Il Partito dell'Unità della Nazione Romena (in romeno: Partidul Unității Națiunii Române, PUNR) è stato un partito politico romeno di orientamento social-conservatore e nazionalista.

Fondato nel marzo 1990 come Partito di Unione Nazionale dei Romeni di Transilvania (Partidul de Uniune Națională a Românilor din Transilvania, PUNRT), assunse successivamente per un breve periodo nel corso del 1990 il nome di Partito per l'Unione Nazionale dei Romeni (Partidul pentru Uniunea Națională a Românilor, PUNR) e, dal 1990 al 2002, quello di Partito dell'Unità Nazionale Romena (rumeno: Partidul Unității Naționale Române, PUNR). Su iniziativa della nuova dirigenza, nel 2002 adottò la definitiva denominazione, che mantenne fino alla confluenza nel Partito Conservatore (PC), avvenuta nel 2006.

Nato sulle istanze dei gruppi nazionalisti xenofobi romeni presenti in Transilvania, che erano preoccupati dal potenziale riconoscimento di speciali tutele per i cittadini di etnia ungherese rappresentati dall'Unione Democratica Magiara di Romania (UDMR), il PUNR fece della regione il proprio bacino elettorale.

Rappresentato in parlamento dal 1990 al 2000 con percentuali variabili tra il 2% e l'8%, dal 1992 al 1996 partecipò all'alleanza di governo del Quadrilatero Rosso (Patrulaterul Roșu), insieme a Fronte Democratico di Salvezza Nazionale (FDSN), Partito Grande Romania (PRM) e Partito Socialista del Lavoro (PSM), in appoggio al primo ministro Nicolae Văcăroiu.

Tra il 1997 e il 1998, specialmente dopo l'addio alla presidenza di Gheorghe Funar, il partito entrò in una dura crisi che ebbe il proprio apice nell'insuccesso del 2000, quando non riuscì a superare la soglia di sbarramento in occasione delle elezioni parlamentari. Nel 2002 Mircea Chelaru provò a rinnovare la struttura e il messaggio del PUNR senza ottenere, tuttavia, risultati concreti in termini elettorali. Lo stesso Chelaru nel 2006 fu tra i promotori della fusione con il PC.

Storia La fondazione del PUNRT in Transilvania In seguito alla rivoluzione romena del 1989 che rovesciò il regime di Nicolae Ceaușescu il potere fu assunto ad interim da un governo provvisorio (il Consiglio del Fronte di Salvezza Nazionale, CFSN) guidato da Ion Iliescu, che indisse prime libere elezioni per il maggio 1990. Nacquero, quindi, numerose formazioni politiche, che si organizzarono per concorrere alla tornata elettorale.

In Transilvania, regione caratterizzata dalla presenza di una folta comunità ungherese, emersero due tendenze politiche contrapposte, basate sulla differenziazione etnica. Mentre l'Unione Democratica Magiara di Romania (UDMR) nacque come piattaforma culturale e politica in difesa degli interessi dei cittadini di origine ungherese, i nazionalisti romeni, temendo l'eventuale riconoscimento di speciali diritti per le altre minoranze da parte del nuovo stato, si riunirono intorno all'organizzazione culturale xenofoba dell'Unione del Focolare Rumeno (rumeno: Uniunea Vatra Românească, UVR).

Il 15 marzo 1990 Constantin Ivașiuc fondò a Brașov il Partito di Unione Nazionale dei Romeni di Transilvania (rumeno: Partidul de Uniune Națională a Românilor din Transilvania, PUNRT), gruppo che si proclamava espressione politica dell'UVR e si proponeva di difendere i diritti dei cittadini di etnia romena in Transilvania. Il PUNRT nacque sullo scheletro dell'organizzazione socio-culturale nazionalista dell'UVR, che aveva avuto un ruolo di primo piano nel conflitto interetnico di Târgu Mureș del 19-21 marzo del 1990, che aveva causato 5 morti e centinaia di feriti, come esito del violento scontro fra nazionalisti romeni ed ungheresi. La stessa dirigenza del partito definiva il PUNRT come un gruppo necessario dopo gli eventi di Târgu Mureș, considerati significativamente il primo tentativo di distruggere la Romania moderna dopo l'occupazione comunista del 1945-1989. Il PUNRT, i cui militanti erano in larga parte anche membri dell'Unione del Focolare Romeno, si opponeva al riconoscimento di speciali diritti amministrativo-territoriali per la comunità ungherese in Transilvania, sosteneva l'unità del territorio romeno e il riconoscimento dei suoi confini storici. Numerosi suoi affiliati avevano avuto, inoltre, un ruolo attivo sotto il regime di Ceaușescu ed erano ideologicamente prosecutori del pensiero politico nazionalista dell'ex dittatore. Vi era, infatti, stretta contiguità tra gli ex membri della Securitate, la polizia politica di epoca comunista, e quelli dell'UVR e PUNRT.

