Socialista, fu membro della Prima e della Seconda Internazionale, e partecipò all'esperienza della Comune di Parigi.
Biografia Nacque a Budapest in una famiglia ebrea da Albert Frankel e Regina Deutsch, e rimasto presto orfano, visse in Germania e forse anche in Inghilterra prima di giungere nel 1867 a Lione, da dove chiese l'iscrizione all'Internazionale a Londra.
Passato a Parigi, dove lavorò come operaio gioielliere, vi rappresentò la sezione tedesca dell'Internazionale. Per questo motivo fu arrestato alla fine dell'aprile 1870 con l'accusa di complotto e di appartenenza a società segreta. Condannato a luglio a due mesi di prigione, fu liberato alla caduta dell'Impero nel settembre 1870. Divenne membro della Guardia nazionale, del Comitato centrale dei venti arrondissement municipali e con Varlin ricostituì la sezione parigina dell'Internazionale.
Non venne eletto all'Assemblea Nazionale dell'8 febbraio 1871, dove si era presentato come candidato socialista rivoluzionario. Il 26 marzo si costituì a Parigi la Comune, e Frankel venne chiamato a far parte del Consiglio. Il 30 marzo scrisse a Marx: «Se riusciremo a trasformare radicalmente il regime sociale, la rivoluzione del 18 marzo sarà stata la più efficace di tutte quelle che si sono avute fino a oggi. Così facendo, risolveremmo i problemi cruciali delle rivoluzioni sociali a venire».B. Noël, Dictionnaire de la Commune de Paris, I, 1978, p. 300.
Fece parte della Commissione Finanze, della Commissione Lavoro e Scambio e poi ancora della Commissione Finanze. Decretò l'abolizione del lavoro notturno dei panettieri, il divieto delle multe sui salari e il censimento delle officine abbandonate in vista della creazione di officine cooperative. Votò per la costituzione del Comitato di salute pubblica ma poi aderì alla minoranza, contraria a quella decisione.
Durante la Settimana di sangue fu ferito in una barricata di rue du Faubourg-Saint-Antoine e fu salvato da Élisabeth Dmitrieff, la fondatrice dellUnion des Femmes. Sfuggito ai versigliesi, si rifugiò in Svizzera e poi in Inghilterra, mentre in Francia il Consiglio di guerra lo condannava a morte in contumacia.
A Londra prese parte nel settembre del 1872 alla conferenza dell'Internazionale, unendosi alle tesi di Marx, e l'anno dopo, al Congresso de L'Aia, votò per l'espulsione di Bakunin. Nel 1875 si trasferì in Germania ma ne fu subito espulso. Passato in Austria, in ottobre fu arrestato a Vienna. Liberato nel marzo del 1876, si trasferì in Ungheria per organizzare il Partito operaio. Arrestato nel 1881, fu condannato a diciotto mesi di carcere. Liberato nel febbraio del 1883, lavorò come tipografo e collaborò alla rivista socialista Gleichheit.
Tornò in Francia nel 1889,Dopo l'amnistia concessa ai comunardi nel 1880. partecipando al Congresso di fondazione della II Internazionale. Collaborò al quotidiano dei socialisti tedeschi Vorwärts e a La Bataille di Lissagaray. Morì di polmonite nel 1896 e fu sepolto nel cimitero di Père-Lachaise. Aveva disposto nel testamento « funerali semplici come quelli dell'ultimo morto di fame » e chiesto di essere avvolto nella bandiera rossa, « la bandiera del proletariato internazionale, per l'emancipazione del quale ho dato la parte migliore della vita ».B. Noël, Dictionnaire de la Commune de Paris, cit., p. 301. Dal 1968 i suoi resti riposano nel cimitero Kerepesi di Budapest.
Note
Bibliografia Bernard Noël, Dictionnaire de la Commune de Paris, I, Paris, Flammarion, 1978
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