Vittorio Veneto (AFI: ; Vitorio in veneto, ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Treviso in Veneto. Vi si combatté l'omonima battaglia durante la Grande Guerra; la vittoria dell'esercito italiano su quello austro-ungarico ebbe come conseguenza la resa austriaca e la fine della guerra.

La città è composta da quelli che un tempo furono due comuni distinti, Ceneda e Serravalle, che vennero uniti dopo l'annessione all'Italia nel 1866, ed è il comune più esteso di tutta la provincia.

È inoltre sede della diocesi di Vittorio Veneto, che scelse di mantenere il "vecchio" nome di diocesi di Ceneda fino al 1939, per ragioni storiche ma anche per i difficili rapporti tra l'Italia e la Chiesa (il governo sabaudo nel 1866 non aveva ancora occupato Roma, ma nel 1860 aveva annesso la Romagna, l'Umbria e le Marche, perciò la Curia non volle "omaggiare" il nuovo nome della città che onorava Vittorio Emanuele II).Lo sostiene Alessandro Novo, autore di Mons Bellati, una vita per Ceneda , Trieste (?), 1891 (a p. 187 vi è una citazione di una lettera di monsignor Bellati, vescovo di Ceneda nel 1866, a Pio IX, dove si "stigmatizza" il nuovo nome della città)

Geografia fisica Il territorio, il più vasto della provincia, è caratterizzato dalla presenza di rilievi collinari e montuosi, trovandosi a ridosso delle prealpi che lo separano dalla Valbelluna e dall'Alpago.

Oltre al centro di Vittorio Veneto, diviso tra Ceneda e Serravalle, sono presenti altri quartieri e sobborghi quali San Giacomo di Veglia, San Lorenzo, Costa e Salsa. Si contano inoltre numerose frazioni e località sparse sulle pendici dei monti o nella Val Lapisina, ossia la vallata che, inserendosi tra le prealpi, mette in comunicazione la Marca Trevigiana con la provincia di Belluno attraverso la Sella di Fadalto (è attraversata dalla SS51 e dalla A27). Lungo questa valle si trovano il Lago Morto, uno dei più estesi della provincia, e i più modesti lago del Restello e lago di Negrisiola, entrambi di origine artificiale. L'altitudine minima di Vittorio Veneto è di 89 m s.l.m., mentre la massima è di 1.763 m s.l.m. (in corrispondenza alla cima del Col Visentin). Il municipio si trova a 138 m s.l.m.

Viste le caratteristiche fisiche, la zona di Vittorio Veneto è ricca di corsi d'acqua a carattere torrentizio, molti dei quali nascono proprio all'interno del territorio comunale. Il principale corso d'acqua è indubbiamente il Meschio, che nasce in località Savassa, attraversa il capoluogo ed è affluente della Livenza. Sono da ricordare inoltre il Cervada, affluente del Monticano, ed il Sora, affluente del Meschio stesso.

Clima

Storia

Vittorio Veneto nacque il 27 settembre 1866 con l'unione dei preesistenti comuni di Ceneda e Serravalle. Assunse il nome di "Vittorio" il 22 novembre 1866 in omaggio a Vittorio Emanuele II, primo re d'Italia. L'appellativo "Veneto" era usato abitualmente soprattutto dopo la battaglia del 1918 e venne ufficializzato, assieme al conferimento del titolo di città, con RD 22 luglio 1923 n. 1765.

A partire dalla fine dell'Ottocento, vennero creati dei nuovi quartieri attorno alla strada che collegava le due cittadine, l'attuale Viale della Vittoria, di modo che l'unione fosse anche fisica, e lo stesso municipio fu collocato a metà strada nella Piazza del Popolo.. Tuttavia la città continua ancora oggi a dimostrare una certa bipolarità, e in effetti Ceneda e Serravalle, nonostante la vicinanza, hanno identità storiche ben distinte.

Vittorio Veneto fu la sede del comando austro-ungarico per il fronte italiano della prima guerra mondiale dopo la rotta di Caporetto, e teatro dell'omonima battaglia con cui l'Italia attaccò l'esercito imperiale già in ritirata e concluse la sua controffensiva.

