Carriera scacchistica

Primi anni Emanuel Lasker è nato il 24 dicembre 1868 a Berlinchen (ora Barlinek in Polonia), figlio di uno chazzan. All'età di undici anni fu mandato a Berlino per studiare matematica, e qui visse insieme al fratello maggiore Berthold, medico e forte giocatore di scacchi (considerato da Chessmetrics uno dei migliori giocatori tedeschi intorno al 1890).

Emanuel imparò il gioco dal fratello nel 1889 e ben presto rivelò un talento tale da permettergli di incrementare le proprie entrate giocando a carte e a scacchi al Café Kaiserhof di Berlino. Quell'anno vinse il torneo annuale del Café Kaiserhof e anche il torneo Hauptturnier A, organizzato dalla federazione di scacchi tedesca durante il sesto congresso a Breslavia. In questo torneo i giocatori erano divisi in due gruppi di dieci giocatori, con i primi quattro che si qualificavano per il girone finale. Lasker vinse agevolmente il suo girone con 2,5 punti di vantaggio sul secondo classificato, e nel girone finale concluse a pari merito con il viennese von Feierfeil, aggiudicandosi poi lo spareggio. Con questa vittoria gli fu attribuito il titolo di Maestro, ciò che gli permise di partecipare a tornei di alto livello sia in Germania che all'estero. "The Start of a Chess Career", from Lasker & His Contemporaries, Issue 1, published by Thinkers Press, Inc.

Quello stesso anno iniziò ad imporsi come uno dei giocatori più forti della scena scacchistica europea. Ottenne il secondo posto nel prestigioso torneo di Amsterdam, dietro ad Amos Burn ma davanti ad alcuni tra i migliori giocatori del periodo, tra cui Isidor Gunsberg (considerato da Chessmetrics il secondo giocatore più forte del mondo in quel periodo). Nel 1890 è terzo a Graz e vince a pari merito col fratello Berthold il torneo di Berlino. Nella primavera del 1892 vince due tornei consecutivi a Londra, il secondo dei quali senza perdere nemmeno una partita. L'anno seguente a New York entra nella storia realizzando il punteggio perfetto di 13/13 vincendo tutte le partite del torneo, impresa riuscita pochissime volte in tornei di alto livello.

Oltre alle vittorie nei tornei, Lasker ha disputato diversi match contro i migliori giocatori del periodo (tra cui Curt von Bardeleben nel 1889), Jacques Mieses (1889), Henry Edward Bird (1890 all'epoca sessantenne), Berthold Englisch (1890), Joseph Blackburne (1892, senza perdere una partita), Jackson Showalter (1892–93) e Celso Golmayo Zúpide (1893). Sempre secondo Chessmetrics Lasker diventò il giocatore più forte del mondo all'incirca nella metà degli anni 1890, Lasker sfidò pubblicamente Siegbert Tarrasch, che aveva vinto tre tornei importanti consecutivi (Breslavia 1889, Manchester 1890, e Dresda 1892), ma Tarrasch rifiutò, affermando che Lasker avrebbe dovuto prima provare il suo valore. Nel 1892 fonda la sua prima rivista di scacchi, la London Chess Fortnightly, che chiuse l'anno seguente. Nel 1893 Lasker si trasferì negli Stati Uniti, dove rimase per due anni.

Campione del mondo

Dopo aver ricevuto il rifiuto di Tarrasch, Lasker sfidò direttamente il campione del mondo Wilhelm Steinitz. Inizialmente Lasker ebbe problemi a reperire gli sponsor e i fondi per organizzare il match, anche per via delle restrizioni poste da Steinitz. Alla fine la borsa per i giocatori fu di 2.000 dollari ciascuno, inferiore a quella guadagnata da Steinitz nelle precedenti occasioni, tuttavia il campione in carica attraversava un momento di dissesto finanziario e aveva un bisogno disperato di denaro, pertanto accettò ugualmente di giocare, tentando di far passare la cosa come un gesto di sportività da parte sua.