Le elezioni del 1990 e la costituzione del PUNR

Nonostante il rischio di esplosione di un conflitto etnico di ampia portata, il Fronte di Salvezza Nazionale (FSN), partito egemone che guidava il governo provvisorio, fu tollerante nei confronti dell'UVR e del PUNRT, e si dimostrò più volte vicino al discorso politico portato avanti da tali gruppi. La necessità del FSN di appellarsi al richiamo nazionalista per scopi elettorali fu un elemento che avvicinò il PUNRT al partito del presidente della Romania Iliescu, all'interno del quale molti membri non nascondevano simpatie nazionaliste.

Per concorrere alle elezioni del 1990 il PUNRT costituì una coalizione con il piccolo Partito Repubblicano (rumeno: Partidul Republican, PR) di Ioan Mânzatu. Le due formazioni unirono i propri sforzi in termini organizzativi partecipando sotto la comune insegna di Alleanza per l'Unità dei Romeni (rumeno: Alianța pentru Unitatea Românilor, AUR). AUR si attestò intorno al 2%, ottenendo 9 deputati e 2 senatori, che andarono tutti a candidati del PUNRT, che era il maggior partito della coalizione. I suoi parlamentari furono eletti tutti in Transilvania e nel nordovest del paese, tra i distretti di Mureș, Cluj, Brașov e Bihor.

Nel corso del primo consiglio nazionale del 16 giugno 1990, tenutosi a Brașov, il presidente fondatore Ivașiuc rassegnò le proprie dimissioni, assumendosi la responsabilità dello scadente risultato elettorale del mese precedente. Al suo posto fu nominato Alexandru Crișan. In occasione della stessa conferenza il partito fu ridenominato Partito per l'Unione Nazionale dei Romeni (rumeno: Partidul pentru Uniunea Națională a Românilor, PUNR), con l'eliminazione del riferimento regionale alla sola Transilvania. Pochi mesi più tardi, in occasione del secondo consiglio nazionale di Cluj-Napoca del 16-17 novembre 1990, che approvò il nuovo statuto e il nuovo programma politico, fu adottata la sigla di Partito dell'Unità Nazionale Romena (rumeno: Partidul Unității Naționale Române, PUNR) e decretata la fusione con il Fronte Popolare della Moldavia (rumeno Frontul Popular din Moldova), fondato a Iași nel gennaio del 1990 da Vlad Bejan. Questi fu nominato primo vicepresidente e fu stabilita la creazione di un ufficio di direzione permanente composto da 21 membri.

Il 7 marzo 1991 si tenne un consiglio nazionale straordinario per discutere la creazione di un nuovo partito incentrato sull'Unione del Focolare Romeno, che avrebbe preluso alla politicizzazione di quest'ultimo. La proposta, in ogni caso, non ebbe seguito e il consiglio si limitò a decretare la nomina di Zeno Opriș a capo dell'UVR. Tra il 15 e il 16 maggio 1991 ebbe luogo a Târgu Mureș il terzo congresso nazionale del partito, che elesse il senatore ed ex leader dell'Unione del Focolare Rumeno Radu Ceontea alla presidenza e Petre Burcă alla vicepresidenza.

Sostegno al governo Văcăroiu La forza del partito in Transilvania fu confermata dalle elezioni amministrative locali del febbraio 1992. Il PUNR conquistò 1.535 seggi di consigliere comunale, 80 di consiglieri di distretto e 96 di sindaco, tra i quali Gheorghe Funar, nuovo primo cittadino di Cluj-Napoca. In tale veste, nel corso del proprio mandato, Funar fu protagonista di durissimi atti contro la minoranza ungherese come, ad esempio, il divieto di affissione di insegne nelle due lingue e l'imposizione della sola lingua romena nella toponomastica stradale, mentre si batté per limitare la libertà di associazione delle organizzazioni culturali ed educative ungheresi, con azioni spesso dubbie dal punto di vista legale.

