Caldaro sulla Strada del Vino (Kaltern an der Weinstraße in tedesco) è un comune italiano di abitanti della provincia autonoma di Bolzano, in Trentino-Alto Adige.

Situato nell'Oltradige, a sud-ovest di Bolzano, il territorio comunale comprende il lago di Caldaro e si estende fino alle pendici della Mendola. Il comune è inoltre compreso nella Strada del vino dell'Alto Adige.

Caldaro possiede dal 1657 lo status storico di comune mercato (Marktgemeinde), derivante dal privilegio concesso il 20 aprile di quell'anno dall'arciduca Ferdinando Carlo d'Austria, conte del Tirolo, agli abitanti delle giurisdizioni di Caldaro e Laimburg per lo svolgimento di due mercati annuali.

Geografia fisica Situato nell'Oltradige a sud di Appiano e a nord di Termeno sulla Strada del Vino, sorge ai piedi della catena montuosa della Mendola, accanto al bosco di Monticolo (Montiggler Wald).

Lago di Caldaro

Nel territorio comunale si trova il lago di Caldaro, che costituisce uno dei poli del turismo balneare in Trentino-Alto Adige; grazie alla sua ventosità, vi si possono praticare anche la vela e il surf. È lo specchio d'acqua più esteso dell'Alto Adige e raggiunge una profondità massima di circa 6 metri. D'inverno è spesso completamente ghiacciato: quando la calotta è sufficientemente spessa, vi si può altresì praticare il pattinaggio. La sponda meridionale è un biotopo sottoposto a tutela ambientale.

Origini del nome Il toponimo è attestato per la prima volta - nella cosiddetta Vigiliusbrief (lettera di S. Vigilio) - nel IX secolo come Caldare, Caldar e Caldarium, nel 1184 come Caltarn, nel 1519 come Kaltern e Kalthern e deriva probabilmente dal latino caldaria ("caldaia").Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano: Athesia, 1995, p. 177s. ISBN 88-7014-634-0AA.VV., Nomi d'Italia. Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2004.

Dalla sua costituzione nel 1964, è stato aggiunto al nome "Caldaro", la specifica "sulla strada del Vino", assieme ad altri paesi dell'Alto Adige.

Storia Dalle origini al Medioevo Il territorio di Caldaro presenta testimonianze di frequentazione umana risalenti alla preistoria. Nell'area di Klavenz sono state rinvenute tombe a camera attribuite all'età della pietra, mentre nella zona della Tuiflslammer sono documentate tracce di frequentazione neolitica e di un successivo insediamento dell'età del bronzo. Ulteriori testimonianze di insediamenti fortificati preistorici sono state individuate nell'area del Falzig, sul versante rivolto verso Vadena.

Nel Medioevo Caldaro assunse progressivamente una funzione amministrativa per il territorio circostante. A partire dal XIII secolo fu infatti sede di un proprio Landgericht, ossia una circoscrizione giudiziaria territoriale. Nell'ambito dell'espansione dei conti del Tirolo, la giurisdizione venne sottratta all'influenza del Principato vescovile di Trento e affidata dapprima ai signori di Rottenburg; dopo la loro caduta all'inizio del XV secolo, l'amministrazione del distretto passò stabilmente a funzionari del principe territoriale.

L'esistenza di un diritto consuetudinario locale condiviso da Caldaro e Termeno è documentata nel 1439 dalla formula latina usus et consuetudo terre Caldary et cappelle Trameni, riferita alle consuetudini giuridiche vigenti nel territorio di Caldaro e nella cappella di Termeno.

Età moderna Tra il XVI e il XVII secolo il centro conobbe una fase di rilevante trasformazione edilizia, testimoniata dalla costruzione e dalla ristrutturazione di numerose residenze signorili. In questo periodo si affermò il cosiddetto Überetscher Stil (stile dell'Oltradige), linguaggio architettonico regionale nel quale elementi della tradizione tardogotica si unirono a forme derivate dal Rinascimento italiano.

A Caldaro tale stile caratterizzò in particolare le residenze signorili e contribuì in maniera significativa alla formazione dell'aspetto del centro storico. Tra i suoi elementi ricorrenti figurano portali e finestre incorniciati in pietra o marmo, bifore, erker, logge, arcate in arenaria, scale esterne, merlature e cortili interni.

