Si è distinto a livello internazionale da altri celebri psicologi (come Cesare Musatti, con cui entrò in conflitto) per aver gettato un ponte tra le teorie di Sigmund Freud e la ricerca sui fenomeni paranormali. Considerava l'occulto una manifestazione della psicologia del profondo, da studiare con rigore scientifico anziché da trattare con toni sensazionalistici o misticheggianti, ma neppure come una forma di superstizione.
Si è interessato anche di etnografia, collaborando con De Martino, di ricerca psichedelica, di psicofarmacologia, e di sessuologia, esprimendosi a favore dell'educazione sessuale nelle scuole.
Biografia Emilio Servadio nasce a Sestri Ponente nel 1904 da genitori ebrei: il padre Cesare, d'origine marchigiana, è dirigente della società di Navigazione Generale Italiana, la madre, Faustina Finzi, appartiene ad una famiglia di gioiellieri fiorentini.
Studia musica per diversi anni: pianoforte, armonia, composizione. Nel 1917 va a vivere a Firenze, presso le zie e la nonna materna, dove apprende l'ebraico antico con David Prati, che sarà in seguito rabbino maggiore di Roma; per lui compone, all'età di 13 anni, un preludio che fu eseguito nella sinagoga di Firenze.
Tra il 1928 e la fine del 1929 collabora alle riviste espressione del Gruppo di Ur con lo pseudonimo «Es»,Cioè le iniziali del suo nome e cognome (Emilio Servadio), ma anche un doppio senso riferito all'apparato psichico denominato da Sigmund Freud «das ES». Renato Del Ponte, Evola e il magico Gruppo di UR. Studi e documenti per servire alla storia di «Ur-Krur», Borzano (Reggio Emilia), SeaR, 1994, vedi: attratto dal percorso iniziatico proposto da Julius Evola rivolto all'orientalistica, ma senza prendere parte alle sue attività magico-rituali.
Sempre insieme a Evola fonda e dirige nel 1930 il nuovo quindicinale La Torre (per soli 10 numeri, prima che venisse sequestrata e definitivamente sospesa su ordine di Achille Starace), "...il (Evola) mentionna l'érudit psychanalyste et ésotériste italien Emilio Servadio qui aurait eu en sa possession divers documents crowleyens rares...", Laszlo Toth, "ARCHE, son histoire", in: Octagon, La recherche de perfection, (a cura di Hans Thomas Hakl), Gaggenau, Scientia Nova, 2018, p. 397. organo di difesa della Tradizione, ideato per spostare il dibattito dall'esoterismo puro a un fronte di battaglia politico-ideologico.
Fondazione della Società Psicoanalitica Laureatosi in giurisprudenza all'Università di Genova con una tesi sull'ipnosi nella medicina legale,Biancamaria Puma, Biografia di Emilio Servadio, dal sito emilioservadio.it. Riferimenti in Collegamenti esterni. Servadio nel 1932 insieme a Edoardo Weiss, che era stato peraltro il suo psicanalista, è tra i fondatori della Società Psicoanalitica Italiana,Aa.Vv., La Cultura psicoanalitica: atti del convegno, Trieste 5-8 dicembre 1985, pag. 74, a cura di Anna Maria Accerboni, Edizioni Studio Tesi, 1987.Nel 1925 il neuropsichiatra Marco Levi Bianchini aveva già tentato di fondare una società nazionale di psicoanalisi, ma il tentativo era rimasto a livello nominale. Vedi al riguardo il sito ufficiale della Società Psicoanalitica Italiana, paragrafo "Chi siamo" (), e la biografia di Biancamaria Puma precedentemente citata. di cui sarà presidente dal 1963 al 1969.
Nel 1934 partecipa come relatore al XIII congresso dell'Associazione Psicoanalitica Internazionale a Lucerna, segnando il suo debutto sulla scena internazionale insieme alla delegazione italiana guidata da Weiss.
Nel dopoguerra stringe profondi legami di amicizia e collaborazione professionale con importanti esponenti della psicoanalisi mondiale, tra cui Ernest Jones, Marie Bonaparte e Anna Freud.
Tra i suoi contributi, formula una concezione originale sullo sviluppo precoce della mente, sostenendo come i conflitti della fase pre-edipica, nel rapporto binario madre-bambino, influenzino direttamente la successiva strutturazione del complesso di Edipo.
