La Corsa A è un'automobile di fascia bassa prodotta dalla Opel dal 1982 al 1993 e corrispondente alla prima generazione della Opel Corsa. La lettera "A", non presente nella denominazione ufficiale, è utilizzata per indicare la prima serie del modello. Si tratta della prima vettura sviluppata e commercializzata da Opel nel settore delle cosiddette "utilitarie", indicato sul mercato europeo come segmento B. Nel Regno Unito è stata venduta sotto il marchio Vauxhall, con il nome di Vauxhall Nova.

Profilo e storia Genesi e sviluppo del progetto I primi esperimenti I primi prototipi per una piccola Opel furono realizzati già nel 1969. Già in quel periodo, infatti, la Casa di Rüsselsheim stava pensando ad una vettura di fascia bassa per andare a completare la gamma dei suoi modelli. Tutto questo anche in vista del lancio di modelli concorrenti, ormai vicini. Il segmento B di quei tardi anni sessanta, infatti, non era particolarmente rappresentato, non almeno quanto lo è oggigiorno. Le Case automobilistiche che annoveravano modelli di fascia utilitaria non erano molti: tra questi vi fu la Fiat 850 e, se vogliamo, la Mini e la Hillman Imp. Ma questo segmento di mercato stava per essere invaso dalle molte Case automobilistiche che avevano intravisto nuovi ed ancora poco esplorati sbocchi commerciali. In quel periodo furono infatti in fase avanzata di progetto molti modelli, come la Fiat 127 (destinata a sostituire proprio la 850), la Peugeot 104 e la Renault 5. Anche il gruppo GM, rappresentato in Europa dalla Opel, non volle perdere questo treno e si lanciò nel progetto di una nuova piccola da posizionare al di sotto della Kadett B. Poiché a quel tempo quasi tutte le auto del gruppo GM erano a trazione posteriore, fu creato uno specifico dipartimento dedicato allo sviluppo dei futuri modelli a trazione anteriore. In realtà esisteva già un modello a trazione anteriore fra i modelli del gruppo GM, ossia la Oldsmobile Toronado, ma la sua meccanica non poteva essere utilizzata per una piccola. Il gruppo di progettazione decise di guardare alla Mini come modello e ne acquistò un esemplare da un demolitore nei pressi di Rüsselsheim. Tutto il comparto meccanico dell'assale anteriore, con motore e trasmissione, fu usato per costruire il primo modello di studio.

Poiché non fu necessario, in questa prima fase, realizzare un'auto marciante, i tecnici si limitarono ad abbozzare la carrozzeria con una semplice struttura tubolare che poggiava sul pianale e avvolgeva la meccanica. Questa sorta di gabbia, comunque, già presentava i tratti di una piccola due volumi a due porte.

Come ulteriore sviluppo fu realizzato un modello in cui l'intera porzione frontale era connessa al resto della vettura mediante due strutture a travi incrociate sganciabili. Questa idea fu comunque scartata. I primi veicoli di prova furono camuffati sotto la scocca della Kadett A. Alcuni avevano la trazione anteriore, mentre altri presentavano ancora quella posteriore. Tutte queste vetture avevano comunque una caratteristica in comune: l'evidente allargamento dei passaruota. Ciò era in relazione anche alla carreggiata più ampia.

I prototipi del 1969, però, non somigliavano granché alla futura utilitaria che avrebbe visto la luce solo tredici anni dopo, bensì ad un altro futuro modello della Casa tedesca, ossia la Kadett City. Il progetto fu portato avanti in misura notevole, tanto che venne realizzato anche un prototipo di nuovo motore tricilindrico da un litro da destinare al nuovo modello. Ma le difficoltà incontrate in fase di sviluppo del motore stesso fecero desistere i progettisti dall'effettuare ulteriori passi in avanti in tal senso.

Il progetto fu inizialmente appoggiato dall'allora capo di Opel, Elliot Estes, ma in seguito, né il manager americano né il comitato esecutivo della società ritenevano fosse necessario un quinto modello nella gamma Opel. Soprattutto non vi erano stabilimenti produttivi e, in seconda battuta, si stimava che non sarebbero stati raggiunti volumi di vendita sufficientemente elevati.

