Ha effettuato il primo trapianto di fegato umano nel 1963 ed è stato un pioniere nel trapianto di rene. Definito "il padre della trapiantologia moderna", ha continuato il suo lavoro pionieristico aiutando a sviluppare farmaci che rendessero i trapianti di organi più sicuri ed efficaci. Grande è stato il suo contributo nei campi della chirurgia generale e toracica e della neurofisiologia.

Biografia

Famiglia Thomas Earl Starzl nacque l'11 marzo 1926 a Le Mars, Iowa, da Roman Frederick Starzl, figlio di padre immigrato Austro-ungarico dalla Boemia e madre americana di origine tedesca, direttore ed editore del Post Globe, un giornale locale in lingua inglese e di Anna Laura Fitzgerald, un'infermiera, figlia di immigrati irlandesi. Secondogenito, Starzl aveva un fratello più vecchio, John, e due sorelle più giovani, Nancy (morta in giovane età di cirrosi epatica) e Marnie. Dopo la morte della madre, avvenuta il 30 giugno 1947 a causa di un cancro al seno, il padre si risposò con un'altra donna irlandese, Rita Kenelay, dal quale matrimonio Starzl ebbe una sorellastra, Cathy, nata nel 1955. Colpito per ben due volte da ictus, suo padre morì all'età di 76 anni.Thomas Earl Starzl, Ai limiti del possibile, Memorie di un chirurgo dei trapianti, Longanesi & C., Edizione italiana a cura di Luigi Rainero Fassati, 1993, Milano. pag. 9-11.

Gli anni giovanili Thomas E. Starzl cominciò a lavorare al Globe Post da quando aveva dodici anni, prima come semplice trasportatore di carta, poi svolgendo tutti quei lavori che suo padre stesso gli aveva insegnato, sviluppando quella destrezza manuale che avrebbe impiegato nella sua carriera di chirurgo. Contemporaneamente, frequentò le scuole pubbliche, sia elementari che medie, in una piccola scuola nello Iowa dell'Ovest, mostrando grande interesse per le materie umanistiche. Nel 1944 si arruolò in Marina, riuscendo comunque a diplomarsi al Westminster College di Fulton nel Missouri; dopo il congedo dal servizio militare, si concentrò su quegli studi che gli avrebbero consentito l'ammissione alla facoltà di Medicina della Northwestern University a partire dal settembre 1947. La licenza liceale, che conseguì in quello stesso anno, coincise con la morte della madre, evento che creò in lui un grosso trauma, dal momento che anche l'armonia familiare si guastò. Non volendo più lavorare al Globe Post, accettò un impiego in una ditta di costruzioni per il resto dell'estate.Ibid. pag. 12-31.

I primi passi come medico A partire dal settembre 1947 fu ammesso alla facoltà di Medicina della Northwestern University e dopo l'anno di matricola, nel 1948, sapendo di non poter più dipendere economicamente dal padre, trovò un lavoro provvisorio al Chicago Tribune come correttore di bozze; più tardi, ebbe un'altra fonte di guadagno lavorando in un ambulatorio chirurgico nel ghetto di Chicago, dove il 10% degli studenti di Medicina si mantenevano curando i lavoratori che si infortunavano o che erano rimasti invalidi per cause di servizio. Alla Northwestern rimase cinque anni invece dei soliti quattro, perché lavorò come ricercatore con il Dott. Horace Winchell Magoun, un professore di neuroanatomia: in questo periodo Starzl sviluppò una tecnica di registrazione per rilevare le risposte del cervello agli stimoli sensoriali. Nel 1950 Magoun lasciò la Northwestern University per un nuovo incarico all'Università di Los Angeles, dove fondò il dipartimento di Anatomia; Starzl lo raggiunse nel 1951 per completare il suo dottorato di ricerca in neurofisiologia. Nutrendo la segreta speranza di diventare medico, decise poi di dedicarsi alla medicina clinica, ma Magoun prese accordi affinché andasse al Karolinska Institute di Stoccolma per un internato con il neurofisiologo Ragnar Granit, che più tardi avrebbe vinto il premio Nobel. All'inizio del giugno del 1952 Starzl si laureò ricevendo i tre attestati di dottorato di ricerca, laurea e abilitazione all'esercizio della professione medica.Ibid. pag. 32-44

