Ca Balà è stata una rivista d'umorismo grafico e di satira politica fondata da Graziano Braschi, Berlinghiero Buonarroti e Paolo della Bella. La rivista (con redazione a Compiobbi, un piccolo paese della provincia di Firenze) è stata pubblicata per quasi 10 anni, dall'aprile del 1971 al gennaio del 1980 per un totale di 50 numeri. Storia editoriale

Nel 1967 Braschi, Buonarroti e della Bella fondano il Gruppo Stanza con il quale i tre artisti iniziano a farsi conoscere per le loro serigrafie. Dal 1968 iniziano anche a pubblicare alcuni volumi con opere inediti cui seguiranno alcune mostre in Italia per promuovere il loro lavoro. Durante queste occasioni il gruppo conosce Piero Santi, scrittore fiorentino appassionato d'arte con il quale iniziano a collaborare e, grazie all'aiuto di quest'ultimo, danno vita al progetto di una rivista satirica con Santi che si offre successivamente come direttore responsabile.Chiesa, La satira politica in Italia p. 215 Il primo numero della rivista esce nell'aprile del 1971.Il livello dei primi lavori è volutamente non professionale a seguito di una ponderata scelta stilistica coerente ai principi della stampa underground.Chiesa, La satira politica in Italia p. 216 La rivista veniva completamente fotografata e messa in pellicola a mano da Buonarroti e Della Bella in un ex garage che fungeva da sede redazionale, veniva spedita per posta mensilmente ai duecento abbonati; il resto delle copie veniva distribuito nelle librerie italiane.Per mantenere economicamente la rivista, il gruppo è costretto ad autofinanziarsi stampando serigrafie d'arte. La rivista è diffusa nel circuito underground: da qui l'adozione del totale rifiuto per il copyright in virtù dei principi dell'Underground Press Syndicate a cui la rivista era aderente.Nei primi anni la tiratura della rivista non supera le mille copie.

Il nome della rivista Ca Balà è stato suggerito da Piero Santi, riprendendo il titolo dell'omonima rivista letteraria degli anni cinquanta, di cui era stato direttore.L'origine del nome, con ovvio riferimento alla Cabala, riprende un toponimo veneziano, una calle dal nome Fondamenta Ca Balà.Incerti,La città della satira/3

Il logo della rivista fu disegnato da Graziano Braschi, riprendendo un disegno del 1966. Il disegno fu poi ribattezzato "L'omino di Ca Balà". Il logo compare per la prima volta sulla testata della rivista nel n. 17/18 del 1972 e da lì in poi sarà sempre presente nella testata.

Cronologia Tra il 1971 e il 1973 la rivista rappresenta una novità sullo scenario satirico italiano, un "momento di rottura del grigio momento politico e culturale che l'Italia sta attraversando"Chiesa, Così ridono gli italiani. La satira di Ca Balà non risparmia nessuno e spara a zero contro le truffe dei politici e dei sindacalisti, contro la morale comune, contro la chiesa e la morale sessuale scolastica o religiosa. L'espressione della rivista è graficamente grezza e si serve dello schema del fumetto tipico degli anni Settanta. La distribuzione di Ca Balà è aiutata talvolta da gruppi appartenenti alla rete della contro-cultura.

Nel 1973 Mauro Senesi diventa direttore responsabile di Ca Balà al posto di Piero Santi. Sotto la sua direzione Ca Balà esce con una nuova serie: un "tabloid fumettato" ed uno schema nuovo, una linea guida che collegava coerentemente gli articoli e le vignette (senza staccarsi troppo dall'underground).numero 32, Anno III-Mensile, novembre 1973. Con Senesi alla guida della rivista aumentano le tirature che iniziano a superare le 10.000 copie e con l'aiuto di un lungimirante distributore di riviste straniere, che anticipò il denaro necessario alla pubblicazione delle copie. Al 1973 risale anche l'esperienza del numero-poster. Il successo del numero 29-30 (quello con Zio Paperone "golpista") fu inatteso a tal punto che spinse la redazione a cambiare la rivista (nell'attesa di una nuova serie) in una rivista-manifestoDogheria, Settanta punti dal vivo p.44

