Ha operato a Roma e a Napoli nel tardo Rinascimento sotto Papa Sisto V.

Biografia Gli esordi

Fontana fu il primo architetto ticinese a salire alla grande ribalta dell’architettura romana. Inaugurò una linea diretta di costruttori ticinesi che si sarebbero imposti come egemoni a Roma per quasi due secoli. Domenico Fontana, Carlo Maderno e Francesco Borromini diedero alle maestranze e compagnie ticinesi un ruolo da protagonista nella costruzione della Roma barocca che si propagò almeno fino a Carlo Fontana, morto nel 1714.

Si recò, appena ventenne nel 1563, a Roma, per raggiungere il fratello maggiore, e comunque prima della morte di Michelangelo e fece profondi studi sulle opere dei maestri antichi e moderni. Ebbe in particolare la confidenza del cardinale Felice Peretti, che in seguito divenne papa Sisto V. Il cardinale nel 1584 lo incaricò di costruire nella basilica di Santa Maria Maggiore una cappella laterale a cupola, con pianta a croce greca, la Cappella Sistina (da non confondere con l'omonima cappella del Vaticano). La nuova cappella incorporò la Cappella del Presepio di Arnolfo di Cambio. È una meravigliosa struttura a croce greca, ben bilanciata, nonostante la profusione di particolari e il sovraccarico di ricchi ornamenti, che in nessun modo interferiscono con lo schema architettonico principale. In quest'opera Fontana poté dimostrare le proprie capacità tecniche, infatti la nuova cappella doveva incorporare la Cappella del Presepio di Arnolfo di Cambio: il piccolo sacello fu trasportato tutto intero all'interno del nuovo vano utilizzando complesse macchine di cantiere.

La cupola, leggermente ogivale, ha fatto parlare di una certa tendenza verso proporzioni "gotiche" dell'architettura di Fontana.Gianfranco Spagnesi, Progetto e architetture del linguaggio classico: (XV-XVI secolo), 1999, ISBN 88-16-40488-4, p. 203 La cappella fu destinata ad accogliere la tomba di papa Sisto V. Anche Pio V è sepolto qui.

Per lo stesso committente costruì il Palazzo Montalto vicino alla Basilica di Santa Maria Maggiore, con un'abile distribuzione delle masse e con uno schema decorativo fatto di rilievi e dei festoni, impressionante per l'abilità con cui l'artista ha adattato il progetto allo spazio a sua disposizione.

Dopo l'accesso al soglio di San Pietro di Sisto V, nel 1585 venne nominato architetto di San Pietro, Aggiunse la lanterna alla cupola di San Pietro e propose il prolungamento dell'interno in una navata ben definita. Ottenne, tra altre distinzioni, il titolo di cavaliere dell'Ordine dello Speron d'oro.vi si fa riferimento nella "firma" di Domenico Fontana incisa su alcune basi delle colonne del Palazzo Reale di Napoli. Il testo cita: "DOMENICVS FONTANA PATRITIVS ROMANVS / AVRATAE MILITIAE EQVES / ET COMES PALATINVS INVENTOR".

Le grandi opere

Più rilevanti furono i cambiamenti che portò a San Giovanni in Laterano (verso il 1586), dove introdusse nella loggia della facciata settentrionale un'imponente doppia arcata di ampio respiro e probabilmente aggiunse il portico a due piani alla Scala Santa.

Fra le costruzioni civili il suo forte stile, con una forte influenza della scuola del Vignola, è esemplificato meglio dal Palazzo del Laterano (iniziato nel 1586), in cui l'applicazione vigorosa dei principi strutturali e di una potenza di coordinazione è innegabile, ma anche con un'assoluta mancanza di immaginazione e una monotonia di stile. Era una sua caratteristica il rimanere soddisfatto con una singola soluzione di un problema architettonico, come mostra il fatto che ha in seguito riapplicato il motivo del palazzo di Laterano in quella parte del Vaticano che contiene l'attuale residenza papale e nelle aggiunte al palazzo del Quirinale.

Nel complesso del Vaticano realizzò la facciata del palazzo papale verso la piazza e progettò il braccio trasversale attraverso il cortile del Belvedere per accogliere la Biblioteca vaticana.Giuseppe De Logu, L'architettura italiana del Seicento e del Settecento, 1993, ISBN 88-220-3336-1, pag.36

Nel 1586 innalzò l'obelisco di Piazza San Pietro (Obelisco Vaticano) di cui fa un resoconto nel libro Della transportatione dell'obelisco Vaticano e delle fabriche di Sisto V (Roma, 1590). Inoltre usò la sua conoscenza della statica, che destò allora lo stupore universale, nell'innalzamento di altri tre obelischi antichi in Piazza del Popolo (Obelisco Flaminio), in Piazza di Santa Maria Maggiore (Obelisco Esquilino) e in Piazza San Giovanni in Laterano (Obelisco Lateranense).

