La V Esposizione Triennale delle Arti Decorative e industriali moderne fu la prima di quelle organizzate a Milano e non più presso la Villa Reale di Monza. Venne inaugurata nel maggio del 1933 nel nuovo Palazzo dell'Arte appositamente progettato da Giovanni Muzio (1893-1982) e si estese nel Parco Sempione dove vennero realizzate quaranta costruzioni temporanee sperimentali progettate dai più noti architetti italiani dell'epoca: Figini e Pollini, Piero Bottoni, Piero Portaluppi, Giuseppe Terragni, il Gruppo BBPR e Pietro Lingeri.

Introduzione

Quella del 1933 è l'edizione che inaugura il ciclo delle Triennali milanesi, dopo le precedenti quattro rassegne tenute dall'Istituto superiore per le industrie artistiche di Monza. Le Triennali di Milano, alle quali per la prima volta si associa una grande mostra di architettura moderna, si prefissavano l'obiettivo di essere lo specchio della civiltà contemporanea: in esse venivano raccolte le testimonianze dell'epoca, con tutti i caratteri che ogni cultura poteva imprimere. Rispetto alle precedenti edizioni monzesi, il programma della V Triennale si arricchisce di due specifiche manifestazioni: una mostra dell'abitazione moderna e la già citata esposizione internazionale di architettura. . Per la prima volta in una esposizione italiana, inoltre e similmente a quanto già accaduto ai precedenti eventi internazionali di Liegi, Anversa, Barcellona, Stoccolma, Dresda e Parigi, venne dato grande risalto alla decorazione luminosa alla quale anche Gio Ponti pose particolare attenzione.

Quattro punti da osservare nella presentazione del progetto L'organizzazione della Triennale prevedeva che i partecipanti rispettassero delle norme nella presentazione dei propri progetti. Tali norme furono espresse in un bando, emanato dallo stesso Direttorio, ed erano formulate in questi quattro punti.:

Modernità, in quanto questi prodotti devono rispondere ai bisogni e agli usi del tempo; Originalità, in quanto, senza effimere e inutili stravaganze, rivelino i caratteri singolari dell'artista o della manifattura che li eseguì; Perfezione tecnica, in quanto la materia vi sia trattata con rispetto, a regola d'arte, con processi aggiornati, così da offrire sicurezza di qualità, di uso e di durata; Efficienza di produzione, capacità del produttore di rispondere con prontezza, convenienza e lealtà alle richieste del mercato.

La Sede della Triennale

Per accogliere le esposizioni triennali di Milano fu costruito nel 1933 il Palazzo dell'Arte, in Viale Emilio Alemagna n. 6. Costruito dall'architetto Giovanni Muzio, grazie alla donazione del cavaliere del lavoro e senatore Antonio Bernocchi, il palazzo comprendeva ampie aree espositive e zone di servizio ma anche una biblioteca, un teatro e una zona ristorante.

Palazzo dell'Arte - Pianterreno

Al pianterreno del Palazzo dell'Arte furono allestite le seguenti mostre:

Pittura murale Mostra internazionale di architettura moderna. Prima Galleria d'Italia: Opere costruite, L'Italia che si rinnova e Progetti di edifici tipici Galleria delle nazioni con sezioni per i seguenti paesi: Argentina, Austria, Belgio, Cecoslovacchia, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svezia, Svizzera, Stati Uniti d'America, Ungheria, Unione Russa di Stati Sovietici. Fotomosaici nazionali per i seguenti paesi: Argentina, Austria, Belgio, Cecoslovacchia, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svezia, Svizzera, Stati Uniti d'America, Ungheria, Unione Russa di Stati Sovietici.

