Il teatro del mar Baltico comprende l'insieme dei combattimenti navali e delle operazioni anfibie svoltesi nel bacino del mar Baltico durante la seconda guerra mondiale, dal settembre 1939 al maggio 1945. La campagna fu piuttosto frammentaria e vide affrontarsi a più riprese diversi contendenti: inizialmente, nel settembre-ottobre 1939 a combattersi furono la tedesca Kriegsmarine e la polacca Marynarka Wojenna, nell'ambito dell'invasione tedesca della Polonia; tra il novembre 1939 e il marzo 1940, a confrontarsi furono invece le unità navali di Finlandia e Unione Sovietica, impegnate nella cosiddetta "guerra d'inverno". A partire dal giugno 1941 le marine militari tedesca e finlandese cooperarono contro il comune nemico sovietico, fino all'uscita della Finlandia dal conflitto nel settembre 1944; le forze navali tedesche e sovietiche continuarono quindi ad affrontarsi sporadicamente fino alla conclusione delle ostilità nel maggio del 1945.

Lungo circa  km e largo dai 160 ai 300 km, il mar Baltico è un bacino piuttosto ristretto, dal fondale basso e sabbioso, e anche per questo non fu teatro di grandi battaglie tra grossi gruppi navali avversari; in compenso, il bacino fu teatro di diversi scontri tra unità leggere, di limitate campagne sottomarine contro il traffico mercantile, di operazioni anfibie su piccola e media scala, e soprattutto di un'intensa guerra con mine navali: alla fine della guerra zone come il golfo di Finlandia o la costa dei Paesi baltici risultarono tra le acque più minate del conflitto, ed occorsero diversi anni per bonificarle.

Le forze in campo e gli obiettivi strategici Germania Il bacino del mar Baltico rappresentava uno snodo di vitale importanza per la Germania: quasi il 70% del ferro di cui necessitava l'industria tedesca proveniva dai minerali ferrosi estratti nelle miniere di Kiruna e Gällivare, nella neutrale Svezia; nei mesi estivi, ovvero fino a quando le acque erano sgombre dai ghiacci, i carichi di minerale venivano imbarcati nel porto di Luleå dai mercantili tedeschi che, discendendo il golfo di Botnia, giungevano poi nei porti della Germania settentrionale.. La Svezia stessa rappresentò per tutta la durata del conflitto uno dei principali partner commerciali della Germania; in aggiunta a ciò, nelle città di Kiel ed Elbląg si trovavano diversi importanti cantieri navali tedeschi, e le tranquille acque del Baltico venivano frequentemente utilizzate per il collaudo delle unità di nuova costruzione e per l'addestramento degli equipaggi.

Nel corso della campagna polacca e soprattutto durante il conflitto con l'Unione Sovietica, la squadra tedesca del Baltico fu composta da un ridotto numero di navi di grosso tonnellaggio: principalmente, operarono nel teatro tre o quattro incrociatori leggeri (si alternarono in questo compito gli incrociatori Emden, Köln, Leipzig e Nürnberg), una mezza dozzina di cacciatorpediniere e le due vecchie corazzate pre-dreadnought Schleswig-Holstein e Schlesien, risalenti alla prima guerra mondiale ed utilizzate prevalentemente come batterie di artiglieria galleggianti;. le principali unità da battaglia, così come la maggioranza della sempre più ampia flotta di sommergibili, furono destinate invece al confronto con la Royal Navy nel mare del Nord e nell'oceano Atlantico. In compenso, la Kriegsmarine metteva in campo una vasta forza di unità leggere come torpediniere, fregate antisommergibili, motosiluranti, dragamine e posamine, utilizzate per la difesa delle coste, per la lotta antisommergibile e per la posa di mine navali, e gran parte di esse vennero impiegate in vario modo nelle operazioni nel Baltico..

