Il fiore delle Mille e una notte è un film del 1974 sceneggiato e diretto da Pier Paolo Pasolini, tratto dall'omonima raccolta di racconti.

È il terzo e conclusivo capitolo della cosiddetta "Trilogia della vita", dopo Il Decameron (1971) e I racconti di Canterbury (1972).

Il film ha vinto il Grand Prix Speciale della Giuria al 27º Festival di Cannes.

Trama

Nur ed-Din e Zumurrùd La storia principale del film ruota attorno all'amore dei giovani Nur ed-Din, di buona famiglia,e la schiava di colore Zumurrud, e agli intrecci e sotto-trame che vengono raccontati durante la loro peripezie.

Nell'epoca del Califfato di Harun al-Rashud, sullo sfondo di un'atmosfera orientale e fantastica, in Arabia (probabilmente Baghdad, anche se non viene citata), Nur ed-Din compra al mercato l'affascinante schiava nera Zumurrùd. In realtà è la ragazza a scegliere il padrone perché trova in lui del buono e del bello a confronto degli altri vecchi e noiosi compratori. Pagate 1000 dine, Nur ed-Din porta Zumurrùd nella sua casa dove passano insieme una felice e passionale notte d'amore.

Il poeta Sium e i tre giovani Il giorno dopo l'amplesso amoroso di Nur ed-Din e Zumurrùd, la schiava saggia e colta legge una storia al suo innamorato, In una sconosciuta zona araba un vecchio poeta sta viaggiando con la sua scorta. Sium si ferma in un piccolo villaggio su un fiume per rifocillarsi e invita tre ragazzi nella sua tenda per leggere loro i suoi versi.

Il re Harùn, la regina Zeudi e la giovane coppia

Questa è una storia del poeta Sium. Una coppia reale, Harùn e Zeudi, cerca di sperimentare come i giovani riescano a provare amore l'un per l'altra e soprattutto quali possano essere le sue conseguenze. La regina sostiene che in una coppia il più brutto s'innamora della più bella o viceversa, ma Harùn vuole fare una prova. Quindi i due prelevano un ragazzo e una ragazza e li invitano nella tenda, senza che l'uno conosca l'altra. A notte fonda Harùn e Zeudi mettono i due giovani a dormire in una stanza e svegliano il ragazzo. Questi vede la fanciulla e la possiede senza che lei si svegli, poi torna a letto. Poi ai coniugi reali tocca fare la seconda mossa e svegliano la ragazza che fa lo stesso gesto del giovane, adagiandosi a letto con lui, per poi coricarsi di nuovo. Harùn e Zeudi concludono che i giovani sono due anime gemelle, fatte l'uno per l'altra, due lune piene nello stesso cielo.

Nur ed-Din perde Zumurrùd e tenta di trovarla Nel frattempo nel villaggio di Nur ed-Din è spuntato il giorno e Zumurrùd sta ricamando una preziosa tela da vendere al mercato per 200 dina, a patto che il padrone non la consegni ad un uomo con gli occhi azzurri. Nur ed-Din mantiene la promessa ma quando si vede arrivare davanti l'uomo citato da Zumurrùd che gli offre 1000 dine per il dipinto non ci pensa due volte e glielo consegna. Tuttavia l'uomo insegue di nascosto Nur ed-Din per tutta la strada fino alla sua casa dove gli chiede di ospitarlo. Il buon Nur ed-Din fa anche questo e non si accorge che l'uomo guarda insistentemente Zumurrùd, per poi invitare Nur ed-Din a conversare su una panca.

Quando il padrone si addormenta, l'uomo rapisce Zumurrùd e se la porta nella sua casa. Tuttavia Zumurrùd riesce presto a mandare un messaggio al caro Nur ed-Din, ormai in lacrime. I due si sarebbero incontrati di notte, sotto le mura della casa del bandito, e sarebbero fuggiti con dell'oro rubato. Nur ed-Din si dimostra entusiasta dopo aver letto il messaggio recatogli dall'informatrice e, ripagata la donna giacendo con lei, aspetta la notte e si dirige verso la casa dell'uomo dagli occhi azzurri dove però, nell'attesa, si addormenta. Intanto, un altro già passava da quelle parti e, avvistando Zumurrùd che si appresta a scendere dalla corda, la rapisce e la porta nel suo covo di quaranta ladroni, dove la affida al vecchio padre.