L'ascesa di Starzl chirurgo Al Johns Hopkins, Baltimora Starzl si iscrisse al prestigioso programma di formazione chirurgica presso la Johns Hopkins University Hospital, a Baltimora, nel 1952 e il primo luglio iniziò l'internato. L'Hopkins era un trampolino di lancio: il livello medio delle tecniche chirurgiche e l'opportunità di fare esperienza clinica non avevano concorrenti in nessun'altra università, anche se lo stipendio concesso agli internati era solo simbolico. Il 27 novembre 1954, quando ormai stava per terminare il suo periodo di ricerca sperimentale al laboratorio di William Stewart Halsted, sposò Barbara June Brothers di Hartville, Ohio. I due ebbero tre figli: Timothy, Rebecca e Thomas; il matrimonio sarebbe finito con il divorzio nel 1976, in parte, come ammesso dallo stesso Starzl, a causa del suo programma di lavoro senza sosta. Un anno e mezzo dopo, all'inizio della primavera del 1956, decise di trasferirsi all'Università di Miami dove era stata fondata da poco una nuova facoltà di Medicina con un Dipartimento di Chirurgia, il Jackson Memorial Hospital, e completare lì l'ultimo anno di specializzazione. Diversi furono i motivi di questa sua scelta, in particolare ad un aumento delle necessità economiche si accompagnava la difficoltà nell'adattarsi al sistema di lavoro dell'Hopkins, che non lasciava alcuno spazio all'inventiva e all'azione personale.Ibid. pag. 45-55

Al Jackson Memorial Hospital di Miami, Florida Durante questo periodo, qualcosa nel subconscio sembrò spingerlo verso il fegato, grande nemico dei chirurghi: coloro, che avevano provato ad asportarne una parte, avevano esposto il paziente a rischi mortali di emorragia. Siccome non c'era possibilità di operare animali di grossa taglia, fece esperimenti sui cani ottenuti dal canile della città, allestendo una sala operatoria in un garage vuoto di fronte al pronto soccorso del Jackson Memorial Hospital. Starzl sviluppò una nuova tecnica per rimuovere il fegato, primo passo nel trapianto di questo organo, metodo pubblicato e diventato standard mondiale.Ibid. pag. 56-71

Il ritorno a Chicago Nel 1958 tornò alla Northwestern University di Chicago, dove aveva accettato una borsa di studio in chirurgia toracica per la sola ragione di superare l'esame di abilitazione, che gli avrebbe consentito di esercitare la professione di chirurgo. Un anno dopo ottenne il diploma definitivo di specializzazione, superando gli ultimi esami nell'ottobre del 1959. Ancora più importanti furono due premi ricevuti per finanziare la sua ricerca sperimentale: il primo consisteva in una sovvenzione quinquennale da parte del National Institutes of Health, il secondo era la prestigiosa borsa di studio Markle, che lo convinse a rimanere in ambito accademico. Il primo luglio del 1959 diventò il secondo chirurgo a tempo pieno della facoltà di medicina della Northwestern University per quattro anni: durante questo periodo perfezionò ulteriormente le tecniche di trapianto di fegato.Ibid. pag. 72-87

Al Denver VA Hospital, Colorado Nel dicembre del 1961, Starzl accettò l'incarico di professore associato in chirurgia presso la University of Colorado School of Medicine, a Denver, credendo che gli potesse offrire maggiori possibilità di sviluppare un attivo programma di trapianto d'organo. Già dalla fine del 1950 i chirurghi avevano cominciato a sperimentare i primi farmaci immunosoppressori per evitare il rigetto di un organo trapiantato, rendendo possibile per la prima volta il trapianto. Nonostante il suo interesse per il trapianto di fegato umano, Starzl lo considerava troppo rischioso rispetto alle conoscenze di immunosoppressione di allora: l'unica debole speranza era rappresentata dal trattamento con la 6-Mercaptopurina in grado di attenuare e ritardare il rigetto. Il 27 marzo 1962 Starzl eseguì la sua prima operazione di trapianto di rene a Denver fra gemelli monovulari. L'operazione fu un successo, ma il suo vero obiettivo rimaneva il fegato e ben presto si sarebbe dedicato a quella sfida.Ibid. pag. 101-110

