Origine familiare Sancho, secondo la Cronaca piniatenseLa Cronaca piniatense è una cronaca storiografica, voluta dal re d'Aragona, Pietro IV, del regno di Aragona, dalle sue origini comitali sino alla Corona d'Aragona (1336, morte di Alfonso IV di Aragona) era figlio del re di Aragona e conte di Barcellona, re di Valencia e di Maiorca, signore di Montpellier, del Carladès e di altri feudi dell'Occitania Giacomo I e della seconda moglie la principessa ungherese Iolanda, che ancora secondo la Cronaca piniatense era figlia del re di Ungheria Andrea II e nipote dell'imperatore di Costantinopoli (la madre era Iolanda di Courtenay, figlia di Pietro II di Courtenay, imperatore latino di Costantinopoli). Giacomo I era figlio del re d'Aragona e conte di Barcellona, Gerona, Osona, Besalú, Cerdagna e di Rossiglione, Pietro II il Cattolico e della signora di Montpellier, Maria, sia secondo la Cronaca piniatense, che secondo Alberico delle Tre Fontane.
Biografia Secondo sia il Diccionario biográfico español, Real Academia de la Historia, che la Gran enciclopedia catalana Sancho, essendo il maschio ultimogenito venne avviato alla carriera ecclesiastica, e, già in giovanissima età dimostrò la sua vocazione ed entrò a far parte dell'Ordine della Mercede e divenne abate e arcidiacono di Belchite a Valladolid. Ebbe come tutore san Pietro Pascasio.
Nel 1266, a soli 16 anni, anche per l'intervento di Papa Clemente IV venne nominato arcivescovo di Toledo (come confermano anche gli Anales Toledanos, carica che mantenne fino al 1275, e alla prima messa che celebrò come arcivescovo, a Natale, erano presenti sia i sovrani di Castiglia, che gli aragonesi, suoi genitori.
L'Ordine della Mercede era stato fondato da San Pietro Nolasco, che tra l'altro aveva personalmente donato gli abiti monastici a Sancho, con l'appoggio di Giacomo I e aveva l'obiettivo di convertire le popolazioni dei territori strappati ai mori.
L'Aragona infatti era impegnata nella Reconquista delle terre musulmane, impegno che il padre di Sancho, Giacomo I, cercò di portare a termine fino alla morte. Anche Sancho abbracciò la causa e partecipò alla battaglia contro i mori di Granada nel 1275. Nel corso della battaglia, che venne persa dagli aragonesi, Sancho venne fatto prigioniero, torturato e successivamente sgozzato a Martos; gli Anales toledanos riportano la morte di Sancho il 27 ottobre 1275 (Anno Dni. M. CC: LXXV. XII Kal Novembris Dñs Sanctius filius Regis Aragonum et Archiepiscopus Toletanus).
Culto Il suo corpo trovò riposo nella Cattedrale di Toledo.
Per la sua morte eroica, venne considerato e venerato come martire dal popolo e proclamato beato.
Successione apostolica La successione apostolica è: Vescovo Tello García (1270) Vescovo Pedro Ximenez Segura (1273)
Ascendenza
Note
Bibliografia Fonti primarie Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XXIII. #ES España sagrada, Volume 23. Spicilegium, Volume 3.
Letteratura storiografica Rafael Altamira, "La Spagna (1031-1248)", in Storia del mondo medievale, vol. V, 1999, pp. 865–896
Voci correlate Regno d'Aragona Reconquista
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Sancho Sancho Sancho Categoria:Vescovi e arcivescovi di Toledo Categoria:Religiosi spagnoli