Il progetto "Mini Opel" fu cancellato, ma i progettisti continuarono a usare le idee in esso concepite: la Kadett D presentata nel 1979, prima vettura Opel con motore trasversale e trazione anteriore, deve parte del suo sviluppo ai progetti sperimentali dei primi anni settanta.

Il progetto "S-car" Finalmente nel 1977 l'azienda tornò a rispolverare l'idea di una piccola a trazione anteriore: a spingere nuovamente i vertici GM alla progettazione e sviluppo di una city-car a marchio Opel. A tale proposito contribuì anche il tiepido riscontro commerciale ricevuto dalla Kadett City a cui andava aggiunto anche il successo delle piccole a trazione anteriore già presenti nel mercato e caratterizzate da ingombri più contenuti. Pertanto furono emanati due ordini di sviluppo: il primo per la progettazione della cosiddetta "S-car" (codice ufficiale interno del progetto era "2170"), il secondo per una nuova fabbrica a Saragozza, in Spagna. Per lo sviluppo della vettura fu stabilito un investimento pari a 300 milioni di Euro.

Una condizione posta per la nuova vettura fu che dovesse avere un'aerodinamica migliore della Kadett D (Cx=0,39) e dell'Ascona C (Cx=0,38). Quest'ultimo valore fu eguagliato dalla versione con carrozzeria a tre volumi, mentre l'obiettivo fu pienamente raggiunto con la carrozzeria a due volumi, che fece registrare un Cx di 0,36. Per la versione SR, grazie allo spoiler frontale e a quello in alto sul portellone posteriore, il valore di Cx scendeva a 0,35. L'aerodinamica della due volumi fu provata inizialmente su un modello in scala 1:15 nella piccola galleria del vento dell'Università di Stoccarda. I risultati provvisori così ottenuti furono successivamente analizzati con un modello reale nella galleria del vento di Pininfarina a Torino.

Gunter Zech, responsabile Opel per la sicurezza passiva, decise che la nuova piccola vettura dovesse offrire lo stesso livello di sicurezza delle auto di fascia più alta. Gli esperti di crash test di GM usarono uno stratagemma per avanzare più rapidamente nello sviluppo. Costruirono frontali del veicolo in scala 1:2. Questi erano molto facili da maneggiare, potevano essere realizzati con una piccola spesa e fornivano nondimeno informazioni precise sul comportamento deformativo. Crash test su vetture di pre-produzione furono eseguiti solo più tardi.

Ulteriori risparmi di tempo nei test di lunga durata furono conseguiti grazie al nuovo banco di prova multiassiale, che poteva simulare in laboratorio tutti i carichi in condizioni di guida. I dati necessari per questa prova furono rilevati con una vettura sul circuito di Dudenhofen e registrati su un disco magnetico. Quindi le analisi delle sollecitazioni furono riprodotte in laboratorio, con macchinari a pompe idrauliche.

Inoltre la Corsa fu provata al Nürburgring, ad Hockenheim e su un circuito in Italia. I test invernali furono condotti al circolo polare e quelli alle alte temperature in Spagna e Arizona. I freni furono provati in parte in laboratorio e in parte in condizioni reali, al Großglockner in Austria e sullo Stelvio in Italia. Anche i motori furono sottoposti a prove, ma non furono necessari collaudi approfonditi, poiché erano già utilizzati da tempo nella gamma Opel: il motore da 1 litro derivava da quello montato nella Kadett dal 1962; gli altri provenivano, leggermente modificati, da un'unità della famiglia OHC Four.