I primi trapianti di fegato Il primo marzo 1963, cinque anni prima che il chirurgo Christiaan Barnard eseguisse il primo trapianto di cuore umano, Starzl tentò il primo trapianto di fegato al mondo. Il suo paziente fu un bambino di tre anni chiamato Bennie Solis, affetto da atresia delle vie biliari, una malattia per la quale non esisteva alcun trattamento medico e alcuna speranza di vita. Durante l'intervento, il sangue del bambino non coagulò ed egli morì dissanguato, nonostante il tentativo di fermare l'emorragia; l'operazione non fu portata al termine. Starzl fu ampiamente criticato ma, imperterrito, tentò di nuovo nel maggio 1963.Ibid. pag. 115-117 Questa volta, diede al suo paziente, un uomo con il cancro al fegato, enormi quantità di fibrinogeno, una proteina che favorisce la coagulazione del sangue. L'operazione sembrò essere un successo ma il paziente morì tre settimane dopo per le medesime complicanze. Nonostante il secondo paziente fosse sopravvissuto per poco più di tre settimane, l'operazione di Starzl rappresentò una pietra miliare per la chirurgia e in pochissimo tempo egli diventò un chirurgo di fama internazionale.

Il prosieguo della carriera medica Negli anni successivi, Starzl lavorò per risolvere il problema della mancata coagulazione del sangue e del rigetto dei tessuti. Nella primavera del 1964 diede inizio alla più grande ricerca sulla tipizzazione tissutale che fosse mai stata fatta. Già dal 1960 il medico Paul Terasaki della University of California, Los Angeles aveva sviluppato un metodo per la rilevazione degli antigeni dei tessuti, gli agenti responsabili del rigetto; questo diede il via alla ricerca nel campo dell'istocompatibilità umana: tali studi permisero di abbinare donatori e riceventi, in maniera tale che i tessuti risultassero compatibili tra loro. Starzl, inoltre, rivolse la sua attenzione allo sviluppo di farmaci che bloccassero il rigetto del nuovo organo da parte del sistema immunitario: oltre alla combinazione di Imuran-Prednisone, egli sperimentò una nuova sostanza chiamata siero antilinfocitario (ALG) che, sebbene fosse utilissimo nel curare il rigetto, non poteva essere usato per lungo tempo, perché aveva come effetto collaterale una maggiore incidenza di infezioni virali, comprese quelle associate alla formazione di un nuovo cancro.Ibid. pag. 138-145.

Nel luglio del 1967 Starzl era pronto a tentare il trapianto di fegato nuovamente: questa volta i pazienti furono neonati e bambini affetti da diverse malattie epatiche. Gran parte degli interventi eseguiti ebbero successo anche se alcuni dei pazienti, sopravvissuti all'operazione, morirono poco tempo dopo per malattie non correlate al trapianto. Entro la fine del 1970, il tasso di sopravvivenza per i trapiantati di fegato era salito al 40 per centoIbid. pag. 184-191.

Nel periodo compreso tra il 1970 e i primi anni del 1980 la carriera di Starzl toccò il suo apice: dopo essere stato promosso a professore di chirurgia presso l'Università del Colorado nel 1964, fu fatto presidente del dipartimento nel 1972.

Alla fine degli anni settanta Starzl iniziò degli esperimenti con un nuovo farmaco, la Ciclosporina, la quale aveva un'efficacia superiore nella prevenzione del rigetto dell'organo. La sua introduzione diede un segnale incoraggiante, perché fece aumentare il tasso di sopravvivenza nei trapiantiIbid. pag. 233-237.