In Italia, la religione più diffusa è il cristianesimo cattolico, presente fin dai tempi apostolici e maggioritaria già a partire dal IV secolo. La Costituzione della Repubblica garantisce, nell'articolo 3, l'uguaglianza degli individui a prescindere dalla religione. Sebbene il principio di indipendenza tra stato e Chiesa cattolica fosse già presente nell'articolo 7 della costituzione fin dal 1948, si arrivò ad una piena laicità dello stato solo con la revisione dei Patti Lateranensi del 1984 (Protocollo addizionale, punto 1) e con la sentenza 203/1989 della Corte costituzionale.
Secondo rilevamenti statistici Ipsos, nel 2023 il 61% degli italiani (pari a circa 35 milioni di persone) si dichiarava cattolico; il 7% (circa 4 milioni) affiliato ad altre denominazioni cristiane; il 2% ad altre religioni; il 28% (circa 16 milioni) irreligioso; mentre il 2% preferiva non rispondere. Secondo rilevamenti statistici della stessa Ipsos, nel 2017 il 74,4% degli italiani (pari a circa 45 milioni di persone) si dichiarava cattolico; seguivano i non religiosi e i credenti senza religione, complessivamente rappresentanti il 22,6% (pari a circa 13 milioni di persone).
Sono presenti diverse altre confessioni cristiane: al 2020, i fedeli ortodossi sono più di 1,8 milioni, per lo più di recente immigrazione da paesi quali Moldavia e Romania; i protestanti sono circa 600.000; i restaurazionisti (sebbene la definizione di "cristiani" non gli sia riconosciuta dalle chiese cristiane "storiche") poco meno, tra i quali 400.000 testimoni di Geova e 100.000 di altre denominazioni (dei quali circa 28.000 mormoni e 20.000 avventisti). Di antichissima origine è la comunità ebraica italiana, che oggi conta circa 41.000 membri.Massimo Introvigne, PierLuigi Zoccatelli. "Dimensioni del pluralismo religioso in Italia". CESNUR, aggiornato al 2022. Numerazione dei membri delle religioni tra cittadini italiani e residenti stranieri. La diffusione di altre religioni è stata in gran parte agevolata dai fenomeni migratori degli ultimi decenni: si stima che in Italia risiedano al 2020 circa 2,2 milioni di musulmani, 332.000 buddisti, 210.000 induisti, 20.000 sikh, 4.000 bahá'í e 97.000 seguaci di altre religioni orientali. Le maggior parte delle altre religioni minoritarie è estremamente frammentata e di scarsissima consistenza numerica, se si pensa che nel 2021 il Centro studi sulle nuove religioni (CESNUR) ha censito ben 866 gruppi religiosi organizzati presenti nel paese, tra religioni "storiche" (abramitiche, dharmiche, taoiche e tradizionali) e nuovi movimenti religiosi (spesso definiti dai media "sette"), in crescita rispetto ai 658 del 2001.
Non è raro che, specialmente nelle città più grandi e cosmopolite come Roma, Milano o Firenze, vengano organizzati eventi pubblici legati a importanti festività religiose non cattoliche, quali ad esempio l'Id al-adha e lʿĀshūrā islamici, il Ratha Yatra degli Hare Krishna, l'Holi induista, il Vesak buddhista o il Vaisakhi dei Sikh. Infine, da alcuni anni, alcune associazioni neopagane afferenti alla Via romana agli dei prendono parte ai festeggiamenti del Natale di Roma, che si svolgono nell'omonima città.
Storia
Libertà religiosa
L'Italia è uno stato laico e la costituzione italiana sancisce il diritto per tutti di professare liberamente qualunque fede religiosa (art. 3, 19, 20 e 21), la laicità dello stato (art. 7) e il diritto di ogni denominazione religiosa di auto-organizzarsi nel rispetto della legge (art. 8).
Rapporti tra stato e chiese
Religioni
Nel 2017, il 77,4% degli italiani dichiarava di seguire una specifica religione, mentre il 22,6% si dichiarava non religioso (credente, ma non affiliato ad alcuna religione), ateo o agnostico.