Ceneda

Di probabili origini celtiche, in epoca romana ospitò forse un vicus fortificato legato al municipium di Oderzo. Crebbe d'importanza durante l'alto medioevo, divenendo sede di un ducato longobardo e di una diocesi. I vescovi locali ebbero inoltre il titolo di conti che mantennero anche dopo l'assoggettamento alla Serenissima. In età moderna il suo sviluppo fu ostacolato dall'accrescersi di Serravalle, mantenendo le caratteristiche di piccolo borgo ad economia agricola raccolto attorno alla piazza della cattedrale.

Serravalle

Sorta attorno a un fortilizio di probabili origini romane, fu un centro di secondaria importanza finché, sul finire dell'XI secolo, divenne feudo dei Da Camino. Cominciò per Serravalle un periodo di costante sviluppo economico e urbanistico che fu continuato anche quando passò a Venezia, divenendo sede di una podesteria.

Simboli Lo stemma, riconosciuto con decreto ministeriale del 25 gennaio 1872, ha la seguente blasonatura:

L'arma comunale risulta essere la sovrapposizione di quelli di Ceneda e Serravalle, entrambi crociati d'argento ma con fondo rispettivamente rosso e blu.

Il comune si fregia anche del motto – chiaro riferimento agli eventi della grande guerra –; il gonfalone è un drappo partito di rosso e di azzurro; la bandiera è un drappo inquartato di rosso e di azzurro, caricato della croce d'argento attraversante. Motto, gonfalone e bandiera sono stati concessi con D.P.R. del 19 agosto 2016.

Onorificenze Vittorio Veneto è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione:

Monumenti e luoghi d'interesse

Cattedrale di Vittorio Veneto - Ceneda

La cattedrale di Santa Maria Assunta e di San Tiziano Vescovo, principale edificio di culto della diocesi di Vittorio Veneto, ha origini antichissime. Probabilmente, sul luogo esisteva una chiesetta già prima dell'arrivo del corpo di san Tiziano di Oderzo (VII-VIII secolo), fatto che sancì il trasferimento della diocesi da Oderzo e l'erezione della cattedrale. Distrutta dai Trevigiani nel 1199 mentre vi trafugavano le spoglie del patrono, fu ricostruita in stile romanico. L'edificio mantenne questo aspetto sino a metà Settecento, quando fu riedificata in stile neoclassico su progetto di Ottavio Scotti: sostanzialmente completata nel 1773, fu consacrata il 26 settembre 1824, ma venne definitivamente ultimata solo negli anni cinquanta del Novecento. All'interno sono conservati preziosi dipinti che vanno dal XVI al XVII secolo (tra cui una Storia di san Tiziano di Pomponio Amalteo). Nella cripta sono conservate le spoglie di san Tiziano, patrono della città e della diocesi. L'organo fu costruito dalla ditta Ruffatti di Padova nel 1949.

Il campanile è una delle poche parti rimaste dell'antica chiesa (fu innalzato attorno al 1261): di aspetto romanico e più volte restaurato, in origine era una torre di difesa.

Presso il borgo di Salsa, degne di menzione la parrocchiale del XIX secolo di San Michele Arcangelo, opera di Lorenzo Armellin su disegno di Francesco Lazzari e al cui interno sono esposte opere di Giovanni De Min, Pietro Pajetta, Roberto Griguolo e Antonio Dal Favero, e appena all'interno rispetto alla piazza l'antica chiesetta affrescata di San Michele risalente al VII secolo, oggi sconsacrata, dove sono stati rinvenuti frammenti di arredo liturgico e sepolture di epoca longobarda. Nota è la posizione marginale che ricopre tale parrocchia, essendo inferiore alla controparte Serravallese sia per monumenti che per attività commerciali e di svago, conseguenza diretta delle origini proletarie e meno istruite dei "zenedesi".

Duomo di Santa Maria Nova - Serravalle

Fu innalzato all'inizio del XIV secolo e poi ricostruito nel 1776. La pala dell'altare maggiore, Madonna con Bambino in gloria e santi Andrea e Pietro, è di Tiziano Vecellio.

