Giufà, chiamato a volte anche Giucà, è un personaggio letterario della tradizione orale popolare della Sicilia e giudaico-spagnola. Un personaggio analogo ricorre anche, con nomi diversi, in altre tradizioni regionali: Giufà e Jugale in Calabria, Vardiello in Campania, Giuccamatta in Toscana, Ciuccianespole in Umbria, Tinè a Ragusa.Giambattista Basile, Lo cunto de li cunti, 1634.Nella letteratura scritta egli compare, in modo compiuto, nell'opera dell'etnologo Giuseppe Pitrè (1841-1916), celebre studioso di tradizioni popolari e di folclore siciliano tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, che ne raccolse e riprese le storie popolari diffuse in varie parti della Sicilia. La prima comparsa nella tradizione scritta risale almeno al 1845, quando il personaggio è attestato in un adattamento in lingua italiana di una storia di Venerando Gangi (1748-1816), favolista siciliano.Cfr. Una Storia di Giufà, di Venerando Gangi, adattata da Agostino Longo in Aneddoti siciliani, Stamperia Mammeci Papale, Catania, 1845 (p. 47, n. XXII). Testo on line su Wikisource.

Il personaggio nelle sue varianti siciliana e giudaico-spagnola Tradizione siciliana Giufà è un personaggio privo di qualsiasi malizia e furberia, credulone, facile preda di malandrini e truffatori di ogni genere. Nella sua vita gli saranno rubati o sottratti, in modo truffaldino e con estrema facilità, una pentola, un maiale, un pollo arrosto, un asino, una gallina, un tacchino. L'iperbolica trama descritta dal Pitré prende spunto da fatti realmente ricorrenti nelle campagne del palermitano, quando ladri e imbroglioni ricorrevano a promesse allettanti avanzate a ragazzi (che mai avrebbero mantenuto) per ottenerne in cambio prelibatezze sottratte alla campagna o alle dispense dei loro genitori.

Un esempio della tipica stoltezza del personaggio si ha nell'episodio "Giufà, tirati la porta" nel quale sua madre gli ricorda: "Quando esci, tirati dietro la porta" (nel senso di "accosta, chiudi, la porta"). Ma il giovane prende alla lettera l'invito e, anziché chiudere la porta, la scardina e se la porta con sé a messa. Giufà è un bambino, molto ignorante, che si esprime per frasi fatte e che conosce soltanto una certa tradizione orale insegnatagli dalla madre. Nelle sue avventure egli si caccia spesso nei guai, ma riesce quasi sempre a uscirne illeso, spesso involontariamente. Giufà vive alla giornata, in maniera candida e spensierata, incurante di un mondo esterno che pare sempre sul punto di crollargli addosso. Personaggio creato in chiave comica, caricatura di tutti i bambini siciliani, Giufà fa sorridere, con le sue incredibili storie di sfortuna, sciocchezza e saggezza, ma ha anche il gran merito di far conoscere meglio la cultura dominante in Sicilia tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento.

Tradizione reggina Giufà è ben radicato nella tradizione popolare di Reggio Calabria, storicamente di lingua e cultura siciliana, dove è descritto come un fessacchiotto che però, al momento opportuno, tira fuori gli artigli. In buona sostanza nell'accezione reggina Giufà riacquista i caratteri della tradizione giudaico-spagnola e diventa paradossale: scaltro e sciocco, abile e pasticcione, coraggioso e vigliacchetto, laborioso ed infingardo, sincero e bugiardo, pronto ad assumere connotazioni diverse a seconda delle circostanze. Conosciutissimo e amatissimo dal popolo, ne diventa l'alter ego, l'unica vera maschera del territorio insieme a Giangurgolo. A Reggio la sua storia si accresce con le storielle dei rapporti con la "Fata Morgana" che, come tutti sanno, dimora nello Stretto.

Tradizione giudaico-spagnola Nella tradizione giudaico-spagnola Giufà è un ragazzo intelligente e stupido, furbo e credulone, onesto e disonesto, triste e allegro, povero e ricco, credente e miscredente. Lo si ritrova in ogni situazione possibile: realistica, fantastica, assurda. Non sa comprare nemmeno un pomodoro ma sa vendere una pecora brutta e magra a un prezzo favoloso. È figlio di un ricco ma non ha neppure una camicia. Non ha da mangiare ma nutre gli affamati. Insomma, è un saggio, ma di una saggezza che non si riconosce a prima vista. Giufà incarna anche il ribelle alle convenzioni sociali, il burlone che si fa gioco di tutto e di tutti, che irride l'autorità, la paura, la morte stessa; e in questa sua incontenibile, claunesca provocazione sta forse l'effetto catartico delle sue storie.

Origini storiche Sebbene la sua comparsa nella tradizione scritta siciliana risalga a tempi relativamente tardi (circa metà Ottocento), Giufà (o Giuchà o Jochà o G'ha) è, in realtà, l'eroe o l'antieroe, di una serie di storie popolari fiorite nel bacino del Mediterraneo e diffuse in particolare nel periodo della diaspora giudeo-spagnola e : se le più antiche testimonianze risalgono, infatti, a racconti arabi anonimi del IX secolo (come dimostra lo stesso nome del ragazzino, che, nel dialetto palermitano, divenne l'abbreviativo di Giovanni), è nelle famiglie ebraiche di Turchia, Grecia, Bulgaria, regioni balcaniche dell'ex-Iugoslavia, Israele, Marocco, che le gesta eroicomiche di questa figura popolare si sono tramandate oralmente di generazione in generazione. Ancora oggi nei paesi del Maghreb sopravvivono cicli narrativi che hanno come protagonista Djeha (pron. giuà), che, con il siciliano Giufà, di sicuro condivide una medesima radice popolare.