La situazione cambiò a partire dalla fine del 1944, quando da un lato i tedeschi persero definitivamente l'impegnativa battaglia dell'Atlantico contro i convogli Alleati, dall'altro l'avanzata sovietica sul fronte est metteva ormai in pericolo i territori della Germania orientale; in questo periodo il grosso delle superstiti unità di superficie della flotta tedesca venne ridislocato nei porti del Baltico, onde contribuire sia all'appoggio dei reparti terrestri tramite bombardamenti costieri, sia all'evacuazione dei molti civili tedeschi in fuga davanti all'avanzata sovietica. In queste azioni si misero in luce gli incrociatori pesanti Prinz Eugen e Admiral Scheer, come pure la Admiral Hipper e la Lützow..

Polonia

Tornata indipendente nel novembre del 1918 la repubblica polacca aveva acquisito, in virtù del trattato di Versailles, una sottile striscia di costa sul Baltico, il cosiddetto "corridoio di Danzica",Danzica stessa, tuttavia, non apparteneva alla Polonia, ma era costituita in un'entità autonoma, la Città Libera di Danzica. che divideva il territorio tedesco della Prussia Orientale dal resto della Germania; per difendere questi nuovi territori venne quindi costituita una piccola forza navale già il 28 novembre 1918, poco dopo la proclamazione dell'indipendenza. Nel periodo tra le due guerre vennero approvati piani per la costruzione di numerose unità navali, anche di grande tonnellaggio, ma le ristrettezze economiche dello stato polacco, acuitesi durante il periodo della Grande depressione, fecero ben presto optare per una flotta dotata di unità leggere.

La marina polacca venne organizzata principalmente per operare contro le forze sovietiche tramite la posa di mine e gli attacchi dei sommergibili, visto che le sue basi principali si trovavano così vicine al confine tedesco da essere gravemente vulnerabili rispetto ad attacchi aerei. La flotta era suddivisa in una squadra di superficie e in una squadra di sommergibili: la squadra di superficie annoverava quattro moderni cacciatorpediniere, due appartenenti alla classe Wicher ( e ), costruiti in Francia come versione modificata della classe Bourrasque e consegnati ai polacchi nel 1930, e due appartenenti alla classe Grom ( e ), di progettazione polacca ma costruiti nel Regno Unito ed entrati in servizio nel 1937; oltre a questi la squadra di superficie si componeva di un grosso posamine (la , costruita in Francia nel 1936), sei dragamine, due vecchie cannoniere costiere e un certo numero di vascelli ausiliari. La flottiglia di sommergibili disponeva invece di due sommergibili oceanici della classe Orzeł ( e ), costruiti nei Paesi Bassi nel 1938 come versione modificata dei battelli classe O-19, e di tre sommergibili posamine classe Wilk (, e ), costruiti in Francia nei primi anni trenta sul progetto del sommergibile Pierre Chailley. La marina inoltre disponeva di una piccolissima componente aerea, e controllava direttamente le postazioni di artiglieria costiera dispiegate sui litorali del corridoio di Danzica; basi principali erano il porto di Gdynia e la strategica e pesantemente fortificata penisola di Hel.

Unione Sovietica

Con il trattato di Brest-Litovsk e la fine dell'Impero russo, i territori controllati dall'Unione Sovietica sulla costa del Baltico si erano ridotti notevolmente, limitandosi ormai all'ex capitale zarista San Pietroburgo (ribattezzata Leningrado) ed al tratto finale del golfo di Finlandia; ciò nonostante, il Baltico continuava a rivestire una notevole importanza strategica per lo stato sovietico come principale sbocco sulle acque europee (il transito delle navi sovietiche dal Mar Nero al Mar Mediterraneo era invece fortemente ostacolato dai limiti imposti dalla convenzione di Montreux sui Dardanelli), e la stessa Leningrado continuava ad ospitare i primi e più importanti cantieri navali della nazione. La riconquista dei territori persi dopo la fine della prima guerra mondiale divenne uno degli assi portanti della politica espansionistica sovietica: con il patto Molotov-Ribbentrop dell'agosto 1939, l'Unione Sovietica si vide riconoscere le sue ambizioni territoriali dalla Germania.. Il 28 settembre seguente le tre repubbliche baltiche (Estonia, Lettonia e Lituania) vennero obbligate con un vero e proprio diktat a firmare un trattato che garantiva basi militari e libero accesso per le truppe sovietiche; nel giugno del 1940, i sovietici proseguirono con la loro definitiva occupazione e annessione..

