Let It Bleed è un album in studio del gruppo rock britannico Rolling Stones; è l'ottavo della discografia inglese e il decimo di quella statunitense; fu pubblicato il 28 novembre 1969 negli Stati Uniti dalla London Records e il 5 dicembre 1969 dalla Decca Records nel Regno Unito.

Pubblicato poco tempo dopo la conclusione del tour americano del 1969, è l'ultimo disco dove compare Brian Jones e il primo con il suo sostituto, Mick Taylor, a causa del fatto che Jones, fondatore e leader originale del gruppo, si era gradualmente emarginato dagli altri a causa dell'abuso di stupefacenti, sia musicalmente che socialmente, e nel corso delle sedute di registrazione fu spesso assente, o non nelle condizioni di contribuire fattivamente alle incisioni e così fu sostituito da Mick Taylor. In questo album Brian appare ufficialmente in soli due brani; morì dopo poco tempo, entro un mese dal suo allontanamento dalla band.

L'album raggiunse la prima posizione delle classifiche inglesi (spodestando Abbey Road dei Beatles) e la terza posizione nelle classifiche americane.

Nel 2002 l'album è stato ristampato in versione rimasterizzata dalla ABKCO Records.

Nel 2020 l'album è stato posizionato al numero 41 della classifica dei migliori 500 album di tutti i tempi della rivista Rolling Stone.

Storia Nel 1968 eventi come gli omicidi di Robert Kennedy e Martin Luther King seguiti nel 1969 dalla strage di Bel Air e dal concerto di Altamont degli stessi Stones dove, mentre la band suonava sul palco, gli Hell's Angels uccisero a coltellate un giovane afroamericano, Meredith Hunter, tra il pubblico, avevano lasciato presagire che le cose stavano cambiando e che il periodo del flower power era terminato. Inoltre infuriava la guerra del Vietnam e le conseguenti proteste nelle strade di tutto il mondo. Brian Jones, membro fondatore del gruppo, morì affogato nella piscina della sua villa il 3 luglio 1969. In questo contesto venne realizzato il nuovo album del gruppo, Let It Bleed (in italiano traducibile con "Lascia che sanguini"), con sonorità in bilico tra il british sound e quello americano, tra il blues e il country (quest'ultimo frutto della frequentazione dell'epoca di Keith Richards con Gram Parsons).Appleford, Steve. La storia dietro ogni canzone dei Rolling Stones, Tarab Edizioni, Firenze, 1997, pag. 99, ISBN 88-86675-57-7

Oltre alle sue molte incomprensioni e divergenze musicali con gli altri membri della band nell'ultimo anno, i problemi con la giustizia britannica di Brian Jones gli avevano impedito di ottenere il visto per gli Stati Uniti, con la conseguenza di non poter seguire il gruppo nella progettata tournée americana.Bill Wyman & Richard Havers, Rolling with the Stones, Mondadori, Milano, 2002, pag. 320 e 368, ISBN 88-04-50950-3 A causa di tutto ciò, Jones venne estromesso dai Rolling Stones nel giugno del 1969.

Un mese dopo Brian Jones morì nella piscina di casa sua, affogato, il 3 luglio 1969, prima che Let It Bleed venisse completato. Il medico legale stabilì che la morte sopraggiunse per annegamento sotto l'effetto di droga. Due giorni dopo, il 5 luglio, il gruppo aveva in programma di tenere un concerto gratuito a Hyde Park per presentare ufficialmente il sostituto di Jones nei Rolling Stones, l'ex chitarrista dei John Mayall & the Bluesbreakers Mick Taylor, e promuovere il nuovo singolo Honky Tonk Women, che era stato pubblicato in Gran Bretagna il giorno 4. A causa della morte improvvisa di Jones, l'evento si tramutò in un concerto in commemorazione del musicista scomparso, con Jagger che lesse sul palco un passo della poesia Adone di Shelley dedicandola a Brian, seguita dalla liberazione di centinaia di farfalle bianche nel cielo. Qualche giorno dopo, alla cerimonia funebre ufficiale di Jones parteciperanno solo Bill Wyman e Charlie Watts: né Keith Richards né Mick Jagger si presenteranno al funerale.Bill Wyman & Richard Havers, Rolling with the Stones, Mondadori, Milano, 2002, pag. 340, ISBN 88-04-50950-3

