cleristorio che, come un pannello traforato di pietra, sembrava essere una membrana tesa fra i pilastri.
L'intero disegno del coro seguiva un complesso simbolismo che combinava prospettive teologiche, mistiche e artistico-architettoniche. Tutta l'opera vetraria intrapresa sotto la direzione del capomaestro Johannes von Köln a partire dal 1304 fino al 1311 era volta alla visione di una “Gerusalemme celeste” e sono considerati uno dei più grandi cicli sopravvissuti di vetrate del Medioevo Herbert Rode, Der Kölner Dom. Glasmalereien in Deutschlands größter Kathedrale, Augusta 1968, p. 56.. Dopo le vetrate furono realizzati i 104 stalli del coro, in quercia intagliata, e contemporaneamente, il monumentale dipinto del recinto del coro, punto di partenza per la Scuola di Colonia, famosa nel Medioevo Paul Clemen, Heinrich Neu, Fritz Witte, Der Dom zu Köln. 1937, 2ª edizione aumentata 1938, I monumenti d'arte della provincia del Reno, sesto volume, III Dipartimento, ISBN 3-590-32101-6. In seguito fu la volta dell'altar maggiore, in marmo nero, con figure in marmo bianco di Carrara sovrapposte a contrasto, considerato uno degli altari più grandi e belli del Medioevo gotico Joseph Braun, Der christliche Altar in seiner geschichtlichen Entwicklung. Monaco di Baviera, 1924..
Tra il 1270 e il 1280 vennero realizzate le 14 statue policrome dei pilastri del coro raffiguranti Gesù, Maria e i 12 Apostoli, furono probabilmente completate solo negli anni Trenta del Trecento. Stilisticamente rappresentano un capolavoro della scultura gotica con la loro figura snella, i ricchi drappeggi, l'effetto setoso dei panneggi Klaus Hardering, Die Chorpfeilerfiguren des Kölner Domes, Kölner Domblatt 2012, p. 281 e la loro postura curva e correlata. Nel 1333 Francesco Petrarca visitò il coro della cattedrale e ne lodò la bellezza. Nel 1322 il coro venne consacrato.
Navate laterali meridionali (1322-1388) Dopo la consacrazione del coro, iniziarono i lavori per il transetto, ma si poté costruire solo l'inizio dei portali. Il cantiere fu gestito da Johannes fino al 1331 e poi da Rutger fino al 1333, i due figli del rispettatissimo capomaestro Arnold. Il cantiere in seguito si concentrò sulla costruzione delle navate laterali meridionali del piedicroce concepite per essere utilizzate temporaneamente come chiesa a sala a due navate per la funzione di chiesa parrocchiale. Da qui, probabilmente, nacque l'idea del progetto a cinque navate Johann Josef Böker, Michael von Savoyen und der Fassadenriss des Kölner Domes, Colonia 2018, p. 38. I lavori, dal 1353, furono continuati da Bartholomäus von Hamm. Entro la fine del XIV secolo le due navate erano terminate e gli arcivescovi Friedrich von Saar Werden e Dietrich von Moers fecero realizzare cinque vetrate, oggi perdute. Dall'altezza di circa 13,50 metri erano coperte da un tetto provvisorio che dalla torre sud arrivava alla parete est del transetto Johann Josef Böker, Michael von Savoyen und der Fassadenriss des Kölner Domes, Colonia 2018, p. 96. Gli spazi tra i pilastri che avrebbero dovuto immettere nella navata centrale - ancora non esistente - furono provvisoriamente tamponati con un muro, per il quale gli arcivescovi commissionarono cinque finestre di vetro colorato, andate perdute. Nel 1388, nelle navate, venne celebrata la messa per la fondazione dell'Università di Colonia Johann Josef Böker, Michael von Savoyen und der Fassadenriss des Kölner Domes, Colonia 2018, p. 112.
La facciata (1360-1449)
A metà del XIV secolo, l'arcivescovo Wilhelm von Gennep volle dedicarsi alla facciata occidentale. Le fondamenta per la torre sud-ovest furono poste intorno al 1360 e un primo progetto per la facciata sembra essere disegnato da Peter Parler Johann Josef Böker, Michael von Savoyen und der Fassadenriss des Kölner Domes, Colonia 2018, p. 100. A causa della morte dell'arcivescovo, però, i lavori di costruzione subirono un ritardo e ripresero solo dopo il 1370 col successore Friedrich von Saarwerden. Fece progettare una nuova facciata ovest, particolarmente imponente, dal capomaestro Michael von Savoyen, della quale se ne conserva ancora il disegno originale Marc Steinmann, Die Westfassade des Kölner Domes. Der mittelalterliche Fassadenplan F, Colonia 2003, p. 253..
Il primo livello della torre sud fu completato, con il Petersportal, alla fine del XIV secolo. Intorno al 1375 venne scolpita la decorazione figurativa del portale, con evidenti influenze della famiglia di scultori dei Parler, alla quale era imparentato Michael von Savoyen. Nel 1401 l'arcivescovo poté incoronare nella cattedrale Roberto del Palatinato come Re dei Romani, che poté entrare solennemente nell'edificio attraverso le navate meridionali Johann Josef Böker: "Michael von Savoyen und der Fassadenriss des Kölner Domes", Colonia 2018, p.141.
Dal 1395 Andreas von Everdingen succedette come capomaestro († prima del 1412) e nel 1410 portò a termine il secondo piano della torre sud, a 59 metri d'altezza. Si iniziarono a fondere le prime campane che furono installate entro il 1448-49. Ma i lavori sulla torre sud furono interrotti Paul Clemen: "Der Dom zu Köln". Da: "Kunstdenkmäler der Rheinprovinz". 6 III, pag. 62–63..
Piedicroce (1450–1528)
Nella seconda metà del XV secolo il cantiere si concentrò sulla fruibilità dell'intera superficie calpestabile della cattedrale. I lavori di costruzione furono guidati dai capomastri Nikolaus van Bueren (1425-1445) e Konrad Kuene van der Hallen (1445-1469) e si iniziò con l'erezione delle navate laterali settentrionali, a specchio di quelle meridionali. Alla fine del secolo tutte le navate del piedicroce e del transetto furono munite di coperture provvisorie. Tra il 1507 e il 1509 furono realizzate e installate le vetrate nella parete nord del piedicroce Arnold Wolff, Der Dom zu Köln, pag. 8.. Nel 1500 fu posata la prima pietra della torre nord. Negli anni 1512 e 1513 le fonti riportano regolari operazioni edilizie; tuttavia dopo il 1525 le entrate diminuirono drasticamente Arnold Wolff, Der Dom zu Köln, pag. 9., tanto che nel 1560 il Capitolo della cattedrale aveva ufficialmente fermato i finanziamenti Leonard Ennen, Der Dom in Köln von seinem Beginne bis zu seiner Vollendung: Festschrift gewidmet den Freunden und Gönnern aus Anlass der Vollendung vom Verstande des Central-Dombauvereins, 1880, pag. 79..
Interruzione della costruzione