Il Bigo è una struttura architettonica situata nell'area del Porto antico di Genova, progettata dall’architetto Renzo Piano. Realizzata in occasione dell'Esposizione internazionale specializzata del 1992 (le "Colombiadi"), il Bigo è diventato uno dei principali simboli della riqualificazione urbana del capoluogo ligure.

Ispirato sia nella forma che nel nome ai bighi (tradizionali gru da carico delle navi), l'opera svolge una duplice funzione: ospita un ascensore panoramico rotante che offre una vista a 360° sulla città e, al tempo stesso, funge da struttura portante per la tensostruttura della sottostante Piazza delle Feste. Per il suo valore simbolico, il Bigo è raffigurato nel logo ufficiale del Porto Antico di Genova.

il Bigo è considerato, a livello accademico, un punto di riferimento mondiale per le tensostrutture, paragonabile per importanza e tecnica all'Aeroporto Internazionale di Denver.

Storia e progetto Il Bigo nasce nell'ambito del più ampio progetto di recupero del Porto Antico, affidato a Renzo Piano in vista delle celebrazioni per il cinquecentenario della scoperta dell'America. L'inaugurazione avvenne il 15 maggio 1992, in concomitanza con l'apertura dell'Expo.

La progettazione architettonica fu curata dal Renzo Piano Building Workshop, mentre i complessi calcoli strutturali furono affidati alla società di ingegneria Ove Arup & Partners, sotto la guida di Peter Rice, celebre ingegnere già collaboratore di Piano per opere come il Centro Georges Pompidou di Parigi.

Nel corso degli anni, la struttura è stata oggetto di manutenzione per contrastare l'usura causata dagli agenti atmosferici e dalla salsedine. Un importante intervento di restauro e riverniciatura è iniziato nel 2025 per preservarne l'integrità e l'aspetto originario.

Descrizione e struttura Il Bigo è una complessa struttura strallata in acciaio, composta da un pennone centrale inclinato e da una serie di sette bracci di diverse lunghezze e funzioni che si aprono a ventaglio. La sua concezione multifunzionale ne fa un elemento centrale del Porto Antico. Dal punto di vista ingegneristico, è classificato come una struttura ibrida e complessa, che rientra simultaneamente in più categorie: una struttura ad albero con stralli (cable-stayed mast), una struttura sospesa ad arco e cavi (suspended cable-and-arch structure) e una struttura di copertura strallata a supporto di una membrana tesa (suspended cable-stayed roof structure supporting tent membranes).

I pennoni Il tratto distintivo del Bigo è rappresentato dai cosiddetti bighi: pennoni bianchi in acciaio che si aprono a ventaglio e ne costituiscono l’elemento iconico. Il pennone principale, con un diametro di 2,3 metri, sostiene l’ascensore panoramico. Altri due pennoni sorreggono la struttura che copre Piazza delle Feste, destinata a luogo di incontro e di aggregazione. Il pennone centrale svolge invece una funzione strutturale fondamentale: è collegato agli altri elementi ed è dotato di specifici dispositivi di regolazione basati su martinetti, che consentono di garantire la corretta distribuzione delle sollecitazioni sull’intera struttura. Per assicurare un’adeguata resistenza all’azione del vento, i pennoni sono stati sottoposti a studi aerodinamici in galleria del vento presso l’Università di Bristol.

L'ascensore panoramico L'elemento più noto del Bigo è l'ascensore panoramico, costruito dalla ditta Sabiem. La cabina, in grado di trasportare fino a 30 persone, sale lentamente fino a 40 metri di altezza compiendo una rotazione completa di 360°, permettendo ai visitatori di ammirare il porto, il centro storico e le colline circostanti. La visita è accompagnata da una guida sonora multilingue e da pannelli illustrativi che aiutano a identificare i principali edifici e monumenti.

Il sistema di sollevamento, basato su un meccanismo a cremagliera e funi in tensione, garantisce stabilità anche in condizioni di vento forte. La struttura è dotata di doppi sistemi di frenata e dispositivi di sicurezza automatici per le manovre d'emergenza.

Sostegno per la Piazza delle Feste Oltre alla funzione turistica, il Bigo svolge un ruolo strutturale fondamentale. I suoi due bracci più lunghi e inclinati sostengono, tramite un sistema di tiranti, la grande tensostruttura in poliestere e PVC che copre la Piazza delle Feste. Questa integrazione tra elemento scenografico e infrastruttura funzionale è uno degli aspetti più innovativi del progetto.

