La piccola fiammiferaia (La petite marchande d'allumettes) è un film del 1928 diretto da Jean Renoir.

Trama È la notte di Capodanno e Karen, una piccola fiammiferaia, vaga per le strade innevate della città cercando di vendere qualche scatola di fiammiferi fra l'indifferenza della gente che passa frettolosa. Affamata e stremata dal freddo, si accoccola sotto una impalcatura precaria e sprofonda in uno stato di allucinazioni. I giocattoli della vetrina di un negozio si animano. Un soldato bello e gentile le prepara una tavola imbandita, servendole pollo e vino, ma l'ussaro che rappresenta la morte fa guerra ai soldatini. Il soldato sottrae Karen alla furia dell'ussaro, la fa salire sul suo cavallo e insieme galoppano lontano. Ma l'ussaro li raggiunge e con la sua sciabola uccide il soldato e cattura la giovane che poi deposita esanime ai piedi di una roccia. Sulla cima della roccia una croce si trasforma in un rosaio fiorito e i petali dei suoi fiori fluttuano nell'aria, andandosi a posare sul viso pallido. Sono i fiocchi della neve che cade silenziosa e ricopre il povero corpo.

Produzione Il film fu prodotto da Jean Renoir e Jean Tedesco. Soggetto Il soggetto è tratto dalla fiaba La piccola fiammiferaia di Hans Christian Andersen.

Riprese Le riprese avvennero fra l'agosto 1927 e il gennaio 1928. È lo stesso Renoir, nelle parole riportate da Geoges Sadoul, che dice dell'importanza della collaborazione con Jean Tedesco, a tal punto che, nella scheda del film del suo Dictionnaire des Films, quest'ultimo risulta co-regista. Renoir continua puntualizzando la tecnica: «Tentammo l'impresa perché convinti della necessità d'usare ormai la pellicola pancromatica al posto di quella ortocromatica». La protagonista è la moglie del regista Catherine Hessling; sarà l'ultimo film di Renoir che interpreterà.

Sperimentazione tecnico-linguistica Jean Renoir raccontaJean Renoir, La vita è cinema. Tutti gli scritti 1926-1971, pp. 34-35. di aver sperimentato diverse novità tecniche nella realizzazione del film: . Prima Le prime proiezioni pubbliche avvennero il 31 marzo 1928 a Ginevra, il 1º giugno 1928 a Parigi.

Accoglienza Appena uscito il film fu bloccato da una denuncia di "plagio": la vedova di Edmond Rostand accusò Renoir di aver utilizzato il lavoro del marito che aveva ridotto la favola di Andersen per l'Opéra Comique. Il film restò fermo fino al 1930, quando fu ripresentato nelle sale ridotto a poco più di un terzo e accompagnato da sottotitoli e da un commento musicale non riconducibili al regista.Giorgio De Vincenti, Jean Renoir, p. 58.

Critica Georges SadoulGeorges Sadoul, Storia del cinema mondiale dalle origini ai nostri giorni. scrive:

Note

Bibliografia Georges Sadoul, Storia del cinema mondiale dalle origini ai nostri giorni, traduzione di Mariella Mammalella, Feltrinelli, Milano,1964. Giorgio De Vincenti, Jean Renoir, Marsilio, Venezia 1996. ISBN 88-317-5912-4. Daniele Dottorini, Jean Renoir. L'inquietudine del reale, Edizioni Fondazione Ente dello Spettacolo, novembre 2007. ISBN 978-88-85095-39-7. Jean Renoir, La mia vita, i miei film, Marsilio, Venezia 1992. ISBN 88-317-5419-X. Jean Renoir, La vita è cinema. Tutti gli scritti 1926-1971, Longanesi, Milano 1978, traduzione di Giovanna Grignaffini e Leonardo Quaresima. Carlo Felice Venegoni, Renoir, La nuova Italia, Firenze 1975. Collegamenti esterni

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