La decisione sul nome del nuovo modello non fu presa subito, tanto che inizialmente veniva chiamata anche "Junior", poi Opel selezionò il nome "Corsa" e lo registrò come marchio commerciale. Questo nome, in realtà, era già stato utilizzato dal gruppo GM, ma solamente come denominazione di versioni o allestimenti di altre vetture: il primo utilizzo avvenne nel mercato statunitense in occasione del lancio della seconda serie della Chevrolet Corvair, quella del 1964, a indicare le versioni con i motori più potenti; poi, nella primavera del 1982, il nome venne ripreso proprio da Opel, e questa volta per commercializzare in Europa una versione speciale della Kadett D, la Kadett Corsa appunto. Si trattava di un allestimento sportiveggiante in una fascia di prezzo conveniente, il cui nome preparava il lancio commerciale della nuova utilitaria.

All'inizio del 1982 la Corsa fu presentata (senza una vera denominazione definitiva, solo indicata come "A3") a clienti selezionati, perché potessero dare la loro opinione sulla nuova vettura, prima della presentazione definitiva al pubblico. Il nome "Corsa" fu poi reso noto da Opel nella primavera del 1982 assieme alla pubblicazione della prima fotografia ufficiale della nuova vettura, in realtà solo un'immagine ripresa dall'alto con il nome del modello sovrimpresso sul tetto dell'autoQuattroruote n°319, maggio 1982, Editoriale Domus, pagg.84-89.

La nuova fabbrica in Spagna

Dopo l'approvazione del progetto di realizzare una piccola vettura, Opel firmò un accordo con il governo spagnolo per costruire una fabbrica per la produzione della nuova auto in Spagna. Ciò fu fatto anche per motivi di mercato, poiché a quei tempi la quota delle auto piccole costituiva solo il 12% del mercato tedesco, mentre in Spagna e in Italia arrivava al 44% e in Francia al 34%.

Per la fabbrica fu scelta la località di Figueruelas (vicino a Saragozza). Nel nuovo sito industriale furono creati 8.200 nuovi posti di lavoro. Visto che la disoccupazione era al 15% circa in questa regione, l'entusiasmo fu così grande che 80.000 persone presentarono la loro candidatura per la selezione.

Nel marzo del 1980 cominciarono i primi scavi e il 14 marzo, durante la cerimonia per l'inaugurazione dei lavori, Elliot Estes piantò un albero. A maggio dello stesso anno furono completate le fondazioni dell'impianto delle presse per lo stampaggio delle lamiere. Il capannone delle presse copriva un'area totale di 50.000 m². In giugno furono avviati i lavori per la costruzione delle linee di montaggio.

Un anno più tardi tutte le linee di montaggio furono completamente installate e dopo l'accensione della centrale elettrica (a gas naturale) e dei trasformatori di proprietà dell'impianto, l'intera rete elettrica fu messa in attività.

La costruzione della nuova fabbrica avvenne in soli 899 giorni. In totale furono necessarie 1,5 milioni di ore lavorative per costruire il nuovo impianto produttivo. Tra le altre cose furono utilizzati 180.000 metri cubi di cemento e 36.000 tonnellate di acciaio. Nel gennaio 1982 furono prodotti nella nuova fabbrica i primi componenti: 2000 piastre per il montaggio dei cavi flessibili dei freni. Un mese dopo le diciotto presse entrarono in attività e fu prodotta la prima scocca per una Corsa. Il 14 maggio 1982 F. Beickler, presidente di Adam Opel A.G., uscì dalle linee di montaggio alla guida della prima di venti Corsa "pilota". Queste vetture furono usate per la messa a punto delle linee di produzione.

A partire dal 7 giugno 1982 furono prodotti 1500 esemplari di pre-produzione. Durante quei mesi fu installato un totale di 150 robot con l'obiettivo di ottenere una produzione annuale di 270.000 Opel Corsa e Vauxhall Nova e per raggiungere questi numeri furono assunte altre 800 persone.

Il 30 agosto 1982 fu avviata la produzione di serie: dopo una genesi durata anni, fra intoppi e ripensamenti, e dopo un investimento da parte del gruppo GM pari all'equivalente di 3000 miliardi di vecchie lire, la carriera commerciale della prima utilitaria Opel poté di fatto essere avviata.

Presentazione e commercializzazione