Biografia Nipote di Filippo Juvara, si trasferì a Roma dove fu allievo di Ludovico Gregorini (1661-1723) assieme al figlio di quest'ultimo Domenico Gregorini. Dopo la morte di Ludovico Gregorini (11 novembre 1723) Pietro Passalacqua rimase a fianco di Domenico che ereditò lo studio e le commesse del padreC. Varagnoli, «GREGORINI, Domenico (Domenico Paolo)». In: Dizionario biografico degli italiani, vol. LIX, Roma: Istituto della Enciclopedia italiana, 2002 (on-line). I due collaborarono strettamente nel rimanente della loro vita, tanto che è difficile riuscire a distinguere il contributo dell'uno o dell'altro dei due architetti nelle numerose attività alle quali presero parte.
Assieme a Domenico Gregorini, Pietro Passalacqua frequentò il cardinale Ottoboni. Nell'ambiente che gravitava attorno al cardinal Ottoboni Gregorini poté approfondire fra l'altro le proprie conoscenze nei campi della scenografia, del teatroSaverio Franchi, Drammaturgia romana: repertorio bibliografico cronologico dei testi drammatici pubblicati a Roma e nel Lazio: secolo XVII: 1280 testi drammatici ricercati e trascritti in schede; con la collaborazione di Orietta Sartori, Roma: Edizioni di storia e letteratura, 1988, pp. LXXXV-LXXXVI (Google libri) e della festa baroccaMarcello Fagiolo (a cura di), Corpus delle feste a Roma, Vol. II: Il Settecento e l'Ottocento, Roma: De Luca, 1997, ISBN 88-8016-193-8. Per il cardinale Ottoboni, Pietro Passalacqua svolse anche un'intensa attività di architetto insieme con Domenico Gregorini e Ludovico Rusconi Sassi, quest'ultimo architetto di fiducia del cardinale. Sempre con Gregorini, Passalacqua svolse numerosi altri lavori di sistemazione agli edifici del feudo di Fiano, ai palazzi vescovili di Albano e Velletri, Palazzo Sforza Cesarini a Genzano, numerose opere pubbliche A Roma, eccetera.
I due ricevettero numerosi incarichi anche dal cardinale Aldrovandi, all'epoca governatore di Roma. Per Aldrovandi effettuarono la ricostruzione del Teatro Tordinona (1733) e la "Legnara Clementina", un deposito di legnami non più esistente (1734-35). Nel 1722 fu ammesso alla Congregazione dei Virtuosi al Pantheon con 14 voti favorevoli e 2 contrariGiuseppe Bonaccorso e Tommaso Manfredi, I virtuosi al Pantheon, 1700-1758; con un saggio di Vitaliano Tiberia, Roma: Argos, 1998, p. 49, ISBN 88-85897-64-9. I nomi di Passalacqua e Gregorini restano legati soprattutto al rinnovamento della basilica di Santa Croce in Gerusalemme (1741-44), una chiesa antichissima il cui restauro fu una delle ultime grandi imprese della Roma barocca. Morì nel 1748; la sua eredità fu raccolta in parte dal figlio Melchiorre.
Note
Bibliografia «Passalàcqua, Pietro». In: Enciclopedia Biografica Universale, Roma: Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Vol. XV, 2007 (on-line)
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Categoria:Architetti barocchi Categoria:Membri dell'Accademia dei Virtuosi al Pantheon