Centro storico di Serravalle A nord del centro città si trova il centro storico di Serravalle, formato da piazze e viuzze con ai lati stupendi palazzi cinquecenteschi, dimore degli abitanti prima della fusione tra Serravalle e Ceneda.

Monumento alla Vittoria Il Monumento ai caduti di Augusto Murer, opera realizzata dallo scultore nel 1968, è collocata in piazza del Popolo, davanti al palazzo municipale.

Castello di San Martino Sito in Ceneda quartiere di Vittorio Veneto, che ne rappresenta la porzione meridionale.

Aree naturali Pino monumentale In località Costa sorge un grande Pinus pinea, la cui circonferenza è di 3,1 metri, per un'altezza di 20; è classificato nella lista dei circa alberi monumentali italiani tutelati dalla guardia forestale e uno dei 16 dislocati in provincia di TrevisoCfr. il censimento nazionale degli alberi monumentali .

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Al 1º gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano , ovvero il % della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:

Macedonia del Nord Ucraina Romania Marocco Albania Senegal Bangladesh Cina Sri Lanka Moldavia

Cultura Istruzione Scuole

Le scuola pubbliche cittadine sono suddivise, su base territoriale, in due istituti comprensivi: l'istituto Vittorio Veneto 1 "Lorenzo Da Ponte" e l'istituto Vittorio Veneto 2 "Andrea Zanzotto". Complessivamente, in città sono presenti 7 scuole dell'infanzia pubbliche, 9 scuole primarie pubbliche e 2 scuole secondarie pubbliche. Numericamente rilevante è anche la presenza di scuole paritarie, di vario ordine. Dagli anni '70, fra i primi in provincia, nel quartiere di Ceneda è attivo l'asilo nido comunale.

In città sono presenti anche numerose scuole superiori, la maggior parte delle quali inserita nel contesto del campus scolastico, nel centro cittadino. Nello specifico, gli istituti superiori a Vittorio Veneto sono:

Liceo "Marcantonio Flaminio", articolato in vari indirizzi: liceo classico; liceo scientifico; liceo scientifico opzione scienze applicate; liceo delle scienze umane. Liceo Artistico ''Bruno Munari'', articolato in vari indirizzi: arti figurative; architettura e ambiente; design della moda; design del gioiello; design industriale; grafica; audiovisivo multimediale. Istituto Professionale Statale per i Servizi Alberghieri e la Ristorazione ''Alfredo Beltrame'', articolato in vari indirizzi: accoglienza turistica; servizi di sala e vendita; settore cucina; opzione prodotti dolciari artigianali e industriali. Istituto d'Istruzione Superiore ''Città della Vittoria'', nato nel 2007 incorporando al suo interno l'Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato, l'Istituto Tecnico Economico e l'Istituto Tecnico Tecnologico.

In città, nel centro storico di Serravalle, è presente anche il Dante International College, con gli indirizzi di liceo scientifico sportivo e di liceo scientifico digital business creativity.

Musei Museo di geologia di Nove Vi sono raccolti circa 1.500 reperti donati da Egidio Visentini, il tutto corredato da pannelli illustrativi, con particolare riferimento alla storia geologica locale e delle Dolomiti. Il museo, gestito dalla pro loco Nove-San Floriano, si trova presso la sede di quest'ultima, a Nove. La visita è gratuita previa prenotazione.

Museo della battaglia

Il museo, dotato delle più moderne tecnologie, si articola in diverse sezioni: "La Trincea", "L'armeria", "L'occupazione", "Dalla Battaglia al Mito", "Memoriale dei Cavalieri di Vittorio Veneto", distribuite sui tre piani dell'edificio; permette di scoprire le diverse testimonianze della "Grande Guerra", che proprio a Vittorio Veneto si concluse, almeno per l'Italia.

Museo del Cenedese

Ospitato in quella che fu l'antica Loggia della Comunità di Serravalle raccoglie nelle diverse sezioni le memorie archeologiche, storiche ed artistiche dell'antico territorio Cenedese. Tra le opere più importanti spiccano lo splendido rilievo in cartapesta della Madonna con il Bambino di Jacopo Sansovino, i dipinti di Pietro Paietta.

Oratorio dei Santi Lorenzo e Marco della confraternita dei Battuti di Serravalle