Sedici cavi sostengono una serie di costole sottili e curve, che a loro volta reggono la copertura. Quest’ultima è composta da cinque pannelli di membrana in fibra di vetro rivestita in PTFE, mantenuti in costante tensione. Questo materiale è stato scelto per la sua durata, la resistenza agli agenti atmosferici e la capacità di trasmettere la luce naturale, rendendo gli spazi interni ben illuminati ma protetti.(EN) Merve Sumeyye Taha, Asmaa Abdulmajeed Mamhusseini, Shino Abdullah, Exploring Tension Fabric Structure and Material - Bigo Arena and Denver International Airport as a Case Study, in Eurasian Journal of Science and Engineering, vol. 10, n. 2, 2024, pp. 150-164, DOI:10.23918/eajse.v10i2p11. Le fessure tra i pannelli sono chiuse da lastre di vetro montate su un meccanismo mobile, che consente di adattarsi ai movimenti strutturali dovuti a carichi variabili, come quelli provocati dal vento.

La Piazza delle Feste è uno spazio polifunzionale utilizzato per eventi, concerti e una pista di pattinaggio sul ghiaccio durante l'inverno.

Dettagli tecnici Per la realizzazione del Grande Bigo sono state impiegate circa 400 tonnellate di acciaio e 3 chilometri di cavi metallici. + Caratteristiche tecniche del Bigo (Genova 1992) Parametro Dato Note Numero totale di bracci (bighi) 8 Strutture in acciaio a forma di sigaro Lunghezza braccio maggiore 70 m Sostegno per l'ascensore panoramico Lunghezza bracci copertura 48 m Dedicati al supporto della tensostruttura Superficie coperta 1.800 m² Piazza e spazio per eventi (Piazza delle Feste) Dimensioni della copertura 60 × 40 m - Materiale della membrana Fibra di vetro rivestita in PTFE Materiale durevole e resistente agli agenti atmosferici Numero di pannelli della membrana 5 Pannelli discreti uniti da giunti in vetro Sistema di sospensione 16 cavi per braccio Disposti a ventaglio dalle estremità dei bracci ( fonte tabella: tensinet.com )

Fondazioni e sostegni Il Bigo e i suoi bracci sono ancorati ad una piccola isola artificiale posta al centro del molo. I "bighi", restano perciò ancorati tramite barre-tiranti (tie bars) a fondazioni sommerse sul fondo del porto. Le strutture principali, quali pennoni archi e supporti, sono realizzate in acciaio Fe510 C. Per determinati elementi strutturali, sono stati scelti materiali più resistenti e durevoli, come ad esempio la lega "Ferralium", adoperata per le barre di ancoraggio. Il montaggio della struttura è stato possibile grazie all'impiego di mezzi di sollevamento a terra e natanti.

Significato e simbolismo architettonico Il Bigo è considerato una delle opere più rappresentative della filosofia architettonica di Renzo Piano, basata sull'integrazione tra tecnologia, semplicità costruttiva e rispetto per la memoria storica del luogo. L'architetto stesso ha descritto gli interventi sul porto come «gesti molto semplici che, proprio dalla loro pacatezza, assumono più forza», un approccio ben esemplificato da questa struttura.

Pur nascendo in occasione di celebrazioni temporanee, gli interventi di Piano erano concepiti per avere una durata nel tempo, esprimendo una visione urbana lungimirante e consapevole del futuro della città. "Il mio progetto per l’Expo del 1992, si fondava su una filosofia molto semplice: realizzare interventi architettonici, la cui utilità non sarebbe svanita con le luci delle celebrazioni colombiane".

Piano riteneva necessaria la riqualificazione del centro storico, da lui stesso definito “il cuore di una città”. Gli interventi miravano, tra le altre cose, a restituire a Genova e ai genovesi un nuovo fronte mare, direttamente percorribile e separato dai traffici industriali.

Il nome e il design del Bigo sono un omaggio diretto ai bighi, le gru metalliche che un tempo popolavano le banchine del porto per la movimentazione delle merci, creando un forte legame tra il nuovo paesaggio urbano e il passato industriale e marittimo di Genova.

L'opera è stata definita una "scultura-infrastruttura", in quanto riesce a coniugare una dimensione estetica e simbolica con una funzione prettamente tecnica. Oggi, insieme all'Acquario di Genova e alla Biosfera, il Bigo è uno dei simboli più riconoscibili della Genova contemporanea e dell'avvenuta riconversione del suo fronte mare.

Note

Bibliografia

Voci correlate Porto Antico di Genova Expo 1992 Genova Renzo Piano Biosfera (Genova) Acquario di Genova Molo (Genova)

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