La Società Sportiva Dilettantistica Akragas, meglio nota semplicemente come Akragas, è una società calcistica italiana con sede ad Agrigento, in Sicilia. Nella stagione 2026-2027 militerà in Eccellenza, quinta divisione del campionato italiano di calcio.
Storia Le origini del calcio agrigentino e la fondazione dell'Akragas (1939)
Le origini del calcio ad Agrigento risalgono ai primi anni trenta, con una squadra formata da giovani liceali di nome Associazione Calcio Agrigento che utilizzava per le sue partite il campetto dei salesiani vicino alla Cattedrale di Agrigento, oppure nel Piano Sanfilippo, attuale Piazza Rosselli. In pieno regime fascista il calcio incominciava a ottenere grande seguito di spettatori, questo grazie anche all'enorme pubblicità derivante dai Mondiali vinti dalla Nazionale di Vittorio Pozzo. Una prima uscita ufficiale fu quella contro calciatori olandesi che si trovavano a Porto Empedocle. Negli anni quaranta la squadra della città dei Templi è ancora l'A.C. Agrigento, poi fallita nel 1952.
Fu invece poco prima dell'entrata dell'Italia in guerra, nel 1939, che venne fondata l'Akragas che prendeva il nome di Segretariato Nazionale Gioventù Akragas.Dall'"Annuario degli Enti Federali e delle Società 1951-52" edito dalla F.I.G.C. a Roma che la cita a pagina 463 "Campionato di Seconda Divisione" - S.N.G. Akragas - Data di fondazione: 1939. Indirizzo postale: presso Segretariato Nazionale Gioventù. Colori sociali: viola. Campo di giuoco: "Esseneto" - Via dei Templi. Presidente: Dr. Carmelo Nobile. Segretario: Gerlando Gallo. Volume conservato presso tutti i Comitati Regionali e le Leghe Nazionali F.I.G.C. nonché la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e l'Emeroteca del C.O.N.I. di Roma. In questo periodo il club, che aveva le maglie viola, non era altro che una piccola squadra locale. La svolta arrivò proprio nel 1952 in conseguenza del totale fallimento dell'Agrigento, che sparì per sempre. Gli appassionati sportivi Enzo Lauretta, Carmelo Nobile, Giuseppe Gentile, Francesco Alaimo, Franco Pirrone, "Lillo" Burgio, Nino Riccobono, Michele Mongiovì e Raimondo Firetto colsero infatti immediatamente l'occasione per presentare la loro società come la nuova rappresentante del calcio agrigentino costretto a ripartire da zero. I soci modificarono quindi la denominazione sociale nel più standardizzato Unione Sportiva Akragas, spostarono la sede al piano terra del Palazzo Municipale di Agrigento, ma soprattutto cambiarono i colori sociali adottando il biancazzurro del defunto Agrigento, e presero come simbolo quello della città, i tre Giganti, in ricordo dei Telamoni utilizzati dai Greci come alternativa alle gigantesche semicolonne del tempio di Zeus Olimpio. A completare l'opera vi fu la possibilità, offerta dal Lodo Barassi, di iscrivere la rinnovata squadra direttamente in Prima Divisione, incominciando una parabola ascendente. L'operazione ebbe successo: ereditando le simpatie degli orfani tifosi agrigentini, l'Akragas ottenne la Promozione, massima categoria regionale, già nel 1953, la IV Serie nel 1957 e infine la salita assoluta in Serie C nel 1959.
Gli anni sessanta Alla soglia degli anni sessanta incominciano nuove avventure con la promozione per l'U.S. Akragas. Alla prima stagione in terza serie nazionale, la 1959-1960, ottiene un ottimo 8º posto che vale la permanenza per un altro anno. In quella 1960-1961 arriva 13º mentre in quella successiva, invece, 9º. Nel campionato 1962-1963 si piazza in 3º posizione con 40 punti (miglior piazzamento della squadra e in Serie C). Alla fine il campionato viene vinto dal con 47 punti e per l'Akragas sfuma dunque la promozione storica in Serie B. L'anno 1967-1968 verrà ricordato per la retrocessione in Serie D, con la squadra arrivata terzultima con 29 punti e oltre a ciò per l'avvenuta prematura scomparsa del giocatore Antonio Caviglia in un incidente stradale.