Nel 1974 arriva il picco delle vendite: il numero-poster 34 e arrivano anche i primi problemi. Il numero 39 di Ca Balà viene pubblicato senza avere alla guida della testata un direttore e per un certo periodo di tempo la rivista dovette sospendere le pubblicazioni. Alla base vi furono problemi economici: i collaboratori non sono pagati, si auto-tassano e non ci sono finanziamenti se non qualche aiuto da parte degli abbonati. Queste difficoltà obbligano il Gruppo Stanza a un periodo di ripensamento e di riorganizzazione.Dogheria, Settanta punti dal vivo p.43

Dal 1975 Ca Balà inizia ad avere maggiori attenzioni dal mondo culturale. Umberto Eco, Cesare Zavattini, Nicola Tranfaglia, Sergio Saviane, Mario Spinella, Luigi Malerba e Mario Accolti Gil citano e menzionano Ca Balà in alcuni loro scritti ed articoli. Ca Balà passa sotto la gestione finanziaria di Mario Guaraldi, editore che in quegli anni aveva la sede a Firenze. Guaraldi per alcuni numeri si occupa anche della distribuzione. In questi anni la rivista inizia ad allontanarsi dalla cultura underground, che sino ad allora l'aveva caratterizzata, per prendere una veste più professionale. Guaraldi per evitare il rischio di denunce e querele da parte di privati, poteri pubblici e politici, consiglia ai tre di consultare un avvocato in modo da tutelare il loro lavoro e la vita della rivista. Non c'è dubbio che in questo modo la libertà dei vignettisti viene in qualche modo circoscritta: così quattro vignette furono censurate per non ledere la suscettibilità dei partiti politici. Nonostante ciò le tirature, con la nuova impostazione, arrivano a superare le quattro-cinquemila copie.

Nel marzo del 1976 Ca Balà cambia nuovamente formato (stile album) e aumenta il numero delle pagine. Cerca una nuova casa editrice: prova con Ottaviano, editore milanese, per poi abbandonarlo in breve tempo. Successivamente subentrerà il Centro di Documentazione di Pistoia.”Chiesa, La satira politica in Italia p. 217 Nel 1978 Franco Manescalchi diventa direttore della rivista. Ca Balà inizia ad alternare i suoi interventi satirici con articoli storici e teorici sull'umorismo. Vengono pubblicate una monografia di Hermano Lobo (rivista spagnola anti-Franchista) e alcune vetrine su riviste come L'Enragé; Szpilki, giornale satirico polacco fra i più importanti. Sempre nel 1978 nasce Il Male, giornale satirico che si rifaceva a Ca Balà. L'inaspettato boom della rivista romana manda in crisi Ca Balà e i suoi creatori. Tentativi da parte del Gruppo Stanza di far uscire la rivista in edicola con numeri scandalistici sul modello de Il Male, incrinano sempre più la notorietà della rivista, fino al suo termine con l'ultimo numero nel gennaio del 1980.

Collana Ca Balà La collana Ca Balà è un insieme di riviste, album e pamphlet nati con lo scopo di dare appoggio all'omonima rivista. In totale sono state sei le pubblicazioni da parte della Collana Ca Balà: La pulce nell'orecchio, 1972. Un'antologia di satira ed umorismo grafico nata dalla collaborazione del Gruppo Stanza col Circolo Buonarroti-Firenze, e che raccolse le opere dei maggiori disegnatori italiani di quegli anni (Barletta, Biassoni, Chiappori, Gal, Francesconi, Giuliano, eccetera; oltre a quelle dei tre redattori di Ca Balà). In concomitanza il circolo organizzò una mostra di originali. L'album del governo giallo, 1975. Fumetto parodistico incentrato sulla figura di Paperon de' Paperoni nei panni di un sequestratore. Vi ricordate quel 18 aprile..., 1975. Esce in occasione delle amministrative del 15 giugno e ironizza sui trent'anni di governo della Democrazia Cristiana. Aborti si nasce, abortisti si diventa, 1975. Un pamphlet cinico e politico con la prefazione di Mauro Mellini. Un uomo a rapporto, 1977. Romanzo scritto da B.A. Olivo sulla vita quotidiana di un operaio, i suoi problemi e la sua filosofia. 1968-1978, dieci anni d'invecchiamento, 1978. Una raccolta di vignette, fumetti e scritti ironici (e autoironici) dieci anni dopo il "mitico" Sessantotto.

