Biografia Figlio di Domenico Sculco, duca di Santa Severina, e di Aurora dei baroni de Rosis, era fratello minore dello storico Nicola Sculco. Quest'ultimo, dopo essere stato costretto ad abbandonare gli studi per occuparsi dell'attività familiare, riuscì a garantire ai fratelli minori, e in particolare a Riccardo, la possibilità di raggiungere l'istruzione universitaria. Sculco studiò a Napoli, conseguendo una laurea presso l'Università "Federico II", e intraprese successivamente la professione medica.

L'epidemia di colera del 1887 Nell'agosto del 1887 Sculco partecipò all'assistenza sanitaria durante l'epidemia di colera sviluppatasi nell'area di Capo Colonna. Il focolaio interessò complessivamente 31 persone, delle quali 19 morirono e 12 sopravvissero; Sculco prestò personalmente assistenza agli ammalati e studiò le modalità di diffusione della malattia. Nella propria ricostruzione ricondusse la diffusione del contagio all'acqua del pozzetto di Cicala, utilizzata dagli operai presenti sul promontorio.

Nello stesso anno pubblicò la memoria Il colera del 1887 a Cotrone, nella quale descrisse l'andamento dell'epidemia, l'assistenza prestata e le proprie osservazioni sulla sua origine e diffusione.

Attività politica e amministrativa Dopo l'amministrazione di Luigi Berlingeri, nel 1889 Sculco assunse temporaneamente la guida dell'amministrazione comunale durante un periodo di commissariamento straordinario. Il 30 ottobre dello stesso anno gli succedette Raffaele Lucente, che rimase in carica fino alle dimissioni del 5 giugno 1890; Sculco tornò quindi alla guida del Comune. Il suo mandato terminò nel 1892, quando il consiglio comunale elesse sindaco Carlo Turano.

Sculco ricoprì nuovamente le funzioni di sindaco nel 1909. In quell'anno intervenne nel processo che portò all'istituzione di un museo cittadino destinato alla conservazione dei reperti archeologici rinvenuti nel territorio crotonese: dopo una discussione del consiglio comunale del 18 settembre, il Consiglio superiore per le antichità e belle arti registrò il proposito espresso dal «sindaco facente funzioni Riccardo Sculco» di destinare fondi comunali a una sede idonea per i reperti.

Tra il 1912 e il 1913 tornò alla guida dell'amministrazione comunale, succedendo nuovamente a Carlo Turano, che riprese la carica l'anno successivo.

L'incontro con George Gissing Nel 1897, durante il soggiorno a Cotrone dello scrittore britannico George Gissing, Sculco fu chiamato a curarlo in seguito a un grave episodio febbrile accompagnato da una congestione al polmone destro. Nel resoconto dello scrittore, Sculco gli prescrisse riposo, chinino e cataplasmi e continuò a seguirlo durante la successiva convalescenza.

L'incontro fu successivamente narrato dallo stesso Gissing in By the Ionian Sea, pubblicato nel 1901, che dedica a Sculco il nono capitolo, intitolato My Friend the Doctor. Il rapporto tra i due proseguì per il resto della permanenza crotonese: ancora durante la convalescenza Gissing consultò Sculco sulle proprie condizioni e sull'opportunità di proseguire il viaggio verso Catanzaro.

Opere Il colera del 1887 a Cotrone, Cotrone, 1887; riedito come Il colera del 1887 a Crotone, a cura di Pina Basile, Salerno, La Nuova Scuola Medica Salernitana, 2007.

Onorificenze

Note

Bibliografia

Voci correlate Sindaci di Crotone Sulla riva dello Jonio Nicola Sculco

Categoria:Sindaci di Crotone Categoria:Studenti dell'Università degli Studi di Napoli Federico II Categoria:Cavalieri dell'Ordine della Corona d'Italia Categoria:Benemeriti della sanità pubblica Categoria:Sculco (famiglia) Categoria:Sepolti nel cimitero monumentale di Crotone