Le guerre bagaudiche furono un insieme di campagne militari e rivolte che videro contrapposti l'Impero romano (dal 395 la sua parte occidentale) e bande di ribelli che esercitavano continue azioni di guerriglia e di brigantaggio allo scopo di ottenere l'indipendenza dalla declinante autorità del governo centrale, reso estremamente impopolare dalla pesante tassazione.
Tali bande risultavano principalmente composte dalla popolazione della Gallia o dell'Hispania cui però sovente si univano schiavi, gladiatori e, non di rado, specialmente nel V secolo, popolazioni barbariche come gli Unni o i Vandali.
In origine, i primi capi dei Bagaudi come Amando ed Eliano attuarono una strategia di guerriglia e azioni brigantesche privilegiando il saccheggio di grandi ville, il rapimento dei patrizi a scopo di ottenere un riscatto e imboscate ai danni di piccoli contingenti romani.
Ben presto, però, lo scontro aumentò di intensità e, nel V secolo, si accesero rivolte indipendentiste in cui le popolazioni locali giunsero a chiamare in proprio aiuto popolazioni barbariche allo scopo di cacciare i Romani.
Tra queste rivolte si ricordano quelle di Timastione ed Eudossio in Gallia, che giunsero a chiedere il supporto di Attila; un simile comportamento fu tenuto dai Bagaudi ispanici che giunsero nel 449 ad allearsi con i Suebi di Rechiaro e in Africa con fuorilegge (a cui si aggiunsero i nativi Mauri e gli eretici donatisti) che appoggiarono la conquista dell'intero Nord Africa occidentale dei Vandali di Genserico.
Fonti Le guerre e le rivolte bagaudiche si svolsero nel periodo della decadenza dell'Impero Romano e sono scarsamente documentate dai cronisti, visto la poca gloria che derivava dallo sconfiggere questi rivoltosi. La principale fonte è l'Historia Augusta, che è però, piuttosto inaffidabile e partigiana. Altre fonti sono le opere panegiriche scritte dai panegiristi dei condottieri: ad esempio, i panegirici anonimi di Massimiano, Eusebio di Cesarea per quanto riguarda Costantino, i poeti Claudiano e Merobaude per le operazioni condotte da Ezio e Stilicone. Inoltre ci sono alcune lacunose notizie riferite dagli storici bizantini e medievali, che però non approfondiscono molto l'argomento: infatti, per un condottiero romano, battere dei cenciosi e improvvisati soldati non doveva costituire un evento di grande prestigio, mentre le sconfitte, a causa della vergogna provata, spesso non vengono nemmeno narrate dai romani.
Per questo, le notizie su tali guerre sono scarse e frammentarie, e le nostre fonti non ci permettono di delineare con precisione il contesto e lo svolgimento in dettaglio delle operazioni. Gli storici si limitano a formulare ipotesi per quanto riguarda le principali rivolte, e per questo si può dare solo una ricostruzione sommaria di tutto ciò. Le prime campagne e quelle di Ezio sono le più documentate, ma sono tutte galliche mentre le rivolte in Spagna sono piuttosto sconosciute, mentre di quelle in Africa non sappiamo proprio niente. Sappiamo che il movimento nacque intorno al 280, ma non sappiamo di preciso né le motivazioni né le circostanze della fondazione. Sappiamo che a fondare il movimento furono più che altro due capi briganti di cui abbiamo alcune notizie, ossia Amando ed Eliano: i due costituirono una specie di comunità brigantesca nelle Alpi, dove assalivano i mercanti e imponevano tributi per passare indenni, e spesso assalivano e rendevano impossibile la marcia anche ai legionari. Come se non bastasse divennero una piaga tale da innescare le prime rappresaglie quando a loro si unirono i mai domi indipendentisti gallici, e in breve il movimento si diffuse in Spagna e in Africa. Ciò causò, alla lunga, anche un continuo stato di guerra che rendeva difficoltoso il mantenimento dell'ordine di un movimento che si sarebbe, ben presto, espanso anche in Armorica e in Britannia, dove avrebbe condotto a personaggi pseudo-storici come Vortigern e Artù
Campagne militari (280-460) Campagne in Gallia Prime campagne (280-290)
Sulle prime guerre, grazie al fatto che furono teatro di importanti avvenimenti in Gallia nei quali i bagaudi vennero coinvolti, siamo più informati rispetto alle altre fonti. Dall'Historia Augusta sappiamo, ad esempio, che le prime campagne militari si svolsero nei passi alpini e nella Gallia del Sud, e che videro coinvolti l'imperatore Probo e gli usurpatori Bonoso e Proculo che, secondo le fonti, fruirono del sostegno dei bagaudi, dove il secondo, addirittura, si rifugiò finendo però tradito e assassinato. Per le campagne di Massimiano e di Costanzo Cloro abbiamo inoltre un panegirico anonimo per il primo e l'opera di Eusebio di Cesarea per il secondo.