Un ulteriore riconoscimento della funzione economica e territoriale di Caldaro giunse il 20 aprile 1657, quando l'arciduca Ferdinando Carlo d'Austria, conte del Tirolo, concesse agli abitanti della giurisdizione di Caldaro e Laimburg il diritto di tenere annualmente due mercati del bestiame, rispettivamente il 15 giugno e il 6 dicembre, ciascuno della durata di otto giorni. Il privilegio, che contribuì a consolidare la funzione di Caldaro quale centro di riferimento dell'area, fu confermato nel 1663 dall'arciduca Sigismondo Francesco d'Austria. Il Comune fa risalire a tale concessione del 1657 la propria qualifica storica di borgata mercantile (Marktgemeinde).

Età contemporanea Caldaro rimase parte della Contea del Tirolo e, successivamente, dell'Impero austriaco e dell'Austria-Ungheria fino alla conclusione della prima guerra mondiale. Nell'organizzazione amministrativa austro-ungarica il centro mantenne un'importante funzione giudiziaria quale sede del distretto giudiziario di Caldaro.

In seguito alla sconfitta dell'Austria-Ungheria nella prima guerra mondiale e al trattato di Saint-Germain-en-Laye, il territorio dell'Alto Adige venne annesso al Regno d'Italia nel 1920, comprendendo anche Caldaro.

Simboli

Stemma Lo stemma comunale raffigura un paiolo rotondo di rame, munito di manico, in campo d'argento. Il paiolo costituisce un emblema tradizionalmente associato a Caldaro e viene posto in relazione con una delle interpretazioni dell'origine del toponimo, ricondotto al latino caldarium o caldarum, con il significato di «caldaia» o «paiolo». Il Comune segnala inoltre la presenza, nella chiesa di San Nicolò, di un'antica raffigurazione dello stemma.

La forma dello stemma comunale è stata approvata con deliberazione del consiglio comunale n. 160 del 22 novembre 1983.

Bandiera La bandiera orizzontale è un drappo rettangolare troncato di bianco e di rosso, caricato al centro dello stemma comunale. Quella verticale è un drappo rettangolare partito di bianco e di rosso, caricato al centro dello stemma comunale.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, già ricordata nel 1191, oggi si presenta nel suo aspetto tardo settecentesco. Accanto alla chiesa è il campanile gotico alto ben 72,5 m. rovine della basilica di San Pietro, una delle chiese più antiche dell'Alto Adige, raggiungibile attraverso il sentiero della pace che attraversa la gola del Rastenbach

Architetture militari Ex castello di Rottenburg, inglobato nel convento dei cappuccini nella piazza omonima rovine di Castel Leuchtenburg resti di Castel Varco

Nuovo poligono In accordo con la provincia di Bolzano, presso il confine comunale di Caldaro e Vadena verrà costruito un nuovo poligono nell'area di 16 ettari della caserma "Tettoni", al posto di quello che esisteva precedentemente presso l'ospedale San Maurizio di Bolzano. Questo poligono verrà costruito ai piedi del monte di Mezzo (Mitterberg), e avrà una lunghezza di 100 metri, largo da 11 fino a 15 e alto 5, interamente da un manto vegetale, che prevede 7 linee di tiro fino alla terza categoria. Sarà interrato in quanto più conveniente e non più scavato in una galleria, in modo tale da non disturbare la popolazione locale. In cambio, un'area limitrofe al lago verrà utilizzata per fini turistici data la vicinanza al lago.

Aree naturali La stretta gola del Rastenbach è percorribile attraverso scalinate e passerelle, che passando per una cascata, arrivano alla località Castelvecchio.

Società Evoluzione demografica

Lingue e dialetti

Ripartizione linguistica La popolazione di Caldaro è in maggioranza di madrelingua tedesca; dal 1981 si osserva una lieve diminuzione di tale primato. Ripartizione linguistica 1971 1981 1991 2001 2011 2024 Madrelingua italiana 7,01% 5,48% 5,74% 6,64% 7,03% 7,93% Madrelingua tedesca 92,84% 94,34% 93,92% 93,06% 92,61% 91,55% Madrelingua ladina 0,15% 0,18% 0,35% 0,30% 0,36% 0,51%

Cultura Istruzione Scuole A nord della piazza centrale di Caldaro si trova la scuola elementare in lingua tedesca di Caldaro (Grundschule Kaltern), un edificio storicista e Jugendstil, eretto su progetto degli architetti Wilhelm Anton Linke e Hugo Rütter di Monaco di Baviera nel 1908, l'anno del giubileo di trono di Francesco Giuseppe I d'Austria.

