La campagna delle Cordigliere fu la quinta ed ultima fase della guerra della Triplice Alleanza, e fu combattuta dal luglio 1869 al 1º marzo 1870.
Dopo l'occupazione alleata di Asunción, il presidente paraguaiano Francisco Solano López iniziò la sua ritirata verso l'interno del paese, braccato dalle forze militari brasiliane. Il suo esercito fu distrutto in una serie di battaglie, mentre le perdite furono rimpiazzate da bambini ed anziani, che continuarono a seguirlo durante la sua disperata resistenza all'occupazione, sempre più carente di armi e cibo, a tal punto che migliaia di soldati finirono col morire di fame.
Alla fine López fu raggiunto e ucciso dalle truppe brasiliane il 1º marzo 1870 nello scontro armato di Cerro Corá, all'estremo nord-est del paese.
Contesto storico La guerra della Triplice Alleanza ebbe inizio con l'invasione di Brasile e Argentina da parte del Paraguay in seguito all'intromissione dei primi due paesi nella guerra civile scoppiata in Uruguay tra blancos conservatori e colorados liberali; tale intervento minacciava di alterare gli equilibri strategici di tutta la regione. Il presidente paraguaiano Francisco Solano López temeva che la rottura degli equilibri esistenti nella zona del Río de la Plata avrebbe seriamente minacciato l'autonomia economica della nazione e reso più difficile la difesa delle zone di frontiera rivendicate dai paesi vicini..
La guerra scoppiò quando ad Asunción giunse la notizia che l'esercito brasiliano aveva invaso l'Uruguay, ignorando l'ultimatum che il Paraguay aveva inoltrato all'Impero del Brasile affinché non si intromettesse negli affari del paese vicino. L'esercito paraguaiano invase così la provincia brasiliana del Mato Grosso, isolata dal resto dell'impero; la campagna ottenne un rapido successo, e in due mesi la maggior parte del territorio passò sotto il controllo delle forze di Asunción.
In seguito, López chiese al presidente argentino Bartolomé Mitre l'autorizzazione ad attraversare le province di Corrientes e Entre Ríos per attaccare il Brasile anche da sud. Ricevuta risposta negativa, López dichiarò guerra anche all'Argentina il 19 marzo 1865, invadendone il territorio. Alla notizia dell'invasione, Brasile, Argentina e Uruguay firmarono a Buenos Aires il "trattato della Triplice Alleanza".
Dopo i primi rapidi successi, l'esercito paraguaiano cominciò presto ad accumulare una serie di sconfitte: la flotta fu distrutta nella battaglia del Riachuelo, mentre le truppe che, scendendo lungo il fiume Uruguay, erano riuscite a raggiungere il territorio brasiliano furono accerchiate nei pressi della città di Uruguaiana e dovettero arrendersi al termine di un drammatico assedio.
Ciò che rimase dell'esercito paraguaiano si ritirò nel proprio territorio, incalzato dalle forze alleate che invadendo la parte meridionale del Paraguay diedero inizio nell'aprile del 1866 alla campagna di Humaitá, incontrando subito il dispositivo difensivo paraguaiano incentrato su quattro fortificazioni (il cosiddetto "Quadrilatero") e teso ad ostruire l'avanzata verso Asunción sia da terra che dal fiume Paraguay. Una lunga serie di battaglie costò un enorme numero di perdite da ambo le parti, fino a raggiungere uno stallo nelle operazioni in seguito alla battaglia di Curupaity. Le malattie fecero più vittime delle stesse operazioni belliche: alle pessime condizioni igieniche e alimentari si aggiunse un'epidemia di colera..
Lo stallo delle operazioni si protrasse dal settembre del 1866 al luglio del 1867, quando fu rotto da un'offensiva alleata.. Si dovette tuttavia attendere ancora un anno perché le fortificazioni fossero oltrepassate da una squadra navale brasiliana. In seguito a questa azione, le forze paraguaiane installarono una nuova linea difensiva, molto più vicina ad Asunción, abbandonando la precedente nell'agosto del 1868. L'avanzata nemica lungo il corso del fiume Paraguay fu impedita da un nucleo d'artiglieria installato nei pressi della località di Angostura. Le forze brasiliane evitarono le difese di Angostura passando per la sponda destra del fiume, in pieno Chaco e attaccarono le posizioni nemiche dalla retroguardia. L'esercito paraguaiano fu completamente distrutto nella battaglia delle Lomas Valentinas. e López fece evacuare Asunción, che fu occupata e saccheggiata nel febbraio 1869. I brasiliani instaurarono nella capitale un regime fantoccio, mentre a López non rimase che ritirarsi verso l'interno..