Zumurrùd diventa "Re Sair" e Nur ed-Din giunge nella sua corte

Grazie alla sua astuzia, Zumurrùd riesce a fuggire dal covo e, sotto spoglie maschili, giunge alle porte della città più vicina. Qui è appena morto il re e la corte, scambiando Zumurrùd per un uomo, la fanno Re Sair e le danno in sposa la principessa. A corte, Sair riceve il bandito dagli occhi azzurri che l'aveva rapita e scopre che prima di presentarsi al suo cospetto ha mangiato a sbafo alla sua mensa reale. Per questo, lo fa crocifiggere. Poco dopo, giunge al banchetto anche il capo dei ladroni che compie lo stesso gesto infame dell'altro bandito e viene punito allo stesso modo. Intanto, il disperato Nur ed-Din è solo per sempre e non sa che fare. Messosi in viaggio, giunge nella città dove risiede sotto mentite spoglie la sua sposa. Qui viene accolto da due fanciulle, ancelle di Munis, le quali lo lavano, lo rivestono e giocano un po' con lui. Raccontata la sua triste avventura, Nur ed-Din è consolato dalla buona Munis che si propone di leggergli alcune storie in compagnia delle sue schiave.

Il sogno di Dùnya La fanciulla Dunya nel suo palazzo fa uno strano sogno: in una tela vi è imprigionata un colombo grigio che, per quanto si sforzi, non riesce a liberarsi. Dopo un po' di tempo quando l'uccello è allo stremo giunge una colomba bianca che la salva, volando infine assieme a lei. Ma quando è la colomba a trovarsi imprigionata in un'altra rete, il colombo svolazza sopra di lei, lasciandola al suo destino. Dunya interpreta il sogno come un chiaro riferimento al tradimento che gli uomini perseverano contro le proprie mogli. Perciò decide di non sposarsi mai, sebbene sia giovanissima e molto bella. Ma la principessa non riesce a togliersi dalla mente questa visione simbolica e così disegna su molte tavole il suo sogno, finché non decide di commissionare un grande mosaico parietale sul soffitto che rappresenti ciò che ha in visione ogni notte.

Il viandante Tagi incontra il triste Aziz Il forestiero Tagi incontra per la via un ragazzo di nome Aziz il quale appena lo vede tenta di nascondergli alla vista una pergamena raffigurante un albero ai cui fianchi vi sono due gazzelle. Tagi chiede di vederlo e allora Aziz scoppia in lacrime; Tagi chiede spiegazioni e il giovane comincia a raccontare la sua triste storia.

Aziz e Aziza Nella splendida città di Aziz si stanno facendo i preparativi per le sue nozze con la cugina Aziza, quando poco prima della cerimonia corre a chiamare un suo amico. Fermatosi ad aspettare sotto la casa del compagno, sopra Aziz cade un fazzoletto, gettato da una bella e misteriosa fanciulla la quale gli fa dei gesti che Aziz non riesce a comprendere, data la sua poca conoscenza dei linguaggi dell'amore. Infatti Aziz rimane ad aspettare il ritorno della ragazza fino a tarda notte quando, stanco, decide di ritornare in casa di Aziza.

La trova in lacrime, mentre la madre, rimproverando Aziz, gli comunica il rinvio delle nozze al prossimo anno. Finalmente soli, Aziz racconta il suo incontro ad Aziza che gli spiega i desideri della misteriosa fanciulla: incontrarlo di nuovo allo stesso posto, dopo che Aziz abbia aspettato soffrendo due giorni. Trascorrono i due giorni e Aziz si ripresenta sotto la casa, ma la ragazza non appare. Infuriato Aziz torna da Aziza e, picchiandola, pretende spiegazioni. La paziente Aziza, provata da così tanto dolore perché consapevole di aver perduto ormai il suo Aziz per sempre, gli consiglia di recarsi quella notte nel giardino fuori città, dove è piantata una tenda e gli sussurra alcune frasi d'amore da riferire alla misteriosa amante.

