Il Miliario aureo (Miliarium aureum o "pietra miliare aurea") era una colonna marmorea rivestita di bronzo dorato innalzato presso il tempio di Saturno, all'estremità del Foro RomanoPlinio (Naturalis historia, 3.66) colloca il monumento "in capite Romani fori" (all'estremità del Foro Romano) e Tacito (Historiae, 1.27) e Svetonio (De vita Caesarum, Vita Othonis, 6, testo on-line su Wikisource in lingua latina) lo collocano "ad aedem Saturni" (presso il tempio di Saturno).. Venne eretta da Augusto nel 20 a.C., quando divenne curator viarumCassio Dione (Storia romana, 54.8,4) riporta tra gli avvenimenti del 20 a.C., che essendo divenuto curator viarum Augusto eresse il "cosiddetto" Miliarium aureum: il nome ufficiale doveva, infatti essere Miliarium Urbis. Era collocato simmetricamente all'Umbilicus urbis rispetto all'arco dei Rostra.
Descrizione
Al monumento sono stati attribuiti un rocchio di fusto di colonna in marmo del diametro di 1,15 m che recava incassi interpretati come le tracce dell'apposizione di un rivestimento metallicoIl rocchio venne rinvenuto nel 1833 tra i Rostra e l'arco di Settimio Severo, presso il basamento oggi attribuito all'Umbilicus Urbis, allora ritenuto pertinente al Miliarium aureum (Mari 1996, citato in bibliografia, p.250). e un basamento in muratura, situato all'estremità dei Rostra verso il tempio di Saturno, identificato all'inizio dell'OttocentoIl rocchio rimasto fu scoperto nel 1803 dall’archeologo Alessandro Visconti mentre faceva il muro di contenimento dell’arco di Settimio Severo (Fea C., Descrizione di Roma e dei contorni del sig. Carlo Fea, 1822, pag. 276.
Al rivestimento di questo basamento, sopra il quale sarebbe sorta la colonna, furono attribuiti alcuni frammenti marmorei (un fregio con anthemion e uno zoccolo), visibili nella fotografia a fiancoI frammenti marmorei vennero forse rinvenuti nel 1852 tra i Rostra e la basilica Giulia e sono stati collocati oggi su un basamento circolare in muratura al lato della scalinata del tempio di Saturno (Mari 1996, citato in bibliografia, p.251)..
Vi erano incisi i nomi e le distanze delle più importanti città dell'impero, anche se la sua funzione era prettamente celebrativa della carica di curator viarum da parte di Augusto;Plutarco (Vite parallele, Galba, 24.4.: Si trattava però di una convergenza ideale delle strade consolari, la cui misura era calcolata a partire dalle porte delle mura serviane. (Mari 1996, citato in bibliografia, p.251)..
Note
Bibliografia
Zaccaria Mari, "Miliarium aureum", in Eva Margareta Steinby (a cura di), Lexicon topographicum urbis Romae, III (H-O), Roma 1996, pp. 250–251. Cherubini L., "Il Miglio d'oro", Provincia di Roma, 2010
Voci correlate Umbilicus Urbis Romae Pietra miliare Strade romane
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