Da parte sua, Mick Jagger si assentò anche dalle sessioni per l'album nei mesi di luglio e agosto, per recarsi in Australia a partecipare alle riprese del film I fratelli Kelly sulla vita del fuorilegge australiano Ned Kelly, dove recitava nel ruolo del protagonista. La sua fidanzata dell'epoca, Marianne Faithfull, avrebbe dovuto anch'essa partecipare alla pellicola, ma non poté farlo a causa di una overdose di sonniferi che la fece entrare in coma. Abbandonata la partecipazione al film, la Faithfull venne ricoverata in una clinica in Svizzera. Il ritorno di Jagger dall'Australia coincise con la pubblicazione della terza compilation del gruppo, Through the Past, Darkly (Big Hits Vol.2).

Registrazione Anche se gli Stones avevano iniziato a registrare una prima versione di You Can't Always Get What You Want nel novembre 1968, ancora prima della pubblicazione di Beggars Banquet, le sessioni di registrazione per Let It Bleed iniziarono, sotto la guida del produttore Jimmy Miller, solo nel febbraio 1969 agli Olympic Sound Studios di Londra, continuando poi sporadicamente fino al novembre successivo.Assante, Ernesto; Castaldo, Gino. 33 dischi senza i quali non si può vivere, Einaudi, 2007, pag. 241, ISBN 978-88-06-18677-7 Il disco è un forte ritorno al blues (come lo era stato anche il precedente Beggars Banquet), in particolare alla fonte del genere stesso come testimoniato dalla cover di Love in Vain di Robert Johnson, che la band fece propria aggiungendovi alcuni accordi supplementari e riarrangiandola in chiave country. Proprio la country music è la seconda influenza predominante dell'album, insieme al rock, naturalmente. Brian Jones, ormai quasi del tutto estraneo al gruppo, suonò solamente in due brani, le percussioni in Midnight Rambler e l'autoharp in You Got the Silver. Il contributo del suo sostituto, Mick Taylor, è comunque ancora limitato, egli suona la chitarra in due tracce, Country Honk e Live with Me. Keith Richards, che fino ad allora aveva cantato solo in duetto con Mick Jagger in alcune canzoni (Connection, Something Happened to Me Yesterday e Salt of the Earth), canta il suo primo pezzo completamente da solo, You Got the Silver. Sull'album è Richards a farsi carico di tutte le parti di chitarra (ritmica e solista) in assenza di Brian Jones. Alle sessioni prendono parte diversi altri musicisti oltre agli Stones, tra i quali Ry Cooder, Nicky Hopkins, Al Kooper, Jack Nitzsche, Ian Stewart, Bobby Keys, Merry Clayton, Madeline Bell, Byron Berline, e Leon Russell. Nel corso delle sessioni vengono incisi molti brani. Oltre a quelli poi finiti sull'album, vengono registrate anche Honky Tonk Women, All Down the Line, Stop Breaking Down, Sweet Virginia, Shine a Light, Loving Cup (queste ultime cinque tutte successivamente inserite in Exile on Main St.), Sister Morphine, e i brani poi finiti sull'album semi-ufficiale Jamming with Edward!. Il missaggio audio, e le varie sovraincisioni in post-produzione (come l'aggiunta del coro gospel del London Bach Choir in You Can't Always Get What You Want e il sax di Bobby Keys in Live with Me), vengono effettuate a Los Angeles, ai Sunset Sound Studios e agli Elektra Studios.

Copertina La copertina del disco raffigura una scultura surreale ideata da Robert Brownjohn.Robert Brownjohn - Design Museum L'immagine consiste nel vinile di Let It Bleed suonato dalla puntina di un antico fonografo, con in equilibrio sul perno centrale del giradischi un quadrante di orologio, una pizza, un contenitore per pellicole cinematografiche, un copertone di bicicletta, e una torta decorata con dei pupazzetti raffiguranti i Rolling Stones. Il dolce venne preparato dall'allora sconosciuta presentatrice televisiva ed autrice di libri di cucina Delia Smith.Delia Smith in loog2stoned.comWyman, Bill. Rolling With the Stones, Mondadori, 2002, pag. 357 Il retro della copertina dell'LPRetrocopertina - Design Museum mostra la stessa immagine ma in stato di "devastazione totale", con la torta mangiata, il disco spezzato, ecc... La grafica era ispirata al titolo di lavorazione di Let It Bleed, che avrebbe dovuto intitolarsi Automatic Changer. Sul retro di copertina appare inoltre la scritta "THIS RECORD SHOULD BE PLAYED LOUD" ("questo disco dovrebbe essere suonato ad alto volume").