Per diffondere la nuova disciplina collabora, inoltre, con la Rivista Italiana di Psicoanalisi, e con vari quotidiani tra cui Il Tempo di Roma.
Ricerche sulla parapsicologia Oltre alla psicoanalisi, si dedica a studi di parapsicologia per i quali compone diversi saggi. Nel novembre del 1934 domanda al Ministero dell'Interno l'autorizzazione di appartenere alla Società Psicanalitica di Vienna e a quella internazionale, che lo hanno nominato membro, autorizzazione che gli viene rifiutata. Giancarlo Gramaglia, "Psychanalyste en exil, les éléments d'une histoire", Topique, 2002/3 (no 80), p. 89-93.
Nel 1935 pubblica sulla rivista di psicoanalisi Imago, allora diretta sin dal 1912 da Sigmund Freud, Hanns Sachs, e Otto Rank, il saggio Psicoanalisi e telepatia: il testo riprendeva in maniera pionieristica gli studi freudiani sulla telepatia, ritenendola un forma arcaica di comunicazione inconscia, in grado di attivarsi durante forti tensioni emotive, in particolare nelle dinamiche di transfert e controtransfert tra paziente e analista..
Nel 1937, insieme ai colleghi Cazzamalli, Schepis e Sanguineti, Servadio fonda quindi la Società Italiana di Metapsichica che, nel 1955, muterà il nome in Società Italiana di Parapsicologia.
Soltanto un anno dopo, tuttavia, in seguito alle leggi razziali fasciste del 1938, la società rischia la chiusura, e Servadio è costretto ad emigrare in India dove, a Bombay, esercita come psicoanalista ed è nominato professore onorario del Madras College. Qui ebbe modo di studiare da vicino le pratiche yoga e di meditazione, da lui coltivate anche privatamente, e le filosofie orientali.
Con l'entrata in guerra dell'Italia viene internato, in quanto Italiano, in un campo di concentramento inglese. Alla fine della guerra, nel gennaio 1946, torna in Italia.
Nel 1948 sale alle cronache per aver sottoposto ad attento esame Achille D'Angelo, conosciuto come il «mago di Napoli», accertandone le facoltà di psicocinesi e le doti paranormali. Negli anni 50 Servadio collabora con la medium irlandese Eileen Garrett, fondatrice dell'americana Parapsychology Foundation. Da questa associazione egli riesce a ottenere i fondi necessari per la spedizione scientifica del maggio 1957 in Lucania insieme all'antropologo Ernesto de Martino, da costui condensata nel celebre Sud e magia, che dà vita a un dibattito sull'effettiva esistenza dei poteri magici.
Si impegna per integrare la disciplina parapsicologica con la psicoanalisi, e per darle dignità accademica, ma distaccandosi dallo spiritualismo tradizionale, sostenendo come la scienza debba limitarsi a studiare l'effetto ideomotorio dell'inconscio, da lui ritenuto in grado di proiettare all'esterno facoltà sensoriali sconosciute, durante particolari stati di tensione emotiva o di regressione.
I fenomeni paranormali da lui indagati riguardano una varietà di casi prodotti in uno stato di coscienza modificato, come la telepatia, la psicocinesi, l'ipnotismo, la precognizione, o gli effetti psichedelici dovuti all'LSD. Affermava pertanto di opporsi non solo ai profittatori della credulità popolare, ma soprattutto agli scettici propensi a negare ogni fenomeno medianico.
Collaborazione con la Rai: Il convegno dei cinque
Nel gennaio del 1946 Servadio, chiamato dalla Direzione della Radio Rai di Roma per alcune offerte di collaborazione, insieme a Silvio D'Amico collabora alla nascita di una nuova trasmissione, che ha come progetto centrale quello di riunire un gruppo di esperti che, davanti ad un microfono, rispondessero alle domande degli ascoltatori pervenute per lettera. Nasce così la storica trasmissione Il convegno dei cinque destinata a divenire una delle più longeve dell'Azienda, andata in onda per oltre 32 anni, e che vide come ospite molto frequente proprio il professor Servadio, mentre si avvicendano intorno al tavolo vari esperti italiani, cultori delle diverse discipline.