Mostra internazionale di architettura moderna. Seconda Galleria d'Italia: Scuole di architettura di Venezia, Roma, Napoli, Firenze, Torino, Milano Galleria delle mostre personali con sezioni dedicate a: Perret, Melnikoff, Lurcat, Lloyd Wright, Hoffmann, Dudok, Gropius, Mies van der Rohe, Mendelsohn. Loos, Le Corbusier, Sant'Elia Mostre dei C.I.R.P.A.C. (Congressi Internazionali per la Risoluzione del Problema Architettonico Contemporaneo) Libreria dell'architettura Arti decorative ed industriali E.N.A.P.I. Saletta degli orafi Mostre estere Mostra internazionale dei trasporti

Palazzo dell'Arte - Piano Seminterrato Il piano seminterrato comprendeva il Teatro dell'arte, l'ufficio cambio, tabaccheria, ufficio poste e telegrafi, caffè e ristoranti e un portico.

C'erano, inoltre le seguenti mostre:

Mostra internazionale di architettura moderna. Seconda Galleria d'Italia: Architettura di interni Mostra internazionale di architettura moderna. Seconda Galleria d'Italia: Scuole Superiori di architettura

Palazzo dell'Arte - Primo Piano

Il piano primo del Palazzo fu dedicato alle seguenti esposizioni:

Mostra dei piccoli bronzi antichi Arti decorative ed industriali La Strada – Mostra d'Ambienti Moderni di Mino Fiocchi Tessuti – Pizzi – Ricami di Luciano Baldessari Cristalli – Metalli – Illuminazione Ceramiche Pittura murale Galleria delle pitture Salone delle cerimonie con affreschi di Mario Sironi, Massimo Campigli, Achille Funi, Giorgio de Chirico e Gino Severini. Vetrata di Luigi Fontana, lampade e sedie di Mario Sironi. Arti decorative ed industriali Mostre estere

Germania

La sezione della Germania, che fu organizzata dal Deutscher Werkbund di Berlino, si limitò ad una sola branca dell'arte industriale, quella grafica; le manifestazioni seguenti sarebbero state invece delicate ad altri settori. Mediante tale specializzazione, la Germania mirò a dare una grande evidenza all'operosità tedesca nel campo dell'arte industriale, ed elevarla al grado di perfezione, nella forma e nella tecnica.

L'attività tedesca nella scrittura In questa sezione fu illustrata, mediante proiettori automatici, la storia delle forme di scrittura, da quella iniziale romana, sino alla scrittura del nostro tempo, e comparata con monumenti architettonici affini di epoche corrispondenti e con altre creazioni dell'arte tedesca.

Giornali e riviste Fu esposto materiale statistico riguardante il giornalismo, fornito dall'Unione della scienza giornalistica di Monaco.

Libro bello e libro utile Si tratta di esempi di libri illustrati con fotografie, rilegati dalla Scuola professionale di arte grafica di Monaco.

Parco

Davanti al Palazzo vi è il Piazzale d'Onore, dove sorge la fontana realizzata da Giovanni Muzio., affiancata da due figure in terracotta di Giacomo Manzù. Il piazzale fu completato da Mario Sironi, che installò sei archi in pietra di Vicenza su un lungo podio davanti al palazzo. Con sculture di Arturo Martini, Leone Lodi, Ivo Soli e Antonio Maiocchi.

Il parco comprende una zona recintata alla quale si può accedere direttamente dal palazzo, e altri tre ingressi monumentali progettati da Angelo Bordoni, Andrea Carminati e lo stesso Sironi.

A nord del Palazzo dell'Arte, nel parco, è situata la Torre Littoria, mentre sparsi in altre zone si possono trovare padiglioni per altre mostre come quella dellArte Sacra, della Stampa, dei Vagoni ferroviari, delle Scuole d'Arte e dei fiori. Altre costruzioni presenti erano la Stazione per aeroporto civile, il piccolo Albergo di mezza montagna, la Scuola 1933-XI, il Rifugio alpino e la Stamberga per 12 sciatori.

Lungo i viali, sui prati, erano allestite le ventuno costruzioni per la Mostra dell'abitazione moderna, e distribuiti nel Parco vi erano i vari servizi forniti da: la Pasticceria Motta (all'ingresso verso l'Arena, progettata dall'architetto Melchiorre Bega, e decorata esternamente da una scultura di Carlo Pini), il Padiglione dei vini ungheresi (progettato dall'architetto Carlo Weichinger), la Mescita all'aeroporto civile e il Caffè ristorante della Torre Littoria.

