Il locativo è un caso originario della lingua protoindoeuropea, attestato in varie lingue antiche ed attualmente presente solo nelle lingue baltiche, in alcune lingue slave e nella lingua sanscritaLa lingua sanscrita è tuttora parlata da alcuni locutori come madrelingua..
La sua funzione negli idiomi antichi era quella di indicare la posizione sia spaziale che temporale (corrispondente quindi al complemento di stato in luogo e di tempo determinato), ma nelle lingue baltiche e nelle lingue slave in cui è ancora utilizzato indica anche il complemento di argomento e altri complementi, a seconda delle preposizioni da cui è preceduto.
La sua scomparsa in lingue più moderne è dovuta ad una generale tendenza alla semplificazione e nello specifico al sincretismo, cioè fusione delle funzioni dei casi e conseguente riduzione del loro numeroA. Erhart, Indoevropské jazyky: srovnávací fonologie a morfologie, Praha: Academia, 1982..
La lingua protoindoeuropea aveva le seguenti desinenze per il locativoE. R. Luján, Á. López Chala "Chapter 9 Reconstructing Semantic Roles: Proto-Indo- European *-bhi". In Reconstructing Syntax Leiden, The Netherlands: Brill., 2020, https://doi.org/10.1163/9789004392007_010Morfologia nominale flessionale, Prof. ssa Paola Cotticelli, https://www.corsi.univr.it/documenti/OccorrenzaIns/matdid/matdid426202.pdf: DeclinazioneSingolareDualePluraleAtematica*-i, *-Ø (nessuna uscita)*-ows (*-ou)*-suTematica (*-e/o) *-ey, (*-ei), *-oy, (*-oi)*-eyows, -*oyows (*-ou)*-oysu
Latino Il caso locativo, ancora attivo nel latino arcaico, permane nel latino classico solo per alcuni sostantivi ed espressioni di uso comune, nomi di città o piccola isola, e relitti di valore avverbiale. Le uscite attestate in latino arcaico (tendenzialmente -ǐ) e modificate nel latino classico sono le seguenti: DeclinazioneLatino arcaicoLatino classicoPrima-ai-aeSeconda-ei / -oi-iTerza-ei / -e-i / -eQuarta-i-iQuinta-i (?) / -e-i (?) / -e Dal prospetto si vede il motivo per cui esiste la tendenza comune, ma errata, di associare il locativo (singolare) al genitivo per le prime due declinazioni e al dativo/ablativo per la terza e per la quinta. Questo è solo un artificio di alcune grammatiche usato per dare una regola mnemonicaAlfonso Traina, Giorgio Bernardi Perini, Propedeutica al latino universitario, Pàtron, Bologna, 2007, pagg. 201-204. La somiglianza/coincidenza fonetica è solo frutto dell’evoluzione della lingua e del sincretismo linguistico che hanno indotto nel tempo un’omofonia del locativo con altri casi. Le forme plurali di locativo si erano già fuse con l’ablativo per somiglianza e quindi le terminazioni sono -is or -ibus (cfr. Athenis e non in Athenis, Trallibus e non in Trallibus).
Di seguito si riportano alcuni nomi di città o di piccola isola che hanno forme attestate di locativo, insieme a forme avverbiali cristallizzate di antichi locativi e i nomi comuni che possiedono un locativo in quanto tali (in corsivo) cioè non trasformati in avverbi: DECLINAZIONIPrimaSecondaTerzaQuartaQuintaAlba, -ae
Albae
(ad Alba)Ariminum, -i
Arimini
(a Rimini)Mediolanum, -i
Mediolani
(a Milano)Calaris, -is
Calari/Calare
(a Cagliari)Domus, -us
Domi
(a casa)dies, -ei
die/diuNota 1
(avv.: di giorno)Creta, -ae
Cretae
(a Creta)Assisium, -ii
Assisii
(ad Assisi)Tarantum, -i
Taranti
(a Taranto)Carthago, -inis
Carthagini
(a Cartagine)senatus, -us
senati
(in senato)*pri + die
pridie
(avv: il giorno prima)Florentia, -ae
Florentiae
(a Firenze)Asculum, -i
Asculi
(ad Ascoli)Samus, -i
Sami
(a Samo)Neapolis, -is
Neapoli
(a Napoli)hoc die
hodie
(avv.: oggi)Melita, -ae
Melitae
(a Malta)Brundisium, -i
Brundisii
(a Brindisi)Sutrium, -i
Sutri
(a Sutri)Tibur, -is
Tiburi
(a Tivoli)posteri die
postridie
(avv.: domani)Setia, -ae
Setiae
(a Sezze)Barium, -ii
Barii
(a Bari)Rhodus, -i
Rhodi
(a Rodi)lux, -cis
luci
(avv.: di giorno)*per + die
perendie
(avv.: dopodomani)Roma, -ae
Romae
(a Roma)Cingulum, -i
Cingoli
(a Cingoli)Teanus, -i
Teani
(a Teano)rus, -ris
ruri/rure
(in campagna)*quot(t)ei-die
cotidie
(avv.: ogni giorno)militia, -ae
militiae
(in guerra)Clusium, -i
Clusii
(a Chiusi)animus, -i
animi
(nell’animo)tempus, -oris
tempori/temperi
(avv: a proposito)*mediei-die
meridie
(avv.: a mezzogiorno)vicinia, -ae
viciniae
(nel vicinato)Corinthus, -i
Corinthi
(a Corinto)bellum, -i
belli
(in guerra)vesper, -is
vesperiNota 2
(avv.: di sera)Cyprus, -i
Cypri
(a Cipro)focus, -i
foci
(al centro)Drepanum, -i
Drepani
(a Trapani)humus, -i
humi
(a terra)Lanuvium, -i
Lanuvi
(a Lanuvio)*per + ager
peregri
(avv.: all’estero) Nota 1 Diu: è una forma arcaica cristallizzata del locativo di dies, dalla forma dieues imparentata col greco ZeusPlauto: lettura di amphitruo: arg. II, Università di Bologna, https://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=&ved=2ahUKEwib677e-_KCAxWBV0EAHUGsDUYQFnoECA4QAQ&url=http%3A%2F%2Flinclass.classics.unibo.it%2FDidattica%2Fdownload%2FPlauto2007.pdf&usg=AOvVaw2_QW71NF1N6b6MZuW-FcDm&opi=89978449Dies and the fifth declension, https://latin.stackexchange.com/questions/11024/dies-and-the-fifth-declensionSintesi della morfologia nominale e verbale, Università di Chieti, https://www.dilass.unich.it/sites/st06/files/sintesi_morfologia.pdf. Da diu per analogia esiste un altro avverbio ,noctu di notte, da nox, noctis (cfr. diu noctuque).