Il campionato del mondo 1894 fu giocato a New York, Filadelfia e Montréal e le condizioni dell'incontro prevedevano che si sarebbe aggiudicato la sfida il primo a raggiungere le dieci vittorie. Prima dell'inizio dell'incontro Steinitz aveva dichiarato che avrebbe vinto senza alcun dubbio, per questo la vittoria di Lasker nella gara inaugurale fu una grossa sorpresa. Il campione in carica pareggiò alla seconda partita e la situazione rimase in equilibrio fino alla sesta partita in cui il punteggio era 2-2. A quel punto Lasker vinse cinque partite consecutive portandosi sul 7-2, mettendo in crisi Steinitz che chiese una settimana di riposo a causa della troppa fatica accumulata. Al rientro dalla pausa Steinitz sembrò essersi ripreso e iniziò a giocare meglio, pareggiando la prima partita e vincendo le successive due, ma Lasker si riprese tutto il vantaggio alla quindicesima e alla sedicesima e alla diciannovesima chiuse la faccenda per 10-5 con quattro patte diventando il secondo campione del mondo ufficialmente riconosciuto. Dopo l'incontro molti commentatori criticarono la vittoria di Lasker; in particolare Tarrasch affermò che il tedesco aveva vinto solo perché Steinitz era ormai anziano (aveva 58 anni all'inizio del match).

Da campione del mondo partecipò al fortissimo torneo di Hastings 1895, il più forte disputato fino ad allora, in cui concluse al terzo posto (alle spalle di Pillsbury e Čigorin ma davanti a Tarrasch che però lo sconfisse).

Due anni dopo la prima sfida mondiale il nuovo campione concesse la rivincita al suo predecessore, tuttavia in questa seconda occasione Steinitz era oramai prossimo al tramonto e si rivelò nettamente inferiore all'avversario. Lasker vinse le prime quattro partite mettendo una seria ipoteca sul titolo e alla fine vinse per 10-2 con 5 patte. Lasker si dimostrò un fenomenale giocatore di torneo, vinse il torneo di San Pietroburgo 1895, Norimberga 1896, Londra 1899, Parigi 1900.

Nel 1903 perse di misura un match in sei partite contro Čigorin, tuttavia tale match non ebbe in palio il titolo mondiale poiché i giocatori erano obbligati ad utilizzare come apertura sempre il Gambetto Rice (una variante del Gambetto di re), infatti il torneo era finanziato dall'industriale Isaac Rice da cui l'apertura aveva preso il nome. Nel 1904 fondò a New York la rivista Lasker's Chess Magazine, che continuò le pubblicazioni per quattro anni.

Difesa del titolo mondiale I risultati di Lasker nei match compresi nel periodo 1896–97 e 1914 furono schiaccianti: vinse tutte le sfide tranne una, difendendo più volte il suo titolo. Dopo aver vinto la rivincita con Steinitz affrontò Marshall nel match del 1907, nonostante lo stile aggressivo l'americano non fu in grado di vincere nemmeno una partita a fronte delle otto vittorie di Lasker (in 15 partite, punteggio finale 11,5−3,5).Giffard, p.396

L'anno seguente sfidò il tedesco Tarrasch a Düsseldorf e Monaco. Tarrasch era un agguerrito detrattore di Lasker, affermando che gli scacchi sono una disciplina governata da principi ben definiti e che la forza di una mossa sta nella sua logica e non nella sua efficienza. A causa di queste sue convinzioni aveva sempre reputato Lasker un giocatore da bar, capace di vincere le partite solo grazie a "sporchi trucchetti". Per contro Lasker riteneva che Tarrasch fosse più bravo ad intrattenere le persone facendo salotto piuttosto che sulla scacchiera. L'astio tra i due era tale che prima dell'inizio della sfida Tarrasch si rifiutò di rivolgere la parola all'avversario, affermando "Signor Lasker, ho solo una parola per voi: scaccomatto!".Giffard, p. 397. La scacchiera diede un verdetto incontestabile: nelle prime cinque partite Lasker vinse quattro volte, giocando spesso mosse che Tarrasch non capiva. L'esempio più lampante fu nella seconda partita, in cui dopo 19 mosse Lasker si ritrovava sotto di un pedone, con un alfiere bloccato e due pedoni doppiati. Tarrasch era sicuro di avere la partita in pugno, ma nelle mosse seguenti Lasker rivelò i suoi piani di gioco e alla trentanovesima mossa la situazione per Tarrasch era talmente compromessa da dover abbandonare la partita. Lasker vinse la sfida con 8 vittorie contro 3 in 16 gare.Giffard, p. 398. Tarrasch, non ammettendo la sconfitta, addebitò la colpa della propria disfatta al clima umido che lo aveva compromesso a livello di salute.

