La criminofobia è una condizione psicologica dove prevale il timore di rimanere vittima di un reato, indipendentemente dall'effettiva probabilità ad esserlo realmente.Hale, C. (1996). Fear of crime: A review of the literature. International Review of Victimology, 4, 79-150.Farrall, S., Jackson, J. & Gray, E. (2007). Theorising the fear of crime: The cultural and social significance of feelings of insecurity. Published on the Social Science Research Network: https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=1012393.

Analisi Tale fobia, analogamente con altre sindromi simili, è caratteristica della cultura occidentale fin dalle sue origini.Pearson, G. (1983) Hooligan: A History of Respectable Fears. Palgrave Macmillan. p 236. La criminofobia nell'opinione pubblica assume diverse sfumature, dando luogo a teorie e a diversi atteggiamenti sul rischio di vittimizzazione. Inoltre vi è la tendenza a percepire e a distinguere certe situazioni come più pericolose, ampliando il significato socio-culturale del crimine nella vita quotidiana della gente.Gabriel, U. & Greve, W. (2003). The psychology of fear of crime: Conceptual and methodological perspectives. British Journal of Criminology, 43, 600-614.Jackson, J. (2004). 'Experience and Expression: Social and Cultural Significance in the Fear of Crime', British Journal of Criminology, 44: 946-966. Le percezioni, le teorie e i comportamenti posseggono il potere di condizionare, e all'estremo rovinare, singole o gruppi di persone, per esempio, nel caso si creda una qualsiasi area urbana come “zona proibita”, da evitare a tutti i costi, percezione che mina dalle fondamenta la coesione sociale, la fiducia e le relazioni del vicinato.Stafford, M., Chandola, T., & Marmot, M. (2007). Association between fear of crime and mental health and physical functioning. American Journal of Public Health, 97, 2076-2081.Jackson, J. & Stafford, M. (2009). Public health and fear of crime: A prospective cohort study. British Journal of Criminology, 49, 6, 832-847Jackson, Jonathan, Gray, Emily and Brunton-Smith, Ian, Decoding Disorder: On Public Sensitivity to Low-Level Deviance (March 10, 2010). Available at SSRN: https://ssrn.com/abstract=1567953.

La risposta emozionale alla criminofobia, fino a certi livelli può essere salutare. Gli psicologi hanno evidenziato di come la tensione psichica è un grado di stimolare l'attività di risoluzione dei problemi, incentivare la cura di sé e prendere dovute precauzioni,Jackson, J. & Gray, E. (2010). Functional fear and public insecurities about crime, British journal of criminology, 50, 1, 1-21. il che permette di distinguere tra un comportamento ansioso di livello medio-basso che induce alla prudenza e la preoccupazione contro-producente che non favorisce il benessere.Gray, E., Jackson, J. and Farrall, S. (2011). ‘Feelings and Functions in the Fear of Crime: Applying a New Approach to Victimisation Insecurity', British Journal of Criminology, 51, 1, 75-94 I fattori che influenzano la criminofobia sono: Psicologia del rischioJackson, J. (2006). Introducing Fear of Crime to Risk Research, Risk Analysis, 26, 1, 253-264Jackson, J. (2011). 'Revisiting Risk Sensitivity in the Fear of Crime', Journal of Research in Crime and Delinquency. DOI: 10.1177/0022427810395146. Rappresentazioni della vittimizzazione (tramite i mass media) Opinione pubblica sulle relazioni di vicinato e parentelaSkogan, W. and Maxfield, M. (1981) Coping with Crime, Beverly Hills: Sage.Wilson. J.Q. and Kelling, G.L. (1982). ‘Broken Windows’. Atlantic Monthly, March, 29-38. Altri fattori dove la criminofobia nasconde un'ansia verso il mantenimento della pace socialeMerry, S. (1981). Urban Danger: Life in a Neighborhood of Strangers. Philadelphia: Temple University Press.Girling, E., Loader, I. & Sparks, R. (2000). Crime and Social Control in Middle England: Questions of Order in an English Town. London: Routledge. Vi sono poi altri condizionamenti di ordine culturale: secondo alcuni studiosi,Lee, M. (1999). The fear of crime and self-governance: Towards a genealogy. The Australian and New Zealand Journal of Criminology, 32, 227-246.Lee, M. (2001). The genesis of ‘fear of crime’. Theoretical Criminology, 5, 467-485.Zedner, L. (2003). Too much security? International Journal of the Sociology of Law, 31, 155-184.Furedi, F. (2006). The politics of fear: Beyond left and right. London: Continuum Press. l'epoca moderna ha indotto le persone a diventare particolarmente sensibili sulle questioni di sicurezza ed insicurezza.