Religioni abramitiche
Cristianesimo
Il cristianesimo raccoglie in Italia, nelle sue diverse confessioni la grandissima maggioranza dei credenti. La maggior parte dei cristiani italiani è cattolica, ma gran parte delle principali correnti cristiane è presente nel paese, dove esistono cospicue minoranze di ortodossi, soprattutto stranieri provenienti da paesi dell'Europa orientale, protestanti, sia italiani e sia stranieri, e restaurazionisti (non considerati cristiani dalle chiese cristiane storiche), per la maggior parte testimoni di Geova e mormoni.
In Italia sono presenti alcune cappelle ecumeniche, utilizzate dalle diverse confessioni cristiane, e organizzazioni ecumeniche, come ad esempio la Comunità monastica di Bose, nata nell'omonima frazione di Magnano (BI).
Cattolicesimo
Il cattolicesimo è la religione maggioritaria in Italia e, per motivi storici e culturali, riveste nel paese un'importanza particolare, essendo stato religione di stato dal 1848 al 1948. Oggi i rapporti tra stato e la Chiesa cattolica sono regolati dal Concordato, come modificato dagli Accordi di Villa Madama del 1984 che prevede, tra le altre cose, anche le varie modalità e finalità dei finanziamenti pubblici alla chiesa cattolica in Italia.
La Santa Sede, organo che governa la Chiesa cattolica a livello globale e al quale si riferiscono circa 1,5 miliardi di fedeli di tutto il mondo, si trova presso lo Stato della Città del Vaticano, il quale è un'enclave sovrana all'interno di Roma, istituita con i Patti Lateranensi del 1929 per chiudere la Questione romana conseguente all'annessione dello Stato Pontificio al Regno d'Italia, avvenuto nel 1870.
Roma, della quale il papa stesso è vescovo, è considerata una città santa ed è meta di pellegrinaggi da secoli.
L'Italia è suddiviso in 16 regioni ecclesiastiche, a loro volta composte da diverse province ecclesiastiche, costituite da una sede metropolitana e da una o più diocesi suffraganee. Le circoscrizioni ecclesiastiche, tra diocesi, arcidiocesi, prelature, abbazie territoriali e sedi di vari ranghi, sono complessivamente 227, i cui vescovi formano la Conferenza episcopale italiana, le parrocchie sono oltre 25.000, e circa 100.000 sono le chiese e cappelle presenti nel paese. Sono presenti in Italia circa 35.000 sacerdoti, di cui 32.000 in servizio attivo (dati 2017), circa 1.800 seminaristi divisi in 120 seminari (dati 2021) e alcune decine di migliaia di religiosi (20.000 uomini e 89.000 donne nel 2014) divisi in numerose case religiose di varia tipologia: monasteri, abbazie, conventi ed eremi.
Numero di cattolici Il conteggio del numero di cattolici è reso complicato dall'esistenza di definizioni diverse di "cattolico".
Dal punto di vista della Chiesa Cattolica, il conteggio si basa sui registri battesimali delle parrocchie; in pratica, è conteggiato come cattolico chiunque sia stato battezzato presso una chiesa cattolica. Si può verificare un marginale errore soprattutto nel conteggiare correttamente i migranti, battezzati all'estero, e secondariamente i convertiti provenienti da altre denominazioni cristiane (o usciti verso altre denominazioni cristiane).
Usando il criterio della Chiesa, i cattolici (=battezzati) in Italia raggiungono una percentuale elevatissima: il 97,2% secondo GCatholic (2023).
Dal punto di vista fattuale, cioè della religione a cui ciascuno sente di aderire al momento presente indipendentemente dal dato anagrafico, il conteggio porta a numeri sensibilmente più bassi. Molti battezzati, infatti, non si considerano cattolici, o perché non condividono la decisione dei genitori di battezzarli quand'erano piccoli, o perché considerano il battesimo un rito sociale più che religioso, o per altri motivi (p.es. perdita di fede, conversione ad altre religioni). Si conteggiano comunque tra i cattolici tutti coloro che dichiarano di sentirsi tali, anche se non praticanti.
