Nata da genitori francesi a Parigi, ma allevata a Mosca dalla nonna dall'età di cinque anni, sposata con un importante industriale dell'Impero russo, entrò nel movimento rivoluzionario e divenne una stretta collaboratrice di Lenin, con il quale ebbe una breve relazione nell'autunno del 1913. Morì di colera a Nal'čik e fu sepolta sotto le mura del Cremlino.

Biografia I genitori

Il padre, Théodore Stéphanne, era nato a Lione il 16 febbraio 1851.L'erronea identificazione di Théodore Stéphanne con l'attore Pécheux d'Herbenville (1839-1904), che utilizzava lo pseudonimo Stéphen, è presente ancora in alcune biografie d'Inessa Armand. Dopo aver combattuto nella guerra franco-prussiana, nel 1871 era andato a Torino per studiare canto con il maestro Carlo Pedrotti e successivamente con Gilbert Duprez a Parigi, dove nel 1873 conobbe Nathalie Wild (ca 1847-1920).

Di Nathalie si sa poco. Era figlia di Pierre-Léopold Wild, nato nel 1797 a Montbéliard da padre olandese, insegnante di lingue in un liceo di Mosca, e dell'inglese Elise Weeks, sposati con rito protestante nel 1840 a Mosca, dove erano nate le loro figlie Sof'ja e Natal'ja. Il padre era morto poco prima della sua nascita, e le circostanze che condussero un giorno Natal'ja (Nathalie) Wild a stabilirsi da sola in Francia sono ignote.G. Bardawil, Inès Armand, pp. 53, 57.

Nathalie e Théodore Stéphanne andarono a vivere insieme in un appartamento di rue Rodier, e l'8 maggio 1874, presso l'abitazione di un'ostetrica in rue de la Chapelle 63, Nathalie diede alla luce la figlia Elise, che tutti chiameranno Inès. Il municipio del XVIII arrondissement conserva l'atto di nascita: « Elise Stéphanne, nata l'8 maggio 1874 a Parigi, alle due della sera [...] figlia di Théodore Stéphanne, artista lirico di 24 anni, e di Nathalie Wild, senza professione, di 27 anni, non sposati [...] ».V4E 4012, p. 73, n. 1598.

La coppia si sposò in Inghilterra, nella parrocchia di St. Mary, a Newington,Ormai sobborgo di Londra, ma allora villaggio della contea di Surrey il 12 settembre 1874. Seguirono le nascite di altre due figlie, Renée Justine nel 1876 e Anne Régine nel 1879. Théodore era un tenore di buon successo e i contratti di lavoro non gli mancavano. Dal 1875 al 1877 cantò all'Opéra-Comique e alla fine del 1877 si vide offrire un contratto triennale dall'Opéra di Palais Garnier che però gli fu annullato nel gennaio del 1879 senza essersi mai esibito all'Opéra, e l'episodio segnò l'inizio del declino della sua carriera.G. Bardawil, cit., pp. 37-46.

Alla fine del 1879 Nathalie si separò dal marito e affidò Inès alla madre Elise Wild e alla sorella Sof'ja, che a Mosca lavoravano entrambe come governanti e insegnanti di francese e di musica presso gli Armand, una ricca famiglia di industriali. Il padre Théodore, seriamente malato da qualche anno, aveva dovuto abbandonare le scene e morì a Parigi il 28 dicembre 1885 senza avere più rivisto la figlia.G. Bardawil, cit., pp. 60-61. Théodore Stéphanne è sepolto nel cimitero parigino di Saint-Ouen.

In Russia

A Mosca Inès studiò da istitutrice: russo, francese, disegno e musica furono le materie che ella insegnò privatamente. Nel 1891, alla morte della nonna, fu raggiunta dalla madre Nathalie e dalle sorelle Renée e Anne. Le relazioni intrattenute dalla nonna con gli Armand avevano condotto Inès a conoscere i numerosi membri di questa famiglia di lontane origini francesi, proprietaria di industrie tessili a Mosca e nella vicina Puškino, che impiegavano un migliaio di operai e centinaia d'impiegati.

Nel 1893 Aleksandr Armand (1872-1943), il primo figlio maschio di Evgenij Armand e di Varvara Karlovna, le chiese di sposarlo. Convertita all'ortodossia, Inès, alla russa Inessa, o più precisamente Elizaveta Fëdorovna,In quanto Elise, figlia di Théodore, in russo Fëdor. il 3 ottobre si unì in matrimonio con Aleksandr a Puškino, nella chiesa di San Nicola il Taumaturgo. L'anno dopo nacque Aleksandr (Saša), nel 1896 Fëdor, nel 1898 Inna e nel 1901 Varvara.G. Bardawil, cit., p. 100.