280 In quest'anno, l'Historia Augusta dice che "Amando ed Eliano, capi briganti, si allearono con il tiranno Proculo". Era infatti accaduto che in Gallia il generale Proculo, dopo aver stretto delle alleanze con i Franchi Camavi, si fosse fatto eleggere imperatore per sconfiggere il rivale Probo. A quel tempo, sulle Alpi, Amando ed Eliano stavano costruendo le fondamenta per il proprio potere sulla regione, attaccando alcune coorti romane che vennero sconfitte da una turba di briganti attorno a giugno. Quando Probo attraversò le Alpi per combattere Proculo, le sue legioni vennero rallentate da un cruento scontro con i briganti, che vennero respinti e costretti alla ritirata. Dopo la sconfitta Proculo si rifugiò presso i Bagaudi, ma venne ucciso. Intanto si hanno notizie di saccheggi ed estorsioni ai danni di ville senatorie.
281 Dopo la sconfitta e l'uccisione del secondo usurpatore, Bonoso, Probo ritenne necessario affidare a una legione il compito di porre fine ai saccheggi e alle estorsioni. Amando ed Eliano vennero sconfitti e un'intera tribù bagaudica venne deportata e sterminata. Le Alpi vennero ripulite, ma sappiamo poco di queste operazioni di rastrellamento e di polizia; la liberazione degli ostaggi senatori e di parte del bottino fu ritenuta sufficiente. In una scaramuccia, però, Amando ed Eliano sconfissero delle truppe romane: vi è un accenno a ciò da parte dell'Historia, "Una grave sconfitta segnò la truppa, avvenuta per mano di Amando ed Eliano."
282 All'inizio dell'anno, Probo fu assassinato e al suo posto furono eletti imperatori Marco Aurelio Caro e i figli Carino e Numeriano. Caro era ben deciso ad intervenire e affidò al generale Massimiano l'incarico di sconfiggere definitivamente i bagaudi. Della campagna sappiamo che Massimiano adempì al proprio compito costringendo Amando ed Eliano a ritirarsi nell'interno. Carino, che si occupava dell'Occidente, lodò Massenzio e il compagno d'armi, l'Illirico Diocleziano, ma sospese la campagna. Amando riprese i ricatti e le estorsioni, mentre Eliano avrebbe condotto una razzia contro una ricca villa che sarebbe stata incendiata.
283 Con la scomparsa di Caro e Numeriano, morti nella campagna militare contro i Sassanidi nello stesso anno, Carino divenne unico imperatore, ma non prese molti provvedimenti contro il pericolo bagaudo a parte alcune operazioni di rastrellamento da parte di Massimiano. Intanto, però, Amando ed Eliano stavano ingrossando le proprie file grazie ai molti indipendentisti gallici. La rivolta assunse le conformazioni di una vera guerra, che il generale Massimiano condusse con l'uccisione dei capi bagaudi del sud.
284 Carino autorizzò Massimiano ad agire contro i Bagaudi, ma la campagna fu, a quanto sembra, piuttosto inutile, visto che una volta sconfitti i Bagaudi gli eserciti rientravano alla base lasciando i Bagaudi stessi liberi di tornare nei loro territori. Il commercio oltralpe ne risentì, e le operazioni di rastrellamento furono stavolta più dure, con l'uccisione di un tale Rato, capo delle tribù del sud, e lo sterminio di 5000 bagaudi. Massimiano però si ritirò, lasciando nuovamente i territori ai Bagaudi.