Campagna della Cordigliera di Azcurra Il nuovo esercito di López
L'8 dicembre 1868 López aveva decretato il trasferimento della capitale paraguaiana a Piribebuy. Lì si spostarono il vicepresidente Sánchez e la delegazione del ministro plenipotenziario degli Stati Uniti d'America, il generale Martin McMahon. Mano a mano che si susseguivano gli eventi della campagna del Piquisiry e l'esercito paraguaiano veniva riorganizzato nella Cordillera de Azcurra i familiari di López si stabilirono temporaneamente a Piribebuy.
Dopo la distruzione dell'esercito nella battaglia delle Lomas Valentinas, il presidente era fuggito con una piccola scorta, comandata dal generale Bernardino Caballero, alla quale si unì una divisione comandata dal colonnello Luis Caminos, ministro della Guerra, composta da soldati, in maggioranza bambini, ai quali si sarebbero dovute aggregare le guarnigioni rimaste nel nord del paese.. Con queste truppe López si diresse al quartier generale paraguaiano di Cerro León, nei pressi di Pirayú, per ricevere addestramento militare. Passate alcune settimane di addestramento, il presidente paraguaiano trasferì il suo nuovo esercito più a nord, verso Caacupé e Piribebuy, lasciando a Cerro León un presidio di 660 uomini.
A Caacupé si installò un nuovo campo di addestramento, diretto dai generali Caballero e Resquín. L'esercito arrivò a contare uomini, in maggioranza bambini, anziani e feriti. Gli uomini più utili erano i prigionieri catturati nel corso della campagna del Piquisiry, fuggiti dalle prigioni precarie nelle quali erano stati rinchiusi..
La capitale e la regione costiera del fiume Paraguay erano cadute in mano alleata, ma il resto del paese era ancora dominato da López. La ferrovia che univa Asunción a Villarica permetteva al presidente di disporre di vie di comunicazione efficaci, dal momento che possedeva la maggior parte dei locomotori e dei vagoni. A soli 50 km di distanza dalla capitale, città importanti come Paraguarí e Caacupé rimanevano in mano a López. Tra le due città, La Cordillera de los Altos, chiamata all'epoca Cordillera de Azcurra, fu il posto scelto dal presidente per difendersi, visto che era molto più facile da difendere in caso di attacco nemico rispetto alle città di pianura..
Una parte della fonderia di Ibicuy fu trasferita a Caacupé, dove si continuò a fabbricare armi per l'esercito di López. Il caposaldo della difesa fu stabilito nei pressi di Piribebuy, attorniata da una trincea di quasi m, difesa da fanti e 18 cannoni, comandata dal tenente colonnello Pedro Pablo Caballero..
Ripresa dell'offensiva alleata Dopo la caduta di Asunción, il generale Caxias decise di considerare terminata la guerra: per lui, raggiunto l'obbiettivo di occupare la capitale paraguaiana e di cacciare López senza lasciargli un esercito che gli permettesse di riprendere il potere, la guerra non aveva più senso. Si poteva aiutare il nuovo governo paraguaiano a difendersi dall'ex presidente o trattare con lui l'esilio dal suo paese.
Nonostante Caxias avesse abbandonato il Paraguay a gennaio, seguito da altri generali, l'imperatore Pietro II decise l'annientamento totale di López. A tale scopo inviò nel paese occupato il proprio genero, Gastone d'Orleans, Conte d'Eu. Quest'ultimo aveva rifiutato a più riprese di assumere il comando delle operazioni belliche, ma alla fine accettò; l'imperatore infatti aveva bisogno di un generale che non parteggiasse per nessuno dei due partiti, il liberale e il conservatore, che allora controllavano la politica brasiliana. Il Conte d'Eu prese formalmente il comando delle truppe il 16 luglio a Luque..
