Nel 1921 s'iscrisse al Partito Nazionale Fascista,Mario Missori, Gerarchie e statuti del PNF, Bonacci, Roma, 1986, p. 164 diventando prima squadrista e poi uno dei quadrumviri della marcia su Roma. La sua scalata al potere fu scandita da una serie ininterrotta di nomine, prima quella di comandante generale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, poi quella di sottosegretario all'economia nazionale e infine di sottosegretario alla Regia Aeronautica. Nel 1929 assunse l'incarico di ministro dell'aeronautica, veste in cui promosse e guidò diverse crociere aeree, come la crociera aerea transatlantica Italia-Brasile e la crociera aerea del Decennale. Fu insignito del grado di Maresciallo dell'aria. Venne nominato nel 1934 governatore della Libia.
Allo scoppio della seconda guerra mondiale organizzò voli di guerra per catturare alcuni veicoli del Regno Unito, e proprio durante il ritorno da uno di questi voli, il 28 giugno 1940, fu abbattuto per errore dalla contraerea italiana sopra Tobruch.
Biografia La formazione
I suoi genitori furono Camillo Balbo e Malvina Zuffi, entrambi maestri elementari. Il padre era di origini piemontesi, mentre la madre era romagnola (la sua famiglia era originaria di Lugo). Italo fu il quarto di cinque figli: Maria, Fausto (nato nel 1885 e morto di malattia nel 1912, padre di Lino), Edmondo ed Egle..
Dopo la sua nascita, la famiglia Balbo si trasferì a Ferrara in un'abitazione in via Mortara 49., a breve distanza da quella in corso Porta Mare dove, nel 1898, venne ad abitare anche la famiglia ebrea Ravenna, che per generazioni aveva vissuto in via Vittoria, nel ghetto.. Questa circostanza fece sì che il giovane Italo incontrasse, nella Palestra comunale di Ferrara, Renzo Ravenna, di tre anni più anziano; entrambi furono inseriti nella squadra allievi, e da allora iniziò un'amicizia che sarebbe durata per tutta la loro vita..
Balbo, scrive Antonella Guarnieri (responsabile del Museo del Risorgimento e della Resistenza ferrarese), secondo i documenti scolastici del tempo non riscosse risultati brillanti negli studi. Malgrado nelle biografie di regime (che intendevano esaltarne le attitudini politiche e al comando) fosse stato descritto come un prodigio i fatti in realtà furono diversi.I suoi biografi durante il regime lo descrissero come un bambino "prodigioso", capace di leggere e scrivere già a cinque anni, appassionato di storia, di avventura e naturalmente portato al comando..
Iscritto alle elementari a 5 anni, gli fu fatta saltare la classe quinta e poté iscriversi al ginnasio a soli 9 anni. Questa iscrizione, secondo la fonte citata, avvenne troppo presto e la sua giovane età gli fece incontrare molte difficoltà nella scuola media, tanto che dopo una serie di bocciature i genitori lo iscrissero, nel 1913, in un istituto di San Marino.Indubbiamente troppo giovane, si apprestò ad una esperienza che si rivelò particolarmente difficile, costellata da una serie di pesanti insuccessi e di bocciature che..... Qui tentò di finire gli studi, ma non riuscì a ottenere il diploma liceale.
A Ferrara, in quegli anni, si fronteggiavano una classe contadina organizzata e animata da idee socialiste da una parte, e un gruppo di proprietari terrieri su posizioni conservatrici dall'altra. Si stima, da un censimento dell'inizio degli anni venti, che i braccianti impiegati in agricoltura fossero la metà di tutta la popolazione attiva. Questi lavoratori versavano quasi tutti in situazione di povertà, e la proprietà terriera poteva facilmente sfruttare il loro lavoro per una paga minima..
Balbo intanto, prima dello scoppio della prima guerra mondiale, era maggiormente interessato a partecipare alle discussioni tra monarchici e repubblicani che si tenevano spesso al caffè MozziOggi è il "caffè Europa".. Le sue posizioni politiche si avvicinarono per un certo periodo alle idee repubblicane e mazziniane, con inclinazione verso movimenti rivoluzionari di ispirazione sindacale. ...pochi sono gli elementi certi, tra questi spicca [...] la condivisione, in età giovanile, delle idee mazziniane anche se [...] per un certo periodo si trovò vicino al sindacalismo rivoluzionario.. Tra gli articoli pubblicati in quel periodo, quello pubblicato sulla "Raffica" a difesa dell'amico giornalista e scrittore Romualdo Rossi il quale fondò la rivista "la Diana".