285 Diocleziano si dichiara imperatore e sconfitto Carino, decide di elevare a proprio Cesare Massimiano. Diocleziano era convinto che bisognasse agire risolutamente contro i Bagaudi e preparò una campagna militare che affidò a Massimiano: il nuovo Cesare ebbe a disposizione ben due legioni per estirpare i Bagaudi. La prima azione fu l'avanzata nell'odierna Borgogna, dove il panegirico di Massimiano afferma che batté i barbari con la durezza e l'indulgenza; stavolta l'azione fu efficace, e Amando ed Eliano vennero sconfitti in una grande battaglia presso l'attuale Nancy. Nonostante ciò, Massimiano fu piuttosto clemente e concesse ad alcune tribù di vivere pacificamente. Intanto, Amando ed Eliano si divisero, e Massimiano si inoltrò nelle Alpi, dove con la cavalleria stanò e uccise Eliano. Amando si ritirò nell'inverno, ma Massimiano lo inseguì e lo catturò per poi farlo decapitare. La vittoria fu resa più completa dall'occupazione da parte di pacifici coloni dei territori lasciati dai Bagaudi; i pochi superstiti chiamarono allora le tribù dei Franchi e degli Alamanni, ma Massimiano le affrontò e le sconfisse a Magonza, che fu riconquistata ed a Colonia che venne rioccupata. L'intera Gallia era oramai pacificata, o almeno così credeva Massimiano.
286 Per quest'anno le poche tribù restanti dei Bagaudi vennero disperse e costrette ad arrendersi, e i pochi bagaudi rimasti si unirono ai pirati Sassoni che infestavano la costa. Infatti alcuni di loro vennero catturati dal prefetto della flotta Carausio, che batté i pirati e ne rastrellò le coste. Nelle Alpi Massimiano si limitò ad alcune operazioni di polizia contro piccole bande ancora in libertà nell'ambito dei fatti della Rivolta di Carausio.
287 Massimiano si occupò della rivolta di Carausio, chiamando in causa Diocleziano e scegliendo un Cesare da affiancarsi, e lo scelse in Costanzo Cloro. Quest'ultimo respinse i Germani e catturò le restanti tribù bagaudiche. Ci fu anche una scaramuccia tra Bagaudi e la cavalleria romana.
288 Costanzo Cloro respinse i Germani, ma proprio in quel momento i bagaudi si installarono in Armorica, causando dei disordini. Cloro intervenne e sedò la rivolta, inseguendo e distruggendo i bagaudi in un terribile scontro nell'odierna Bretagna presso Quiberon. Intanto la guerra contro Carausio culminava con le vittorie di quest'ultimo sulla spedizione preparata da Massimano mentre Cloro respingeva i Franchi, i Menapi e i Sassoni alleati di Carausio.
289 Dopo alcuni disordini, il prefetto Giulio Asclepiodoto intervenne in Aquitania. Poi, sedata la rivolta, si occupò di alcune bande di predoni, rapidamente sconfitte. Un certo Manapo, allora, cominciò a radunare bagaudi per approfittare della guerra civile e della conquista della Gallia costiera da parte di Carausio. L'Historia Augusta riferisce che "briganti e schiavi si unirono, e i gladiatori ribelli attaccarono alcuni romani uccidendoli scatenando l'ira del prefetto Giulio Asclepiodoto"
290 La rivolta di Menapo dilaga, e Asclepiodoto interviene duramente, organizzando ben tre coorti per intercettare le bande dei ribelli. Menapo allora assalì Lione, ma venne messo facilmente in rotta. Poi Asclepiodoto invase la Borgogna e l'arco Alpino, sconfiggendo Menapo presso Ginevra. Non sappiamo nulla della campagna finale che vide la morte per decapitazione di Menapo, tranne che ci furono molti combattimenti anche cruenti tra romani e ribelli. Con la morte di Menapo, le rivolte finirono e, per lungo tempo non ci furono altro che piccoli scontri.
Campagne di Costanzo (297-305)