Biografia Figlio d'arte – suo padre Carle Vernet era pittore e litografo e suo nonno Claude Joseph Vernet era stato pittore e incisore – Horace seguì la tradizione di famiglia, impegnandosi particolarmente nella produzione di genere militare, di cui fece la sua specialità e nella quale si rivelò un artista brillante, mai superficiale. Gli si devono, infatti, splendide scene di battaglie, di sport e di soggetti orientali.

Ma non disdegnò i paesaggi e i ritratti. Famoso, fra questi ultimi, quello della sua modella e amante Olimpia Pélissier, prima che ella divenisse la seconda moglie di Gioachino Rossini (in realtà il ritratto è lo studio per un quadro biblico: Giuditta e Oloferne).

Divenne celebre già in vita e nel 1829 fu nominato Direttore dell'Accademia di Francia, a Roma, ruolo che ricoprì sino al 1834. Interessatosi alla nascente arte fotografica, fu il primo a riprendere il porto di Marsiglia su un dagherrotipo nel 1839. Sua figlia sposò il pittore Paul Delaroche e Horace, ormai ricco, acquistò nel 1855 una tenuta nella località "Les Bormettes", nel Comune di La Londe-les-Maures, a quel tempo semplice sobborgo di Hyères, affascinato dalla bellezza dei luoghi, le cui acque azzurre e le cui dolci colline gli ricordavano l'Algeria, dove aveva soggiornato anni addietro.

Vi fece costruire un grande castello di impianto medievale, ma composto da diversi corpi di fabbrica del tutto eterogenei e di differenti stili.

In precedenza, all'inizio degli anni quaranta, Vernet si era recato in Egitto, in compagnia di suo nipote e di Pierre-Gustave Joly de Lotbinière. Da quel viaggio essi avevano riportato i primi dagherrotipi dell'Egitto che diedero loro lo spunto per un libro: Excursions daguerriennes. Nel 1855, all'Esposizione Universale di Parigi, Vernet occupò con le sue tele, al pari di Ingres, un'intera sala e ricevette la medaglia d'oro. Questo riconoscimento lo pose al primo posto fra i pittori della sua epoca.

Di Horace Vernet, Sainte-Beuve disse: «Era un uomo di spirito, di carattere amabile, di natura retta, onesta, leale, vivace eppur equilibrata».Sainte-Beuve, Causeries du lundi. E, sempre su di lui, il pittore inglese Edwin Henry Landseer così si espresse: «I quadri di Vernet si pongono al di sopra di quelli di tutti i suoi rivali, perché sono unicamente frutto del suo talento.»

Nel mese di dicembre del 1862 Napoleone III, appreso che Vernet era gravemente ammalato, gli scrisse: Mio caro Monsieur Horace Vernet, vi invio la Croce di Grande Ufficiale della Legion d'Onore, come ad un grande pittore di una grande epoca.Ch. Lahure, Histoire populaire contemporaine de la France. Hachette, Parigi, 1866. Un mese dopo Vernet moriva, a 74 anni. Fu sepolto nel Cimitero di Montmartre.

La Galleria dell'Accademia di belle arti di Napoli possiede il bozzetto Arabo a cavallo, olio su tela, 18,5x14,5 cm, proveniente dalla donazione Palizzi, del 1898..

Alcune opere Tutte le incisioni di Vernet furono vendute all'asta nel 1861. Dipinti Il Massacro dei Mammalucchi della Cittadella del Cairo, 1819, firmato H. Vernet e datato. Ritratto del duca di Orléans. 1819, Museo Condé, Chantilly. Il duca di Orléans chiede ospitalità ai religiosi del Piccolo San Bernardo. circa 1819, Museo Condé, Chantilly. Mazeppa e i lupi, 1826, Avignone, Museo Calvet. Edith ritrova il corpo di Aroldo, 1828, Cherbourg-en-Cotentin, Museo Thomas Henry. Giuditta e Oloferne, 1829, Pau, museo di belle arti. Il Prometeo polacco, 1831, Parigi, Biblioteca polacca. Briganti italiani sorpresi dalle truppe Pontificie, 1831, Baltimora, Walters Art Museum. Presa della "smalah" d'Abd-el-Kader, È questa la più grande tela francese sino al XIX secolo.François Pouillon, La peinture monumentale en Algérie: un art pédagogique. Quaderni di studi africani, Volume 36, 1996. Raffaello in Vaticano, 1832, Museo del Louvre Il Parlamentare e i "Medjeles". 1834, Museo Condé. La battaglia di Jena, 1836, Reggia di Versailles. Il mercato degli schiavi, 1836, Alte Nationalgalerie. Lezione di violino del conte di Parigi. 1842, Museo Condé. Giuda e Tamar, Salon del 1843, firmato H. Vernet e datato 1840, Wallace Collection, Londra. Presa del forte di Malakoff, 1858, Museo Rollin, Autun.

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, 14 dicembre 1839

Riconoscimenti Medaglia d'oro all'Esposizione Universale di Parigi del 1855. Un Comune dell'Algeria, durante la colonizzazione francese, portò il suo nome.

Galleria d'immagini

In letteratura Nell'Avventura dell'interprete greco, appartenente alla raccolta Le memorie di Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle, Sherlock Holmes afferma di essere un discendente di Horace Vernet. Questa notizia viene ripresa nel videogioco Sherlock Holmes e il re dei ladri.

Note

Bibliografia Ad vocem

Ad vocem Catalogo dell'esposizione Horace Vernet (1789-1863), Roma, Accademia di Francia; Parigi, École nationale supérieure des Beaux-Arts, marzo-luglio 1980. Lynne Thornton, Les Orientalistes Peintres voyageurs, ACR Edizione "Poche Couleur, Courbevoie, 1994, ISBN 978-2-86770-060-6. Ad vocem

Voci correlate Briganti italiani sorpresi dalle truppe Pontificie Fotografia Dagherrotipo

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Horace Vernet nella base Joconde

Categoria:Sepolti nel cimitero di Montmartre Categoria:Decorati con la Legion d'onore Categoria:Pittori figli d'arte Categoria:Pittori orientalisti