Secondo un sondaggio Doxa, nel 2019 si consideravano cattolici il 66,7% degli italiani, pari a circa 40 milioni di persone. Secondo un sondaggio Ipsos, nel 2017 si consideravano cattolici il 74,4% degli italiani, pari a circa 45 milioni di persone. Secondo il rapporto Eurispes del 2016, il 71,1% dei cittadini italiani si dichiarava cattolico di cui il 25,4% cattolico praticante, ovvero il 18% del totale dei cittadini, in calo rispetto al 2006, quando i cattolici erano l'87,8% della popolazione di cui i praticanti il 36,8%, ovvero il 32,3% della popolazione totale. Infine, secondo un'indagine del CENSIS del 2024 la percentuale di persone che si dichiarano cattoliche risultava ancora del 71% ma la percentuale di cattolici praticanti era scesa al 15%.
Il cattolicesimo è più presente nell'Italia meridionale (78,5%), nel centro (75,6%) e nelle isole (71,0%), mentre è meno presente nell'Italia del nord-est (64,6%) e soprattutto nel nord-ovest (49,2%). L'aderenza al cattolicesimo è più forte nella fascia d'età oltre i 65 anni (76,9%), mentre scende fino a circa metà della popolazione nella fascia d'età 15-34 (54,5%). È inoltre più comune essere cattolico per le donne (73,7%) che per gli uomini (59,1%).
Vetero-cattolicesimo e cattolicesimo tradizionalista dissidente
Le chiese vetero-cattoliche sono un insieme di chiese indipendenti che si autodefiniscono "cattoliche" tradizionaliste, sebbene non siano in comunione con la Chiesa cattolica a causa dello scisma per il mancato riconoscimento del Concilio Vaticano I da parte di queste chiese. In Italia sono presenti piccolissime comunità, come ad esempio la Chiesa vetero-cattolica italiana, nessuna delle quali è più sotto la giurisdizione dell'Unione di Utrecht delle Chiese vetero-cattoliche dalla chiusura della missione italiana nel 2011, ad eccezione della comunità di Bolzano che è stata posta sotto la giurisdizione della Chiesa vetero-cattolica d'Austria. Parrocchie e comunità che un tempo erano parte della missione ultraiactense sono oggi sotto la giurisdizione della Chiesa d'Inghilterra o della Chiesa episcopale americana.
La Chiesa vetero cattolica romana, nella quale si colloca anche la Chiesa ortodossa in Italia (chiesa autocefala nata nel 1991, da non confondere con le chiese ortodosse "storiche", con le quali non è in comunione; oggi nota come Chiesa Vecchio-Cattolica in Italia) dipende invece dalla Chiesa Cattolica Nordica (parte dell'Unione di Scranton), ed è riconosciuta dal Patriarcato greco-ortodosso di Antiochia e dal Patriarcato greco-ortodosso di Alessandria come una "chiesa ortodossa di rito occidentale".
A Barberino del Mugello (FI), in località Montecuccoli, è presente un'abbazia della denominazione vetero-cattolica "Chiesa d'Oriente", afferente alla Chiesa Vetero Cattolica del Brasile. Nonostante tale nome e nonostante il fatto che ne richiami alcune tradizioni, come ad esempio l'esicasmo, questa chiesa non ha alcun legame con la Chiesa d'Oriente (che era invece una confessione cristiana pre-efesina di orientamento nestoriano) e con le chiese da essa derivate.
Per quanto riguarda le correnti dissidenti (cioè non in comunione con la chiesa cattolica) del cattolicesimo tradizionalista, il principale gruppo è rappresentato dalla Fraternità sacerdotale San Pio X (Lefebvriani), separatosi dalla Chiesa cattolica a seguito del Concilio Vaticano II, presente con piccolissime comunità e alcune priorie e cappelle.Centri di messa sul sito ufficiale del distretto italiano
Sono inoltre presenti in Italia piccoli gruppi delle varie correnti del Sedevacantismo e del Sedeprivazionismo, come ad esempio l'Istituto Mater Boni Consili.
Cristianesimo ortodosso
Il cristianesimo ortodosso rappresenta in Italia la seconda confessione cristiana dopo la cattolica, con oltre 1.818.000 fedeli. Le varie chiese ortodosse gestiscono numerosi luoghi di culto e alcuni monasteri. Il numero degli ortodossi in Italia è cresciuto molto nel primo decennio del XXI secolo, a seguito della forte immigrazione da paesi dell'Europa orientale.
Le principali chiese ortodosse presenti in Italia sono: Chiesa ortodossa rumena (Eparchia ortodossa rumena d'Italia), circa 900.000 fedeli. Costituisce la fede maggioritaria tra i romeni in Italia.