Nel corso del consiglio nazionale dell'11 giugno 1992 Gheorghe Funar fu indicato come candidato alla presidenza della repubblica in vista della tornata elettorale in programma in settembre. In occasione delle elezioni parlamentari in Romania del 1992 il PUNR si assestò intorno all'8%, quarto partito del paese, con percentuali simili a quelle dell'UDMR, mentre Funar giunse terzo alle presidenziali, dietro ai candidati dei partiti maggiori (Ion Iliescu per il FDSN ed Emil Constantinescu per la CDR). Il partito ottenne 30 deputati e 14 senatori grazie alla solita base elettorale in Transilvania. In seguito alle elezioni nacque il governo Văcăroiu, promosso dal primo partito romeno, il Fronte Democratico di Salvezza Nazionale (FDSN) di Iliescu che, vista la necessità di assicurarsi la maggioranza parlamentare, godette del sostegno di altri gruppi nazionalisti populisti: oltre al PUNR, anche il Partito Grande Romania (PRM) e il postcomunista Partito Socialista del Lavoro (PSM).

In seguito all'analisi dei risultati elettorali, il 3 ottobre 1992 il partito decise di allontanare dalla dirigenza Ceontea e Burcă, considerati responsabili, altresì, di aver fornito un debole supporto alla candidatura presidenziale di Funar. Durante la stessa conferenza fu deciso, inoltre, di spostare la sede centrale del partito da Cluj a Bucarest. Il 17 ottobre dello stesso anno, infine, la presidenza fu ufficialmente assegnata a Gheorghe Funar, divenuto figura di maggiore rilevanza del PUNR.

Il ruolo del PUNR fu decisivo per garantire la governabilità del gabinetto presieduto da Nicolae Văcăroiu. Già dal marzo 1993 il governo incluse alcuni ministri vicini al PUNR, ma non legati ufficialmente al partito. A questi fu vietato di dichiarare esplicitamente la propria affiliazione partitica a causa degli eventuali timori che la loro dichiarata presenza avrebbe procurato ai governi occidentali, cui la Romania di Iliescu mirava ad avvicinarsi dal punto di vista diplomatico. Il messaggio estremista del PUNR, infatti, era malvisto dai paesi che facevano parte di NATO ed Unione europea. Il FDSN, tuttavia, necessitava dell'appoggio parlamentare del PUNR, le cui minacce di ritiro del proprio sostegno a Văcăroiu portarono, nell'agosto 1993, all'avvio di negoziati per l'ingresso ufficiale del gruppo di Funar nel gabinetto di governo.

Tra il 1993 e il 1994 esplose il primo grande scandalo finanziario della Romania postrivoluzionaria. Si trattò della bancarotta della società Caritas di Cluj, attività fortemente pubblicizzata dal PUNR per la visibilità che garantiva al partito, il cui fallimento avrebbe potenzialmente potuto ripercuotersi sulla stabilità del governo. Nonostante l'enorme impatto economico e il clamore della notizia, Funar riuscì ad evitare ogni riflesso sul PUNR.

Nel gennaio del 1994 fu raggiunto con Iliescu un accordo che prevedeva l'assegnazione di diversi ministeri al PUNR a partire dal mese di agosto. In estate, quindi, Valeriu Tabără assunse il dicastero dell'agricoltura, mentre Adrian Turicu quello delle comunicazioni. Tale evento decretò l'ingresso ufficiale del PUNR nella squadra di governo come partner del FDSN. Altri ministri vicini al PUNR furono Iosif Gavril Chiuzbaian (ministro della giustizia) e Aurel Novac (ministro dei trasporti).

L'intesa tra PDSR (nuova denominazione del FDSN), PUNR, PRM e PSM (il cosiddetto quadrilatero rosso) funzionò in maniera non ufficiale fino al 1995, quando tutte e quattro le forze si impegnarono a rispettare un accordo firmato il 25 gennaio presso il Palazzo di Elisabetta di Bucarest.