Gaeta è un comune italiano di 19 078 abitanti della provincia di Latina nel Lazio.
Geografia fisica
Territorio
Sorge sul golfo omonimo che si estende dal promontorio del Circeo a Capo Miseno sul Mar Tirreno. Fra le zone di Gaeta Vecchia e Serapo sorge il Monte Orlando.
Clima
A Gaeta il clima è di tipo mediterraneo, con estati brevi, calde, afose, asciutte e prevalentemente serene, e inverni più lunghi, freschi, piovosi e parzialmente nuvolosi; il periodo più favorevole per attività balneari va dalla fine di giugno all’inizio di settembre.
Le temperature presentano una marcata stagionalità: la stagione calda dura dal 17 giugno al 13 settembre, con massime medie superiori a 27 °C, mentre il mese più caldo è agosto, con massime medie di 30 °C e minime di 20 °C; la stagione fresca va dal 21 novembre al 23 marzo, con massime medie inferiori a 16 °C, e gennaio registra valori medi compresi fra circa 6 °C e 12 °C.
Le precipitazioni sono distribuite durante tutto l’anno, ma con un andamento nettamente stagionale: la fase più piovosa va dal 16 settembre al 26 aprile, con il massimo in novembre, quando si registrano in media 10,1 giorni di pioggia e circa 98 mm mensili, mentre il periodo più asciutto va dal 26 aprile al 16 settembre, con il minimo in luglio, pari a circa 2,5 giorni di pioggia e 14 mm mensili. Classificazione climatica di Gaeta: Zona climatica C; Gradi giorno 938.
Origini del nome
Le origini del nome di Gaeta (in latino: Caiēta, in greco antico Kaièta, ) sono tuttora avvolte nella leggenda:
Strabone non parla della città ma solo del golfo detto (Kaiata), nome che deriverebbe dal termine "" (caieta), usato dai Laconi per indicare le cose cave, con chiaro riferimento all'ampia insenatura del golfo stesso; lo stesso autore riporta però che altri fanno derivare il nome da quello della nutrice di Enea.Strabone, Geografia, V, 3,6. Diodoro Siculo collegò il territorio gaetano al mito degli Argonauti facendo derivare il nome della città da Aietes, mitico padre di Medea (nipote di Circe), la maga innamorata di Giasone. Virgilio nell'EneideVirgilio, Eneide, VII, 1-4. trovò la sua origine nel nome della nutrice di Enea, Caieta, sepolta dall'eroe troiano in quel sito durante il suo viaggio verso le coste laziali. Dante Alighieri, quasi a significare la storicità dell'Eneide, confermò l'avvenimento.Dante, Divina Commedia, Inferno, XXVI, 92. Altre fonti prendono il nome di Gaeta da Eete, figlio del dio del sole Elio, il cui soprannome è "L'Aquila"; egli sarebbe il fratello della nota Maga Circe. Questo appellativo le sarebbe stato dato per l'insolita struttura geografica della città che ricorda appunto la testa di questo famoso rapace.
Storia Storia antica I primi consistenti insediamenti nel territorio di Gaeta risalgono al XII-XIII secolo a.C. Successivamente, tutta l'area costiera del golfo fu parte integrante della regione popolata dagli antichi Aurunci, stanziati fra i fiumi Liri e Volturno e la zona del vulcano Roccamonfina. Solo nel 345 a.C. il territorio di Gaeta finì sotto l'influenza di Roma.
Durante il periodo romano Gaeta divenne un luogo di villeggiatura molto rinomato, frequentato da imperatori, ricchi patrizi, consoli e famosi senatori dell'epoca. A favorire la loro venuta fu anche la costruzione di una nuova strada romana, la Via Flacca, più breve rispetto all'Appia. Il territorio gaetano, al confine tra Lazio e Campania, era situato in epoca preimperiale all'interno di quell'area geografica denominata Latium adjectum (Latium Novum). Tale nome era riferito ai territori "aggiunti" al Latium vetus (Latium antiquum) in seguito alle prime conquiste di Roma verso Sud, con la conseguente scomparsa di altri popoli preromani (Volsci, Equi, Ernici e Ausoni-Aurunci). Ormai già con Augusto e la sua riforma amministrativa, i territori di Gaeta ricadevano nella regione unica formata dal Latium vetus e dal Latium adjectum che i romani chiamavano con il nome Latium. Il Latium terminava perlopiù lungo l'attuale confine con la Campania delineato dal fiume Liri-Garigliano, risultando amministrativamente unito alla stessa Campania attraverso la "Regio I Latium et Campania", una delle undici regioni dell'Italia augustea. Del periodo romano restano visibili molte vestigia, alcune delle quali sulla sommità di Monte Orlando, come il Mausoleo di Lucio Munazio Planco, console romano, prefetto dell'Urbe, generale sia di Caio Giulio Cesare (attraversò con lui il fiume Rubicone, fu al suo fianco nelle campagne galliche) che di Marco Antonio e Ottaviano detto Augusto.