Con il matrimonio iniziò per lei una vita di mondanità, dove alla feste seguivano le serate all'Opera e gli inviti di Savva Mamontov, l'industriale mecenate in affari con gli Armand, nella sua villa di Abramcevo, ritrovo di artisti e d'intellettuali. Non solo mondanità, tuttavia. Il sabato era ospite del salotto moscovita di Minna Gorbunova (1840-1931), populista, corrispondente di Engels e promotrice in Russia dell'istruzione e della formazione femminile al lavoro. Nel 1894 Inessa divenne la vicepresidente della Società per la protezione della donna, che aveva contatti con i movimenti femministi europei, e per qualche anno adottò, forse sotto l'influsso delle teorie di Tolstoj, un regime di alimentazione vegetariano.G. Bardawil, cit., pp. 107-112.

Nel 1895 sua sorella Renée sposò Nikolaj Armand, fratello minore di Aleksandr - l'altra sorella Anne sposerà qualche anno dopo un amico degli Armand, figlio di un generale - e la madre Nathalie, sistemate ormai le figlie, fece ritorno a Parigi.G. Bardawil, cit., pp. 112-113. Alla fine del 1896 uno scandalo investì gli Armand. Boris Armand, fratello di Aleksandr, suo cugino Lev e un giovane precettore della casa, lo studente Evgenij Kammer, avevano nascosto nella villa di Puškino una tipografia per la stampa di materiale illegale. Una denuncia anonima portò la polizia alla sua scoperta. Kammer si assunse tutte le responsabilità, scagionando gli altri.Condannato ma presto liberato su cauzione grazie all'intervento degli Armand, Kammer emigrò in Germania dove si laureò in medicina. Tornò in Russia nel 1910. Da allora, la polizia politica tenne sotto sorveglianza gli Armand.

Su incitamento d'Inessa, il marito prese parte attiva nello zemstvo della provincia di Mosca. Egli finanziò una farmacia a El'digino, il villaggio dove essi possedevano una villa, e la costruzione di un ospedale e di una scuola per i figli degli operai e dei contadini di Puškino, dove lei stessa insegnò. Nello stesso tempo Inessa lasciò l'associazione di Minna Gorbunova per fondare nel 1897 la Società di protezione e d'emancipazione della donna, che aveva lo scopo di sottrarre le donne alla prostituzione e all'alcolismo, e si mise in relazione con la londinese Women's International Progressive Union di Adrienne Veigelé. L'Ochrana sorvegliava anche l'associazione d'Inessa e nel 1900 le negò l'autorizzazione a pubblicare un bollettino periodico sulla questione femminile.G. Bardawil, cit., pp. 121-126. Dovette perciò limitarsi a formare una biblioteca e a organizzare conferenze e serate musicali. Cercò anche l'appoggio di Tolstoj alle iniziative della Società, ma il patriarca di Jasnaja Poljana rifiutò l'invito. « Tolstoj è un grande artista » - scriverà anni dopo alla figlia Inna - ma « la sua filosofia è reazionaria, sa di muffa » e se egli vede i mali attuali, « non ne vede alcuna via d'uscita ».G. Bardawil, cit., p. 127.

Dopo la nascita, nell'agosto del 1901, dell'ultima figlia Varvara, Inessa iniziò una relazione con il giovane cognato Vladimir. Volodja, nato nel 1885, aveva appena 17 anni, Inessa ventotto. Il loro rapporto non venne nascosto al marito, che prese atto della situazione e, poiché Inessa aspettava un bambino da Volodja, accettò di riconoscerlo come proprio figlio. Inessa e Aleksandr Armand non divorziarono mai e mantennero rapporti d'amicizia per tutta la vita. Con una governante e i due figli più grandi Saša e Fëdor, nella tarda primavera del 1902 Inessa partì per l'Italia. Capri e la costiera amalfitana furono la prima destinazione, poi risalì la penisola e si stabilì in Svizzera. Nel 1903, a Baugy, presso Montreux, Inessa diede alla luce Andrej, il suo ultimo figlio.G. Bardawil, cit., pp. 139-142.