Tra i suoi collaboratori romani anche Carlo Lambardi.

L'epilogo napoletano

Dopo la morte del suo patrocinatore, per il quale allestì un sontuoso catafalco,Victor-Lucien Tapié, Barroco e classicismo, 1998, ISBN 88-343-2513-3, p. 202 continuò per un certo tempo a lavorare per il suo successore, papa Clemente VIII, che non gli dimostrò altrettanto favore. Presto il malcontento per il suo stile verticistico di conduzione del cantiere petrino, l'invidia e l'accusa di essersi appropriato di soldi pubblici, lo spinse a Napoli nel 1592, dove fu al servizio del viceré spagnolo Conte di Miranda, impegnato in opere di grande importanza urbanistica e ingegneristica, come la sistemazione delle acque dei Regi Lagni. L'incarico di maggior prestigio fu la progettazione del nuovo Palazzo Reale la cui costruzione fu avviata nel 1600.

Fu sepolto nella chiesa di Sant'Anna dei Lombardi come aveva chiesto; vi fu eretto il sepolcro che, dopo il crollo della chiesa nel 1805, fu traslato nel vestibolo della chiesa di Monteoliveto, dove l'Arciconfraternita dei Lombardi si trasferì.

Opere Opere a Roma

Villa Montalto-Massimo detta anche Villa Peretti (1570) La sistemazione di San Luigi dei Francesi (1589) Palazzo del Laterano con la Loggia delle Benedizioni - Scala Santa al Laterano (1586-1588) I Palazzi Vaticani (1587) Erezione degli obelischi: di Piazza S. Pietro, Piazza del Popolo, Piazza San Giovanni e Piazzale Esquilino. Sistemazione delle Colonne Traianea e di Marco Aurelio Cappella Sistina di Santa Maria Maggiore Palazzo del Quirinale (la parte su Piazza Montecavallo) Realizzazione della Via Felice con l'incrocio delle Quattro Fontane

Opere a Napoli

Riqualificazione urbana di Napoli Palazzo Reale Complesso di Gesù e Maria (rimaneggiamento) Chiesa di Gesù e Maria Complesso dell'Eremo dei Camaldoli Chiesa di Santa Maria della Stella Complesso Badiale a Casamarciano. Fontana del Nettuno (disegno) Sculture nella Cattedrale Palazzo Carafa della Spina (probabile disegno) Cripta di San Matteo nella Cattedrale di Salerno Canale Conte di Sarno, che collegava il fiume Sarno a Torre Annunziata Regi Lagni (opera idraulica a nord di Napoli) Chiesa di Sant'Erasmo (Castel Sant'Elmo) Chiesa di Santa Sofia a Giugliano in Campania

Altre opere Villa Sforzesca, nei pressi di Castell'Azzara, (1576): vi lavorò assieme al fratello Giovanni.

Opere scritte Della trasportatione dell'obelisco Vaticano et delle fabriche di nostro Signore Papa Sisto V, 1590 e in versione ampliata 1604 (ristampa 1979 a cura di A. Carugo; rist. parziale 1987 a cura di D. Conrad).

Giovanni Fontana

Fratello maggiore di Domenico, (Melide, 1540 - 1614), giunse a Roma prima di Domenico; è meno studiato, ma svolse un ruolo importante operando al suo fianco come ingegnere idraulico e progettista di fontane.

Giulio Cesare Fontana Il figlio di Domenico, Giulio Cesare Fontana (1573 - 1627), fu un importante architetto attivo a cavallo tra il XVI secolo e il XVII secolo nel Regno di Napoli, completò alcune opere paterne e progettò opere ingegneristiche di bonifica nelle campagne a nord di Napoli. Eresse il primo nucleo del Palazzo degli Studi di Napoli oggi sede Museo Archeologico di Napoli.

Onorificenze

Filmografia Adriano Kestenholz, Domenico Fontana: ingegnere, architetto, urbanista, Produzione: Aleph film/RTSI, 2007.