Nel 1909 Lasker vinse la prima edizione del Chigorin Memorial (alla pari con Akiba Rubinstein). In quell'anno Lasker pattò 2-2 un breve match contro David Janowski e alcuni mesi dopo i due si trovarono di fronte in una sfida più lunga a Parigi, per molto tempo gli storici degli scacchi hanno dibattuto se tale sfida avesse in palio il titolo di campione del mondo.Diversi autori hanno considerato questo match valido per il titolo, tra cui:

Fonti più recenti la considerano solo una partita amichevole:

Lasker vinse la sfida per sette vittorie a uno.

Nel 1910 Lasker affrontò l'austriaco Carl Schlechter. Schlechter era un gentiluomo dell'epoca e nonostante il suo enorme talento molti credevano che la mancanza di vittorie significative nella sua carriera fosse dovuta alla sua indole eccessivamente pacifica e bonaria, che lo portava ad accettare patte anche in posizioni nettamente vantaggiose. Pertanto i favori del pronostico furono tutti per Lasker, che aveva più volte dimostrato la propria inesauribile forza combattiva nei vari tornei di altissimo livello vinti nel corso degli anni. Proprio la sportività di Schlechter lo portò ad accettare condizioni a dir poco scandalose per la disputa della sfida: infatti nel mondiale 1910 lo sfidante era tenuto a sopravanzare il campione di due punti per aggiudicarsi il titolo, pertanto il campione in carica avrebbe mantenuto la corona mondiale anche in caso di sconfitta di un punto. La condizione, già di per sé profondamente ingiusta, era ulteriormente aggravata dalla brevità del match: solo 10 partite. Schlechter, contro ogni previsione, iniziò molto bene mettendo Lasker in grande difficoltà e portandosi sull'1-0 alla quinta partita. Dopo quattro patte lo scacchista viennese si ritrovava all'ultima partita nella paradossale situazione di essere in vantaggio di un punto ma obbligato a vincere ugualmente. L'austriaco si avventurò in un'audace gestione della difesa slava (D11), ma la difesa di Lasker tenne. Sentendosi forzato a vincere a tutti i costi per raggiungere il punteggio richiesto Schlechter rifiutò (o non vide) il modo di ottenere una posizione patta. Così che, lentamente ma inesorabilmente, il campione riuscì a far valere il suo vantaggio di materiale, vincendo la partita e pareggiando il match. Come da accordi presi Lasker manteneva così il titolo con pieno diritto.

Nello stesso anno Lasker concesse la rivincita a Janowski, in questa occasione non vi erano dubbi che in palio vi fosse il titolo mondiale. Lasker si impose ancor più nettamente per otto a zero in appena 11 partite.

Nel 1911 Lasker ricevette la sfida dell'astro nascente cubano José Raúl Capablanca, tuttavia il campione in carica non voleva disputare un match alle dieci vittorie nelle condizioni climatiche tropicali dell'Avana, in considerazione soprattutto del fatto che le patte si erano fatte più frequenti e il match rischiava di essere davvero molto lungo. Lasker fece una controproposta, che replicava le condizioni originarie del match contro Schlechter, ovvero il doppio vantaggio dello sfidante e un limite di trenta partite (o sei vittorie, ma sempre con la condizione di sopravanzare di due punti l'avversario), inoltre Lasker voleva riservarsi il diritto esclusivo di pubblicare un libro sulle partite. Pretese inoltre che lo sfidante mettesse a disposizione una borsa di 20.000 dollari. In una lettera del 20 dicembre 1911 Capablanca scrisse a Lasker le proprie obiezioni sulle proposte del campione, e nella sua risposta Lasker pose fine alle trattative.

L'anno seguente Lasker iniziò le trattative con Akiba Rubinstein, i cui risultati nei tornei recenti lo rendevano il più credibile pretendente al titolo. I due giocatori raggiunsero un accordo, ma lo sfidante non fu in grado di racimolare la somma sufficiente e pertanto la sfida non ebbe mai luogo.