A fine maggio del 1869 l'esercito brasiliano occupò Pirayú, dove installò il proprio quartier generale. Rimase acquartierato per due mesi mentre giungevano i rinforzi; nel frattempo, il Conte d'Eu studiava le posizioni nemiche e completava l'occupazione delle vie e degli snodi ferroviari, compreso quello di Paraguarí, città che fu abbandonata dai suoi abitanti. Fu occupata il 17 maggio anche la fonderia di Ibicuy che in seguito, il 9 giugno fu minuziosamente smantellata, incendiata e allagata dai brasiliani.
A nord-est di Pirayú, López si era asserragliato nella Cordillera de Azcurra. La valle occupata dalle truppe paraguaiane aveva due vie d'accesso, entrambe massicciamente difese dall'esercito paraguaiano; la più diretta passava per una gola, fortemente difesa, mentre la più lunga attraversava il villaggio di Sapucai e saliva in costa fino a Valenzuela. Ad ovest di questa località si trova Piribebuy, la città in cui López aveva dislocato il grosso dell'esercito.
La prima offensiva brasiliana fu divisa in due colonne: la prima avanzò da nord in direzione di Caacupé, che non riuscì ad occupare, mentre la seconda attraversò il Paraná ad Encarnación, cercando di raggiungere Paraguarí da sud. Dopo due piccoli scontri sul fiume Pirapó e al Paso de Jara, la colonna brasiliana interruppe la sua avanzata tornando ad Encarnación.
Piribebuy e Acosta Ñu Alla fine di luglio il Conte d'Eu diede inizio alla campagna militare al comando di uomini: brasiliani, argentini, 600 uruguaiani e 400 paraguaiani inquadrati nella Legión Paraguaya. Il generale brasiliano lasciò nei pressi della gola di Azcurra la divisione argentina e una riserva brasiliana, al comando di Emilio Mitre, pronte ad avanzare per la via più diretta verso Piribebuy.
Il grosso dell'esercito brasiliano, nel frattempo, catturò Sapucai il 4 agosto e qualche giorno più tardi Ybytymí. Coordinando le sue azioni con quelle dei brasiliani, Mitre cominciò ad avanzare verso Piribebuy, occupando il villaggio di Altos. Questa operazione impedì a López di mandare aiuti a Valenzuela, che fu occupata quasi simultaneamente dai brasiliani. L'esercito paraguaiano perse così la possibilità di attaccare gli invasori da posizioni strategiche più favorevoli, più elevate rispetto a quelle del nemico..
Il 10 agosto l'esercito del Conte d'Eu arrivò alle porte di Piribebuy. La città fu circondata e fu intimata la resa al tenente colonnello Caballero, che rispose: “Sono qui per combattere e, se è necessario, morire, ma non per arrendermi.”
Secondo fonti paraguaiane nella battaglia combatterono alleati (nella quasi totalità brasiliani) contro difensori e un centinaio di donne, che vengono oggi ricordate nel paese come “Le eroine di Piribebuy”.
All'alba del 12 agosto, dopo un bombardamento brasiliano, iniziò l'attacco. La battaglia di Piribebuy durò 5 ore, e le forze alleate furono respinte due volte prima di avere la meglio sui difensori. Il generale João Manuel Mena Barreto, che si trovava alla testa delle forze attaccanti per imbaldanzire le sue truppe, fu ferito a morte sulle rive del torrente Mboreví per un colpo di fucile all'inguine.
Gastone d'Orleans ordinò in seguito di passare per le armi tutti i prigionieri catturati; l'ospedale di Piribebuy fu incendiato dopo che furono bloccate tutte le porte e le finestre, lasciando morire nel rogo 600 tra medici, infermiere e malati. In città si susseguirono stupri e omicidi di massa, mentre l'Archivio Nazionale paraguaiano fu gettato in strada e si fecero numerosi fuochi con i suoi documenti storici; i pochi documenti salvati furono portati a Rio de Janeiro. Secondo quanto raccontarono testimoni paraguaiani, il sangue scorreva per le strade come acqua piovana quando si giustiziarono 900 prigionieri.