Note

Bibliografia Domenico Fontana, Della trasportazione dell'obelisco vaticano et delle fabriche di Nostro Signore Papa Sisto V fatte dal Cavallier Domenico Fontana architetto di Sua Santità, libro primo, Domenico Basa, Roma 1590; Idem, Libro secondo in cui si ragiona di alcune fabriche fatte in Roma, et in Napoli, Costantino vitale, Napoli 1604; Idem, Della trasportazione dell'obelisco vaticano, ristampa anastatica dei libri primo e secondo, a cura di Adriano Carugo, con un'introduzione di Paolo Portoghesi, Il Polifilo, Milano 1978. Giovanni Baglione, Le Vite de' Pittori, Scultori et Architetti dal Pontificato di Gregorio XIII fino a tutto quello d'Urbano VIII, Roma 1642, ristampa anastatica commentata da Jacob Hess e Herwarth Röttgen, Città del Vaticano 1995, volume I, 84-86 (testo), volume III, 662-701 (commento). Giovanni Pietro Bellori, Le vite de' pittori, scultori et architetti moderni, Roma 1672, 141-164 (nuova edizione a cura di Eveina Borea, introduzione di Giovanni Previtali, Einaudi, Torino 1976, 149-175). Filippo Baldinucci, Delle notizie de' professori del disegno da Cimabue in qua, edizione accresciuta di annotazioni di Domenico Maria Manni, volume IX, Firenze 1771, 237-245 (prima edizione Firenze 1681-1728). Francesco Milizia, Dizionario delle belle arti del disegno, volume I, Bassano el Grappa 1822, 266-267 (prima edizione Bassano del Grappa 1797; Idem, Memorie degli architetti antichi e moderni, quarta edizione accresciuta e corretta dallo stesso autore, volume II, Bassano del Grappa 1785, 66-79 (prima edizione sotto il titolo Le vite de' più celebri architetti d'ogni nazione e d'ogni tempo, Roma 1768; prima edizione sotto il titolo corrente Parma 1781). Gian Alfonso Oldelli, Dizionario storico-ragionato degli uomini illustri del Cantone Ticino, Lugano 1807. Carlo Fea, Miscellanea filologica critica e antiquaria. Miscellanea di scavi d'antichità, tomo II, N. II, Lavori di Sisto V, Roma 1836, 2-11. Antonino Bertolotti, Artisti lombardi a Roma, volume I, Milano 1881, 38, 72-96, 209, volume II, 14, 28, 272, 355; Idem, Artisti modenesi,parmensi e delle Lunigiana a Roma, Modena 1882, 26, 40-41, 61, 101; Idem, Artisti subalpini in Roma nei secoli XV, XVI e XVII, Mantova 1884, 104-105, 157; per Giovanni Fontana si veda ibidem, 40, 44, 159, Idem, Artisti bolognesi, ferraresi e alcuni altri del già Stato Pontificio in Roma, Bologna 1885, 79-82; Idem, Artisti francesi a Roma, Mantova 1886, 64-66; Idem, Artisti svizzeri in Roma nei secoli XV, XVI, e VII, Bellinzona 1886, 2, 11-15, 19, 33, 35, 45, 70-71; per Giovanni si veda ibidem, 2, 11-13, 15-16, 32-33, 45, 48, 71. E. Mazzetti, Il testamento di Domenico Fontana, in Bollettino Storico della Svizzera Italiana, 1-2, 1902, 26-31. J.A.F. Orbaan, Il caso Fontana, in Bollettino d'arte, IX, 6, giugno 1915, 1-4; Idem, Die Selbstverteidigung des Domenico Fontana 1592-1593, in Repertorium für Kunstwissenschaft, LVI, 1925, 176-189. Massimo Guidi, I Fontana di Melide, in Roma, VI, 1928, 433-446, 481-494. E. Guidoni (a cura di), I "Libri dei conti" di Domenico Fontana. Riepilogo generale delle spese e Libro I, introduzione di A. Marino, trascrizione di A. Laconelli, in Storia della Città, anno XI, 1986, numero 40, 45-85; Idem, I monumenti antichi: il Settizonio, le colonne coclidi, i "massicci" di Termini, i cavalli del Quirinale, Libri III, XIV, IX, X, in Storia della Città, anno XII, 1987, numero 43, 86-105; Idem, L'obelisco del Vaticano, Libro XVI, in Storia della Città, anno XIII, 1988, numero 48, 98-104. Ugo Donati, Artisti ticinesi a Roma, Bellinzona 1942, 21-76, 43, illustrazione, 74, numero 49. Antonio Muñoz, D. Fontana, architetto 1543-1607, Roma-Bellinzona 1944 (Quaderni italo-svizzeri, 3). A. Schiavo, Notizie biografiche sui Fontana, in Studi Romani, anno XIX, 1971, 56-61. T.A. Marder, Sixtus V and the Quirinal, in The Journal of the Society of Architectural Historians, volume 37, dicembre 1978,283-294. R. Schiffmann, Roma felix: Aspekte der städtebaulichen Gestaltung Roms unter Papst Sixtus V., Francoforte sul Meno 1985.