Nel 1911, appreso al caffè Milano dell'iniziativa organizzata da Ricciotti Garibaldi per liberare l'Albania dal controllo dell'impero ottomano, fuggì da casa e tentò di partecipare alla spedizione militare. Non vi riuscì perché fu bloccato dalla polizia, avvisata dal padre.
Nel 1914 Italo Balbo si schierò decisamente con il movimento interventista a favore di una guerra contro l'Impero austro-ungarico, e durante una manifestazione a Milano conobbe Benito Mussolini. Balbo in seguito divenne guardia del corpo di Cesare Battisti durante i comizi da lui tenuti a favore dell'intervento in guerra. Uno di questi comizi si tenne a Ferrara, il 27 novembre 1914, e a invitare l'irredentista trentino fu l'amico e allora ventunenne Renzo Ravenna.Ravenna invitò a Ferrara Cesare Battisti per un intervento che si concluse col pubblico inneggiante: "Viva Trento, Viva Trieste!". .
Alpino nella grande guerra
Allo scoppio della prima guerra mondiale, nel maggio del 1915, si arruolò volontario, ma non prese mai parte alle prime azioni sul fronte e già nel novembre di quell'anno ritornò a Ferrara.. Nella città estense ripensò alla necessità di ottenere il titolo di studio che ancora non aveva conseguito prima dell'arruolamento volontario...cercò nuovamente, ma senza risultato, di ottenere la licenza liceale, perché senza questo titolo gli veniva negata la possibilità di ambire alla carriera di ufficiale. Vedi .. Intanto la situazione stava mutando e le grandi perdite dei primi mesi del conflitto stavano costringendo i comandi del Regio Esercito a rivedere i requisiti necessari per accedere alla carriera di ufficiale. Nell'autunno del 1916 si ripresentò così davanti alla stessa commissione esaminatrice che già lo aveva bocciato una volta, fu ammesso con tutte le materie sufficienti e ottenne la possibilità di concorrere alla nomina a sottotenente.Nell'ottobre del 1916 si ripresentò davanti alla commissione del Liceo di Cesena che pochi mesi prima lo aveva bocciato e con un verdetto di tutte sufficienze riuscì ad essere ammesso alla seconda Liceo, aprendosi la strada alla nomina a sottotenente..
A questo punto si arruolò nuovamente nell'esercito e nell'aprile del 1917 venne mandato in Carnia e in seguito prestò servizio nel battaglione Alpini "Val Fella". Promosso tenente, il 16 ottobre 1917 lasciò il battaglione perché destinato, su sua domanda, al Deposito Aeronautico di Torino per un corso di pilotaggio, la sua vera grande passione. Pochi giorni dopo, a causa dell'offensiva austro-tedesca, fu costretto a ritornare al fronte, assegnato al battaglione Alpini "Monte Antelao". Nel 1918, al comando degli arditi del battaglione Alpini "Pieve di Cadore", partecipò alla seconda battaglia del monte Grappa che liberò la città di Feltre. Nel corso dell'ultima fase della guerra si guadagnò una medaglia di bronzo e due d'argento al valor militare, raggiungendo il grado di capitano.
Dopo l'armistizio Balbo rimase cinque mesi con il suo battaglione come commissario prefettizio di Pinzano al Tagliamento, in provincia di Udine..
Il ritorno a casa A marzo del 1919 iniziò a studiare a Firenze presso l'Istituto di scienze sociali "Cesare Alfieri". Ancora studente si iscrisse all'Associazione Arditi, e cominciò l'attività giornalistica come direttore del settimanale militare L'Alpino, da lui fondato con Aldo Lomasti ed Enrico Villa. , fino al dicembre del 1919. Si diplomó all'Istituto "Cesare Alfieri"Nei suoi testi biografici Balbo viene indicato come "laureato". In realtà il titolo rilasciato dalla Scuola di scienze sociali da lui frequentata era il diploma, che veniva equiparato alla laurea in giurisprudenza esclusivamente in casi particolari (non il suo). Solo con la riforma Gentile dell'istruzione superiore, a partire dal 1923, l'Istituto – con alcune significative modifiche del suo Statuto attuate nel 1925 – entrerà in un ambito universitario rendendo possibile ottenere sia il diploma (corso triennale) che la laurea (corso quadriennale).
