Bagnolo è una piccola frazione del comune di Forlì, attraversata dal fiume Ronco, a poco più di 5 km dal centro della città.

Con la divisione dei quartieri del 2021 viene inserito in un gruppo di frazioni nel quartiere Carpinello, Castellaccio, Rotta, Bagnolo, Durazzano, Borgo Sisa.

Storia Il toponimo, comunque molto diffuso in varie zone d'Italia, è di origine incerta, ma potrebbe derivare sia dall'idea di un acquitrino che dalla presenza di acqua corrente, forse legata al passaggio dell'acquedotto traianeo. In questa zona è documentata da tempo la presenza di un ponte sul fiume. Secondo Sigismondo Marchesi il ponte sarebbe stato edificato nel 1442 da Antonio Ordelaffi, e riedificato poi nel 1860 in pietra in sostituzione di quello precedente in legno.

Le prime certe testimonianze di Bagnolo risalgono al 1500 con la descrizione della chiesa.

Essendo una frazione di pianura ubicata in direzione di Ravenna, era una dei primi centri abitati che si incontrava prima di giungere a Forlì e le cronache la ricordano come frequente sede di accampamenti di eserciti, saccheggi e scorrerie.

Nel 1916 viene realizzato il cimitero.

Nel 1928 viene aperta una cava per l'estrazione della ghiaia lungo il fiume Ronco.

Nel 1930 viene aperta una scuola elementare, dedicata al caduto durante la Prima Guerra Mondiale Antonio Rustignoli, a cui, chiusa la scuola, resta dedicata una via nella frazione. La presenza delle scuole è testimoniata anche dal toponimo Bagnolo scuole, che indica la zona subito oltre il ponte in direzione Ravenna.

Nel 2012 i lavori per la Tangenziale Est hanno portato alla luce i resti di un insediamento romano. Sempre nel contesto degli stessi lavori era stata rinvenuta una bomba inesplosa risalente alla Seconda Guerra Mondiale.

Luoghi di interesse Chiesa Attestazioni certe della chiesa, intitolata a San Michele, risalgono al XVI secolo. La chiesa presentava pregevoli caratteristiche ma nulla è più rimasto della originaria chiesa sia a causa dei rifacimenti nel corso dei secoli sia, soprattutto, per la devastazione a seguito della Seconda Guerra Mondiale.

Gli ultimi lavori di rifacimento avvennero nel 1925 a opera del parroco Natale Balestri. La chiesa fu decorata da Ermanno Evangelisti di Forlimpopoli. La caratteristica più pregevole della chiesa era la caratteristica torre campanaria, circolare, innestata su una base quadrangolare probabile residuo di un'antica torre appartenente a un castello o a una rocca di cui non rimangono tracce. Distrutto durante la seconda guerra mondiale, fu ricostruito in forme moderne negli anni '50 del Novecento.

Monumento ai caduti delle due guerre mondiali Il monumento si trova in un'area verde semi recintata fra la via Cervese e la via del Pioppo. Si tratta di una stele in marmo che riporta venti nomi con relative immagini.

Note

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