Alice: Madness Returns è un videogioco per Microsoft Windows, PlayStation 3 e Xbox 360, sviluppato da Spicy Horse e pubblicato da Electronic Arts nel 2011.
È il sequel del videogioco American McGee's Alice, uscito nel 2000 per Windows e Mac. Era stato previsto un seguito, Alice Asylum, ma venne cancellato nel corso del 2023.
Come il suo predecessore è liberamente ispirato alle opere di Lewis Carroll, Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò.
Trama Come nel titolo precedente, il giocatore veste i panni della giovane Alice Liddell, rimasta orfana in seguito a un incendio. La storia comincia dove il precedente capitolo si interrompe, con Alice dimessa dal manicomio di Rutledge, dove era stata ricoverata perché creduta pazza, e ora residente presso un orfanotrofio della Londra vittoriana.
Capitolo 1 Alice, ancora ossessionata dalla morte dei suoi genitori, è in cura presso il dottor Angus Bumby, psichiatra esperto nell'arte dell'ipnosi e proprietario dell'orfanotrofio in cui risiede la protagonista. Su ordine del dottore, Alice si reca presso un farmacista a High Street e sulla sua strada incontra un gatto bianco. Seguendolo arriva in un vicolo dove si trova circondata da creature per metà umane e per metà Jabberwocky (una creatura mostruosa). Mentre sta per essere sopraffatta, le creature scompaiono e Alice si trova di fronte all'infermiera Witless, che aveva conosciuto durante la sua permanenza al manicomio. Witless racconta di come Alice, mentre era ricoverata a Rutledge, abbia più volte ammesso di essere responsabile della morte della sua famiglia e di come lei l'abbia aiutata, dietro interesse personale, a sistemarsi dopo essere stata dimessa, nonostante fosse ancora instabile. Alice segue l'infermiera fin sul tetto di casa sua, dove ha un'allucinazione e la vede trasformarsi in Jabberwocky. Dopodiché, il tetto crolla e Alice si ritrova nel Paese delle Meraviglie.
Qui lo Stregatto, un felino che può scomparire e apparire a piacimento, rivela ad Alice che sul Paese delle Meraviglie incombe una nuova minaccia. Un treno, chiamato Treno Infernale, sta distruggendo il Paese, e durante il suo percorso Alice comincia a recuperare i ricordi legati all'incendio. Proseguendo nella sua avventura, Alice incontra la Duchessa, sua vecchia avversaria, ma ora alleata, che le dona il Macinapepe, una sorta di arma. Alle porte del regno costruito e governato dal Cappellaio Matto, Alice incontra nuovamente lo Stregatto, il quale le dice che forse il Cappellaio è coinvolto direttamente con la distruzione che sta devastando il Paese delle Meraviglie. Addentrandosi nel dominio meccanico, Alice scopre che la Lepre Marzolina e il Ghiro, trasformati in esseri semi-robotici dagli esperimenti del Cappellaio Matto, gli si sono ribellati e lo hanno letteralmente fatto a pezzi. Dopo aver ritrovato la testa e il tronco del Cappellaio tra i rifiuti, Alice decide di ritrovare anche i suoi arti in cambio di informazioni. Riassemblato il Cappellaio, i due si dirigono alla fabbrica centrale, dove scoprono che a costruire il Treno Infernale sono stati la Lepre e il Ghiro. Questi ultimi intrappolano il Cappellaio e tentano di attaccare Alice con un robot gigante, ma il Cappellaio si libera e fa cadere su di loro un'enorme teiera, uccidendoli. Alla vista dei loro corpi, il Cappellaio impazzisce del tutto, tentando di rianimarli per un ultimo tè insieme. Prima di essere schiacciato nel crollo del suo dominio, il Cappellaio dice ad Alice di cercare la Finta Tartaruga (ex macchinista delle Ferrovie dello Specchio), in quanto dovrebbe saperne di più sul treno infernale. Un'ondata di tè sommerge Alice, che comincia ad annegare, ma si sveglia di nuovo ritrovandosi nel Tamigi.