Nota 2 vesperi: il sostantivo di origine può essere sia di seconda che terza declinazione (vesper, vesperi; vesper, vesperis).
Espressioni comuni in cui si può incontrare il locativo sono:
domi bellique: in tempo di pace e di guerra domi militiaeque: in tempo di pace e di guerra die quarto (arcaico die quarti, in cui si vede la forma propria del locativo nell’aggettivo di prima classe): il quarto giorno sanus mentis et animi est (animi è inteso come locativoW. M. Lindsay, Syntax of Plautus http://www.perseus.tufts.edu/hopper/text?doc=Perseus:text:1999.04.0070:chapter=2): sano nella mente e nell’animo terra marique (due ablativi, anche se mari potrebbe essere un locativo): per terra e per mare, dappertutto. infelici arbori: sull’albero sterile (di cattivo augurio).
Alcune note
In genere le concordanze con gli aggettivi al locativo sono evitate e si preferisce l’uso di in + l’ablativo (in magna domo). Eccezioni riguardano le espressioni sopra citate che contengono un aggettivo, aggettivi possessivi (domi meae) e aggettivi che fanno parte dei toponimi (Apuli Teani, Albae Longae). Avverbi di tempo e luogo probabilmente derivati da locativi di sostantivi non esistenti in latino sono heri/e (ieri) e foris (fuori). Un ulteriore avverbio mani/mane (di mattina da cui in italiano stamani e domani) sembrerebbe essere invece un regolare ablativo. Possibili antichi locativi sono avverbi di (stato in) luogo derivati da pronomi quali ubi, ibi, hic, istic, illic.Allen and Greenough's New Latin Grammar for Schools and Colleges J. B. Greenough, G. L. Kittredge, A. A. Howard, Benj. L. D'Ooge, Ed. Allen and Greenough's New Latin Grammar for Schools and Colleges, PART FIRST — WORDS AND FORMS, PARTICLESHic and Ibi in Latin, The American Journal of Philology, Vol. 103, No. 1 (Spring, 1982), pp. 99-101, The Johns Hopkins University Press. Si ritiene, infine, che il modo verbale infinito presente attivo latino (e italiano, desinenza -re < -se) derivi dal locativo dei sostantivi corrispondenti mentre l’infinito presente passivo latino (desinenza -ri) sia invece riconducibile al dativo.Il caso curioso dell’infinito soggetto in latino. In G. Marotta, F. Rovai (a cura di), Ancient Languages between Variation and Norm. Numero monografico di «Studi e Saggi Linguistici», LIII (2), 401-418.F. Stolz, M. Leumann, Lateinische Grammatik, Beck, Monaco, 1977.A. Ernout, F. Thomas, Syntaxe latine, Klincksieck, Parig, 1964.C. Bennett, Syntax of Early Latin, Olms, Hildesheim. 1914.
Greco antico Anche in greco antico il locativo è ridotto a un semplice relitto (è stato assorbito dal dativo) e ne rimangono tracce, riconoscibili per l'uscita in -ι, in parole come a terra, a casa, sempre, qui, ecc.
In etrusco (lingua non indoeuropea) In etrusco si forma aggiungendo -i al tema del nome.
Es. tmia (tempio) → tmiai (nel tempio); divenuto poi tmie per (ai > e)
Per formare il locativo si può aggiungere anche il suffisso -θi , che significa "nel".
In ittita In ittita si può aggiungere -i o -ya per il singolare, mentre -aš per il plurale.
Es. laḫḫa (spedizione militare) → laḫḫi o laḫḫya (nella spedizione militare); laḫḫaš (nelle spedizioni militari)
In lituano
In sanscrito
In sanscrito, lingua parlata tuttora in India, si aggiunge il suffisso -i al singolare, -os al duale e -su al plurale.
Note
Voci correlate
Grammatica latina Complementi in latino
Collegamenti esterni
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