La Pietà è un dipinto a olio su tavola (34,2x29,2 cm) di Correggio, databile al 1512 circa e conservato nel Museo civico di Correggio.
Storia L'opera proviene dalla galleria dei Gonzaga a Mantova, dove si trovava nel XVII secolo, e dopo essere stata venduta a Carlo I d'Inghilterra venne messa all'asta passando per numerose collezioni private, finché non fu acquistata dalla "Fondazione Il Correggio", nel 2002, dopo essere passata in disponibilità della National Gallery di Washington e della Pierpont Morgan Library di New York dal lascito della signora Lore Heinemann. Essa è stata storicamente ridotta di alcuni centimetri almeno su tre lati ma ha ricevuto un ottimo restauro e tutte le perizie scientifiche, dalla National Gallery di Washington nel 1999-2000.
Già pubblicata da Ekserdjian prima del recupero come "la miglior versione" fra quelle note, è stata riconosciuta come autografa da David Alan Brown e da Eugenio Riccòmini. Almeno otto copie antiche note ne confermano la popolarità, tra cui spiccano quelle di Annibale Carracci (Galleria Borghese), di Lorenzo Lotto (collezione privata a Bergamo) e quella in grande formato di Giulio Cesare Amidano (chiesa del Santo Sepolcro a Parma). Una tale popolarità è stata spiegata con una possibile collocazione in un luogo pubblico, forse nella cappellina del palazzo dei Principi davanti al "campo d'onore" del Castello di Correggio, dove si svolgevano i duelli (essendo zona franca): l'immagine sacra del sacrificio di Cristo era infatti frequente per giurarvi davanti le eventuali riconciliazioni.
Per i caratteri leonardeschi e taluni persistenti legami col Mantegna è parere del Riccòmini che l'opera sia anteriore al 1514.
Descrizione e stile Il soggetto è unico nel corpus tipologico del Correggio: il Cristo morto è posato sulle ginocchia di Maria, seduta presso il sepolcro, secondo l'iconografia della Pietà, contro un rialzo denso di vegetazione, che è circuito a destra da un sentiero indirizzato verso l'aperto paesaggio. Lo sfondo riprende l'andamento del gruppo principale di figure.
Complessa è la posa del Cristo, che ha un braccio abbandonato e l'altro in scorcio lungo l'addome, mentre le gambe sono incrociate per la stretta della Madonna. Il volto di essa è dolorosamente unito a quello del figlio, con un'ombra che le passa sugli occhi, a sottolineare la sua isolata tragedia. La luce proviene da sinistra, con un'apertura verso il cielo nuvoloso e qualche collina in lontananza a destra. Il chiaroscuro intenso, che fa emergere le figure dall'oscurità, rimanda alla lezione di Leonardo e del suo sfumato, mentre i panneggi hanno la consistenza vellutata delle opere di Tiziano.
Il fermento chiaroscurale e il "contrapposto" del corpo nudo del Cristo rimandano a una forte meditazione leonardesca, mentre le figure, di grande tenerezza, raccolte nei panneggi disciolti, richiamano lo schema arcaico delle nordiche Vesperbilder.
Bibliografia Giuseppe Adani, Correggio pittore universale, Silvana Editoriale, Correggio 2007. ISBN 9788836609772
Collegamenti esterni
Categoria:Dipinti del Correggio Categoria:Dipinti sulla Pietà Categoria:Dipinti a Correggio (Italia) Categoria:Collezioni Gonzaga