(rif.) il 30 novembre 1920 con una tesi finale dal titolo: Il pensiero economico e sociale di Giuseppe Mazzini.
Nel frattempo Olao Gaggioli, pure lui reduce della grande guerra, fondò a Ferrara il Fascio futurista cittadino, non lontano, nel suo primo programma, dalle richieste socialiste. Gaggioli, probabilmente sostenuto in questo da Marinetti, inviò la richiesta di adesione del gruppo di Ferrara ai Fasci italiani di combattimento che si stavano riunendo a Milano in piazza San Sepolcro per volontà di Mussolini..
Le elezioni politiche del 1919 furono un successo per il Partito Socialista in Italia, dando origine a quello che poi fu chiamato biennio rosso. Sia a Bologna che a Ferrara la vittoria socialista alle elezioni amministrative, e le ondate di scioperi e occupazioni che l'accompagnarono, destarono la preoccupazione della borghesia industriale e dei proprietari terrieri, che cominciarono ad appoggiare le azioni squadriste contro gli scioperanti e i simpatizzanti socialistiGaetano Salvemini, Le origini del fascismo in Italia. Lezioni di Harvard, a cura di Roberto Vivarelli, Feltrinelli, Milano 1979 (quarta edizione), pagg. 309-10. Il testo di Salvemini risale al 1943. del nascente movimento fascista. Esso, infatti, aveva iniziato a perdere l'iniziale spirito futurista. a favore di un'ideologia più conservatrice.
Fu in quel clima che Balbo, terminati gli studi, tornò nella sua città natale ove, messosi alla ricerca di un impiego, gli fu offerta la segreteria del fascio ferrarese. Olao Gaggioli infatti si era dimesso per protesta (poco prima di uno scontro fra militanti socialisti e fascisti presso il castello Estense), adducendo a motivazione che ormai gli agrari, i cattolici ed i liberali avevano snaturato il movimento, trasformandolo in un'organizzazione reazionaria finalizzata a mantenere la situazione di fatto, andando contro le richieste dei braccianti e dei proletari..
Il matrimonio e l'adesione alla massoneria Intanto, nell'inverno del 1919 Balbo era stato presentato alla contessina Emanuela Florio (1901-1980), di San Daniele del Friuli, con la quale nel 1924, alla morte del conte Florio, si sposò. Fin quando rimase in vita infatti, il conte Florio si oppose fermamente al matrimonio, nonostante gli incarichi di sempre maggiore prestigio che Balbo andava ricoprendo. Dal matrimonio nacquero tre figli (Giuliana nel 1926, Valeria nel 1928 e Paolo nel 1930)..
Anni dopo, ormai governatore della Libia, Balbo ebbe come amante l'attrice di teatro modenese Laura Adani, conosciuta durante una tournée nella colonia italiana..
Dopo essere stato in gioventù di idee repubblicano-mazziniane, dopo il 1920 fu iniziato in Massoneria nella Loggia "Giovanni Bovio", facente parte della comunione della Gran Loggia di Piazza del Gesù; fu Oratore della loggia "Gerolamo Savonarola" di Ferrara., che aveva tra i suoi membri altri iscritti al Partito Nazionale FascistaVittorio Gnocchini, L'Italia dei Liberi Muratori. Brevi biografie di Massoni famosi, Roma-Milano, Erasmo Edizioni-Mimesis, 2005, p. 22., e dalla quale andò in sonnoNel gergo dei massoni "andare in sonno" significa ritirarsi per un certo periodo dalla loggia massonica, continuando però a credere e a mantenere un comportamento in linea ai principi della confraternita. in data 18 febbraio 1923..
Tre giorni prima il Gran consiglio del fascismo aveva approvato, con soli quattro voti contrari (Cesare Rossi, Giacomo Acerbo, Alessandro Dudan e lo stesso Balbo), il divieto per gli iscritti al Partito Nazionale Fascista (PNF) di far parte della massoneria..
Adesione al fascismo