Marocco (Morocco) è un film del 1930 diretto da Josef von Sternberg.
La pellicola mostrò per la prima volta sugli schermi un bacio lesbico.
Trama
Amy Jolly è una cantante di cabaret nel Marocco francese, che si innamora ricambiata del legionario Tom Brown, amante della moglie del capo della guarnigione che, per vendicarsi, spinge il marito a mandare Tom in una pericolosa spedizione nel Sahara. Ma Amy, lasciato il ricco amante pittore, seguirà l'amato legionario.
Produzione Il film, prodotto dalla Paramount Pictures, fu girato con il titolo di lavorazione Amy Jolly dal 15 luglio al 18 agosto 1930 in California in diverse località: a Guadalupe Sand Dunes (Santa Barbara County), nell'Iverson Ranch di Chatsworth a Los Angeles, a Palmdale e negli studi della Paramount al 5555 Melrose Avenue a Hollywood.
Distribuzione Il film fu distribuito dalla Paramount che lo fece uscire in prima a New York il 14 novembre 1930. Nelle sale statunitensi uscì il 6 dicembre 1930. Date di uscita Le date di uscita internazionali sono state: 14 novembre 1930 negli Stati Uniti d'America (prima a New York) 6 dicembre 1930 negli Stati Uniti d'America (Morocco) 1931 in Germania (Marokko e Herzen in Flammen - titolo cinematografico) 2 gennaio 1931 in Francia (Morocco e Coeurs brûlés) 25 febbraio 1931 in Giappone 2 marzo 1931 in Finlandia (Morocco e Marokko - titolo tv) 9 marzo 1931 in Danimarca (Marokko) 15 ottobre 1931 a Hong Kong 31 ottobre 1931 in Italia (Marocco) 26 dicembre 1931 in Portogallo (Marrocos) 1932 in Turchia (Yanik kalpler) 7 gennaio 1932 in Spagna (Marruecos) 25 gennaio 2004 in Repubblica Ceca (al Febio Film Festival) Austria (Marokko) Polonia (Maroko Grecia) Svezia (Marocko) Ungheria (Marokkó)
Riconoscimenti Ha ricevuto quattro candidature ai Premi Oscar 1931: Josef von Sternberg per il miglior regista; Marlene Dietrich per la miglior attrice; Lee Garmes per la miglior fotografia; Hans Dreier per la miglior scenografia.
Nel 1930 è stato indicato tra i migliori dieci film dell'anno dal National Board of Review of Motion Pictures.
Nel 1992 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.
Citazioni Il film viene citato, utilizzando filmati di repertorio, in Le dee dell'amore (The Love Goddesses) documentario di Saul J. Turell del 1965.
Note
Bibliografia
Voci correlate Omosessualità nel cinema Filibus
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