Gli anni settanta
Negli anni 1970-80 il sodalizio biancazzurro tocca il punto più basso della sua storia, con la retrocessione in Promozione e nel campionato di Serie D 1974-1975 la società diventa una S.p.A. Quattro anni dopo, al termine della stagione 1977-1978 i biancazzurri ritornarono in Promozione, realizzando un totale di 43 punti.
Gli anni ottanta La promozione in Serie C2 giunge solo nei primi anni ottanta, con a capo il presidente Luigi Zicari e l'allenatore Alvaro Biagini nel campionato 1982-1983. L'Akragas vince il campionato con 45 punti arrivando seconda dopo il Messina conquistando la promozione in Serie C1.
Il primo anno i giganti, con Franco Scoglio in panchina, riusciranno a ottenere lusinghieri risultati, riuscendo a piazzarsi a metà classifica. Il campionato verrà vinto dal Bari che andrà in Serie B insieme con il , piazzatosi secondo. Scoglio verrà esonerato a poche giornate dal termine del campionato e sostituito dall'allenatore in seconda Giovanni Bruccoleri. Da ricordare le vittorie esterne al Vestuti di Salerno per 2 a 0 e a Casarano per 2 a 0. Nel secondo anno di Serie C1 si parte con Francisco Lojacono in panchina, ma verrà presto esonerato e sostituito con Lucio Mujesan. La sostanza delle cose non cambierà e la squadra arriverà penultima, retrocedendo con qualche rammarico in Serie C2. Nel successivo campionato di C2 1985-1986, uno dei più sciagurati della sua storia, la squadra, pur con un organico di tutto rispetto e sotto la guida di Ignazio Arcoleo, si piazza al sedicesimo posto in classifica e ripete la retrocessione dell'anno precedente. Dopo aver militato per anni nei professionisti, è retrocessa in Serie D.
Dichiarata fallita nella stagione 1988-1989 rimane ancora in Serie D perché verrà rilevata dal presidente Filippo Lentini, che rilevando il Favara, combina la fusione delle due squadre chiamandola Agrigento-Favara per poi rinominarla l'anno successivo 1989-1990 in Agrigento-Hinterland.
Gli anni novanta Negli anni novanta la società guidata sempre dal presidente Lentini e dal nuovo allenatore Gargiulo si classifica al decimo posto.
Nel campionato 1991-1992 la società passa al presidente Gaetano Russello con l'allenatore Mauro Zampollini, si rivedrà Giuseppe Catalano quando con Salvatore Schillaci era il braccio destro di Franco Scoglio nel Messina. Giuseppe Catalano aveva militato nell'Akragas ai tempi della promozione in Serie C1.
Nella stagione 1991-1992 la squadra allenata da Mauro Zampollini arrivò a contendersi lo spareggio con la Polisportiva Calitri. Il primo turno di spareggio vide l'Akragas giocare fuori casa contro la squadra Campana, squadra che arrivò prima nel girone I nel campionato di Serie D, contro l'Agrigento-Hinterland che arriva primo nel girone L: il primo turno si gioca in terra campana e la squadra si aggiudica la vittoria per 3-0. La domenica successiva, allo Stadio Esseneto, l'Akragas vince davanti ai propri tifosi per 3-0. In seguito la squadra da Agrigento-Hinterland cambierà nome in U.S. Akragas.
Nel 1992 il presidente della società, l'imprenditore favarese Gaetano Russello, viene ucciso in un agguato a colpi di lupara.
Nel campionato 1992-1993, con Elio Nicosia alla presidenza, il sodalizio tornerà a chiamarsi Akragas e l'anno dopo si classifica settima. Proprio quell'anno l'Akragas entra nella bufera spaccandosi sul caso Mosti che Nicosia aveva radiato dopo appena sette giornate di campionato. Questo fatto provoca la protesta dell'Amministratore Delegato Franco Miccichè per il quale il licenziamento del Mosti è da considerarsi nullo, dato che un provvedimento del genere doveva essere prima espresso dal Consiglio di Amministrazione.
