Il Barocco è un periodo artistico, ideologico e culturale iniziato a manifestarsi in Italia tra la fine del XVI e i primi decenni del XVII secolo, e durato in tutta Europa fino alla metà del XVIII secoloDino Formaggio, Il Barocco in Italia, Milano, 1960, p. 42: «Il potente respiro del Barocco italiano investe ormai in mille modi diversi e diversamente si riflette nelle corti e nelle società borghesi d'Europa; finché l'originario e vigorosamente paradossale suo fuoco logico, così modernamente vivo di controsignificanze, verrà a spegnersi quasi del tutto tra le lievi grazie dorate del Rococò».. Esso abbraccia non solo il mondo dell'architettura e delle arti visive, ma anche la letteratura, la musica, le scienze e la filosofia.

In senso stretto l'espressione viene riferita a uno specifico ambito artistico fiorito a Roma tra il terzo e il quarto decennio del XVII secolo. Nel clima della riorganizzazione politica e religiosa promossa dalla Controriforma dopo il Concilio di Trento, il papato cercò anche nell'arte un linguaggio espressivo e comunicativo, volto al consolidamento della centralità cattolica. Attraverso le committenze, Roma richiamava a sé i migliori talenti: Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini, Pietro da Cortona; da Bologna arrivarono Guido Reni, Guercino, Domenichino; dalla Toscana Francesco Mochi, Pietro Berrettini; da Napoli Luca Giordano, da Genova Giovan Battista Gaulli, dalla Francia Nicolas Poussin, dalla Germania Pieter Paul Rubens, dalla Spagna Diego Velazquez,e molti altri da tutta Europa. Papi, principi e cardinali si contesero dunque gli artisti più innovativi per palazzi e chiese, promuovendo un grande rinnovamento urbanistico e architettonico e un nuovo linguaggio figurativo che usava le immagini e lo spazio reale per coinvolgere, e che divenne il linguaggio del potere.Gianfranco Brunelli, Barocco. Il gran teatro delle idee, Dario Cimorelli Editore, Milano, 2026. ISBN 9791255612148Roma accolse tutte le tendenze, con cospicui precedenti nell'opera di alcuni autori tardo-cinquecenteschi, come il Veronese, il Tintoretto e soprattutto i Carracci.Giuliano Briganti, Milleseicentotrenta, ossia il Barocco, in “Paragone”, 13 (1951), pp. 8-17. Mentre Ludovico sviluppava uno stile che muove alla spiritualità, Annibale, una volta trasferitosi alla corte di Odoardo Farnese, si orientò verso il recupero del modello classico, prendendo spunto dall'antico e da chi, come Raffaello, ne aveva interpretato meglio l'ideale. Uno snodo fondamentale è costituito dall’opera di Caravaggio "Il 'realismo' di Caravaggio - caduta ogni impalcatura accademica - diventa la controparte della sua stessa umanità, la suprema obiettività e quindi anche la suprema potenza del suo stile", Stefano Bottari, 1966, ne i diamanti dell'arte: circa dieci anni più giovane di Annibale, Caravaggio segnò un punto di rottura e di inizio di una nuova generazione di artisti, focalizzandosi su una realtà più cruda e sanguinante e sull'impatto emotivo della luce.

In senso generale il Barocco è stato definito una «denominazione e qualifica dello stile secentesco: dapprima con senso dispregiativo, a indicare opera o forma goffa, pesante, strampalata, soprattutto artificiosa e involuta; oggi come designazione positiva e storica di quella civiltà letteraria e artistica (compresa tra il Rinascimento e l'Illuminismo)»Salvatore Battaglia, Grande dizionario della lingua italiana, vol. II, Torino 1995, p. 76..

Lo storico francese Fernand Braudel individuò nell'epoca barocca il punto di massimo irradiamento della civiltà italiana, indicando nel Barocco «una nuova forma di gusto e di cultura, una ‘civiltà' che rivestirà l'intera Europa» e darà vita a «una serie di creazioni moderne», come l'opera, il teatro moderno e la scienza modernaFernand Braudel, Il secondo Rinascimento: due secoli e tre Italie, Torino 1986, pp. 84-85..