Aspetti emotivi della criminofobia Aspetto cruciale della criminofobia è l'ampiezza delle emozioni causate nei cittadini nel grado di vittimizzazione. Mentre la gente può sentirsi tesa e allarmata sul numero di reati o sulle prospettive di un particolare reato, le ricerche solitamente chiedono: "di cosa hai paura?" o "quanto sei preoccupata di...?". Le risposte vertono su due dimensioni della paura: Tutti i momenti di tensione che si avvertono quando una persona si sente in pericolo; Un generale senso di ansietà sul pericolo. Mentre le cifre standard della criminofobia variano tra il 30% ed il 50% in Inghilterra e in Galles, i sondaggi indicano che alcune persone attualmente non si sentono mai al sicuro.Farrall, S. & Gadd, D. (2004). The frequency of the fear of crime. British Journal of Criminology, 44, 127-132.Gray, E., Jackson, J. and Farrall, S. (2008). Reassessing the Fear of Crime, European Journal of Criminology, 5, 3, 363-380. Per tali motivi si tende a distinguere tra paura, intesa come emozione, e tra ansia, intesa come sensazione.Warr, M. (2000). Fear of crime in the United States: Avenues for research and policy. Criminal Justice, 4: 451—489.Sacco, V. (2005). When Crime Waves, Sage Publications/Pine Forge Press, Thousand Oaks, CA. Si deve notare, comunque, che alcune persone possono essere più propense ad ammettere le proprie preoccupazioni e le proprie debolezze rispetto agli altri.Sutton, R. M., & Farrall, S.D. (2005). Gender, socially desirable responding and the fear of crime: Are women really more anxious about crime? British Journal of , 45, 212-224.

Aspetti cognitivi della criminofobia Gli aspetti cognitivi dipendono dalle differenti percezioni della vittimizzazione personale, includendo il comportamento dell'opinione pubblica su una data questione criminale, per esempio, se un reato è aumentato, diminuito o si stabilizza nel tempo. Dal 1972 al 2001, il Gallup Poll indicava che secondo gli americani il numero di reatiVanderveen, G. (2006). Interpreting Fear, Crime, Risk and Unsafety. BJU Legal Publishers, The Netherlands. era diminuito. Di converso, l'aspetto cognitivo della criminofobia include la percezione che una persona ha sulla possibilità di diventare una vittima, senso pubblico del controllo sull'eventualità, e stima pubblica sulle conseguenze del crimine. Le persone che si sentono particolarmente vulnerabili alla vittimizzazione sono più orientate a vedersi come possibili obiettivi dei criminali in quanto incapaci di controllare la possibilità di diventare, proprio possibili obbiettvi.Jackson, J. (2009). A Psychological Perspective on Vulnerability in the Fear of Crime. Psychology, Crime and Law, 15, 4, 365-390. Inoltre, questi tre modalità differenti di percezione del rischio possono interagire fra loro: l'impatto della percezione sulla risposta emotiva è decisamente più forte in quelle persone che enfatizzano le conseguenze e minimizzano l'auto-efficacia.Warr, M. (1987). Fear of victimisation and sensitivity to risk. Journal of Quantitative Criminology, 3, 29-46.