Capitolo 2 Ripescata da due marinai, che tentano di abusare di lei, e seguendo ancora una volta il gatto bianco, Alice entra in un bar chiamato "La sirena straziata", dove Alice incontra la sua vecchia balia, Nanny, ora una prostituta, che la invita a salire. Giunta di sopra, Alice vede Nanny mentre viene picchiata da uno sfruttatore. L'uomo colpisce anche Alice, che perde i sensi, e appicca il fuoco al bar.
Alice ritorna nel Paese delle Meraviglie a caccia della Finta Tartaruga, che si trova sulla sua nave, sotto attacco da parte di squali meccanici. La Tartaruga dice ad Alice che dovrebbe assistere allo spettacolo di un tale chiamato Carpentiere, in quanto, come egli dice, "quello che non si prende sul serio non può far del male". Tuttavia, devono fuggire dagli squali tuffandosi sott'acqua. Gli squali li inseguono e, in combinazione con altri ostacoli sommersi, la nave viene distrutta.
In lutto per la sua nave, la Finta Tartaruga consiglia ad Alice di trovare il Brucaliffo, un saggio del Paese, dal momento che dovrebbe sapere come distruggere il Treno. Per trovare il Brucaliffo, egli raccomanda ad Alice di andare al nuovo spettacolo del Carpentiere e le dà un biglietto. Durante il tragitto per arrivare al teatro, Alice ricorda che era stata l'ultima a entrare in biblioteca nella sua casa la notte dell'incendio; ricorda anche che aveva messo della legna sul fuoco e teme che questo possa aver provocato l'incendio che ha ucciso la sua famiglia.
Alice arriva al teatro, dove scopre che il Carpentiere non può incominciare lo show in quanto lo scrittore e il cast sono scomparsi: si impegna allora a trovarli in cambio di informazioni sul Treno. Dopo aver individuato l'autore (un polpo) svegliato le showgirl (alcune ostriche) e recuperato l'orchestra, Alice torna a teatro giusto in tempo per assistere al Tricheco, compagno del Carpentiere, che divora il cast e il pubblico. Il Carpentiere le dice che è stata ingannata (anche se non le dice da chi), e rivela che il Treno è arrivato nel Paese nello stesso momento in cui è arrivata lei. All'improvviso il Treno si fa strada attraverso il teatro, apparentemente con l'intento di uccidere il Tricheco e il Carpentiere. Quest'ultimo, dopo averla esortata a cercare risposte dal Brucaliffo, cerca di proteggerla dal treno facendole da scudo con il corpo, apparentemente a costo della vita.
Capitolo 3
Ancora una volta, Alice si sveglia nel mondo reale, ora sul retro di un carretto con la balia. Chiede a Nanny cosa sia successo la notte dell'incendio, ma la donna si rifiuta di parlarne; le dice, però, che l'avvocato Radcliffe ha il coniglio di pezza con cui giocava da bambina. Anche se dubbiosa riguardo all'utilità di Radcliffe, Alice decide di raggiungerlo. Arrivata a casa dell'avvocato, Alice ha un colloquio con Radcliffe, il quale insiste nel dire che Oreste, il gatto di Alice, ha appiccato il fuoco per sbaglio, cosa che Alice nega fermamente. Egli menziona anche la sorella maggiore di Alice, Lizzie, morta nella sua camera da letto (a quanto pare nel sonno), e dice di credere che Alice potrebbe aver avuto un ruolo principale nell'incendio, appiccandolo lei stessa. L'avvocato sospetta, infatti, che Alice sia una piromane.