Pubblicazione e accoglienza

Let It Bleed venne pubblicato nel dicembre 1969 e rapidamente raggiunse la vetta della classifica in Gran Bretagna. Negli Stati Uniti si assestò alla posizione numero 3 nella classifica di Billboard, diventando disco d'oro. Il disco venne molto ben accolto dalla critica e fu premiato dalle vendite confermando il momento d'oro dei Rolling Stones. Curiosamente, sei mesi dopo l'uscita di Let It Bleed, i Beatles a maggio 1970 fecero uscire il loro ultimo disco, Let It Be, dal titolo molto simile.

L'album è il secondo prodotto per il gruppo da Jimmy Miller, e fa parte della serie dei quattro capolavori storici consecutivi della band, album come Beggars Banquet (1968), Let It Bleed (1969), Sticky Fingers (1971), ed Exile on Main St. (1972), abitualmente considerati dalla critica il vertice massimo dell'intera produzione degli Stones.Davis, Stephen. Old gods almost dead: the 40-year odyssey of the Rolling Stones, Random House Inc., 2001, pag. 290.

Let It Bleed fu anche l'ultimo album di studio del gruppo ad essere pubblicato per la vecchia etichetta discografica della band, la Decca Records. Il successivo Sticky Fingers uscirà infatti per la neonata casa discografica Rolling Stones Records di proprietà di Jagger & soci. Per promuovere l'album, il gruppo iniziò una tournée negli Stati Uniti nel novembre e dicembre del 1969. Nel corso della stessa, gli Stones si esibirono insieme ad artisti come Chuck Berry, B.B. King, Ike & Tina Turner, e Terry Reid.Wyman, Bill. Rolling With the Stones, Mondadori, 2002, pag. 346 Il materiale registrato durante le esibizioni dei concerti a Baltimora e New York fu incluso in seguito nell'album live Get Yer Ya-Ya's Out! The Rolling Stones in Concert pubblicato nel 1970.

Tour

Il tour culminò nel famigerato concerto gratuito all'autodromo di Altamont (California) del 6 dicembre 1969. L'evento avrebbe dovuto essere nelle intenzioni degli Stones e degli organizzatori, la risposta della West Coast a "Woodstock" (che si era svolto sulla East Coast), ma si tramutò ben presto in un incubo.Wyman, Bill. Rolling With the Stones, Mondadori, 2002, pag. 352 Oltre agli Stones, nel concerto suonarono anche Carlos Santana, Jefferson Airplane, Flying Burrito Brothers e Crosby, Stills, Nash & Young. Avrebbero dovuto partecipare anche i Grateful Dead, che però decisero di non esibirsi a causa degli incidenti e delle violenze che si stavano verificando nel festival. Il concerto si svolse in un clima generale di terrore e violenza, principalmente a causa delle azioni della banda di motociclisti degli Hell's Angels, che erano stati incautamente reclutati per garantire la sicurezza dell'evento.Wyman, Bill. Rolling With the Stones, Mondadori, 2002, pag. 353 Il tragico esito degli incidenti fu di tre morti accidentali e l'uccisione del giovane Meredith Hunter da parte di un membro degli Hell's Angels durante l'esibizione degli Stones. Hunter venne ripetutamente pugnalato durante l'esecuzione della canzone Under My Thumb poiché accusato di aver estratto una pistola e averla puntata verso il palco in direzione di Jagger. L'omicidio venne filmato in diretta ed apparve nel film Gimme Shelter dei fratelli Maysles che documentò l'evento. Nel numero del 21 gennaio 1970, la rivista Rolling Stone pubblicò uno speciale di 20 pagine sull'accaduto, intitolando l'articolo (un dettagliato resoconto del disastro non privo di critiche nei confronti degli Stones) significativamente "Let It Bleed".

Tracce