Nell'estate del 1994 l'Akragas viene radiata. Nel frattempo, riparte dal campionato di Eccellenza Sicilia 1994-1995, venendo radiata alla ventisettesima giornata in seguito alla quarta rinuncia. L'anno dopo, riparte dunque dal campionato di Seconda Categoria, vincendolo. Nella stagione 1996-1997, con Alfredo Prado come presidente, la squadra vince la Coppa Sicilia battendo in finale la . L'anno successivo perde lo spareggio promozione contro l'.
Il 4 agosto 1999, avviene la fusione con l'A.C. Agrigento, nel frattempo retrocesso in Eccellenza al termine del Campionato Nazionale Dilettanti 1998-1999, dando vita allAkragas Calcio.
Gli anni duemila Nel 2002 la squadra viene acquistata dal palermitano Gaetano Seidita che resterà in carica per due anni, portandola a disputare la finale play-off regionale contro l' in campo neutro a Marsala.
Nella stagione 2005-2006, con Giuseppe Deni presidente e Roberto Boscaglia alla guida tecnica, il club vince sia la prima Coppa Italia Dilettanti Sicilia venendo eliminata nella fase nazionale dal Rosarno sia la finale play-off regionale contro Enna e Nissa, perdendo le finali nazionali contro il Fasano. La stagione successiva la squadra passa a Giuseppe Di Rosa, titolare di una scuola di calcio locale ma anche quell'anno l'Akragas fallisce l'obiettivo e così anche nella stagione successiva, visti i risultati non soddisfacenti, lascia la società. Seguono altre annate anonime nel primo livello regionale.
Gli anni duemiladieci La storica squadra di Agrigento viene rifondata nel luglio 2011, quando dalle ceneri dell'Agrigentina Calcio ovvero la seconda squadra cittadina, viene fondata una nuova società che assume la denominazione di Associazione Sportiva Dilettantistica Akragas Città dei Templi, e da lì per l'Akragas sarà l'anno della svolta. La nuova società, formata da diversi soci locali, ritorna quindi in campo nella stagione 2011-2012, nel girone A del campionato di Eccellenza Sicilia, perdendo il 17 giugno 2012 la finale dei playoff nazionali con la Cavese allo stadio Esseneto davanti a 5000 spettatori. Nell'estate 2012 viene nominato Silvio Alessi come presidente e nel 2013 il Gigante ottiene la promozione in Serie D nell'annata seguente, vincendo il girone di Eccellenza con Pino Rigoli in panchina.
Nella stagione 2013-2014 la squadra termina in seconda posizione dietro il Savoia allenato da Vincenzo Feola. I giganti, dopo un secondo posto finale, arrivano fino alla finale dei play-off perdendo ai rigori contro la .
Nella stagione 2014-2015 l'Akragas riparte con l'intento di vincere il campionato e dopo un inizio travagliato con mister Betta, cambia allenatore scegliendo Vincenzo Feola che il 26 aprile 2015, con due giornate di anticipo e al termine della partita HinterReggio - Akragas finita 1-1, riporta la squadra dei templi nei professionisti dopo 21 anni e con due giornate d'anticipo dal termine del campionato di Serie D. In quanto vincitrice del girone viene ammessa alla poule scudetto, nella quale compie un ottimo cammino: dopo aver vinto il Triangolare 3 eliminando la Fidelis Andria e la Lupa Castelli Romani, vince la semifinale contro la Maceratese; prima squadra siciliana a giocarsi la Finale per lo scudetto, la perde per 5-3 ai calci di rigore contro la , dopo che la partita si era chiusa sul 2-2 al 90'.
Alla fine del campionato, nel mese di giugno del 2015, arriva un imprenditore italo-bulgaro, Marcello Giavarini, che, interessato al club biancazzurro, successivamente acquisisce il 54% delle azioni della società; di essa né diverrà anche Presidente onorario.