Nasreddin Khoja

Secondo alcuni, Giufà deriverebbe da un personaggio storico realmente esistito agli inizi dell'XI secolo d.C. nella penisola anatolica (l'attuale Turchia). Si tratterebbe della personalità piuttosto eccentrica di Nasreddin Khoja (Il Maestro Nasreddin),Si veda in proposito: che nell'area culturale araba si sarebbe poi diffuso con il nome di Djeha o Jusuf, innestandosi poi nella tradizione siciliana come Giufà (da notare come, nella scrittura araba, le parole khoja (turco hoca) e djuha si scrivono in maniera molto simile: solo dei punti diacritici le tengono distinte).

Lista degli episodi in cui Giufà è protagonista Il barbiere maldestro Giufà, tirati la porta! Giufà, la moglie e l'asino Giufà e il chiodo Giufà acquista il suo asino Giufà al mercato Giufà e i due briganti Giufà e i tre monaci Giufà e il principe poeta Giufà e la luna Giufà e la marmitta Giufà e la pentola in prestito Giufà e la statua di jissu Giufà e la sua tomba Giufà e le stelle Giufà e le uova Giufà e l'uomo asino Giufà fa il medico Giufà pittore di leoni Giufà venditore di seta L'asino di Giufà Le domande dei tre saggi Le uova Giufà e la giustizia Il suo asino contraddice Giufà Giufà e la chiave della cassaforte Giufà e la pezza di tila Giufà e il profumo dell'arrosto Giufà, il cristiano e l'ebreo Giufà e il secchio Giufà e l'otre

Letteratura Giufà è uno dei nomi dati a Gurdulù, il personaggio di "scemo del villaggio" e scudiero del cavaliere Agilulfo nel romanzo di Italo Calvino Il cavaliere inesistente, ambientato nella Francia carolingia.

Giufà è il protagonista di uno dei racconti de Il mare colore del vino, opera di Leonardo Sciascia. In questo racconto, intitolato Giufà e il cardinale, Giufà va a caccia; siccome gli è stato consigliato di sparare a un uccello rosso, scambia per esso il cappello di un cardinale e gli spara, uccidendolo, per poi portarlo alla mamma per cucinarlo. Dopo la sgridata della mamma, Giufà getta il corpo del cardinale in un suo pozzo. I poliziotti del posto cominciano a cercare il cardinale e sentono il fetore nel pozzo. Siccome nessuno di loro vuole scendere nel pozzo, Giufà si offre. Una volta calato nel pozzo, invece di legare il corpo del cardinale, lega un montone che aveva pure gettato nel pozzo.

Note

Bibliografia Francesca M. Corrao, Giufà, il furbo, lo sciocco, il saggio, Milano, Mondadori, 1991. Matilde Cohen Sarano, Storie di Giochà. Racconti popolari giudeo-spagnoli, pref. di Cesare Segre, Firenze, Sansoni, 1990. Matilda Cohen Sarano (Koen), Djoha ke dize? Kuentos populares djudeo-espanyoles, Yerushalayim, Kana 1991. Laura Gonzenbach, Vincenzo Consolo e Luisa Rubini, Fiabe siciliane, Roma, Donzelli, 1995, . Ascanio Celestini, Cecafumo. Storie da leggere ad alta voce, Roma, Donzelli, 2002 (testo e CD audio). Ascanio Celestini, Giufà e re Salomone (con le illustrazioni di Maja Celija), Roma, Donzelli, 2009. Filippo De Franco, Le storie di Giufà, Palermo, Antares, 2009, . Lorenzo Carollo, L'arca di Giufà, Palermo, Sellerio Editore, 2013. Carlo Carzan e Lucia Scuderi, La Banda dei Giufà, Messina, Mesogea, 2013. Carlo Carzan e Lucia Scuderi, La Banda dei Giufà e gli occhi di civetta, Messina, Mesogea, 2014. Gino Luka, Nastradin: vita e avventure di Nastradin Hoxha, Loreto (AN), StreetLib, 2016. Sebastiano Rizza, Il Giufà d'Oriente, Oscar Mondadori, Milano 1985. Di Giuseppe Pitrè: Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane. Pubblicato tra il 1871 e il 1913. Fiabe, novelle e racconti popolari siciliani. Le storie di Giufà.

Voci correlate Giuseppe Pitrè Museo etnografico siciliano Giuseppe Pitré Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane Folclore Karagöz Nasreddin Khoja Scemo del villaggio Till Eulenspiegel

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Collegamenti esterni

Cecafumo. Storie da leggere ad alta voce. . Donzelli Editore, Roma, 2004. ISBN 88-7989-687-3 (con allegato CD-Audio)

Categoria:Personaggi del folclore Categoria:Tradizioni popolari della Sicilia Giufà