Origine del termine Il termine "barocco" si riconduce a una duplice origine. Per un verso deriva dal francese baroque Dictionnaire de l'Académie française, edizione del 1694, che ricalca il portoghese barroco e lo spagnolo barrueco, i quali stanno a designare la perla di forma irregolare (l'italiana "scaramazza").Il primo a fare menzione della perla barroco sembra essere stato il botanico portoghese Garcia da Orta, che definisce le perle indiane «uns barrocos mal afeiçoados e não redondos, e com aguas mortas» (Coloquios dos simples e drogas da India, Goa 1563, colloquio 35, foglio 139 v.). Sull'etimo sono state avanzate dai linguisti (p. es. Diez, Körting, Meyer-Lübke e Bloch) varie e curiose ipotesi, come la derivazione dall'arabo barraqa (“aprire gli occhi”), dal latino bis-roca (“pietra storta”) o verruca (“bitorzolo”) e dallo spagnolo barro (“escrescenza”, a sua volta dal latino varus “storto”). Cfr. Giovanni Getto, Il barocco letterario in Italia, Milano, Bruno Mondadori, 2000, pp. 391-392. In quest'accezione il termine è quindi usato per connotare anzitutto una realtà fisica e in seconda battuta le sue ricadute estetiche e psicologiche. Fra coloro che impiegarono baroque in questo senso, si può ricordare Charles de Brosses, che intorno al 1739 se ne serve per stigmatizzare alcuni innovativi − e a suo giudizio bizzarri − elementi architettonici di Palazzo Pamphilj.

Le sue prime attestazioni in italiano si riallacciano però a un termine della sillogistica scolastica, baròco, impiegato per designare una realtà intellettuale, logica e metafisica. Nel linguaggio della scolastica baròco non è che un artificio per memorizzare un modo della seconda figura sillogisticaBenedetto Croce, Il concetto di Barocco, in La Critica. Rivista di Letteratura, Storia e Filosofia, 23, 1925, pp. 129-143., quello nel quale la premessa maggiore (indicata con la A di “ba”) è universale affermativa, mentre la premessa minore (indicata con la O di “ro”) e la conclusione (indicata con la O di “co”) sono particolari negative.Premessa minore e conclusione sono dunque affini (e ciò sta a segnalare l'identità della vocale, O), perché entrambe particolari negative, ma non completamente identiche (e ciò sta a segnalare la differenza di consonante, R e C). Tale struttura dà vita a un ragionamento che pur non essendo falso risulta tuttavia astruso e stravagante (per esempio: tutti gli uomini sono razionali; alcuni animali non sono razionali; alcuni animali non sono uomini). “Baroco” diventa quindi emblema di ragionamento rigoroso nella forma, ma fragile nel contenuto logico, e l'espressione “argomento in baroco” fa il suo ingresso nell'uso italiano come sinonimo di bizzarria logica, tortuoso ragionamento fine a sé stesso.

In Italia il contatto fra le due accezioni si deve a Francesco Milizia, che nel suo Dizionario delle belle arti e del disegno (1797) scrive: «Barocco è il superlativo del bizzarro, l'eccesso del ridicolo. Borromini diede in delirii, ma Guarini, Pozzi, Marchione nella sagrestia di S. Pietro ecc. in barocco».Francesco Milizia, Dizionario delle belle arti e del disegno, II, 131. Per una storia del termine "barocco" si veda Bruno Migliorini, Etimologia e storia del termine "barocco", in Manierismo, barocco, rococò, Roma 1962, pp. 39 e segg. Migliorini segnala anche un terzo etimo, che riconduce il vocabolo a una tipologia di contratto usuraio ("barocchio" o "baroccolo").

In ogni caso − sia che si faccia riferimento alle tre sillabe usate nella scolastica medievale, sia che si guardi al francese baroque con riferimento ad una perla irregolare,René Wellek, The Concept of Baroque in Literary Scholarship, in “The Journal of Aesthetics and Art Criticism”, vol. 5, n. 2, Special Issue on Baroque Style in Various Arts (dicembre 1946), pp. 77-109. − resta evidente l'originario significato derisorio con cui il termine veniva utilizzato.