La scena cambia e, invece che nell'ufficio di Radcliffe, Alice è in piedi in una casa abbandonata. Come si avventura fuori, si scopre che è tornata nel Paese delle Meraviglie e si trova nella Valle della Condanna, la versione ormai corrotta della sua Valle di Lacrime, dove la Rovina si presenta in ogni sua forma. Dopo un lungo tragitto trova una cunetta verde in quel paesaggio desolato, sentendo la voce del Brucaliffo che la invita a raggiungerla. Una magia la rimpicciolisce e arriva nel Misterioso Oriente, un luogo onirico e sereno, salvo dalla distruzione del Paese delle Meraviglie, popolato da Formiche Origami, sottoposte però alle prepotenze di Vespe Samurai e Vespe Daimyō. Le formiche chiedono aiuto ad Alice, promettendole in cambio il loro aiuto a raggiungere il Brucaliffo. Alice si avventura attraverso le grotte e nel sacro regno delle formiche, e si ricorda che Oreste non era in biblioteca, essendosi coricato accanto a lei prima che scoppiasse l'incendio. Inoltre, fu Oreste a salvare Alice, mostrandole la finestra aperta come unica via di fuga. Pertanto, il gatto non poteva essere la causa dell'incendio. La ragazza ricorda, inoltre, che i suoi genitori morirono cercando di salvare Lizzie, che dormiva nella sua camera da letto con la porta chiusa a chiave. Lizzie morì nel sonno e la seguirono anche i genitori, non potendo più uscire dalla casa in fiamme. Alice arriva finalmente al cospetto del Brucaliffo, che assume la voce del padre, e le suggerisce di parlare con la sua antica avversaria, la Regina di Cuori (da Alice già incontrata e sconfitta nel primo gioco), che potrebbe aiutarla, mettendola però in guardia sull'identità della sovrana: "Una volta era una persona che amavi... il tempo cambia tutti...". Il bruco si trasforma poi in una farfalla gigante, mentre Alice si sveglia nella prigione di Londra.
Capitolo 4 Alice si sveglia in carcere, dopo un confronto con Jack Splatter, lo sfruttatore che ha picchiato Nanny. Durante la conversazione con Splatter aveva perso i sensi e i poliziotti avevano deciso di trattenerla finché non si fosse ripresa. Il poliziotto che sorveglia la cella afferma che Bumby, trovando Alice in prigione, si è infuriato e ha richiesto il suo rilascio immediato. Come Alice esce, si ritrova di nuovo nel Paese delle Meraviglie, questa volta nel Regno della Regina di Cuori. Appena giunta, lo Stregatto le intima di parlare il più presto possibile con la Regina, "o con ciò che ne rimane", in quanto componente fondamentale di sé stessa e della sua psiche. Addentrandosi nel regno incontra il Re Bianco, anch'egli già incontrato nel primo gioco, il quale, dopo la sconfitta della regina, ha tentato di riprendersi il proprio castello, ma è stato attaccato e respinto dai servitori di quest'ultima, che è riuscita a infiltrarsi nel suo regno e a riprenderne il controllo. Il re è stato poi incatenato all'ingresso del regno e Alice è costretta a ucciderlo per passare, non prima di essere però stata avvertita della presenza del gigantesco boia che sorveglia i confini della monarca. Una volta entrata nel regno la Regina, che sorveglia continuamente il proprio reame grazie alle pareti carnose provviste di occhi, a più riprese intima ad Alice di andarsene, lanciandole alle calcagna sia le sue guardie-carta sia il suo boia, dal quale Alice dovrà scappare più volte, in quanto invincibile e invulnerabile a qualsiasi arma e attacco della ragazza. Vagando nel regno, Alice recupera un altro ricordo relativo alla sorella, che non solo odiava le porte chiuse, ma le aveva confidato di un grande albero vicino alla finestra della sua stanza che permetteva di sgattaiolare fuori. Tuttavia, la notte dell'incendio la porta della camera di Lizzie era chiusa a chiave e la ragazza non si era salvata, pur avendo l'albero come via di fuga. Qualcuno, ipotizza Alice, deve averla uccisa nel letto e aver appiccato l'incendio per coprire il misfatto.
Dopo essere sbucata nei giardini reali, grazie a una torta che la rende gigantesca Alice riesce a sconfiggere il boia semplicemente schiacciandolo sotto al piede e a entrare di forza nel cuore del castello della Regina, che trova seduta sul trono, con le sembianze di Alice bambina. È furiosa poiché accusa Alice di permettere a "qualcun altro" di controllarle la mente, mentre lei - che è comunque parte stessa di Alice - era stata sconfitta e fermata. La Regina afferma a sua volta che il Treno va fermato, dato che sta cancellando la memoria di Alice, ma accenna anche che "qualcun altro" deve essere eliminato: la verità che Alice pensa di sapere non è completa, è successo anche qualcos'altro di tragico. La ragazza, confusa, viene avviluppata dai tentacoli della Regina, che la ingloba a sé per permetterle di finire il suo viaggio. Alice infatti si risveglia nel mondo reale, dove si trova di nuovo in manicomio.
Capitolo 5