L'annessione delle tre repubbliche baltiche consentì alla marina sovietica di riguadagnare le importanti basi navali di Tallinn e Liepāja, già appartenute alla marina zarista; in particolare, il possesso di Tallinn, unito al controllo della base di Hanko (strappata alla Finlandia con il trattato di Mosca del 21 marzo 1940), consentiva ai sovietici di dominare l'accesso al golfo di Finlandia, garantendo una migliore protezione della strategica Leningrado. Altra importante base navale era quella di Kronštadt, posta su un'isola pesantemente fortificata davanti alla stessa Leningrado: fondata nel marzo del 1919, la base venne soppressa dopo la fine della guerra civile (anche in considerazione degli eventi della "rivolta di Kronštadt"). ma venne riattivata nel novembre del 1939 durante la guerra con la Finlandia, anche se ritornò completamente operativa solo nell'ottobre del 1941 come principale punto d'appoggio per le navi sovietiche nel Baltico..

Nel 1941 la Flotta del Baltico dell'ammiraglio Vladimir Tribuc era la più numerosa delle quattro flotteOltre a quella del Baltico, l'Unione Sovietica metteva in campo la Flotta del Mar Nero a Sebastopoli, la Flotta del Nord a Murmansk e la Flotta del Pacifico a Vladivostok. messe in campo dalla Raboče-Krest'janskij Krasnyj Flot:. le sue 225 navi da combattimento di vario tipo erano riunite in una squadra di navi di superficie, tre brigate di sommergibili, due brigate di torpediniere, un distaccamento battelli-faro e un vasto schieramento di unità costiere e per la posa di mine.. Lo squadrone navi di superficie riuniva le principali unità da battaglia, un gruppo piuttosto eterogeneo che comprendeva navi appartenenti alla vecchia marina zarista e risalenti alla prima guerra mondiale, ed altre di più recente costruzione; lo squadrone allineava due navi da battaglia della classe Gangut (Oktjabr'skaja Revoljucija e Marat), entrate in servizio nel 1914 ma rimodernate negli anni trenta, due incrociatori leggeri della classe Kirov (Kirov e Maksim Gor'kij), basati sul progetto degli incrociatori italiani classe Raimondo Montecuccoli e varati nel 1938, due cacciatorpediniere conduttore classe Leningrad (Leningrad e Minsk) entrati in servizio tra il 1936 ed il 1939, 17 cacciatorpediniere moderni (3 della classe Gnevnyj, entrati in servizio nel 1938; 13 della classe Soobrazitel'nyj, entrati in servizio tra il 1940 ed il 1941; ed il cacciatorpediniere Opytnyj, unico della sua classe, entrato in servizio nel 1941) e 7 obsoleti (tutti della classe Novik, entrati in servizio tra il 1911 ed il 1914) utilizzati come cacciatorpediniere di scorta. La vasta flotta di sommergibili sovietici, una delle più numerose al mondo, schierava 68 battelli nel Baltico, in varie classi; in aggiunta, le forze per la difesa costiera della Flotta mettevano in campo 55 torpediniere, 34 dragamine, quattro posamine e 34 cacciasommergibili. La flotta disponeva inoltre di una vasta componente aerea, la Aviacija voenno-morskogo flota (Авиация Военно-Морского Флота), con 682 apparecchi (184 bombardieri, 331 caccia e 167 ricognitori), e controllava direttamente le postazioni di artiglieria costiera e contraerea poste a difesa delle installazioni terrestri.

Finlandia