In Svizzera esisteva una numerosa colonia di russi emigrati per motivi politici, per lo più socialrivoluzionari e socialdemocratici, e nelle librerie si potevano trovare pubblicazioni che in Russia sarebbero state illegali. A Ginevra era nota la libreria Kuklin, che possedeva un'intera biblioteca, intitolata a Pëtr Lavrov, dedicata alla letteratura e al giornalismo socialista di varia tendenza, ed era un ritrovo degli esiliati, che vi potevano ascoltare conferenze e assistere a dibattiti. In una sala nei pressi, i Kuklin organizzavano anche serate musicali. Qui Inessa Armand lesse Lo sviluppo del capitalismo in Russia di un certo Il'in - che non era altri che LeninIl quale, nel novembre del 1902, tenne un giro di conferenze nelle maggiori città svizzere. - e qui avvenne la sua iniziazione al movimento rivoluzionario.G. Bardawil, cit., pp. 143-146.

Nel movimento rivoluzionario

Tornata in Russia con le valigie cariche di pubblicazioni illegali, andò a vivere con i figli e Volodja in un appartamento di Mosca, nel quale alloggiavano anche due studenti in medicina, Nikolaj Družinin e Ivan Nikolaev, che condividevano le loro idee rivoluzionarie e si occupavano della raccolta di libri e opuscoli di propaganda. Nell'autunno del 1904, essendo stato concesso alle donne di frequentare come auditrici le lezioni universitarie, Inessa s'iscrisse alla Facoltà di diritto. Contemporaneamente, chiese l'autorizzazione d'insegnare privatamente lingue e musica. Il rapporto dell'Ochrana fu negativo: « La richiedente fa parte della famiglia Armand, ben nota per la sua slealtà politica » e i corsi richiesti « potrebbero servire ai fini di propaganda antigovernativa ».G. Bardawil, cit., pp. 159-160.

Il 22 gennaio 1905 avvenne la strage nota come Domenica di sangue, con la quale si fa iniziare la rivoluzione. Il 17 febbraio la vendetta dello studente socialrivoluzionario Ivan Kaljaev colpì a Mosca il granduca Sergio e due giorni dopo la polizia fece irruzione nell'appartamento di Inessa e Volodja Armand. Con loro vennero arrestati lo studente Družinin, Ksenija Volkova, Elkin Gerči-Berkov, un evaso dal confino, e Fëdor Ščekoldin. Il rapporto dell'Ochrana li qualifica tutti socialdemocratici, compresi Inessa e Volodja, che avrebbero ospitato il bolscevico Ščekoldin venuto a Mosca per partecipare a una riunione di partito.G. Bardawil, cit., pp. 170-175.

Durante la detenzione, gli Armand, compreso Aleksandr, le furono vicini. In mancanza di prove concrete, in maggio le autorità rilasciarono Volodja, assegnandolo in residenza sorvegliata a Puškino, il 16 giugno fu la volta d'Inessa. La tubercolosi di cui Volodja soffriva si era aggravata in carcere ed egli, accompagnato da Inessa, passò il resto dell'anno sulla Costa Azzurra. Tornata a Mosca nel 1906, si dedicò alla propaganda tra gli operai del quartiere Lefortovo, e nell'estate andò in Finlandia, dove a luglio insorse la guarnigione di Helsingfors.G. Bardawil, cit., pp. 176-193.

Il 22 aprile 1907 Inessa venne nuovamente fermata dalla polizia di Mosca. Sospettata di far parte dell'Unione militare dei soldati e dei marinai di Russia, un'organizzazione bolscevica creata per la propaganda e l'agitazione nelle caserme, venne rilasciata due giorni dopo per mancanza di prove. Il 25 maggio fu nuovamente arrestata e ancora liberata su cauzione. Infine, il 20 luglio fu sorpresa da un appostamento della polizia non appena entrò in un appartamento di Mosca, dove si teneva una riunione clandestina del comitato bolscevico dei ferrovieri.G. Bardawil, cit., pp. 195-198.

Le sue proteste d'innocenza - sostenne di essere andata in quella casa soltanto per affittarvi un appartamento - non furono credute, e in ottobre fu condannata a due anni di esilio da scontare nella provincia di Archangel'sk. Il 3 dicembre, salutata alla stazione da tutta la famiglia, compresi Aleksandr e Volodja tornato appositamente dalla Francia, Inessa Armand fu scortata fino ad Arcangelo e da qui, due settimane dopo, fu condotta a Mezen', sul Mar Bianco, un grosso villaggio di duemila abitanti, dei quali circa trecento deportati.G. Bardawil, cit., pp. 199-205.