Musei Il museo provinciale del vino (Südtiroler Weinmuseum) venne fondato nel 1955 da Matthias Ladurner-Parthanes, Arnold Walch, Walther Amonn, Siegfried Sölva, Heiner Gschwendt e Luis Oberrauch. Aperto da aprile a fine ottobre, offre un percorso espositivo che riassume due millenni di storia della produzione vinicola, sia altoatesina che di altri territori.Hans Grießmair, Museo Provinciale del Vino, Bolzano, Athesia, 1989. ISBN 88-7014-555-7

Economia L'attività economica più importante di Caldaro è la viticoltura: il comune è tra i principali produttori di vino dell'Alto Adige, in particolare la DOC Lago di Caldaro.

Ad essa si lega altresì un consistente flusso turistico soprattutto estivo, attratto anche dal mite clima e dalla presenza del laghetto balneabile.

Infrastrutture e trasporti Dalla località Sant'Antonio (St. Anton) parte la funicolare della Mendola, una delle maggiori infrastrutture europee nel suo genere: inaugurata nel 1903 copre un percorso di oltre 2 km fino all'omonimo passo.

Il paese si trova lungo la Strada del Vino dell'Alto Adige, un percorso pubblicizzato con appositi cartelli, lungo il quale insistono valori naturali, culturali e ambientali, vigneti e cantine di aziende agricole singole o associate aperte al pubblico. Accanto a questa, transita la ciclabile dell'Oltradige.Pista ciclabile dell’Oltradige: Bolzano - Appiano - Caldaro, su suedtirolerland.it

Fra il 1903 e il 1971 il comune fu capolinea della ferrovia Bolzano-Caldaro, che vi effettuava ben quattro fermate (Caldaro paese, Sant'Antonio, Seligo e Monticolo-Pianizza).

Amministrazione Sindaci

Gemellaggi ; .

Sport Hockey su ghiaccio La principale società cittadina di hockey su ghiaccio è lo SV Kaltern-Caldaro, fondato nel 1962 e affiliato alla Federazione Italiana Sport del Ghiaccio. La prima squadra partecipa all'Italian Hockey League.

Le partite casalinghe vengono disputate alla Raiffeisen Arena di Caldaro, impianto utilizzato per l'hockey su ghiaccio e altre discipline del ghiaccio.

Vela Il lago di Caldaro ospita attività veliche e competizioni organizzate dall'Associazione Vela Lago di Caldaro (Segelverein Kalterer See), società che svolge attività di formazione e allenamento e promuove la partecipazione alle regate. Sul lago vengono disputate regate di diverse classi veliche, tra cui Finn, 470, ILCA e Optimist.

Note

Bibliografia Leo Andergassen (a cura di), Kirche in Kaltern - Geschichte, Kult und Kunst. In Erinnerung an den Bau der Pfarrkirche vor 200 Jahren, Caldaro, Parrocchia di Caldaro, 1992. Luisa Bellina et al., Vendemmia letteraria a Caldaro: vino e paesaggio, terra e gente, storia e storielle, Innsbruck, Skarabäus-Verlag, 2006. ISBN 3-7082-3212-7 Hubert Felderer, Häuser in Kaltern - ein Beitrag zur Häusergeschichte der Marktgemeinde Kaltern mit Schwerpunkt in der zweiten Hälfte des 18. Jahrhunderts, in «Der Schlern», 81, 2007, pp. 74–97. Franz-Heinz Hye, Die Marktgemeinde Kaltern: Aspekte ihrer älteren Geschichte, in «Der Schlern», 81, 2007, pp. 4–15. Sighard Rainer et al., Gli edifici moderni di Caldaro - esempi di architettura contemporanea, Caldaro, 2008. Hartmann O. Wirth, Wörterbuch der Kalterer Mundart. Pubblicazione dell'autore, 2020.

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