Tentativi di dare sostegno alla rivista sono stati attuati tramite la promozione di piccoli gadget come spille, adesivi e calendari.

Ispirazione Buonarroti, Braschi e della Bella partendo da buone basi di conoscenza e pratica dell'espressionismo e della figurazione pop guardano alle avanguardie storiche come il dadaismo e il surrealismo oltre che al teatro tedesco fra le due guerre. Fra le maggiori influenze vi sono quelle alimentate dalle riviste d'impostazione underground dal carattere volutamente rozzo che in quegli anni iniziavano ad apparire illegalmente sulla scena internazionale. Ca Balà si rifarà alle riviste francesi che iniziavano a uscire a Parigi intorno ai movimenti del 1968.I giornali più amati sono: Siné Massacre Charlie HebdoSu "Charlie Hebdo" n. 1456 del 17.06.2020 è uscita la recensione di Willem nella storica rubrica "Autre Chose" al volume di Berlinghiero Buonarroti, "Ca Balà: L'Umorismo come arma politica", Accademia di belle arti di Firenze, 2019. «De 1971 à 1980 existait la revue d'humour politique en Italie Ca Balà (ici, avec un dessin de Bovarini). L'Accademia di Belle Arti di Firenze publie son histoire: "Ca Balà: L'Umorismo come arma politica", par le fondateur Berlinghiero Buonarroti». l'Enragé con i loro disegnatori quali Reiser e Wolinski, Bosc, Siné, Gébé, eccetera.La rivista francese Bizarre degli anni Sessanta d'impostazione surrealista e il mensile sempre francese Hara Kiri, giornale cattivo e cretino.Enciclopedia della satira politica p.42 La rivista umoristica satirica spagnola anti-franchista, nata nel 1972, Hermano Lobo. Fra le riviste letterarie umanistiche italiane da cui il Gruppo Stanza prese maggiori spunti, sono: Il Caffè del (1953) di Giambattista Vicari Il Delatore (1964-1965) di Bernardino Zapponi.

Influenza culturale Ca Balà si presenta come una novità rispetto alla tradizionale satira sociale e politica. Con uno sguardo alla scena internazionale e a quella italiana, la rivista è riuscita ad avviare un periodo nuovo per la satira italiana, attribuendo ad essa un nuovo significato:una satira graffiante, irriverente e spregiudicata, dal carattere grottesco e aggressivo, "espressione del dissenso integrale", in opposizione dunque a quella satira "sociale" letteraria e politica che potremmo vedere su riviste come Linus o Il Caffè.Malerba, L'aggressione Satirica

Ca Balà è stata definita dai critici come "la madre di tutte le esperienze di satira" italiana che seguiranno. Lo stesso Linus conferma questa tesi in un numero del 1973 pubblicando un articolo dal titolo Satira: anno uno?. Articolo interamente dedicato alla satira italiana, dove si spiegava l'importanza di Ca Balà e del suo "Humour" come arma politica.30 anni fa ...Ca Balà p.13

Ca Balà è stato anche un punto di riferimento per molti disegnatori politici italiani che utilizzavano la "satira come arma politica" (slogan del Gruppo Stanza) e per quelle riviste di satira che seguiranno. Nel 1974 Alfredo Chiappori non veniva ancora pubblicato su Linus, poiché la rivista era troppo impegnata con le strisce di Charlie BrownMalerba, L'aggressione satirica e così per un breve tempo passerà a collaborare con Ca Balà, pubblicandovi diversi fumetti su alcuni numeri. Giuliano iniziò a lavorare con Ca Balà per poi collaborare con Il Male e la Repubblica.

Pablo Echaurren e Claudia Salaris dedicano un intero capitolo all'esperienza di Ca Balà e del Gruppo Stanza.Pablo Echaurren Claudia Salaris, Humour power, sta in Controcultura in Italia 1967 - 1977. Viaggio nell'underground, Bollati Boringhieri, Torino 1999. 152 - 154

Critiche Ca Balà con il suo umorismo aggressivo e spregiudicato inizia col tempo a perdere l'appoggio anche formale di chi inizialmente aveva creduto nella rivista.