Medioevo
Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente iniziò un periodo buio di transizione, caratterizzato da continui saccheggi prima da parte delle popolazioni barbariche e in seguito dai Saraceni. Proprio per la sua caratteristica posizione su una penisola naturale, facilmente difendibile, Gaeta si trasformò gradualmente in un castrum: la città fu fortificata con cinte murarie e sulla zona alta dell'antico borgo medioevale sorse il castello a difesa dell'abitato; allo stesso tempo le popolazioni delle zone limitrofe si trasferirono all'interno delle mura per trovare ospitalità, rifugio e protezione. Le prime notizie del castello risalgono al VI secolo nella guerra contro i Goti, nel X secolo se ne fa cenno all'interno delle carte del Codex diplomaticus Cajetanus, ma notizie certe della sua esistenza si hanno solo nel XII secolo. La prima importante documentazione sull'esistenza di una flotta gaetana risale all'anno 812, allorquando il patrizio bizantino Gregorio, governatore della Sicilia, incalzato dalla minaccia araba, fu costretto a chiedere aiuto al duca di Napoli e agli altri ducati campani. Alle sollecitazioni di Gregorio risposero Gaeta e Amalfi che, con le loro navi (unite a quelle di Costantinopoli), sconfissero la flotta araba al largo di Lampedusa. Già nel IX secolo Gaeta si rese autonoma dall'autorità imperiale bizantina e nell'anno 839 la carica di Ipato venne assunta da Costantino I, figlio del conte Anatolio (che alcuni credettero capostipite della famiglia Caetani) e di fatto primo signore di Gaeta riconosciuto. Il ducato di Gaeta conquistò gradualmente la sua indipendenza e restò in vita per oltre due secoli, nel corso dei quali Gaeta ebbe una propria solidità militare, un'autonomia politica, un'autonomia giurisdizionale, dei propri istituti giuridici civici, una propria valuta: il follaro, e un considerevole sviluppo economico attraverso i traffici commerciali marittimi. Nel periodo che va dall'839 al 1140 Gaeta può essere considerata a pieno titolo anche una repubblica marinara.Guida rossa del Touring Club Italiano. Lazio: (non compresa Roma e dintorni) - Google Libri Salvatore Aurigemma, Angelo de Santis, Gaeta, Formia, Minturno, Istituto poligrafico dello Stato, Libreria dello Stato, 1964. I gaetani difesero le loro libertà e l'indipendenza del ducato attuando una saggia e talvolta spregiudicata azione politica e militare. Risultarono in tal senso rilevanti le alleanze stipulate con i principali Stati autonomi del meridione d'Italia per combattere le continue scorrerie saracene, ma anche i patti stipulati con gli stessi musulmani per la difesa del ducato dalle mire espansionistiche del papato. Particolarmente significativa fu l'alleanza che portò alla costituzione della Lega Campana di cui si fece principale promotore papa Leone IV per la difesa di Roma. Nell'estate dell'849 la Lega Campana fu protagonista della battaglia di Ostia, immortalata con un celebre affresco da Raffaello nelle stanze vaticane (Raffaello, Battaglia di Ostia): una flotta costituita dalle navi delle repubbliche di Amalfi, Gaeta, Napoli e Sorrento, sotto la guida del console Cesario di Napoli, sbaragliò i Saraceni che si apprestavano a sbarcare presso Ostia con l'intento di operare l'invasione e la distruzione di Roma. Successivamente, nel 915, il duca di Gaeta Giovanni I contribuì alla costituzione della Lega Cristiana che sconfisse i saraceni nella battaglia del Garigliano, altro importante episodio bellico, la cui conclusione fu determinante per eliminare in modo definitivo la presenza araba presso il fiume e, più in generale, nel Centro Italia.
Il ducato di Gaeta restò pienamente indipendente fino all'inizio del XII secolo, quando il duca Riccardo III fu deposto dal Principe di Capua, dopo la conquista della città del 1140, ad opera di re Ruggero II di Sicilia della dinastia degli Altavilla. Quest'ultimo fu comunque assai benevolo nei confronti di Gaeta lasciandole numerosi privilegi, a partire da una moneta propria e da una significativa autonomia politica, tanto da permetterle di preservare, al pari di Amalfi, l'antico e glorioso carattere di repubblica marinara. Con Ruggero II nacque quello che per i successivi sette secoli sarà, tranne il periodo del vicereame spagnolo (1504-1707) e della dominazione austriaca (1707-1734), un regno unitario, indipendente e sovrano, l'unico in tutta Europa a conservare integralmente per così lungo tempo i suoi limiti territoriali, con Gaeta a fungere in più occasioni da capitale "de facto" e strategica città di confine con lo Stato della Chiesa. Durante il governo della dinastia di origine sveva, Gaeta vide particolarmente rafforzata la sua funzione di "chiave di accesso" al regno. Re Federico II di Svevia venne in diverse occasioni a Gaeta e, durante le lotte tra guelfi e ghibellini, creò delle fortificazioni per difendere meglio i confini: nel 1223 fece costruire quelle per il castello di Gaeta (che quindi era già esistente all'epoca).