Aspetti adattivi della criminofobia Un terzo modello per valutare la criminofobia è di domandare alla gente se per caso sono soliti ad evitare una zona urbana in particolare, proteggerne altre o prendere precauzioni di sorta. Tale modello può diventare relativamente utile, perché le domande si riferiscono al comportamento attuale e a fatti obiettivi, quali l'ammontare di risorse investite negli impianti di allarme domestici o negli infissi blindati. Alcuni livelli di paura, come già detto, possono favorire il livello di sicurezza sociale, creando delle difese naturali contro il crimine. In altre parole, quando il rischio è reale, un livello specifico di paura può essere funzionale: preoccuparsi del crimine può indurre a prendere delle precauzioni che aumentano la percezione di sicurezza e diminuiscono il rischio di commettere un reato.

I condizionamenti dell'opinione pubblica Forse la più grande influenza delle criminofobia è ciò che pensa la gente sulla sicurezza urbana, sulla coesione sociale o sull'efficacia delle politiche pubbliche.Perkins, D. & Taylor, R. (1996). Ecological assessments of community disorder: Their relationship to fear of crime and theoretical implications. American Journal of Community Psychology, 24, 63-107.Wyant, B.R. (2008). Multilevel impacts of perceived incivilities and perceptions of crime risk on fear of crime isolating endogenous impacts. Journal of Research in Crime and Delinquency, 45, 39-64. La percezione del rischio di commettere un reato sta iniziando a condizionare il modo di vedere i problemi della stabilità sociale, di consenso morale e dei processi informali sociali che fanno da sfondo all'ordine sociale di un quartiere.Bannister, J. (1993). Locating fear: Environmental and ontological security. In H. Jones (Ed.), Crime and the urban environment (pp. 69-84). Aldershot: Avebury. Tali questioni quotidiane producono informazioni distorte e generano un senso di insicurezza e sfiducia nelle istituzioni.Innes, M. (2004) Signal crimes and signal disorders: Notes on deviance as communicative action. British Journal of Sociology, 55, 317-334.Tulloch, M. (2003). Combining classificatory and discursive methods: Consistency and variability in responses to the threat of crime. British Journal of Social Psychology, 42(3), 461-476.Goffman, E. (1971) Relations in Public. New York: Basic Books.

Molte persone, inoltre, esprimono le proprie paure su questioni quali la decadenza morale, il conflitto tra generazioni, l'aumento delle ingiustizie e del divario sociale, ed il capitale sociale.Farrall, S., Jackson, J. and Gray, E. (2009). ‘Social Order and Fear of Crime in Contemporary Times’, Oxford: Oxford University Press, Clarendon Studies in Criminology. La gente può giungere a diverse conclusioni sui medesimi ambienti sociali o geografici: due persone che vivono alla porta accanto e condividono il medesimo vicinato possono vedere in maniera diversa il medesimo problema.Carvalho, I. & Lewis, D. A. (2003). Beyond community: Reactions to crime and disorder among inner-city residents. Criminology, 41, 779-812.Sampson, R. J. and Raudenbush, S. W. (2004). Seeing Disorder: Neighborhood Stigma and the Social Construction of "Broken Windows". Social Psychology Quarterly 67: 319-342. Perché, dunque, la gente mostra livelli differenti di tolleranza e sensibilità su questioni così cruciali? I criminologi suggeriscono che l'ansia sociale può mutare sensibilmente i livelli di tolleranza in un dato ambiente.Jackson, J. (2004) ‘Experience and Expression: Social and Cultural Significance in the Fear of Crime.' British Journal of Criminology, 44, 6, 946-966.Farrall, S., Jackson, J. and Gray, E. (October 2009). ‘Social Order and the Fear of Crime in Contemporary Times’. Oxford: Oxford University Press, Clarendon Studies in Criminology. Le persone che posseggono più punti di vista sulla legge e sull'ordine, possono essere più orientate a percepire il disordine nel proprio habitat e possono anche essere più inclini a collegare le caratteristiche geografiche con i problemi di coesione e di consenso sociale.

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