E così Aziz e la sua ragazza di nome Budùr (detta anche "La Pazza") passano tante notti di folle e piacevole amore (durante una di queste si consuma anche la famosa scena di deflorazione di Budùr tramite la freccia a forma di fallo). Intanto Aziza si fa sempre più debole e taciturna durante i ripetuti tradimenti del suo Aziz, fino all'ultimo, quando stremata dalla disperazione sussurra ad Aziz l'ultima frase d'amore da riferire a Budùr, per poi morire tra le lacrime e gli spasimi. Aziz riferisce la frase a Budùr che, potendo predire il futuro, scopre la morte della promessa sposa del suo innamorato. Budùr comunica ad Aziz di redimersi, facendosi prestare dei soldi per costruire una sfarzosa tomba di marmo per Aziza.

Questi non si presenta nemmeno al funerale della ragazza e corre a prendere le monete, ormai con l'unico pensiero di giacere per sempre con Budùr, sennonché mentre ritorna viene condotto a forza in una casa. Qui conosce una ragazza che l'obbliga a sposarlo, dimenticando Budùr e Aziz, sciocco com'è, si abbandona al suo desiderio, possedendola. Dopo un anno Aziz è diventato padre, ma non ha dimenticato la sua cara Budùr e per questo pensa di recarsi di nuovo nel luogo dove da ragazzo ha passato tanti momenti felici in sua compagnia. Infatti Aziz vi trova Budùr che l'aspettava con ansia da oltre un anno. Decisa ormai a vendicarsi, Budùr fa immobilizzare Aziz e lo evira brutalmente. Tornato in casa di Aziza, Aziz trova sua madre che gli porge un vestito ricamato dalla sposa per lui e una pergamena con frasi dedicate al suo amato. Aziz è vinto dal rimorso e scoppia in un pianto dirotto.

Tagi e Aziz si recano nella città di Dùnya Terminata la sua storia, Aziz piange ancora, ma Tagi lo consola e arde al desiderio di conoscere la principessa Dùnya. Aziz l'accompagna in un'osteria dove sta mangiando lo sceicco, padre della ragazza, il quale consiglia loro di catturare la sua attenzione con un dipinto. Allora Aziz e Tagi trovano due poveri pittori: Shahzamàn e Yunan e se li portano nella casa per dipingere un mosaico sul soffitto. Infatti Tagi, rimasto colpito dal racconto del sogno di Dunya, intende raffigurare proprio quella visione, con una piccola modifica finale.Mentre si mettono all'opera, i due pittori cominciano a raccontare a turno le proprie storie per ammazzare il tempo.

La storia di Shahzamàn Le avventure di Shahzamàn iniziano quando questi per scampare a morte certa durante un combattimento, finge di essere morto. Scampato dal pericolo, egli si reca in una città dove si mette al servizio di un affittacamere come falegname. Giunto nel cantiere, Shahzamàn scopre una botola segreta e ci si cala, scoprendo l'entrata di una dimora segreta. Nella bellissima casa risiede prigioniera di un demone (Franco Citti) una giovane principessa con cui passa una notte di ardente amore. Consumato l'attimo supremo, la ragazza incita Shahzamàn a fuggire via perché di lì a poco sarebbe giunto il demone e l'avrebbe di sicuro ucciso.

Infatti poco dopo la fuga del ragazzo giunge un essere dalle sembianze umane, ma dai capelli irti e rossi come fuoco che trova vicino al letto della principessa due zoccoli, appartenenti a Shahzamàn. Allora il diavolo si mette a caccia del ragazzo per tutta la città, mostrando a tutti le scarpe del giovane. Purtroppo il calzolaio che ha venduto le scarpe a Shahzamàn gli indica dove abita il falegname e il demone lo raggiunge presto, conducendolo nel luogo del misfatto. Ora il demone per vendetta propone a entrambi i giovani di uccidersi l'un l'altro promettendo al superstite la libertà, ma l'amore che i due provano è troppo forte e quindi il diavolo preferisce accanirsi sulla ragazza tagliandole prima le mani, poi i piedi e infine la testa. Dopodiché porta il ragazzo nel deserto e lo tramuta in una scimmia.