Prima dell'apertura della Triennale il Parco Sempione, che ospitò una parte dell'esposizione, fu oggetto di una vasta operazione di risanamento e di risistemazione; fra le altre cose vennero ripulite le acque che lo attraversano, acque inquinate da agenti chimici del fontanile San Mamete provenienti dal rione della Bovisa. Non potendo separare le acque della roggia San Mamete da quelle della roggia Castello (ricevente acqua dal naviglio della Martesana) fu costruito un condotto sotterraneo di 380 m di lunghezza che dall'Arena faceva defluire l'acqua verso il naviglio di San Gerolamo..

Torre Littoria

Ideata e progettata dall'architetto italiano Gio Ponti con l'ingegnere Cesare Chiodi la Torre Littoria si caratterizza per la ristrettezza della sezione basilare e l'impiego di materiale tubolare in acciaio di Dalmine per la sua costruzione. Al centro della torre è situata una gabbia prismatica, progettata per l'ascensore e a sostegno della scala elicoidale di sicurezza. Sulla sommità vi è invece una cabina esagonale a due piani. Il sotterraneo è invece diviso in due piani per il collocamento del macchinario dell'ascensore, dell'impianto di sollevamento dell'acqua, della cabina di trasformazione, dei quadri a bassa tensione e di altri servizi. Al piano terreno ci sono la biglietteria, i depositi e il guardaroba, mentre al piano inferiore è situato un ristorante. Il rivestimento delle pareti esterne è in masonite lucidata, quello delle pareti interne in masonite verniciata. Il soffitto è in lamiera verniciata di bianco, il pavimento in gomma blu. Le finestre hanno un telaio in alluminio e i cristalli temprati infrangibili (Vitrex). Il piano del belvedere è coperto da una tettoia verniciata bianca, con pareti verticali e parapetto rossi..

Padiglione della stampa Da un progetto dell'architetto Luciano Baldessari, il Padiglione della stampa è un edificio situato a margine del Viale Shakespeare, l'edificio sorge su una superficie di 850 m² e si compone di due parti: la prima accoglie l'ingresso e il salone d'onore, la seconda non è che un lungo corridoio che si ripiega attorno al primo edificio. Il complesso dei due edifici è caratterizzato dal contrasto delle due masse, una caratterizzata dalla maestosità delle murature piene, l'altra da trasparenza e leggerezza, derivanti dall'uso di ferro e vetro. All'interno del padiglione furono allestite varie mostre: Mostra storica del giornalismo, il cui obiettivo era quello illustrare la missione del giornalismo al servizio delle cause della Patria. Il carattere prevalentemente politico rifletteva le tappe principali del cammino del paese, dai primi fremiti rivoluzionari e unitari dell'età Napoleonica fino al confluire di tutte le varie correnti che solcavano la vita italiana nel grande movimento dell'unificazione nazionale. La mostra si concluse con la documentazione del giornalismo eroico, il giornalismo di guerra e della rivoluzione fascista. Mostra della stampa italiana contemporanea, nelle cui vetrine si svolgono le mostre dei principali quotidiani, come Il Popolo d'Italia, il primo numero del giornale lanciato da Mussolini. Scrittori e giornalisti caduti in guerra o per la causa fascista, una mostra che riassume i motivi ideali, evocando la memoria di alti spiriti, di Martiri e di Eroi. Mostra dell'arte grafica, in cui gli esemplari grafici sono disposti su diaframmi disposti trasversalmente all'asse maggiore, in piccole bacheche. Mostra internazionale della fotografia, nella quale si offriva al pubblico tutto il panorama della fotografia mondiale.

Mostra dell'arte sacra Organizzata e ordinata dall'architetto Enrico Ratti in collaborazione con l'architetto Ottavio Cabiati, questa mostra vanta esterni e interni ricchi di decorazioni, statue, affreschi, formelle, bassorilievi, vetrate.