Il primo gruppo, che partecipa all'inizio delle trasmissioni a partire dal mese di aprile del 1946, è composto, oltre che dallo stesso Servadio, dall'abate Giuseppe Ricciotti, biblista, autore di una celebre Vita di Gesù Cristo, Ugo Maraldi, fisico e docente universitario, Nicola Perrotti, medico psicologo, vice Alto Commissario per la Sanità Pubblica e Silvio D'Amico, giornalista e critico teatrale, che ne cura la direzione.
Altri interessi È redattore dellEnciclopedia Italiana di scienze, lettere ed arti e del Dizionario Biografico degli Italiani della Treccani,Vedi Enciclopedia Italiana, edizione online, voce Servadio, Emilio e Archivi storici della psicologia italiana. Riferimenti in Collegamenti esterni. per le quali redige la voce «psicoanalisi» col supporto di Weiss, collaborando nell'occasione con Giovanni Gentile, Ugo Spirito, Guido Calogero.
Tra i suoi molteplici interessi è da annoverare, oltre all'amore per la musica, la poesia: dopo l'esordio del 1929 con le liriche di Licheni, diffuse in edizione limitata, nell'ultima parte della sua vita pubblica alcune raccolte di versi. È anche consulente scientifico nella realizzazione della miniserie RAI ESP trasmessa in quattro puntate nel 1973, con la regia di Daniele D'Anza.
Conosce i registi Federico Fellini e Gillo Pontecorvo, coi quali condivide le sue sperimentazioni con le sostanze psichedeliche, che ispirano i loro film Giulietta degli spiriti e La battaglia di Algeri.
Adesione alla massoneria Nel 1964 viene iniziato in Massoneria nella loggia massonica "Propaganda 2" all'Oriente di Roma, aderente al Grande Oriente d'Italia, che abbandonò nel 1966 per aderire alla loggia romana "Hermes" n. 594, pure del Grande Oriente d'Italia. Dal 1970 al 1975 fu anche membro della loggia di Roma "Monte Sion" n. 705 (della quale faceva allora parte anche il noto pittore ed esoterista Ivan Mosca), pure del Grande Oriente d'Italia.
Il 18 dicembre 1976 fu estromesso dal Grande Oriente d'Italia per aver preso parte alla scissione scozzese promossa da Vittorio Colao, che portava alla nascita della Gran Loggia Generale d'ItaliaV. Gnocchini, L'Italia dei Liberi Muratori, Mimesis-Erasmo, Milano-Roma, 2005, p.252.. Fu reintegrato il 21 marzo 1980; si ritirò dalla vita massonica, chiedendo di venir messo "in sonno", negli anni '90. Nel 1972 fu in corrispondenza col Maestro venerabile della loggia ginevrina Sub Rosa, composta in gran parte da ex collaboratori dell'eclettica rivista parigina Planète (chiusa nel 1971), col progetto -che non riuscì- di fondare una loggia simile a Roma Fabrizio Frigerio, Historique de la J∴ et P∴ Loge "Sub Rosa", Loge indépendante à l'Or∴ de Genève, Genève, 1991, p. 14-15..
Ultimi anni Fino agli anni 90 collaborerà assiduamente al quotidiano Il Tempo, e alla rivista fiorentina Il Giornale dei Misteri di Corrado Tedeschi.
Nel 1992 alcune divergenze lo portano a separarsi dalla Società Psicoanalitica Italiana, per fondare l'A.I.Psi., ovvero Associazione Italiana di Psicoanalisi, insieme ad Adriano Giannotti, Andreas Giannakoulas, Jorge Canestri, gli allievi di Eugenio Gaddini ecc., che raccoglieranno la sua eredità, ma sempre all'interno dell'International Psychoanalytical Association; Servadio mantiene comunque il titolo di presidente onorario di entrambe le società.
Nel 1993 il Presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi gli consegna il premio speciale della cultura, per la medicina e psicologia, assegnato dalla Presidenza del ConsiglioVedi articoli del Corriere della Sera dell'11 ottobre 1993 p. 29 e del 13 dicembre 1993, p. 29 ..
Scompare a Roma, a novant'anni, nel 1995. È sepolto nel cimitero acattolico di Roma, già noto come Cimitero degli Inglesi, nel rione di Testaccio.Sito ufficiale del Cimitero acattolico. I database Vedi: 1. Il Database delle sepolture, compilato facendo riferimento agli archivi del Cimitero (codice tomba 411).
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