L'uso del vocabolo da parte dei critici e degli storici dell'arte risale comunque alla seconda metà del Settecento (si veda il già citato Francesco Milizia). Riferita inizialmente alle arti figurative, l'espressione viene successivamente applicata anche alla letteratura e ad altri ambiti, e verso la fine dell'Ottocento inizia a perdere, almeno parzialmente, la sua connotazione negativa.

È opportuno, infine, rilevare qui velocemente, che nel Novecento è stata accettata da più critici e storici dell’arte, la definizione di “barocco”, in particolare riguardo alla scultura, per la corrente di epoca ellenistica fiorita a Pergamo e Rodi nel III-II secolo a.C.cfr. G.Becatti, L’arte dell’Età classica, p. 313 e ss., Sansoni, Firenze, 1971., con precedenti in quella alessandrina, con valore retrodatato, per le somiglianze col Barocco seicentesco.

L'elaborazione del concetto La messa a fuoco della categoria estetico-stilistica e storico-culturale di “barocco” è il frutto di un laborioso processo critico. Il significato di "barocco" è stato a lungo caratterizzato in senso svalutativo. Ancora agli inizi del Novecento Benedetto Croce asseriva che, a rigore, l'espressione "arte barocca" doveva ritenersi contraddittoria.«Si dica pure ‘età barocca' e ‘arte barocca'; ma non si perda mai la coscienza che, a rigor di termini, quel che è veramente arte non è mai barocco» (Croce, Storia dell'età barocca in Italia, Milano 1993, p. 60). Dell'arte barocca si sottolineava ancora nel secondo Novecento pressoché esclusivamente «l'esaltazione dei moti fisici e spirituali oltre ogni norma di classica contenutezza, l'ampollosità, il desiderio di meravigliare con spettacolose, illusive scenografie e invenzioni stravaganti e inattese»,Enzo Carli - Gian Alberto Dell'Acqua, Storia dell'arte, vol. III, Bergamo 1972, p. 227. caratteri che, attribuitile con ripetitività, sono ben lungi dall'esaurirne la natura e la portata. Fra i primi a proporre una decisa rivalutazione del Seicento artistico e delle sue propaggini settecentesche, va segnalato Heinrich Wölfflin, che già sul finire del XIX secolo cercò di isolare i caratteri propri del barocco attraverso la loro contrapposizione agli stilemi dell'arte rinascimentale: forme aperte nell'arte barocca contro forme chiuse in quella rinascimentale, profondità contro superficie, dinamismo contro staticità, ecc.Heinrich Wölfflin, Renaissance und Barock: eine Untersuchung über Wesen und Entstehung des Barockstils in Italien. München 1888 (versione online), trad. it. Rinascimento e barocco: ricerche intorno all'essenza e all'origine dello stile barocco in Italia, Milano 2017.Heinrich Wölfflin, Kunstgeschichtliche Grundbegriffe: Das Problem der Stilentwicklung in der neueren Kunst, München 1915 (versione online); trad. it. Concetti fondamentali della storia dell'arte, Milano 2016. Non molto più tardi Werner Weisbach individuava nella sensibilità barocca una nuova, inquieta, visione del mondo, legata ai rivolgimenti religiosi del XVI secolo, Riforma protestante e soprattutto Controriforma cattolicaWerner Weisbach, Der Barock als Kunst der Gegenreformation, Berlin 1921.. Giulio Carlo Argan arriverà a definire il Barocco «una rivoluzione culturale in nome dell'ideologia cattolica»G. C. Argan, Storia dell'arte italiana, vol. III, Firenze 1984, p. 257. Per la Chiesa, chiarisce Argan, «la cultura è una via di salvezza, ma tutta l'umanità deve salvarsi […]. Bisogna dunque che la cultura penetri in tutti gli strati della società; bisogna che ogni attività umana, anche la più umile, abbia un'origine culturale e un fine religioso […]. Per questo il Barocco diventa ben presto uno stile e passa dalla sfera dell'arte a quella del costume, della vita sociale» (ibidem, pp. 257-258).; non solo uno stile artistico, dunque, ma un'autentica fase della civiltà.